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martedì 11 aprile 2017

SUL PARCO DU' CASTIDDAZZU L’ASSESSORE PROVENZANO CI ASCOLTI. LE BUGIE HANNO LE GAMBE STORTE.




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Si può dare un consiglio anche se non richiesto? Sì, si può dare!
Dunque al giovane assessore Gianlivio diciamo:
1) non pubblicare più su Facebook immagini di lavori eseguiti dal’amministrazione quando queste non rappresentano la realtà se non in minima parte;
2) un lavoro (nel caso specifico i “lavori” di recupero nel Parco del Castellaccio) si concludono quando ad essere interessata è TUTTA un’area e non certo una sua parzialissima parte;
3) quando si conclude un lavoro, anche se limitato a pochi ambiti, bisogna eliminare ciò che si è prodotto. I “resti” lasciati a marcire come accade per quelli di villa Margherita sono sintomo di pressapochismo e superficialità che offendono la sensibilità dei cittadini.
Dunque ‘o Castiddazzu (un pezzo di splendido verde sottratto negli anni ’70 dai COMUNISTI alla speculazione edilizia), i cui lavori iniziarono con l’amministrazione di Enza Maria Romano e definiti nel 1999 dall’ultima giunta Cannizzo (quella con i Comunisti), è stato lasciato per anni all’abbandono e al degrado.
Abbiamo cercato di spiegare a costoro che un bene di questa entità e valore ambientale va non solo recuperato, ma custodito e interessato da una continua manutenzione così come fece quella Giunta che ebbe la disponibilità di due ex dipendenti comunali (Cossentino e Rinaudo) passati poi ad altra amministrazione che se ne occuparono per tutta l’estate del 1999. Successivamente l’amministrazione assegnò QUOTIDIANAMENTE al Parco due altre unità ex LSU. Quel Parco proprio ad inizio di quell’anno scolastico (ottobre 1999) ospitò una manifestazione di corsa campestre riservata agli alunni e della scuola media e delle scuole superiori. Da quell’anno si ricorda un solo intervento dell’ex assessore di Giordano, Rizzo Puleo.
Purtroppo dobbiamo avvertirli che si trattava di interventi assai parziali con l’aggravante di avere lasciato lì quel che facciamo vedere nel servizio fotografico. Prima di noi sull’argomento aveva realizzato un bel video, Piero Poliozzi.
Perché riteniamo PARZIALE l’intervento di Provenzano? Perché sono stati ripuliti soltanto alcuni viali a valle, mentre indistricabili sono rimasti quelli che portano alla parte superiore del Parco e nello specifico all’immobile che custodisce (o dovrebbe custodire, se qualcuno non l'ha smantellato) tutto l’impianto che gestiva la distribuzione dell’acqua attraverso tubazioni che da lì si diramavano sotterraneamente arrivando a irrigare ogni albero. Un impianto sofisticatissimo di cui non risulta, ovviamente, più alcuna traccia. Le condizioni della vasca di raccolta sono quelle che si vedono.
Dunque si tratta di bluff? In parte sì, per cui consigliamo a Provenzano nel caso in cui si riproponesse alla città ancora quale amministratore di avere più attenzione per i detti popolari.
Nel caso specifico: le bugie hanno le gambe storte.
Toti Costanzo

sabato 25 marzo 2017

LO BIUNDO MENTE SPUDORATAMENTE ANCHE SULLO STADIO COMUNALE



Dunque, siamo nell’anno 2016 il giorno 22 del mese di gennaio. Il sindaco Lo Biundo convoca una delle solite conferenze stampa e circondato da alcuni assessori ed altri fedelissimi schierati a ferro di cavallo, come soleva fare il battaglione "Lupo" Combattenti della Decima Flottiglia MAS, dichiara: ” Oggi è un giorno importante. Abbiamo ottenuto un grosso risultato e cioè un contributo per la manutenzione straordinaria dell’impianto Giuseppe La Franca. Questa opera s’inserisce nella logica di partecipazione attiva e riguarderà la messa a norma dello stadio, la pista ciclabile (sic! in realtà si tratta di una pista di atletica leggera) e la scalinata (altro sic! Si tratta delle gradinate). Abbiamo, altresì, attenzionato la manutenzione del pallone tensostatico e ciò in omaggio allo sport che è palestra di vita”.
Ovviamente soddisfazione esprime anche l’assessore al ramo Diego Campione, il quale fa riferimento ad una nuova stagione per lo sport di Partinico”. (Il virgolettato riportato e il riferimento a Campione è stato tratto dal servizio di Partinico Live).
Passano 14 mesi circa e ieri , venerdì 24 dicembre 2017, altra conferenza stampa, altro ferro di cavallo con vecchi e nuovi combattenti, altro soddisfatto e pomposo esordio:
Oggi abbiamo ottenuto un grosso risultato” .. bla bla bla … "da nove anni non abbiamo fatto un’opera pubblica pagando con FONDI COMUNALI"... bla bla bla…. "un altro tassello"... bla bla bla... "il raggiungimento di due obiettivi… 1 milione di contributo per lo stadio comunale …. le gradinate e gli spogliatoi"… bla bla bla...
Chi ha ascoltato l’intervento del sindaco pensiamo abbia capito sostanzialmente questo: che il Comune ha ottenuto un finanziamento di 1 milione di euro per interventi nello stadio comunale e che non dovrà pagare alcunché.L’ascoltatore fiducioso e in perfetta buona fede penso abbia gridato al miracolo ritenendo questa un'amministrazione del fare e senza togliere una lira dalle nostre tasche, nel senso che per quest'opera NOI NON PAGHEREMO NIENTE.Pagherebbe “cappiddazzu”.
Ahinoi, le cose non stanno così. E, allora, come stanno?
Ve lo diciamo noi: il Comune di Partinico con il Credito Sportivo (una specie di banca che finanzia Enti ed anche privati) HA CONTRATTO DUE MUTUI. Uno per 150 mila euro da pagare (PAGHIAMO NOI CITTADINI) in 15 anni con il solo vantaggio che su questo non graveranno ulteriori interessi. Ma la somma totale, quella la dobbiamo restituire euro su euro.
L’altro mutuo è di 1 MILIONE DI EURO. Anche questi da pagare con le risorse comunali (PAGHIAMO SEMPRE NOI CITTADINI) e per trent’anni. Su questa cifra pagheremo anche gli interessi (seppur bassi).
E, allora, quando Lo Biundo dichiara che il Comune di Partinico in nove anni non ha realizzato un’opera pubblica (ovviamente compresi gli interventi nello stadio) senza compromettere il Bilancio comunale, DICHIARA IL FALSO? Si, dichiara il falso.
Perché noi non abbiamo ottenuto UN CONTRIBUTO a fondo perduto (cioè soldi da NON restituire) ma MA UN MUTUO (un prestito) di 1 milione e 150 mila euro che dovrà essere restituito al Credito. Domanda: allora il sindaco, come al solito, e in previsione della sua scalata alla Regione, tenta di imbrogliare i cittadini e, dunque, mente spudoratamente?
Sì, mente spudoratamente, perché sul nostro groppone, prima di andarsene, ha caricato oltre un milione di euro. E NOI PAGHIAMO!!!
Ci chiediamo, allora, perché non è stato fatto nulla prima di adesso (anche ricorrendo a finanziamenti europei, quindi senza gravare sulle tasche dei cittadini) e perché questa amministrazione ha affidato tutto ai privati (acqua, rifiuti, cimitero, illuminazione) con la solita scusa del "soldi non ce ne sono", quando il Comune ha ancora la possibilità di investire sui propri servizi e le proprie strutture?

mercoledì 22 marzo 2017

CHI DEI DUE MENTE ,LO BIUNDO O AIELLO?






