sabato 24 marzo 2018

UN PARCO ARCHEOLOGICO



FU NEL 1985 E NELL’OCCASIONE DELLE ELEZIONI PROVINCIALI ( il PCI elesse nelle prime elezioni dirette, e nel nostro Collegio Partinico Monreale ,prima GiovanniRuffino sostituito da Vincenzo Fedele e poi Marco La Fata) che proponemmo in un Dossier elettorale la nascita di un PARCO ARCHEOLOGICO che includesse la antica città Jatina fino ad arrivare all’invaso nelle cui vicinanze in contrada Azzalora e in una proprietà dei sigg.Bonomo,avevamo individuato una NECROPOLI che la Soprintendente di Palermo da noi invitata defini' quale d’epoca Sicana.La scoperta fu ritenuta come un fatto storicamente eccezionale considerato che il popolo Sicano s’insedio’ al centro della Sicilia e raramente ebbe insediamenti dalle nostre parti.Si tratta di tombe scavate nel tufo(vedi foto) e che ancora ad oggi seppur non piu’ visitabili in quanto circondate da recinzione, rappresentano una importante testimonianza al punto che col Gruppo studi e Ricerche e con l’allora sindaco Giuseppe Di Trapani convenimmo di realizzare un cantiere speciale di lavoro con lo scopo di creare le condizioni per la loro salvaguardia e valorizzazione.Come capita dalle nostre parti e anche per il ciclico avvicendamento dei sindaci ,tutto si areno’ e il progetto non ebbe,poi,alcun seguito. Per cui,come sempre,si tratto’ di un’occasione perduta per far crescere ulteriormente il livello culturale e turistico del nostro territorio carico di storia ancora ad oggi visibile, ancora ad oggi palpabile.Dunque nel nostro Dossier elettorale per le provinciali proponemmo,tra le tante altre cose, di realizzare un PARCO ARCHEOLOGICO che partendo dalla citta’ Jatina col suo splendido teatro di oltre 5000 posti arrivasse fino all’invaso Poma ,risorsa preziosa non solo per gli usi idrici ma per quel che rappresenta in un territorio un lago seppur artificiale, e poi fino al mare.E il progetto doveva completarsi con la realizzazione della veloce Partinico-Corleone successivamente progettata,finanziata,appaltata ma stroncata dalla demagogica miopia di una politica rimasta ai livelli di un triste quanto povero provincialismo.
Noi pensavamo alla valorizzazione della citta’Jatina ragionando su quanto accadeva allora in Sicilia : l’INDA, l’istituto del dramma antico, finanziava l’alternanza delle rappresentazioni classiche e al Teatro greco di Siracusa e al Teatro di Segesta nell’anno successivo.Dunque pensavamo e proponevamo, la possibilità che nell’anno delle rappresentazioni a Siracusa si potesse ,nella nostra Sicilia occidentale, rappresentare al Teatro Jatino e l’anno appresso a Segesta.Tutto questo avrebbe avuto necessita’ d’impegno non solo delle amministrazioni locali ( che non ci fu sebbene come a S.Ciprello e S.G Jato amministrazioni anche con sindaci comunisti) ma sopratutto della Regione siciliana per i relativi, necessari investimenti.UNA DELLE TANTE OCCASIONI MANCATE COME IL PROGETTO DEL PARCO DELLO JATO DI CUI SUCCESSIVAMENTE DIREMO
NELLE FOTO: tombe sicane in contrada Azzalora e il teatro antico della citta' jatina.

sabato 17 marzo 2018

COMITATO INVASO POMA-IL DOCUMENTO E LA PIATTAFORMA APPROVATI DAI CONSIGLI COMUNALI RIUNITI IN SEDUTA CONGIUNTA GIORNO 14 MARZO PRESSO LA CANTINA BORBONICA







