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sabato 19 agosto 2017

IL MIO “FIORETTO “ PER EMILIANO.


Si chiamava( e forse ancora si chiama cosi’) “fioretto” .Era il sacrificio cui ci sottoponevamo da ragazzini quando il delegato o il sacerdote che ci seguiva nell’Azione cattolica ,lo chiedeva. Si trattava di un sacrificio seppur piccolo che ,in genere,dedicavamo alla Madonna.E il fioretto era la privazione di qualcosa di cui avevamo piacere.Pensavo a questo nello scrivere questo post. Mi chiedevo: cosa posso “offrire” ad Emiliano(oltre stima,affetto e solidarietà ) ingiustamente privato della libertà in un Paese verso il quale non ho mai provato un sentimento di solidarietà -e non solo per i crimini commessi contro l’umanità durante la seconda guerra mondiale da quel popolo - per essere responsabile ,oggi, delle situazioni economiche di precarietà che viviamo anche nel nostro Paese a causa delle sue politiche ?Trovavo e trovo incomprensibile e ingiustificato come si possa privare della libertà e trattare come malfattori dei giovani carichi di forti sentimenti di solidarietà nei confronti dei popoli oppressi da 20 capi di governo che dispongono della nostra vita e verso i quali ad Amburgo andavano ad esprimere il loro dissenso.E trovavo gravissimo che la stampa nazionale ed il Governo tacessero su questa vicenda.Cosi’ come taceva il giornale che compro fin dalla sua nascita (2009) SENZA AVER FATTO MAI MANCARE IL MIO QUOTIDIANO CONTRIBUTO al suo sostegno considerandolo un libero strumento senza padroni e padrini ,che combatteva le battaglie piu’ condivisibili sul piano politico cosi come le combatté la “mia”Unità” fino quando fu “giornale Comunista fondato da Antonio Gramsci”.
E scrissi ,il 30 luglio,una lettera al suo Direttore che trascrivo:
Egr. Direttore, dalle giornate del G20 ad Amburgo ad oggi alcune decine di giovani , tra cui 6 siciliani, restano trattenuti nelle carceri di quella città .Tra questi ,Emiliano Puleo militante e dirigente del Circolo “Peppino Impastato” del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico ,la nostra città nota alle cronache per sofisticazione, droga, mafia, malapolitica . Dalla stampa nazionale, con esclusione della locale, il silenzio è calato sulla vicenda.Lo stesso silenzio che registro anche dal mio giornale,Il Fatto Quotidiano insieme ,purtroppo,a quello della redazione palermitana.Eppure Il Fatto si è sempre distinto quale strumento a sostegno delle giusta battaglie come quella che i compagni hanno condotto ad Amburgo, manifestando contro i potenti del mondo e le loro disastrose politiche .Ci chiediamo: perché? Emiliano è un giovane di 30 anni laureando alla facoltà di Agraria di Palermo,impegnato nella conduzione delle serre della sua famiglia in un lavoro duro,difficile che lo impegna quasi un intero anno.Potrebbe godersi le sue ferie nel nostro splendido mare, con la sua ragazza ,la sua famiglia, gli amici e i compagni.Ha scelto di utilizzare la pausa lavorativa per manifestare la’ dove i potenti del mondo si incontravano per decidere della vita di milioni di uomini.Un giovane generoso,dunque, carico di valori, solidale con quanti non hanno nulla se non le proprie catene.Lui che,al contrario,ha tanto accompagnato da passione civile e generosità che sta’ pagando, nel silenzio di tanti, a caro prezzo.Grazie dell’ospitalità. Toti Costanzo .
NON OTTENGO alcuna risposta .Attendo alcuni giorni .E' risaputo che i giornali ricevono tante lettere. Attendo ma ancora nessuna risposta .
Riscrivo.
Egr. Travaglio, la nota inviata sulla vicenda degli arresti ad Amburgo di alcuni giovani ,tra cui Emiliano Puleo, non aveva lo scopo di una sua pubblicazione quanto di un interessamento sulla vicenda da parte del giornale che sostengo fin dalla sua nascita senza mai perdere un numero perché lo reputo ,com’e’ , non asservito e meno che mai compiacente. Chiedevo l’attenzione del giornale e non sostegno delle nostre ragioni che vedono ancora in galera ,come un malfattore, un giovane di cui mi onoro d’essere amico e compagno. Invece il silenzio,come quello di tutta la stampa nazionale e soprattutto del Governo assai loquace quando si tratta di difendere le banche e altri affari. Deluso? Forse si’ ma forse consapevole che non TUTTE le questioni interessano un giornale anche se vivo,vivace,combattente,che ha riempito ed arricchito la mia esistenza confermandomi,pero’,nella consapevolezza che un altro mondo è possibile anche senza il Fatto Quotidiano.Toti Costanzo .
Caro Emiliano oltre l’amicizia, l’affetto ,la stima e la solidarietà ti offro questo “fioretto”.Non ho altro se non la certezza che ti riabbracceremo presto.