Li ho ascoltati oggi rilasciare ad emittenti private dichiarazioni relative all’ultimo affaire di questa maggioranza (12 consiglieri comunali che hanno approvato la delibera e 6 assessori ed un sindaco che l’avevano voluta già da tempo), quello della privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica .Le riporto ( ovviamente in sintesi) affidandole alla riflessione dei lettori. 
LO BIUNDO sindaco a T.O :”Io non ho fatto altro che assecondare la volontà dell’opposizione (ovviamente senza fare alcuna distinzione all’interno di questi gruppi n.d.r.) che da tre anni mi chiede di privatizzare il servizio . Questa volontà l’hanno manifestato nella terza Commissione consiliare. Il servizio ci costa ogni anno 1 milione e 300 mila euro. Noi lo mandiamo in gara per 1 milione e dunque risparmiamo ogni anno 300 mila euro “. 

AIELLO Presidente del Consiglio comunale a il microfono è tuo, solo tuo :”Questo servizio costa al Comune 960 mila euro l’anno. Le imprese interessate faranno delle offerte per cui anche se presentano ribassi del 10% il Comune risparmierà in un anno 96 mila euro”.
Dunque Lo Biundo ci fa risparmiare 300 mila euro ed Aiello soltanto 96 mila. Chi , dei due, dice il FALSO ?In attesa che ci sia una terza versione da parte di Pantaleo o Provenzano che come è noto sono i piu’ fedeli ventriloqui di Lo Biundo ,riteniamo utile porre questo semplice interrogativo: c’è qualcuno che ci spiega come un servizio in perdita per il Comune diventa vantaggioso per il privato?Per me c’è qualcosa che non quadra .Su cosa lucrerà il privato? Sui lavoratori , sui materiali, sulla rapidità ed efficienza del servizio ?E noi contribuenti cosa ci guadagniamo visto che ,comunque ,pagheremo almeno 1 milione di euro l’anno? Ma se il Comune dispone di uomini e mezzi(il sindaco Cannizzo assunse alcune maestranze specializzate proprio per la manutenzione degli impianti e che sono ancora li’ )e i nostri uomini ( almeno per fortuna per loro) restano negli organici comunali ,perché smantellare tutto e affidarlo ai privati? In tutta questa vicenda io sento puzza di bruciato per cui bene hanno fatto i consiglieri comunali che hanno detto no a questo ulteriore atto sconsiderato, dichiarare che invieranno i documenti della vicenda all’anticorruzione . Ma , mi chiedo : c’è ancora un giudice a Berlino?
P.S.Leggo sul giornale “Terrasini Oggi” che i consiglieri di opposizione alla Giunta di quel Comune hanno sollevato la questione del pagamento degli spazi in piazza Duomo per la collocazione di gazebo da parte degli esercenti li’ collocati. E’ intervenuta , sulla vicenda,rapidamente non solo la Soprintendenza ma i Carabinieri. Terrasini cos’è ,un’altra Repubblica?


sabato 18 marzo 2017

SULLA DISTILLERIA BERTOLINO C'E' UNA QUINTA VERITA'


L'immagine può contenere: cielo, nuvola, spazio all'aperto e natura
IL COMITATO “PARTINICO LIBERA DA OGNII INQUINAMENTO" denuncia 4 verita' sulla FINTA delocalizzazione della distilleria Bertolino. Mi permetto di aggiungerne una QUINTA
Il 31 maggio del 1997 la Giunta Cannizzo pubblicava la proposta di Piano Regolatore Generale sottoponendola (un grande fatto di partecipazione popolare) al parere dei cittadini.Tutto il lavoro,infatti, fu esposto su pannelli sopra il palco del "Teatrino" di Piazza Garibaldi .Bisogna dire che quel lavoro era stato preceduto nel 1991 da un importante Convegno organizzato,insieme all'amministrazione e ai progettisti,dal Capo Settore Urbanistica architetto Vincenza Quartuccio .In quel PRG del 1997 ,per la prima volta nella storia urbanistica della città ,veniva inserita un'ampia area (circa 170 mila mq.) sulla direttrice Partinico-Alcamo contrada Sant'Anna (nei pressi di Bosco Falconeria) e con simbolo D1 cioé area per ospitare industrie insalubri di prima classe com'é la distilleria . L'area veniva scelta perché la distilleria DELOCALIZZASSE i suoi impianti .In una parola smontare le attrezzature e rimontarle su quell'area per continuare la pratica della distillazione .Era a tutti noto come quell'area nasceva DA UN ACCORDO TRA L'AMMINISTRAZIONE CANNIZZO E L'INDUSTRIALE BERTOLINO al fine di consentire alla distilleria piu' grande d'Europa di trasferirsi da viale dei Platani nel nuovo sito .Nello stesso anno 1997 il Ministro del Governo Prodi, Pierluigi Bersani, concedeva all'industriale un finanziamento di circa 67 miliardi delle vecchie lire(Legge 488 -Finanzimenti alle imprese) proprio per favorire lo spostamento dell'industria. Dunque la  Bertolino non ha MAI VOLUTO TRASFERIRSI. Perché? C'é qualcuno(mi riferisco ovviamente a quelli in buona fede e non certo agli interessati e che ora pensano come, FINALMENTE ,la distilleria intenderebbe delocalizzare), che intende farselo spiegare dal sindaco di Partinico e dai suoi soci politici, oltre che dalla signora? Attendiamo con comprensibile ansia una risposta..
Toti Costanzo