All’On. Presidente della Regione Siciliana
All’On. Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana
LORO SEDI
I cambiamenti climatici che hanno colpito la nostra Regione, riducendo drasticamente le risorse idriche negli invasi, ha spinto i Sindaci con le Presidenze dei Consigli comunali, organizzazioni sindacali e di categoria, Associazioni e singoli cittadini a costituire nel nostro territorio il COMITATO INVASO POMA e che oggi, 14 marzo 2018, si sono incontrati a Partinico in un Consiglio congiunto per discutere, proporre, decidere.
Lo scopo del Comitato è quello di costruire una politica a breve, medio e lungo termine che garantisca il bacino idrografico a monte del Lago Poma e quindi il corretto e fluido decorso delle acque nell'Invaso Poma attraverso il fiume Jato. In questo modo è possibile assicurare nell’immediato e nel futuro sia l’acqua per le nostre città costiere che in estate vedono aumentare in maniera esponenziale i loro residenti, che le nostre campagne di cui oltre 7000 ettari irrigate.
L’acqua ha trasformato radicalmente le tradizionali coltivazioni del nostro comprensorio per cui la mancanza di questa risorsa apporterebbe gravissimi danni alla produzione e al reddito di migliaia di famiglie. 
Il nostro territorio, come è ben noto, dispone sia di un invaso frutto di epiche lotte popolari con la guida di Danilo Dolci, che delle reti di distribuzione, seppur in stato di grave precarietà, così come di una struttura operativa del Consorzio di Bonifica Pa2. 
Ma dispone, altresì, di progetti che se realizzati nei tempi dovuti potrebbero costruire una politica della salvaguardia dei bisogni idrici e delle città costiere e delle campagne limitando i disastri provocati dalle ormai cicliche crisi provocate dalle siccità.
A questo bisogna rispondere non certo con le improvvisazioni e accomodamenti, così come è stato fino ad oggi, ma con razionali, rapidi, urgenti interventi. 
Per tali ragioni i Consigli comunali congiunti di Partinico, Trappeto, Balestrate, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Montelepre, Giardinello, Terrasini, Piana Degli Albanesi, hanno elaborato ed approvato le proposte che sottoponiamo alle attenzioni delle SS.LL.
PIATTAFORMA APPROVATA NEL CONSIGLIO COMUNALE CONGIUNTO ED IN SEDUTA APERTA DEL 14 MARZO 2018
REAL CANTINA BORBONICA PARTINICO
INTERVENTI A BREVE TERMINE :
1. VALUTAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE ESISTENTI NELL’INVASO ALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA IRRIGUA; 
2. PRESENZA DI UN MEMBRO DEL COMITATO AL TAVOLO TECNICO DI ASSEGNAZIONE DELLE QUOTE DI RISORSE IDRICHE SIA ALLE CITTA’ COSTIERE CHE ALLA CAMPAGNA;
3. INTERVENTI DI MANUTENZIONE PER RIPRISTINO DELLA FUNZIONALITA’ DELLE RETI IRRIGUE DI DISTRIBUZIONE NEI LOTTI DELL’INVASO E PRIMA DELL’INIZIO DELLA STAGIONE IRRIGUA ; 
4. DEFINITIVA FUNZIONALITA’ DELL’IMPIANTO ACQUE REFLUE DEL COMUNE DI BORGETTO DA IMMETTERE NEL PRIMO LOTTO;
5. RIORGANIZZAZIONE DELL’UFFICIO DI PARTINICO DEL CONSORZIO DI BONIFICA PA2 
6. MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ACQUA DELL'INVASO POMA
7. COSTITUZIONE DI UNA CONSULTA PERMANENTE DEL COMPRENSORIO IRRIGUO DELL’INVASO POMA COMPOSTA DAI SOGGETTI DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE COINVOLTI 
INTERVENTI A MEDIO TERMINE:
1. FINANZIAMENTO AL CONSORZIO DI BONIFICA PA2 DEL PROGETTO ESECUTIVO DI INTERVENTO SUL 1° LOTTO SOLLEVATO;
2. VERIFICA DELLE CONDIZIONI DELL’IMPIANTO DI RECUPERO ACQUE REFLUE CONTRADA INCRASTONE DI PARTINICO E RELATIVI INTERVENTI PER LA FUNZIONALITA’ CON IMMISSIONE NEL SECONDO LOTTO A CADUTA;
3. INTERVENTI PER LA SISTEMAZIONE DEFINITIVA DEL PERIMETRO VIARIO DELL’INVASO POMA;
4. INTERVENTI DI RAFFORZAMENTO DELLA FORESTAZIONE A PROTEZIONE DELL’INVASO;
5. MONITORAGGIO DELLA FAUNA SELVATICA PRESENTE NELL'INVASO POMA
6. RIPRISTINO DELL'IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DELL'ACQUA DAL GARCIA NEL FIUME JATO.
7. DEFINITIVA SOSTITUZIONE DEL CEMENTO AMIANTO CON CUI E’ COSTITUITA LA RETE IRRIGUA CON MATERIALE COMPATIBILE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE.
8. OPERA DI SOLLEVAMENTO ACQUE CHE DIA LA POSSIBILITA' DI IRRIGARE TERRENI RICADENTI NEI COMUNI DI SAN GIUSEPPE JATO E SAN CIPIRELLO A MONTE DEL LAGO POMA
9. INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI ARGINI DEL FIUME JATO
10. MONITORAGGIO DELLA FAUNA E DELLA FLORA LUNGO IL CORSO DEL FIUME JATO CHE RAPPRESENTA UN IMPORTANTE CORRIDOIO ECOLOGICO DELLA ZONA
11. OPERA DI SOLLEVAMENTO ACQUE DELLA DIGA GARCIA PER L'IRRIGAZIONE DEI CAMPI A MONTE DEL LAGO POMA E PER ALIMENTARE LO STESSO LAGO POMA.
INTERVENTI A LUNGO TERMINE
1. PROGRAMMAZIONE DELL'ORDINAMENTO COLTURALE DELLA SUPERFICIE IRRIGUA
2. REDAZIONE DI UN PIANO DI GESTIONE INTEGRATO DEL LAGO POMA

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venerdì 2 marzo 2018

E A DISTANZA DI OLTRE TRENT’ANNI SALVATORE CINTOLA SI PRESE LA RIVINCITA.