domenica 30 luglio 2017













L'immagine può contenere: una o più persone e folla

Ieri all’Astoria di Palermo in una sala strapiena di un arcipelago di compagni della sinistra cosidetta alternativa e ampiamente diffusa in Sicilia si è data vita alla speranza di una Sicilia liberata dalla malapolitica e dalla mafia . Presenti insieme a gruppi ,movimenti, sindacalisti  la segreteria regionale di Rifondazione ,del PCI,Possibile,di Rinnovamente Sociaista . E’ la risposta “dal basso” all’immobilismo dei Partiti  della sinistra siciliana, soprattutto Sinistra Italiana e Art. 1 ,alle porte di una grande battaglia elettorale che dovrebbe liberare la Sicilia non solo dal crocettismo (mistificazione, antimafiosità da cabaret,dissipazione delle risorse, clientele, fazioni, grumi di potere) ma dal ritorno di quella destra che abbiamo già conosciuto alla guida di tanti Comuni e della stessa nostra Regione.Ovviamente una Sinistra alternativa al renzismo siciliano in tutte le sue declinazioni piu’ o meno mascherate. Un compito difficile se consideriamo come soprattutto a Palermo l’Orlandismo che ha riconquistato la città ,col suo progetto della lista dei sindaci abbia spaccato una parte della Sinistra e frenato un processo di aggregazione che non puo’ e non deve piu’ attendere .Ricomporre quella Sinistra che si battè non solo per Rita Borsellino ma nelle ultime lezioni anche per la Marano che ha dovuto sostituire precipitosamente Claudio Fava indicato a guidare la coalizione siciliana contro Crocetta, Musumeci,Cancelleri del Movi 5 stelle,è il compito di chi ieri era presente all’Astoria. Ottavio Navarra giovane editore e già deputato nazionale e regionale dei Democratici di Sinistra ha messo a disposizione del progetto il suo impegno pronto a fare un passo indietro nel caso di una raggiunta unità con altri Partiti e movimenti della sinistra siciliana come SI , ART.1 e la componente palermitana di Rifondazione.Si respirava entusiasmo ed impegno ieri anche perché questa sinistra non piu’ giovanissima ma ancora piena di impegno ed interesse rappresenta la parte piu’ generosa e disinteressata del nostro popolo che abbiamo il dovere di sostenere nelle forme e nei modi in cui questo sarà possibile.
Toti Costanzo

giovedì 20 luglio 2017

CI VOLEVA UN COMMISSARIO...










A Partinico al posto del dimissionario sindaco ci voleva un Commissario con gli stessi poteri per:

1)ripulire dal fogliame e dagli arbusti la VILLA COMUNALE lasciata in stato di abbandono e degrado;

2)scegliere il NUCLEO DI VALUTAZIONE attraverso un pubblico avviso come avviene nella stragrande maggioranza dei comuni;


3)discutere ed operare per il recupero di beni monumentali in stato di abbandono come PALAZZO RAMO e il PATRIMONIO ARCHIVISTICO;
4)restituire ruolo e dinamismo al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Nella foto il Palazzo Ramo com'era nel 1982