domenica 12 marzo 2017

GIGIA CANNIZZO, IL SINDACO PIU’ AMATO DAI PARTINICESI











Ti ritrovi ,ieri  nel tardo pomeriggio ,al caffè letterario del professore Maurizio De Luca  per la presentazione della pubblicazione di Pasqualino Marchese ”Morino,racioppi e cappeddi” davanti la Gigia Cannizzo  di sempre,anche se il tempo inesorabile ci coinvolge tutti Ancora determinata, lucida,affascinante espositrice di avvenimenti ,di pezzi di storia della città.Una donna che abbiamo visto all’opera da sindaco di Partinico  dal 1994 quasi alla fine del  1999 (e con la quale ho avuto l’onore di collaborare per circa un anno quale assessore dell’ultima sua Giunta),vulcano di idee ed iniziative,forza prorompente protagonista di una salutare divisione dell’opinione pubblica della città tra coloro che l’odiavano per la sua intransigenza, determinazione,rigore morale  e quelli che l’adoravano perché aveva saputo creare le condizioni del cambiamento di cui migliaia di cittadini avevano bisogno e di cui avevano diritto.La Gigia rigorosa e ai limiti dell’intolleranza con pezzi della macchina burocratica ,ma anche quella  umana nel trovare il lavoro ad  alcune centinaia disperati della città il cui destino,senza la sua disponibilità, li avrebbe visti disoccupati a vita, senza speranza, senza futuro .E tra i quali 25 dipendenti licenziati in tronco dalla Bertolino e 35 della ditta in fallimento di un ex imprenditore locale che entrarono negli organici comunali come LSU .Un’operazione non clientilare ma di forte solidarietà che ha dato lavoro e speranza e centinaia di famiglie creando all’interno del Comune tutte le condizioni perché ogni servizio potesse disporre del suo organico : ausiliari ecologici, manutentori del verde e dell’illuminaziome ,muratori, falegnami ,fontanieri,laureati per la  gestione dei servizi della Biblioteca comunale e tecnici diplomati  per guidare le maestranze.Ma anche la Gigia degli eccessi  come quando in piazza Duomo si sostituiva ai Vigili urbani nel dirigere il traffico divenuto caotico e  costretta a vivere con la scorta fino alla fine del suo mandato perché la mafia dei Vitale era li’ alla ricerca di una vittima eccellente per manifestare la sua potenza.La vittima ,poi, la trovarono nel galantuomo,l’inerme avvocato Giuseppe La Franca che di Gigia Cannizzo fu amico.
Gigia Cannizzo fu un sindaco indiscutibilmente straordinario nel suo saper governare tant’è che proprio di recente su fb fu chiesto ,da un giornale on line ai locali frequentatori ,chi fosse stato il sindaco piu’ amato dai cittadini e la stragrande maggioranza(oltre 200) degli intervenuti,dopo quasi venta’anni,manifestarono il loro gradimento.Dopo di lei un attuale assessore  con appena 15 preferenze.Gigia fu l’ultimo sindaco della città capace  di condizionare la volontà prefettizia fatta di palese quanto ingiustificata ottusità dando  vita .per la Festa della Patrona del 1999 ,all’ultima “cosa dei cavalli” amata dai cittadini perché affondava le sue radici nella storia ,nella cultura e tradizione dei partinicesi che la veneravano come si fa con la nostra Patrona.Alla fine dell’ultima corsa ”ra bannera”,scendemmo con un pizzico di umano orgoglio ”scortati” dai cavalieri piu’ valenti  lungo il corso dei Mille partendo da Torre Bonura per arrivare  alla piazzetta della chiesa di S. Giuseppe dove avvenne la solenne premiazione.
Ma il sindaco Cannizzo deve essere  ricordata per quel che insieme alle sue Giunte seppe realizzare in quei pochi anni. Se ne citano i piu’ rappresentativi:gli interventi di recupero sul Palazzo Ram,l’acquisto della cantina Borbonica e con l’aiuto disinteressato di Toto’ Chimenti che trovo’ i finanzimenti ,il suo totale recupero; la conclusione del restauro del Palazzo dei Carmelitani, villa Falcone e la definizione dei lavori del Parco del Castellaccio, l’amore per villa Margherita con la protezione concreta del suo immenso patrimonio , la progettazione del Parco sulla Collina Cesaro’ un’oasi di flora mediterranea ormai quasi scomparsa dalle nostre parti e con i resti della fortezza, il pallone tensostatico, il totale rifacimento anche col manto erboso dello stadio comunale,la definizione dell’illuminazione del viale della Stazione,le opere di civiltà al Borgo Parrini e alla Casa Santa, il Piano Regolatore Generale, la costruzione di altre vasche di raccolta della discarica Baronia, le vasche di equalizzazione nell’impianto di depurazione, la ricostruzione con l’ausilio disinteressato di Pasqualino Marchese dell’Archivio storico ,di quello dei Lavori pubblici ed Urbanistica e degli atti delle Giunte e dei Consigli comunali dall’Unità d’Italia fino a ieri. E poi Convegni,manifestazioni,solenni estati partinicesi,definizione  del Centro sociale per anziani (ora ospita la caserma dei Carabinieri), il restauro del Palazzo Porcaro che ospita la P.S. E tante altre opere Un lavoro straordinario  di una donna straordinaria figlia “ri cappaddi” come scrive Pasqualino Marchese nella pubblicazione ieri presentata che,pero’,ha amato la sua città con quell’amore intellettuale che distingue gli uomini terra terra e quaquaraquà dai grandi.Oggi tutto questo è stato sostanzialmente cancellato da chi non ha storia, memoria, cultura. I  lanzichenecchi  del XXI secolo.  
Nelle foto: Gigia Cnnizzo e la Cantina Borbonica