QUANDO SI DICE I CORSI ED I RICORSI DELLA STORIA. ALMENO DI QUELLA LOCALE. Lo sappiamo ormai da tanti decenni che ciclicamente veniamo investiti da una grave crisi idrica che provoca danni inimmaginabili soprattutto all’agricoltura del nostro Comprensorio . Nel 1985 ,ad esempio,ci trovammo in una situazione analoga a quella odierna per cui fummo costretti a celebrare un Consiglio comunale congiunto con quello di Palermo perché il solito Orlando ,sindaco allora come ora,riteneva che l’acqua dell’invaso dovesse servire soltanto la città .I contadini, sosteneva,in definitiva per il danno ricevuto e per il mancato reddito possono essere risarciti con un po’ di lire .Ovviamente a questa provocazione si rispose mettendo in subbuglio la Sala del Palazzo delle Aquile sede del Consiglio comunale e ci manco’ poco che arrivassimo alle mani. Prevalse il buon senso trovando, alla fine di quella seduta, un onorevole compromesso anche perché ,all’epoca, esisteva soprattutto nel nostro territorio una fortissima organizzazione di agricoltori,la Confcoltivatori,costruita dalla passione e dall’impegno quotidiano di Toto’ Inghilleri ( Toto’ era anche consigliere comunale del PCI insieme al sottoscritto,Vincenzo Fedele e Paolo Taormina) e che aveva dato vita ad una forte mobilitazione di coltivatori ritrovando ,come era anche accaduto in altre analoghe situazione,l’unità di tutto il Consiglio comunale rappresentato sostanzialmente da democristiani,comunisti e socialisti .Importante ,anche in quella occasione,il ruolo della Cooperativa”Consorzio irriguo Jato” nata all’interno del Centro studi di Danilo e di cui specificatamente si occuparono l’agronomo romano Franco Paparatti,Fifiddu Robino comunista e collaboratore del Centro oltre che dirigenti politici come Pino Bongiorno,Agostino La Franca e coltivatori carichi di buon senso come l’indimenticabile ‘zzu Sariddu (Rosario) Turdo.Certo,anche noi comprendevamo come prioritario fosse l’uso dell’acqua per i bisogni umani ma non potevamo certo dimenticare le ragioni per cui avevamo lottato per costruire l’invaso .D’altronde il PCI con Pio La Torre, che conosceva bene i nostri territorio,sosteneva le ragioni della nostra agricoltura ritenendo che Palermo ,per i suoi bisogni ,si poteva approvvigionare dal lato est della Provincia. Sappiamo come è andata a finire: alla città di Palermo non c’è acqua che possa bastare e dunque tutti gli invasi esistenti vengono utilizzati principalmente per rifornire di acqua la città oltre che in estate anche quelle costiere . 
Ma cosi’ come accadeva durante quelle crisi idriche,ovviamente il primo organismo ad opportunamente mobilitarsi e discutere delle soluzioni non poteva che essere il Consiglio comunale della nostra città. E accadde che una sera l’allora consigliere Salvatore Cintola si presento’ ,durante una di queste sedute,con una proposta: la realizzazione di un impianto di dissalazione da collocarsi ad Isola delle Femmine.Ne nacque una bagarre non solo perché si disse della esistenza già e del progetto e di coloro che avrebbero dovuto realizzarlo (ovviamente si trattava ancora di dicerie ) ma soprattutto perché l’opera presupponeva altissimi costi sia di realizzazione che di distribuzione. E la nostra citta’ vi si doveva obbligatoriamente approvvigionare pagando un prezzo altissimo per un’acqua di cui non avevamo alcuna necessità tenuto conto della quantità notevole di sorgenti di cui disponeva il nostro territorio.Al contrario, sostenevamo noi comunisti,si trattava di costruire, finalmente, una politica delle risorse idriche che si fondava non solo sul non trasferimento della nostra acqua ad altri Comuni come era accaduto e successivamente accadde,ma intervenendo sulla rete vecchia e dispersiva,sulla captazione e irreggimentazione di nuove fonti ,sulla costruzione di un sistema di distribuzione per avere l’acqua ogni giorno. Cosi’ non fu se non in maniera assai parziale.E fu in quell’occasione che si parlo’ ,per la prima volta, di riuso delle acque reflue per l’agricoltura e di cui a breve ne riparleremo. Dunque, passo’ la linea del NO al dissalatore e Salvatore Cintola venne sconfitto anche se a distanza di oltre un trentennio si è preso la sua bella rivincita: E’ DI QUESTI GIORNI LA NOTIZIA CHE SI RITORNA A DISCUTERE DI DISSALATORE DA COSTRUIRE TRA ISOLA DELLE FEMMINE E CARINI . Costo? 30 milioni di euro cioè l’equivalente di 60 miliardi delle vecchie lire.
Nelle foto: l'invaso e una manifestazione per la diga con Danilo
Toti Costanzo