giovedì 13 luglio 2017

CARO COMPAGNO EMILIANO, I COMUNISTI SIAMO FIERI DI TE


















Ieri sera Emiliano seppure assente e dentro il Circolo dedicato a Peppino Impastato dove si erano portati tanti giovani compagni ed amici per solidarizzare con lui e chiederne il rilascio alle autorità tedesche ,è riuscito a fare emozionare perfino “un duro” come Giacomino Minore. Vecchi ma soprattutto giovani comunisti non usi alle emozioni facili costretti dalla dura lotta politica ad essere talmente razionali da sembrare ,a volte, perfino privi di sensibilità,ascoltavano in diretta telefonica e con una comprensibile preoccupazione la versione dei fatti che hanno portato al fermo di Emiliano ,e dalla eurodeputata comunista Forenza anch’essa trattenuta e poi rilasciata ad Amburgo in quanto manifestante contro i cosidetti potenti del mondo e da Erasmo Palazzotto parlamentare di Sinistra italiana ma già compagno cresciuto nel Partito della Rifondazione Comunista. Emiliano libero, Emiliano che possa ritornare presto a casa, Emiliano che fa onore ai comunisti partinicesi. Lui ha trent’anni e per la prima volta nella sua giovane vita di comunista anche se di manifestazioni ne ha fatto tante,subiva una palese,ingiusta azione repressiva, una gratuita violenza da parte della polizia tedesca che non è diversa alla nostra o dalle polizie che insanguinano ogni giorno tante parti del mondo. Ovunque sempre la stessa a difesa dei potenti, del capitale, degli interessi dei ricchi e contro inermi giovani (giovani che,ovviamente, nulla hanno che vedere con i cosidetti black block) che partivano dalle parti piu’ disparate dell’Europa per dire che un nuovo mondo è ancora possibile da costruire nel nostro vecchio continente.Il comunista Emiliano a trent’anni ha dovuto sicuramente vivere una forte emozione legata alla perdita, seppur momentanea della libertà, mentre io a trent’anni entravo nel piu’ grande Partito Comunista d’Europa che, al contrario, la libertà me la faceva acquistare . Ed era la libertà che rompeva gli orpelli di una vecchia,superata ideologia che nulla aveva a che dividere col pensiero rivoluzionario di Cristo ,che ti faceva abbandonare i sensi di colpa “per avere peccato”,del dare a Cesare quel che è di Cesare quando invece Cesare ti spogliava di tutto, perfino della tua dignità di uomo. Un parallelismo che mi portava a riflettere sulla ancora tanta strada da fare perché l’uomo possa liberarsi dalle sue catene.Riflettevo ieri sera mentre intervenivano i compagni o Filippo Aiello, Jerry Vergara o Vincenzo Ponzini con una lucidissima analisi sulle ragioni del dovere manifestare contro chi umilia milioni di uomi e donne ,e riflettevo sul fatto che in una importante città tedesca oltre 200 mila manifestati avevano detto no ai rapinatori di futuro.Ed erano 200 mila uomini e donne provenienti da tanti Paesi ma tutti accomunati dallo stesso sentimento, dalle stesse ragioni.Erano uomini e donne in perfetta sintonia tra di loro.E per essere in quel luogo costoro,ciascuno per suo conto,avevano sicuramente maturato il convincimento che la lotta politica di liberazione non è facile, non è semplice ma che è l’unico strumento liberatorio. E perché ciascuno di loro approdasse ad Amburgo era accaduto che nelle loro città,nei Comuni di provenienza si erano nel tempo formate della coscienze rivoluzionarie ciascuna per proprio conto ma tutte in sintonia tra di loro, tutte legate da un invisibile,ideale filo . Un miracolo cui soltanto l’ideologia puo’ dare vita.E in quei oltre 200 mila, da Partinico una delle tante piccole, sperdute città del sud carica di problemi, squassata dalla malapolitica, dalla mafia, da un’economia in ginocchio una coscienza aveva deciso che il suo posto era li’,quel giorno, per quelle giuste ragioni. Emiliano è ancora ad Amburgo, ancora trattenuto. Ma verrà ed anche presto . Noi lo aspettiamo per dirgli: come comunisti, come uomini siamo fieri di te.
Toti Costanzo

domenica 9 luglio 2017

LO STORICO GRUPPO STUDI E RICERCHE RIPRENDE LA SUA ATTIVITA'


Ieri ha avuto luogo un incontro dello storico “Gruppo studi e ricerche” che tra i suoi fondatori agli inizi degli anni ’70 ha avuto Masetto Aiello, Nino Cinquemani,Toti Costanzo, Giulio Bosco, Nicola La Fata, Nino Lodato ,Giuseppe Casarrubea, Jack Speciale ,Filippo Grillo.Presenti buona parte degli stessi che hanno ricordato Giuseppe Casarrubea e Jack Speciale non piu’ con noi .E presenti anche Antonio Lo Baido che fu tra i protagonisti del Comitato per la salvaguardia della Cantina Borbonica e dei Beni culturali di Partinico oltre che il giovane professore Raffaello Longo cultore della tradizione dei Pupi siciliani ed allievo del Maestro Nino Canino.Un ritorno all’attività del Gruppo,sempre con la guida di Masetto Aiello,in ragione della necessità che una generazione che salvo’ dalla irresponsabile devastazione i Palazzi nobili della città ,pezzi importanti della viabilità del centro storico col fare ripristinare l’acciottolato e l’abbalatato in alcune vie cittadine oltre che il recupero soprattutto della fontana di Valguarnera ,della Cantina e di Palazzo Ram rimetta disposizione della città il suo impegno.Ovviamente senza dimenticare la costituzione dell’Antiquarium che trova ospitalità presso il Palazzo dei Carmelitani.Il Gruppo studi e ricerche mette ancora una volta a disposizione della città il suo sapere e la sua passione perché un’opera di recupero e salvaguardia iniziata in quegli anni possa continuare affidando in mani sicure beni di inestimabile valore storico e culturale finiti nelle mani di irresponsabili amministratori .Il Gruppo ritiene importante,intanto,costituire con Legambiente e il FAI ,associazioni che operano nella citta’ con attenzione alle tematiche della salvaguardia dell’ambiente e dei Beni citati per mettere in sicurezza intanto il Palazzo Ram,un gruppo di lavoro unitario ritenendo di porre l’attenzione su altri Beni in stato di colpevole abbandono e disfacimento.
IL GRUPPO STUDI E RICERCHE

domenica 28 maggio 2017

PALAZZO RAM : UNA STORIA TUTTA PARTINICOTA. E PER EVITARE IL TOTALE DISASTRO FARE SUBITO COME ABBIAMO FATTO PER LA CANTINA BORBONICA