mercoledì 8 marzo 2017

NO, GIOSUE’ MANIACI SINDACO DI TERRASINI ,NON E’ COME LO BIUNDO






Non ,non é vero “ ca’ tutti sunni ‘i stessi”, che la “politica” è tutta da rifiutare perché fa gli interessi soltanto di alcuni e non della collettività, che i sindaci e i consigli comunali agiscono alla stessa maniera a Partinico, come a Trappeto o a Balestrate e Terrasini .Se non avessi seguito la vicenda di una ipotetica realizzazione in territorio di Terrasini in contrada Paterna di un “centro di stoccaggio rifiuti”, anch’io avrei mantenuto qualche diffidenza,dubbio.E invece no: il sindaco Giosué Maniaci di Terrasini , ad esempio, non è quello di Partinico,la maggioranza del Consiglio comunale di quel Comune non opera alla stessa maniera del nostro , l’opinione pubblica di quella città , diversamente dalla nostra, viene tenuta in grande considerazione a differenza di quel che accade a Partinico e conta al punto da orientare la maggioranza dei consiglieri comunali che nel caso in specie hanno manifestato una precisa volontà che è quella che nel territorio di Terrasini, città a forte vocazione turistica, non si realizza niente che abbia a che fare con i rifiuti in tutte le sue articolazioni .Per cui il Consiglio comunale ,ieri sera, si è pronunciato(11 contrari e 5 astenuti) contro la realizzazione di un’pera da insediare in contrada Paterna. Dunque, succede che Partinico e Terrasini sono stati messi davanti a due analoghe situazioni sebbene l’opera che si sarebbe dovuta realizzare a Terrasini è niente sul piano dell’impatto ambientale di quella che s’intende realizzare a Partinico. Due analoghe situazioni quelle dei due Comuni con i dovuti distinguo.Nel senso che a Terrasini l’opinione della maggioranza di cittadini conta mente a Partinico la città del buonsenso deve continuare a contrastare la nota imprenditrice Bertolino che dopo avere per decenni con il suo lungo fumaiolo molestato la vita di intere generazioni,si ripresenta con un nuovo progetto industriale da collocare sulla direttrice Partinico-Alcamo occupando il doppio dell’area che attualmente occupa in viale dei Platani a ridosso della stazione ferroviaria (163 mila metri quadrati di nuova industria insalubre di prima classe ),chiedendo di utilizzare addirittura 60 litri/sec.di acqua dell’invaso Poma e scaricando i reflui nel fiume Jato che sversa nel mare tra Balestrate e Trappeto.L’industriale Bertolino e il sindaco parlano di industria di trasformazione di biomasse( ma il sindaco in Consiglio si è rifiutato di inserire nella delibera relativa all’approvazione di una variante urbanistica al PRG,una clausola con la quale si esclude che l’industria possa lavorare rifiuti)mentre ,l’opinione pubblica piu’ attenta teme che si tratti proprio di lavorazione dei rifiuti e i due trovano dalla loro parte in maniera plateale ,per non dire altro,una maggioranza di consiglieri comunali da sempre asservita ai voleri e agli interessi di questa amministrazione comunale e di tutte le realtà economocamente preminenti in città .L’opera che si vorrebbe realizzare in contrada Bosco-Falconeria e voluta dal sindaco di Partinico ,andrebbe a compromettere (cosi’ come quella di Terrasini) un pezzo importante di territorio diffuso di bagli restaurati a disposizione dei nuovi bisogni del nostro turismo fatto di tanti bed and brekfast immersi nel verde e con una agricoltura dove insistono imprese biologiche e soprattutto buona parte dell’Alcamo-doc.A Terrasini ,al contrario, il sindaco Maniaci pur dichiarandosi pubblicamente d’accordo alla realizzazione a Paterna dell’impianto, si rimette alla volontà della maggioranza del Consiglio comunale rispettandola e dunque riconoscendo il ruolo di coloro che per loro ragioni dissentono dalla realizzazione di quell’opera, E mentre ieri sera a Partinico in Consiglio(rimandato a questa sera) si doveva consumare un ultimo delitto contro gli interessi dei cittadini affidando ad una altra impresa per 20 anni gli impianti della pubblica illuminazione dopo avere privatizzato acqua, rifiuti,Cimitero, stadio comunale e venduto pezzi di patrimonio pubblico esaltando il ruolo dell’affaire, a Terrasini si esaltava la democrazia cioè il principio per cui prima vengono gli interessi collettivi e poi, se è il caso, quelli personali e di gruppo.Nella foto Terrasini e il suo mare

Toti Costanzo

lunedì 6 marzo 2017

SPIACENTI PER I NOSTRI AVVERSARI E NEMICI, MA I COMUNISTI DI PARTINICO SONO TUTTI ANCORA LI'.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso

Mentre Michele Giuliano su QL NEWS dava la notizia della chiusura della sede del PD di Partinico ( annotavo ,diversamente da altri, come la chiusura di un luogo di democrazia è sempre una perdita per la società civile)nella sede di Rifondazione Comunista ,si celebrava il Congresso del Circolo,il momento piu' alto della vita politica di una comunità seppur piccola ma determinata e combattiva . A portare un saluto, i dirigenti della Camera del Lavoro di Partinico( Gagliano,Bono, Longo) , il Coordinatore di "Partinico città d'Europa", Mauro Nicolosi e alla fine dei lavori Chiara Gibilaro, Renzo Di Trapani e i consiglieri del gruppo "Partinico prospettiva comune".E poi i tanti compagni che discutevano ,ed anche dividevano,su due tesi contrapposte che saranno oggetto del Congresso nazionale. Dunque, mentre chiusi dentro "il Palazzo" alcuni strateghi da strapazzo molto probabilmente convincevano il neo assessore Giovanni De Simone a dimettersi per consentire al primo dei non eletti di una delle tante liste che hanno sostenuto il sindaco (bonu e boné accucchiamo ancora cocchi vuticeddu) ad occupare un posto per meno di 60 giorni , in un altro luogo della città si discuteva di problemi del Partito, dell’Europa, della nostra societa’. Con convinzione, con passione .Per cui un piccolo Partito ( il solo che dispone nella nostra città ,ininterrottamente da quasi 25 anni , di una sede con annessa ora anche una biblioteca intitolata al compagno Salvatore Barra )c’era vita, voglia di discutere e di partecipare.Un fatto sicuramente salutare per la nostra città che vive una delle crisi piu’ profonde della sua storia che la vede manipolata, saccheggiata, derisa,senza piu’ alcuna identità. Un fatto gravissimo mai accaduto nella sua travagliata vita dal dopoguerra ad oggi ,seppur Partinico abbia attraversato altre crisi ma mai una come questa che oltre che politica è sopratutto morale.Ci sarebbe da dire con Tommaso Staiti di Cudia delle Chiuse recentemente scomparso( era nobile oltre che un politico da sempre missino ) “La politica è diventata uno strumento di affermazione sociale per morti di fame spirituali ,che vengono ricoperti di soldi,ma restano morti di fame”.Era un giudizio feroce rivolto ad altri esponenti del suo stesso Partito contaminati dal potere corruttivo esattamente come accade oggi sopratutto al maggior Partito italiano.Ovviamente giudizio assolutamente condivisibile ,efficace, crudo. 
Dunque a Partinico si discute di Politica e lo fanno gli eredi di quella tradizione del PCI che non si sono voluti arrendere,omologare al cosidetto ” nuovo” ,fingere di credere "all'andiamo avanti compagni", non guardando piu' indietro alla loro storia, alle radici ma arrampicandosi a qualunque costo,e costi quel che costi.E sono la nuova generazione di comunisti partinicesi che della politica hanno passione, forse spropositata ma sicuramente etica,che si sentono ancora eredi non solo della storia del PCI ma di quella tradizione che nel nostro territorio ha avuto anche quale punto di riferimento politico e culturale ,Peppino Impastato(cui il Circolo non a caso é intitolato), il suo rigore e la sua intransigenza. Un bel pomeriggio, dunque, di vera politica all’interno di uno strumento, il Partito, che ti appassiona, a volte ti divide ma sicuramente ti forma. E dentro il quale non si discute né di “posti”, né di prebende ,né di percacce e meno che mai di affari. Di Politica, punto e basta.A sostituire il giovane segretario,Peppe Gallo, eletto nel precedente Congresso, LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEI COMUNISTI DI PARTINICO una giovane donna che si è formata dentro quel contenitore e che era già stata chiamata a rappresentare in Consiglio comunale non solo i comunisti ma i tanti cittadini onesti e soprattutto quel mondo giovanile che ha bisogno, oggi piu’ che mai, di punti di riferimento certi, solidi . Penso che la città migliore, anche quella che comunista non é ,possa contare su di loro perché riprenda il cammino della “dignità” cosi’ platealmente e volgarmente calpestata. Nella foto Peppe Gallo e la neo segretaria ,Valentina Speciale
Toti Costanzo

sabato 25 febbraio 2017



















FU NEL 1977 ,E DUNQUE RICORRE IL 40° ANNIVERSARIO  ,che concludeva la sua pubblicazione IL GIORNALE DELLA VALLE JATO. Era nato l’anno precedente  per volontà anche di Salvo Scadurro corrispondente de L’ORA (io ero il direttore responsabile) ,come un tentativo in buona parte riuscito di dare alla città un giornale stampato in tipografia capace di raccogliere intorno a sé  quel mondo giovanile della diffusa sinistra locale che intendeva impegnarsi non solo nella denuncia del malaffare e della malapolitica ma soprattutto nel proporre soluzioni ai problemi della citta’ .E il giornale metteva  insieme  l’esperienza di tanti compagni ed amici alcuni dei quali si erano ritrovati  all’interno del PCI di Partinico (ero già dal 1970 consigliere comunale del gruppo comunista) con altri quali collaboratori del Centro di Cultura Popolare UNLA di cui responsabile fu il maestro Nino Cinquemani.Nasce,dunque,all’inizio del 1976 per denunciare con forza (e con un articolo di Masetto Aiello) l’ignobile abbattimento del Palazzo Scalia in Piazza Duomo. Quel palazzo che con il film Il giorno della civetta tratto da un romanzo di Sciascia ed interpretato da Claudia Cardinale e Franco Nero,era diventato simbolo di una Partinico vissuta e che continuava a vivere sotto il condizionamento di una politica affaristica e della mafia ma che di questi intendeva liberarsi definitivamente.E nasce come soggetto complementare di una informazione “alternativa” che iniziava proprio nel 1976 con la nascita di Radio Onda Libera cui avevamo dato vita insieme a Gino Svasso e a tutto un pezzo di mondo giovanile che si ritrovava  attorno alla politica, alla cultura, allo sport, alla musica. Decine di giovani (mi piace ricordare tra tantissimi,Dario Veca e il decano degli univesitari partinicesi straordinario conoscitore  della musica jazz, Toto’ Barra) ) animarono una stagione fatta di impegno e di passione politica, di speranza di cambiamento .Il giornale proprio quell’anno concludeva la sua breve stagione cosi’ come Radio Onda Libera di cui parte delle attrezzature furono cedute a Peppino Impastato perché potesse realizzare la sua radio, Radio Out, insieme a tanti compagni delle vicine Terrasini e Cinisi.Una radio ed una vita, quella di Peppino, che hanno fatto un pezzo di storia della nostra Sicilia .
 Insieme a Salvo Scadurro che ci ha lasciato giovanissimo,mi piace ricordare quali collaboratori :Nino Cinquemani, Masetto Aiello ,Tanino La Corte,Enzo Vitigni, Amedeo La Mattina,Pino Scaparra,Enzo Di Paola,Gino Scasso,Vito Badaglialacqua ,Pino Celestra,Nino Amato, Ninni Romano, Nardo D’Orio ed altri.

Nelle immagini alcuni numeri del giornale . 
Toti Costanzo

venerdì 24 febbraio 2017






ANCHE NOI PROSTRATI ED IN AMBASCIA COME L’ASSESSORE PROVENZANO per la dipartita dal PD di alcuni ex comunisti (comunisti a loro insaputa) e chiedendogli doverose scuse per essere ancora una volta importuni ,gli vorremmo ricordare cosi’ come si evince delle foto, che i resti della ripulitura di alcuni alberi della Villa comunale giacciono ancora li’ in attesa che una pietosa mano li tolga da quella umiliante condizione . 
NEL CONTEMPO cogliamo l’occasione, e prima di arrivare a quella che sarà una delle piu’ esaltanti, storiche inaugurazioni di opera pubblica mai vista in città negli ultimi due secoli per la resa pedonale di parte di Piazza Garibaldi , di esplicitare i nostri piu’ grati sentimenti di devozione nei confronti dell’assessore Panta,della Comandante dei Vigili Urbani,dell’ufficio Pianificazione e delle maestranze tutte, protesi verso la soluzione di questo gravoso problema che ha richiesto circa nove anni di ingegnoso impegno(tanti quanti gli anni di esercizio assessoriale) al fine di arrivare ad una soluzione equiparabile ,nella sua straordinarietà,alla recente scoperta dei nuovi sette pianeti in quel lontano centro dell’Universo.

lunedì 13 febbraio 2017

CHE DIRE?











Non abbiamo alcun commento da fare alle immagini di oggi .Vogliamo soltanto farle  parlare . Era il 20 dicembre 2016.La mancanza di protezione reale e seria del pallone tensostatico (una delle tantissime opere realizzate a Partinico dal sindaco Cannizzo in appena 7 anni di attività amministrativa e di cui a breve pubblicheremo un significativo elenco) dentro il quale ha sempre brulicato vita giovanile con la guida di chi ha vero amore per lo sport e non dallo sport farne anche un affare,si è ridotto come si vede dalle immagini sotto la forza del solito devastante vento che spira ciclicamente con forza dal sud del mondo .E’ ancora come lo vediamo da queste immagini e non risulta alcun intento risolutorio da parte di chi disamministra la città perché è interessato ad altro. Ci sono cittadini che,insieme a noi,intendono indignarsi ritenendo questa una ulteriore vergogna per la nostra città?