Una utile iniziativa quella di ieri al Teatro “Giani” organizzata in collaborazione con il FAI (fondo ambiente italiano)di recente costituitosi a Partinico (Presidente la sig.ra Teresa Chimenti ) con il coordinamento del giornalista Enrico Calagna .Lo scopo : porre all’attenzione della città piu’ sensibile(buona la presenza ieri al Convegno) le condizione di uno dei beni piu’ prestigiosi di cui dispone la città ,di proprietà comunale, lasciato al degrado e all’abbandono soprattutto dalle amministrazioni Lo Biundo e che ,al contrario va recuperato,utilizzato, fruito . E DA SUBITO. Si tratta del Palazzo Ram (unico esempio nel nostro territorio di tale tipologia risalente al ‘500 e costruito dalla famiglia di Francesco Ram. Ad intervenire Filippo Grillo che dispone della proprietà di innumerevoli atti notarili che al Palazzo si riferiscono, il medico dott. Filingeri appassionato ricercatore della storia del nostro territorio con particolare attenzione alla viabilità ,lo “storico” ultradecennale progettista del restauro, l’architetto Raffaele Savarese. A concludere la dott.ssa Lidia Cedrini della delegazione FAI di Palermo. 
Quella di palazzo Ram è una storia tutta partinicota. CHE IN SINTESI RACCONTO.
Con il Convegno del 1982 sui beni monumentali ed ambientali organizzato dal Gruppo studi e ricerche di Partinico e con la pubblicazione di un Quaderno didattico che si occupava diffusamente non solo della Cantina Borbonica ma delle Torri(in particolare: Albachiara e Giorgentana-D’Amico ) e poi del Castello di Ramo, si poneva all’attenzione della citta’ e dei suoi governi la necessità di recuperare questi beni abbandonati e degradati che rappresentavano, insieme ad altri come la Villa comunale, il Palazzo dei Carmelitani, la Fontana 8 cannoli, il Palchetto della Musica e la Fontana di Valguarnera oltre che ,ovviamente, le chiese.Un pezzo visibile e rappresentativo della storia soprattutto urbanistica della città.Il Gruppo studi e ricerche( Masetto Aiello,Toti Costanzo, Giuseppe Casarrubea, Nino Cinquemani, Giulio Bosco,Jak Speciale ,Vincenzo Fuoco ed altri) aveva già chiesto ed ottenuto dal Consiglio comunale negli anni ’70 il vincolo su alcuni dei piu’ importanti palazzi oltre che il recupero dell’acciottolato e abbalatato delle vie Barone del Grano,Carmelo Pardi ,Ecce Homo (parte),Gioberti . Successivamente saranno recuperate via Cavour e vicolo Susanna(Giunta Geraci) e infine Via F. Crispi e Principe Amedeo( Giunta Giordano) . Su palazzo Ram gli interventi di recupero furono diversi nel tempo e ad incominciare proprio subito dopo il Convegno del 1982 . Gia’ nel 2005 il Palazzo era stato oggetto di sostanziali interventi (restava da definire il piano nobile) tant’è che con l’assessore di Rifondazione Comunista della Giunta Motisi ,Franca Tranchina, e con l’ausilio del capo settore urbanistica arch. Quartuccio si pervenne nella determinazione di utilizzare di già tutti i corpi esterni autonomi e funzionali (ex stalle ed ex magazzini vari) con la sistemazione degli archivi sia storico che degli atti del Consiglio e delle giunte allocate l’uno nell’ex Oratorio di Piazza Garibaldi (con Giordano vergognosamente finito sdivacato nello scantinato dell’immobile oggi in uso all’Agenzia delle Entrate )e il secondo allocato nel secondo piano della scuola media “Cassara’ “ (con Lo Biundo vergognosamente finito sdivacato nei locali di Casa del Fanciullo) ,l’Antiquarium che come Centro Studi avevamo costruito nel tempo e collocato al 2°piano del Palazzo dei Carmelitani mentre si pensava all’acquisizione ,tramite convenzione con Filippo Grillo,della sua importante collezione per fare finalmente nascere il Museo della civiltà contadina. L’area esterna e che rappresentava i giardini annessi al Palazzo ,doveva diventare un Teatro Estivo perche la vita culturale della città non si interrompesse con l’avvento della stagione estiva .Ovviamente a quella struttura sarebbe stata destinata parte dei dipendenti assunti con progetti specifici dalle ultime due Giunte di Gigia Cannizzo .E si trattava di personale qualificato dotato di diploma di scuola superiore e di laurea che aveva lo scopo di animare, gestire, custodire, salvaguardare . Si era nella primavera del 2006 .Qualche mese dopo, quell’assessore e quel Partito furono estromessi dall’amministrazione. Poi con le Giunte Lo Biundo, l’abbandono, il declino, il disastro, la VERGOGNA . 
IERI, alla fine del Convegno, Giuseppe Di Trapani anche a nome del FAI presentava un documento d’impegno sul Palazzo per l’amministrazioni locale, regionale e nazionale. Cosa certamente utile. Ma noi abbiamo sperimentato come per impedire lo sfascio serve l’organizzazione. Fare, cioè, esattamente come abbiamo fatto con la Cantina Borbonica quando l’amministrazione Lo Biundo la voleva ridurre , cosi’ come all’epoca abbiamo scritto, “a sala banchetti, bar e tabacchi, locale notturno, vendita stigliola e grigliate di crasto” . COSTITUIMMO UN AUTOREVOLISSIMO COMITATO CHE SOLLEVO’ LA QUESTIONE FINO A COINVOLGERE LA SOPRINTENDENZA CHE INTERVENNE impedendo la plebeizzazione dello splendido bene .ED E’ COSI’ CHE ANCHE OGGI BISOGNA FARE .
Nella foto 1: copertina del Quaderno didattico del Gruppo studi e ricerche 1982.Foto 2 il Palazzo Ram com'era in quell'anno . Le foto sono di Masetto Aiello
Toti Costanzo

martedì 11 aprile 2017

SUL PARCO DU' CASTIDDAZZU L’ASSESSORE PROVENZANO CI ASCOLTI. LE BUGIE HANNO LE GAMBE STORTE.