venerdì 3 febbraio 2017

IL LIBRO DI ENRICO SOMMA SULLA BERTOLINO







 Avrei partecipato con piacere alla presentazione del libro di Enrico Somma(al quale esprimiamo il cordoglio per la perdita della sorella Giovanna) che ha avuto luogo sabato scorso a Pazzo dei Carmelitani nell'ambito di una iniziativa del locale Movimento 5 stelle sulla ulteriore vicenda che interessa l'industriale Bertolino e lo storico connubio, ancora oggi piu' saldo che mai , tra affari e politica.Impegni familiari non me lo hanno consentito.ora, a parte qualche inesattezza o dimenticanza come ad esempio il non riferimento al ruolo del "Comitato Popolare per la lotta all'inquinamento idrico,atmosferico della costa S. Cataldo-Ciammarita e del Partinicese" pensato all'interno della scuola media Archimede ( di cui ero vice Preside) insieme a Nino Amato,Enzo Tamburello,Alberto Lo Iacono,Gino Scasso,Enzo Campo,Gaspare Orlando ed altri compagni del PCI e poi concretizzatosi il 2 agosto nell'assemblea al Pam-Pam della Ciammarita durante la battaglia dell'estate del 1984 contro il ruolo nefasto della distilleria,sarei intervenuto per dire alcune cose :1)che il libro di Enrico é un rigoroso e documentato atto di accusa che ha messo a nudo un intreccio di interessi trasformatosi in SISTEMA di potere e che vigeva nel nostro territorio; 2) che il centro del sistema ruotava attorno a economia d'assalto ,politica interessata,addomesticata e connivente , mafia, pezzi di magistratura con relativi interessi soggetti complementari.Dunque, un mix che aveva l'evidente scopo di proteggere la distilleria dalle interferenze di un pezzo di società partinicese che si era dato uno strumento di lotta popolare, il Comitato, e non certamente incline a compromessi, accomodamenti,sconce condivisioni, paura di ricatti, timori. Il 7 agosto del 1984 il segretario della Pretura di Partinico riceveva da Nino Amato, Toti Costanzo,Enzo Campo ed Enzo Tamburello un "fascicolo composto da n.48 pagine relativo alla raccolta delle firme" che rappresentavano la volontà di migliaia di cittadini di riappropriarsi dell'acqua, dell'aria, del mare mentre il precedente 2 agosto nell’assemblea del Pam-Pam veniva anche proiettato un documento filmato “clandestinamente” per denunciare il ruolo della distilleria a danno dell’ambiente e della salute.Il 5 settembre un Convegno con la scuola di Partinico dentro l’aula consiliare..Nelle foto :un volantino-denuncia del PCI di Partinico;un articolo del giornale L’ORA del 29 agosto 1984;il racconto della vicenda dell’estate del 1984;la costituzione del Comitato antinquinamento
Toti Costanzo

lunedì 30 gennaio 2017

VUOI VEDERE CHE SONO LORO,GLI ODIATI COMUNISTI?






Passiamo da via Catania, venerdi’27 scorso. Il cumulo di rifiuti è li’ all’angolo con via Romano. Pensiamo :sicuramente sarà rimosso nel pomeriggio visto che siamo in pieno centro della città dove funziona la raccolta porta a porta. Ripasso domenica mattina.Il cumulo é ancora li’ ,anzi si é accresciuto al punto di cominciare a dare l’impressione della formazione di una piccola discarica.Domanda tra me e me : come è possibile che questo possa accadere ?Ma se nel centro della città funziona il porta a porta , allora quale sarebbe la spiegazione?Subito abbiamo elaborato diverse ipotesi. LA PRIMA : da via Catania non transitano i mezzi del porta a porta; LA SECONDA : i mezzi transitano ma gli operatori , distratti, non vedono il cumulo;LA TERZA : i mezzi passano ,gli operatori vedono ma fanno finta di non vedere e tirano dritto. MA C’E’ UN’ULTIMA,PLAUSIBILE IPOTESI : gli odiati comunisti che dicono sempre di no a tutto i quali ,con la complicità delle tenebre, conferiscono li' i loro rifiuti dando cosi' vita ad una delle tante vergogne che tendono a screditare gli attuali amministratori che in circa nove anni di costante e indefesso impegno hanno cambiato la città da cosi’ a cosi’!Ed il cambiamento è sotto gli occhi di tutti .

domenica 29 gennaio 2017









QUESTA VERGOGNA DELLA VIA COLOMBO IMPEDITA NEL SUO ACCESSO AL CORSO DEI MILLE CHE CREA UNA SITUAZIONE DI INVIVIBILITA' PER IL TRAFFICAOS NELL'AREA DELIMITATA DA VIALE ALDO MORO E MAGISTRATO GIANNOLA ,DURA ORMAI DA OLTRE SEI MESI .IN UNA CITTA' NORMALE QUESTO NON POTREBBE ACCADERE SE NON NEL LIMITE DIGNITOSO CONSENTITO DAL BUON SENSO. RESPONSABILI? NO, NON SOLO I COSIDETTI ASSESSORI "AL RAMO" (URBANISTICA, VIABILITA' ,MANUTENZIONI ) MA TUTTA LA GIUNTA LO BIUNDO. PERCHE' SIA CHIARO CHE SE QUALCHE ASSESSORE PENSA CHE LE RESPONSABILITA' SIANO DA ATTRIBUIRE soltanto AD ALTRI SUOI COLLEGHI ,GLI RICORDIAMO CHE LA GIUNTA E' UN ORGANO COLLEGIALE.UGUALI DIRITTI E RUOLI,UGUALI DOVERI E , dunque, COLLETTIVE RESPONSABILITA' .

martedì 24 gennaio 2017

Nessun testo alternativo automatico disponibile.


IL CIRCOLO "Peppino Impastato" del PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI PARTINICO esprime alla famiglia e ai suoi collaboratori il cordoglio per la scomparsa di GASPARE DI PASQUALE, dirigente sindacale, attivo nel settore dell'organizzazione dell'associazionismo legato allo sviluppo delle imprese, Presidente del Centro Servizi CIDEC “Associazione Nazionale Esercenti e Commercianti” e Crea Lavoro. 
Gaspare Di Pasquale lo ricordiamo non solo perche' volle la nascita a Partinico del "mercatino quindicinale" degli ambulanti ma sopratutto per la determinazione con la quale intese difendere la categoria dei "macellai" di Partinico contribuendo, in un momento particolare della loro attività alla fine degli anni '90, non solo alla ristrutturazione e funzionalità dell'ex macello comunale ma anche per il sostegno dato alla nascita del Mattatoio intercomunale. Quest'opera, purtroppo ancora incompiuta a causa della malapolitica, lo vide impegnato a sostegno di alcune forze politiche della città, e sopratutto dei comunisti partinicesi, rappresentati e alla Provincia di Palermo e dentro il Consorzio dei Comuni che quell'opera intese realizzare quale strumento a sostegno degli allevatori e commercianti del settore nel nostro territorio.








lunedì 16 gennaio 2017

ANCHE TUCCIO LO BIUNDO,IL “CARO AMICO” E FIGLIO DI DON CARLO “L’ERVARIO” ,CI HA LASCIATI


Avevo appena finito di leggere l’importante lavoro di Pasqualino Marchese dal titolo “Morino,racioppi e cappedi “ di recente pubblicato dopo la sua scomparsa a cura di un Comitato “Amici di Pasquale Marchese” ,che mi telefona Nanni Noto “Se ne è andato Tuccio Lo Biundo”.Vito “Tuccio” Lo Biundo era il solo figlio di don Carlo “l’ervario” e della signora Concettina(straordinarie , effervescenti,folkloristiche le loro litigate anche davanti ai clienti) che abbiamo conosciuto durante la nostra giovinezza perché non ci fu partinicese che non bevve i loro decotti.Tuccio lo conobbi frequentando l’associazione cattolica “Alessandro Manzoni” .Abitava in piazza Verdi ,io in via Merelli una traversa “dà strata ranni”.Era un ragazzo particolare, ragazzo irrequieto nel senso che ti dava, ad esempio, l’impressione di partecipare al tuo e anche al ragionamento di altri, essere attento a quel che tu dicevi ma poi veniva fuori con una trovata (un gesto, una parola,un’azione) che ti diceva come lui ,invece, seguisse altri percorsi mentali,altri itinerari di pensiero che lo portavano lontano da te,dagli altri.Si definiva socialista ma la sua era una sostanzialmente una personalità anarchica dunque lontano dagli schemi,dalle irreggimentazioni partitiche.La sua amicizia col comunista Toto’ Barra fu bellissima,vera e duro’ tutta la vita.Due personalità estroverse,intelligentissimi che se avessero voluto sarebbero stati degli eccellenti professionisti.Toto’ non volle diventare medico arrecando un vero dolore al dottore Vincenzo Barra e alla madre ,la signora Edoarda che fu Preside della scuola media “BG.B.Priviera” ,anche se gli mancava soltanto una materia e Tuccio fece lo stesso:arrivo’ alle soglie dall’essere ingegnere ma non volle. Senza una motivazione, senza un perché. Ci ritrovammo agli inizi degli anni ’60 lui attivo nella Consulta giovanile,un centro di cultura della sinistra locale (con i comunisti Salvatore Console, Marco La Fata, Vincenzo Fedele) ed io vice presidente della FUCI di Partinico ,la federazione degli universitari cattolici italiani.La Consulta era nata all’interno del Centro studi di Danilo Dolci per iniziativa di un giovane romano Marco Marchioni collaboratore del Centro responsabile per l'area sociale che si definiva cattolico e comunista ( una sintesi almeno per me ,allora, assolutamente inconcepibile) e che abitava nei pressi di casa mia nel cosidetto “quartiere arlecchino” e col quale mi intrattenevo in lunghe discussioni notturne.Marco,esperto nelle problematiche del meridionalismo lascio’ nel 1964 il centro studi dopo avere scritto insieme all’ economista svedese Eyvind Hytten un saggio su Gela quale paradigma di una società dove l’industria nasceva senza produrre sviluppo .Dentro la FUCI i pareri rispetto ad una collaborazione con i giovani della sinistra locale furono divergenti tra chi come me la riteneva necessaria e tra quanti,la maggioranza, sostenevano, come la Consulta altro non fosse se non un organismo egemonizzato dai comunisti di Partinico nei confronti dei quali mantenevamo tutti una certa diffidenza . E dunque ,potevamo collaborare come ci diceva donTanino ,il nostro Assistente spirituale, ma mai unificare le forze cosi’ come chiedevano quei giovani con i quali ci si intendeva soprattutto in relazione alle battaglie per la costruzione della diga sullo Jato.Ma fu proprio in questo periodo che con Tuccio ci ritrovammo nel senso della condivisione dell’unità del mondo giovanile e successivamente con la nascita del Centro di cultura ”Impegno” divenuto poi “Centro di cultura popolare UNLA”con l’efficace guida del maestro Nino Cinquemani e a tanti altri giovani buona parte dei quali scegliemmo la militanza nel PCI. Tuccio non ci segui’ in questa scelta e non certo per pregiudizio quanto per il suo intimo bisogno di non intendere sottostare a regole e discipline.Era davvero un uomo libero che non intendeva ancorare la sua vita ad una ideologia che necessariamente ne avrebbe limitato l’azione.Con lui insieme ai compagni dell’UNLA combattemmo una memorabile battaglia a sostegno della legge sul divorzio che ci vide impegnati ,addirittura,nella distribuzione della nostra stampa davanti le chiese locali suscitando le ire di alcuni sacerdoti e di parte della DC.Ma l’affetto che mi lego’ a Tuccio nasceva non solo dall’impegno culturale quanto della convergenza sul bisogno che la nostra generazione riscoprisse il valore dell’amicizia disinteressata, dello stare insieme, insieme vivere e divertirci con semplicità senza,pero’,tralasciare il nostro impegno politico e culturale.Il terreno di convergenza fu il volere riscoprire ,esaltandola ,una bella tradizione del mondo universitario locale che era di dare vita alla Festa della Matricola,una tradizione che vedeva gli universitari insieme –e cio’ indipendentemente dalle opinioni politiche- per dare vita ad alcuni momenti di vera vita gioiosa e comunitaria.Le feste con icomunisti Toto’ Barra, Salvatore Console e con l’anarchico Tuccio non avrebbero potuto avere luogo ed efficacia senza la partecipazione attiva della stragrande maggioranza degli universitari cattolici di Partinico: Mommo e Nanni Giuliana,Toti Costanzo,Pino Toia,Salvatore Passannanti, Pino Ortoleva, Melino Cannavo’ ed altri .Furono,quelle, feste memorabili che iniziando con la sfilata in costume e dopo un comizio dal palazzo Scalia con la Piazza Duomo strapiene di cittadini intrattenuti da uno strepitoso Toto’ Barra ,si concludeva dentro la Sala degli Specchi ,l’attuale sala che ospita i sindaci della città.Con Tuccio ci incontrammo all’inizio dell’estate all’interno dell’atrio del Palazzo dei Carmelitani durante la manifestazione del gruppo consiliare Cambiamo Partinico che chiedeva le dimissioni di questo sindaco. Come era sua abitudine,intervenne anche questa volta per dire la sua con quella capacità di ironizzare che non aveva eguali. Ora anche lui ci ha lasciati .Nelle foto:in primo piano Toto' Barra e Tuccio insieme d altri universitari al Palazzo Comunale-Il comizio universitario dal balcone del Palazzo Scalia in Piazza Duomo.


Toti Costanzo

venerdì 13 gennaio 2017

NEL RICORDO DELLA SCOMPARSA DI NINO AMATO






TRATTO DA “Dalla lotta agli inquinatori al Consorzio per il disinquinamento e riequilibrio dell’area del Partinicese”pagina 14 :” "Eravamo in pochi a Partinico a portare a fondo una battaglia contro un colosso economico che ha goduto e ancora gode di vantaggi,privilegi,protezioni,amicizie. ….Eravamo pochi ma molto determinati perché convinti che si trattava di una giusta lotta. Il giorno di Ferragosto di quell’anno nella Piazza Duomo di Partinico ad iniziare la raccolta di firme di cittadini su di una petizione popolare contro la distilleria si era in due.Con il comunista Toti Costanzo,il professore Nino Amato sindacalista della CISL e democristiano.Poi costituimmo un Comitato Popolare che cresceva nelle adesioni ogni giorno di piu’ fino diventare un vero e proprio Movimento di massa. Un Movimento che durante questa battaglia lascio’ sul campo un suo uomo, il ragioniere del Comune di Partinico GASPARE ORLANDO, vittima di una tragica disgrazia ma vittima soprattutto per avere voluto in un giorno di quell’agosto,fare il suo dovere di cittadino sensibile e disponibile alla lotta fino in fondo.Orlando fu vittima, sicuramente e anche se indirettamente, di potenti poteri economici”.Per non dimenticare Nino Amato, Gaspare Orlando, Piero Ciravolo,Gino Scasso e tutti coloro che da quell’anno ad oggi non si sono fatti piegare.
Toti Costanzo