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Si può dare un consiglio anche se non richiesto? Sì, si può dare!
Dunque al giovane assessore Gianlivio diciamo:
1) non pubblicare più su Facebook immagini di lavori eseguiti dal’amministrazione quando queste non rappresentano la realtà se non in minima parte;
2) un lavoro (nel caso specifico i “lavori” di recupero nel Parco del Castellaccio) si concludono quando ad essere interessata è TUTTA un’area e non certo una sua parzialissima parte;
3) quando si conclude un lavoro, anche se limitato a pochi ambiti, bisogna eliminare ciò che si è prodotto. I “resti” lasciati a marcire come accade per quelli di villa Margherita sono sintomo di pressapochismo e superficialità che offendono la sensibilità dei cittadini.
Dunque ‘o Castiddazzu (un pezzo di splendido verde sottratto negli anni ’70 dai COMUNISTI alla speculazione edilizia), i cui lavori iniziarono con l’amministrazione di Enza Maria Romano e definiti nel 1999 dall’ultima giunta Cannizzo (quella con i Comunisti), è stato lasciato per anni all’abbandono e al degrado.
Abbiamo cercato di spiegare a costoro che un bene di questa entità e valore ambientale va non solo recuperato, ma custodito e interessato da una continua manutenzione così come fece quella Giunta che ebbe la disponibilità di due ex dipendenti comunali (Cossentino e Rinaudo) passati poi ad altra amministrazione che se ne occuparono per tutta l’estate del 1999. Successivamente l’amministrazione assegnò QUOTIDIANAMENTE al Parco due altre unità ex LSU. Quel Parco proprio ad inizio di quell’anno scolastico (ottobre 1999) ospitò una manifestazione di corsa campestre riservata agli alunni e della scuola media e delle scuole superiori. Da quell’anno si ricorda un solo intervento dell’ex assessore di Giordano, Rizzo Puleo.
Purtroppo dobbiamo avvertirli che si trattava di interventi assai parziali con l’aggravante di avere lasciato lì quel che facciamo vedere nel servizio fotografico. Prima di noi sull’argomento aveva realizzato un bel video, Piero Poliozzi.
Perché riteniamo PARZIALE l’intervento di Provenzano? Perché sono stati ripuliti soltanto alcuni viali a valle, mentre indistricabili sono rimasti quelli che portano alla parte superiore del Parco e nello specifico all’immobile che custodisce (o dovrebbe custodire, se qualcuno non l'ha smantellato) tutto l’impianto che gestiva la distribuzione dell’acqua attraverso tubazioni che da lì si diramavano sotterraneamente arrivando a irrigare ogni albero. Un impianto sofisticatissimo di cui non risulta, ovviamente, più alcuna traccia. Le condizioni della vasca di raccolta sono quelle che si vedono.
Dunque si tratta di bluff? In parte sì, per cui consigliamo a Provenzano nel caso in cui si riproponesse alla città ancora quale amministratore di avere più attenzione per i detti popolari.
Nel caso specifico: le bugie hanno le gambe storte.
Toti Costanzo