martedì 3 gennaio 2017

LETTERA APERTA AL GIORNALISTA MICHELE GIULIANO






Caro Michele Giuliano, ieri l’altro su QL News scrivevi un pezzo dal titolo “Il 2016 da dimenticare per Partinico:sindaco ricattato e perenne emergenza rifiuti”. E tu ,giustamente riferivi che il 2017 non sarà un anno facile nel caso di dimissioni anticipate di Lo Biundo mentre io sostengo che piu’ che dimissioni si tratta di una vera e propria fuga dalle responsabilità esattamente come ebbe a fare quel codardo di Schettino che abbandonava la nave mentre questa affondava portandosi con se sul fondo oltre 30 vittime. Qui, da noi, con la fuga anticipata di Lo Biundo le vittime sarebbero oltre 30 mila che da anni subiscono l’umiliazione di un’amministrazione comunale il cui ruolo è stato solo quello di dilapidare tutto quel che è stato possibile.E non si sono fatti mancare niente. E tu nel fare il bilancio di un anno disastroso rappresentavi la grave situazione igienico sanitaria a causa della raccolta dei rifiuti che seppur davanti ad un impegno di oltre 400 milioni di euro per sei mesi ,continuano a diffondersi in ogni dove . E non potevi tacere sulla vicenda di un Lo Biundo che davanti agli inquirenti, i quali lo avevano intercettato ,ebbe a dichiarare d’essersi prestato a dare denaro a Maniaci “ nel timore che in caso di rifiuto Maniaci potesse mandare in onda sulla “sua” emittente servizi fortemente legittimanti per me e per la mia Giunta”(Ordinanza di applicazioni di misure cautelari personali-Tribunale ordinario di Palermo).Per cui oltre a pagare ,Lo Biundo provvedeva all’assunzione in nero presso il Comune dell’amica di Maniaci. Di fronte ad una tale dichiarazione ,che suscita sconcerto ,ci chiediamo :Quali erano gli argomenti in mano a Maniaci che Lo Biundo temeva venissero mandati in onda da Tele Jato? Ma se un sindaco agisce nel suo ruolo correttamente ,quali sarebbero le ragioni del timore? Dunque Maniaci sarebbe stato , secondo Lo Biundo, in possesso di argomenti delegittimanti .Quali? Il processo in cui ,secondo noi, Lo Biundo non è soltanto vittima di Maniaci ma protagonista di “fatti delegittimanti”- che ovviamente s’intendono conoscere- dovrebbe dare una risposta ai nostri interrogativi. Intanto accade un altro fatto assai sconcertante. In un recente Consiglio comunale e quale risposta alle dichiarazioni di Gianluca Ricupati che lo inchiodava alle sue responsabilità relativamente alla vicenda Maniaci ,Lo Biundo senza provare alcuna vergogna ha avuto la spudoratezza di sostenere queste INCREDIBILI argomentazioni: avevo assunto in nero l’amica di Maniaci e lo pagavo non perché ricattato ma per spirito caritativo (sic!) perché la signora era bisognosa. In una parola ,dunque, non ricattato ma al contrario generoso pater familias .Capisci caro Michele ? Ha detto proprio cosi’:”per spirito caritativo” !Pensa tu se avesse dovuto agire alla stessa maniera con tutti i poveri ed i disoccupati della nostra città .E non pago di quanto dichiarato a sua discolpa in Consiglio , con la stessa esilarante argomentazione al magistrato che lo interrogava relativamente al suo interesse nei confronti del ristorante “Al Rifugio” (lo dicono tutti che era comproprietario)dove lui novello anfitrione addirittura serviva spesso ai tavoli ,intratteneva amici, parenti,clienti ed interessati a vario motivo ,ebbe a sostenere che si occupava del ristorante perché ,sempre con spirito caritativo, aiutava la giovane titolare divenuta orfana e dunque bisognosa di sostegno(sic!).Dunque, caro Michele, non siamo soltanto davanti ad un sindaco attento ai bisogni degli ultimi ma ad un novello padre tereso di calcutta, e non lo sapevamo, tant’è che il PD di Cracolici pare che lo debba candidare alle elezioni regionali prossime. D’altronde come potrebbe mancare dentro l’Assemblea piu’ scalcinata e corrotta d’Italia un cosi’ giovane disinteressato ed animato da fervente spirito missionario ? Vi andrebbe soltanto per convertire i 70 “ladroni” e non certo per altro come pensano i soliti comunisti che dicono sempre no, ed hanno sempre qualcosa da osservare e denunciare . Caro Michele tu hai anche scritto dell’occhiolino di Lo Biundo verso la Chiesa locale sempre per ragioni di spassionato disinteresse nei confronti soprattutto di un giovane professionista assai vicino all’ambiente religioso e di cui Lo Biundo si vorrebbe avvalere per i suoi nobili scopi . Io sulla vicenda nutro qualche ragionevole perplessità. La Chiesa di oggi non è piu’ quella che abbiamo conosciuto tempo addietro. Ma di questo ne parleremo a presto . Intanto ti invito a leggere alcuni P.S.
IL PRIMO : 07 maggio 2016-Da La Repubblica ,di CLAUDIA BRUNETTO
LO BIUNDO "Se sarò coinvolto in un'indagine o raggiunto da un avviso di garanzia sono pronto a dimettermi". Lo ha detto il sindaco di Partinico, Salvatore Lo Biundo, in apertura dell'assemblea organizzata oggi pomeriggio sul caso Maniaci nella sede del partito a Partinico. Presenti un centinaio di persone che ....
IL SECONDO sempre da La Repubblica.” Una scelta che non condividiamo – dice Carmelo Miceli (segretario provinciale del PD n.dr.)– perché mortifica quegli iscritti che non potranno contribuire con il proprio voto alla decisione su una vicenda che riguarda l’onorabilità di tutto il partito”. E Bruno(altro dirigente regionale del PD n.d.r.) : "Un amministratore locale del Pd - dice Bruno - non può subire le estorsioni senza denunciare. Dalle intercettazioni rese pubbliche e dalle stesse ammissioni degli interessati emerge un quadro politico e morale gravissimo. Ritengo che Lo Biundo e tutti coloro che hanno assecondato queste azioni siano incompatibili con i valori e la storia del Partito Democratico".
IL TERZO : Lo Biundo non si è dimesso. Miceli e Bruno tacciano, Lo Biundo continua a fare il sindaco a suo piacimento e Cracolici lo candiderà(?)
Toti Costanzo