sabato 25 marzo 2017

LO BIUNDO MENTE SPUDORATAMENTE ANCHE SULLO STADIO COMUNALE



Dunque, siamo nell’anno 2016 il giorno 22 del mese di gennaio. Il sindaco Lo Biundo convoca una delle solite conferenze stampa e circondato da alcuni assessori ed altri fedelissimi schierati a ferro di cavallo, come soleva fare il battaglione "Lupo" Combattenti della Decima Flottiglia MAS, dichiara: ” Oggi è un giorno importante. Abbiamo ottenuto un grosso risultato e cioè un contributo per la manutenzione straordinaria dell’impianto Giuseppe La Franca. Questa opera s’inserisce nella logica di partecipazione attiva e riguarderà la messa a norma dello stadio, la pista ciclabile (sic! in realtà si tratta di una pista di atletica leggera) e la scalinata (altro sic! Si tratta delle gradinate). Abbiamo, altresì, attenzionato la manutenzione del pallone tensostatico e ciò in omaggio allo sport che è palestra di vita”.
Ovviamente soddisfazione esprime anche l’assessore al ramo Diego Campione, il quale fa riferimento ad una nuova stagione per lo sport di Partinico”. (Il virgolettato riportato e il riferimento a Campione è stato tratto dal servizio di Partinico Live).
Passano 14 mesi circa e ieri , venerdì 24 dicembre 2017, altra conferenza stampa, altro ferro di cavallo con vecchi e nuovi combattenti, altro soddisfatto e pomposo esordio:
Oggi abbiamo ottenuto un grosso risultato” .. bla bla bla … "da nove anni non abbiamo fatto un’opera pubblica pagando con FONDI COMUNALI"... bla bla bla…. "un altro tassello"... bla bla bla... "il raggiungimento di due obiettivi… 1 milione di contributo per lo stadio comunale …. le gradinate e gli spogliatoi"… bla bla bla...
Chi ha ascoltato l’intervento del sindaco pensiamo abbia capito sostanzialmente questo: che il Comune ha ottenuto un finanziamento di 1 milione di euro per interventi nello stadio comunale e che non dovrà pagare alcunché.L’ascoltatore fiducioso e in perfetta buona fede penso abbia gridato al miracolo ritenendo questa un'amministrazione del fare e senza togliere una lira dalle nostre tasche, nel senso che per quest'opera NOI NON PAGHEREMO NIENTE.Pagherebbe “cappiddazzu”.
Ahinoi, le cose non stanno così. E, allora, come stanno?
Ve lo diciamo noi: il Comune di Partinico con il Credito Sportivo (una specie di banca che finanzia Enti ed anche privati) HA CONTRATTO DUE MUTUI. Uno per 150 mila euro da pagare (PAGHIAMO NOI CITTADINI) in 15 anni con il solo vantaggio che su questo non graveranno ulteriori interessi. Ma la somma totale, quella la dobbiamo restituire euro su euro.
L’altro mutuo è di 1 MILIONE DI EURO. Anche questi da pagare con le risorse comunali (PAGHIAMO SEMPRE NOI CITTADINI) e per trent’anni. Su questa cifra pagheremo anche gli interessi (seppur bassi).
E, allora, quando Lo Biundo dichiara che il Comune di Partinico in nove anni non ha realizzato un’opera pubblica (ovviamente compresi gli interventi nello stadio) senza compromettere il Bilancio comunale, DICHIARA IL FALSO? Si, dichiara il falso.
Perché noi non abbiamo ottenuto UN CONTRIBUTO a fondo perduto (cioè soldi da NON restituire) ma MA UN MUTUO (un prestito) di 1 milione e 150 mila euro che dovrà essere restituito al Credito. Domanda: allora il sindaco, come al solito, e in previsione della sua scalata alla Regione, tenta di imbrogliare i cittadini e, dunque, mente spudoratamente?
Sì, mente spudoratamente, perché sul nostro groppone, prima di andarsene, ha caricato oltre un milione di euro. E NOI PAGHIAMO!!!
Ci chiediamo, allora, perché non è stato fatto nulla prima di adesso (anche ricorrendo a finanziamenti europei, quindi senza gravare sulle tasche dei cittadini) e perché questa amministrazione ha affidato tutto ai privati (acqua, rifiuti, cimitero, illuminazione) con la solita scusa del "soldi non ce ne sono", quando il Comune ha ancora la possibilità di investire sui propri servizi e le proprie strutture?

mercoledì 22 marzo 2017

CHI DEI DUE MENTE ,LO BIUNDO O AIELLO?






Li ho ascoltati oggi rilasciare ad emittenti private dichiarazioni relative all’ultimo affaire di questa maggioranza (12 consiglieri comunali che hanno approvato la delibera e 6 assessori ed un sindaco che l’avevano voluta già da tempo), quello della privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica .Le riporto ( ovviamente in sintesi) affidandole alla riflessione dei lettori. 
LO BIUNDO sindaco a T.O :”Io non ho fatto altro che assecondare la volontà dell’opposizione (ovviamente senza fare alcuna distinzione all’interno di questi gruppi n.d.r.) che da tre anni mi chiede di privatizzare il servizio . Questa volontà l’hanno manifestato nella terza Commissione consiliare. Il servizio ci costa ogni anno 1 milione e 300 mila euro. Noi lo mandiamo in gara per 1 milione e dunque risparmiamo ogni anno 300 mila euro “. 

AIELLO Presidente del Consiglio comunale a il microfono è tuo, solo tuo :”Questo servizio costa al Comune 960 mila euro l’anno. Le imprese interessate faranno delle offerte per cui anche se presentano ribassi del 10% il Comune risparmierà in un anno 96 mila euro”.
Dunque Lo Biundo ci fa risparmiare 300 mila euro ed Aiello soltanto 96 mila. Chi , dei due, dice il FALSO ?In attesa che ci sia una terza versione da parte di Pantaleo o Provenzano che come è noto sono i piu’ fedeli ventriloqui di Lo Biundo ,riteniamo utile porre questo semplice interrogativo: c’è qualcuno che ci spiega come un servizio in perdita per il Comune diventa vantaggioso per il privato?Per me c’è qualcosa che non quadra .Su cosa lucrerà il privato? Sui lavoratori , sui materiali, sulla rapidità ed efficienza del servizio ?E noi contribuenti cosa ci guadagniamo visto che ,comunque ,pagheremo almeno 1 milione di euro l’anno? Ma se il Comune dispone di uomini e mezzi(il sindaco Cannizzo assunse alcune maestranze specializzate proprio per la manutenzione degli impianti e che sono ancora li’ )e i nostri uomini ( almeno per fortuna per loro) restano negli organici comunali ,perché smantellare tutto e affidarlo ai privati? In tutta questa vicenda io sento puzza di bruciato per cui bene hanno fatto i consiglieri comunali che hanno detto no a questo ulteriore atto sconsiderato, dichiarare che invieranno i documenti della vicenda all’anticorruzione . Ma , mi chiedo : c’è ancora un giudice a Berlino?
P.S.Leggo sul giornale “Terrasini Oggi” che i consiglieri di opposizione alla Giunta di quel Comune hanno sollevato la questione del pagamento degli spazi in piazza Duomo per la collocazione di gazebo da parte degli esercenti li’ collocati. E’ intervenuta , sulla vicenda,rapidamente non solo la Soprintendenza ma i Carabinieri. Terrasini cos’è ,un’altra Repubblica?


sabato 18 marzo 2017

SULLA DISTILLERIA BERTOLINO C'E' UNA QUINTA VERITA'


L'immagine può contenere: cielo, nuvola, spazio all'aperto e natura
IL COMITATO “PARTINICO LIBERA DA OGNII INQUINAMENTO" denuncia 4 verita' sulla FINTA delocalizzazione della distilleria Bertolino. Mi permetto di aggiungerne una QUINTA
Il 31 maggio del 1997 la Giunta Cannizzo pubblicava la proposta di Piano Regolatore Generale sottoponendola (un grande fatto di partecipazione popolare) al parere dei cittadini.Tutto il lavoro,infatti, fu esposto su pannelli sopra il palco del "Teatrino" di Piazza Garibaldi .Bisogna dire che quel lavoro era stato preceduto nel 1991 da un importante Convegno organizzato,insieme all'amministrazione e ai progettisti,dal Capo Settore Urbanistica architetto Vincenza Quartuccio .In quel PRG del 1997 ,per la prima volta nella storia urbanistica della città ,veniva inserita un'ampia area (circa 170 mila mq.) sulla direttrice Partinico-Alcamo contrada Sant'Anna (nei pressi di Bosco Falconeria) e con simbolo D1 cioé area per ospitare industrie insalubri di prima classe com'é la distilleria . L'area veniva scelta perché la distilleria DELOCALIZZASSE i suoi impianti .In una parola smontare le attrezzature e rimontarle su quell'area per continuare la pratica della distillazione .Era a tutti noto come quell'area nasceva DA UN ACCORDO TRA L'AMMINISTRAZIONE CANNIZZO E L'INDUSTRIALE BERTOLINO al fine di consentire alla distilleria piu' grande d'Europa di trasferirsi da viale dei Platani nel nuovo sito .Nello stesso anno 1997 il Ministro del Governo Prodi, Pierluigi Bersani, concedeva all'industriale un finanziamento di circa 67 miliardi delle vecchie lire(Legge 488 -Finanzimenti alle imprese) proprio per favorire lo spostamento dell'industria. Dunque la  Bertolino non ha MAI VOLUTO TRASFERIRSI. Perché? C'é qualcuno(mi riferisco ovviamente a quelli in buona fede e non certo agli interessati e che ora pensano come, FINALMENTE ,la distilleria intenderebbe delocalizzare), che intende farselo spiegare dal sindaco di Partinico e dai suoi soci politici, oltre che dalla signora? Attendiamo con comprensibile ansia una risposta..
Toti Costanzo

domenica 12 marzo 2017

GIGIA CANNIZZO, IL SINDACO PIU’ AMATO DAI PARTINICESI











Ti ritrovi ,ieri  nel tardo pomeriggio ,al caffè letterario del professore Maurizio De Luca  per la presentazione della pubblicazione di Pasqualino Marchese ”Morino,racioppi e cappeddi” davanti la Gigia Cannizzo  di sempre,anche se il tempo inesorabile ci coinvolge tutti Ancora determinata, lucida,affascinante espositrice di avvenimenti ,di pezzi di storia della città.Una donna che abbiamo visto all’opera da sindaco di Partinico  dal 1994 quasi alla fine del  1999 (e con la quale ho avuto l’onore di collaborare per circa un anno quale assessore dell’ultima sua Giunta),vulcano di idee ed iniziative,forza prorompente protagonista di una salutare divisione dell’opinione pubblica della città tra coloro che l’odiavano per la sua intransigenza, determinazione,rigore morale  e quelli che l’adoravano perché aveva saputo creare le condizioni del cambiamento di cui migliaia di cittadini avevano bisogno e di cui avevano diritto.La Gigia rigorosa e ai limiti dell’intolleranza con pezzi della macchina burocratica ,ma anche quella  umana nel trovare il lavoro ad  alcune centinaia disperati della città il cui destino,senza la sua disponibilità, li avrebbe visti disoccupati a vita, senza speranza, senza futuro .E tra i quali 25 dipendenti licenziati in tronco dalla Bertolino e 35 della ditta in fallimento di un ex imprenditore locale che entrarono negli organici comunali come LSU .Un’operazione non clientilare ma di forte solidarietà che ha dato lavoro e speranza e centinaia di famiglie creando all’interno del Comune tutte le condizioni perché ogni servizio potesse disporre del suo organico : ausiliari ecologici, manutentori del verde e dell’illuminaziome ,muratori, falegnami ,fontanieri,laureati per la  gestione dei servizi della Biblioteca comunale e tecnici diplomati  per guidare le maestranze.Ma anche la Gigia degli eccessi  come quando in piazza Duomo si sostituiva ai Vigili urbani nel dirigere il traffico divenuto caotico e  costretta a vivere con la scorta fino alla fine del suo mandato perché la mafia dei Vitale era li’ alla ricerca di una vittima eccellente per manifestare la sua potenza.La vittima ,poi, la trovarono nel galantuomo,l’inerme avvocato Giuseppe La Franca che di Gigia Cannizzo fu amico.
Gigia Cannizzo fu un sindaco indiscutibilmente straordinario nel suo saper governare tant’è che proprio di recente su fb fu chiesto ,da un giornale on line ai locali frequentatori ,chi fosse stato il sindaco piu’ amato dai cittadini e la stragrande maggioranza(oltre 200) degli intervenuti,dopo quasi venta’anni,manifestarono il loro gradimento.Dopo di lei un attuale assessore  con appena 15 preferenze.Gigia fu l’ultimo sindaco della città capace  di condizionare la volontà prefettizia fatta di palese quanto ingiustificata ottusità dando  vita .per la Festa della Patrona del 1999 ,all’ultima “cosa dei cavalli” amata dai cittadini perché affondava le sue radici nella storia ,nella cultura e tradizione dei partinicesi che la veneravano come si fa con la nostra Patrona.Alla fine dell’ultima corsa ”ra bannera”,scendemmo con un pizzico di umano orgoglio ”scortati” dai cavalieri piu’ valenti  lungo il corso dei Mille partendo da Torre Bonura per arrivare  alla piazzetta della chiesa di S. Giuseppe dove avvenne la solenne premiazione.
Ma il sindaco Cannizzo deve essere  ricordata per quel che insieme alle sue Giunte seppe realizzare in quei pochi anni. Se ne citano i piu’ rappresentativi:gli interventi di recupero sul Palazzo Ram,l’acquisto della cantina Borbonica e con l’aiuto disinteressato di Toto’ Chimenti che trovo’ i finanzimenti ,il suo totale recupero; la conclusione del restauro del Palazzo dei Carmelitani, villa Falcone e la definizione dei lavori del Parco del Castellaccio, l’amore per villa Margherita con la protezione concreta del suo immenso patrimonio , la progettazione del Parco sulla Collina Cesaro’ un’oasi di flora mediterranea ormai quasi scomparsa dalle nostre parti e con i resti della fortezza, il pallone tensostatico, il totale rifacimento anche col manto erboso dello stadio comunale,la definizione dell’illuminazione del viale della Stazione,le opere di civiltà al Borgo Parrini e alla Casa Santa, il Piano Regolatore Generale, la costruzione di altre vasche di raccolta della discarica Baronia, le vasche di equalizzazione nell’impianto di depurazione, la ricostruzione con l’ausilio disinteressato di Pasqualino Marchese dell’Archivio storico ,di quello dei Lavori pubblici ed Urbanistica e degli atti delle Giunte e dei Consigli comunali dall’Unità d’Italia fino a ieri. E poi Convegni,manifestazioni,solenni estati partinicesi,definizione  del Centro sociale per anziani (ora ospita la caserma dei Carabinieri), il restauro del Palazzo Porcaro che ospita la P.S. E tante altre opere Un lavoro straordinario  di una donna straordinaria figlia “ri cappaddi” come scrive Pasqualino Marchese nella pubblicazione ieri presentata che,pero’,ha amato la sua città con quell’amore intellettuale che distingue gli uomini terra terra e quaquaraquà dai grandi.Oggi tutto questo è stato sostanzialmente cancellato da chi non ha storia, memoria, cultura. I  lanzichenecchi  del XXI secolo.  
Nelle foto: Gigia Cnnizzo e la Cantina Borbonica


mercoledì 8 marzo 2017

NO, GIOSUE’ MANIACI SINDACO DI TERRASINI ,NON E’ COME LO BIUNDO






Non ,non é vero “ ca’ tutti sunni ‘i stessi”, che la “politica” è tutta da rifiutare perché fa gli interessi soltanto di alcuni e non della collettività, che i sindaci e i consigli comunali agiscono alla stessa maniera a Partinico, come a Trappeto o a Balestrate e Terrasini .Se non avessi seguito la vicenda di una ipotetica realizzazione in territorio di Terrasini in contrada Paterna di un “centro di stoccaggio rifiuti”, anch’io avrei mantenuto qualche diffidenza,dubbio.E invece no: il sindaco Giosué Maniaci di Terrasini , ad esempio, non è quello di Partinico,la maggioranza del Consiglio comunale di quel Comune non opera alla stessa maniera del nostro , l’opinione pubblica di quella città , diversamente dalla nostra, viene tenuta in grande considerazione a differenza di quel che accade a Partinico e conta al punto da orientare la maggioranza dei consiglieri comunali che nel caso in specie hanno manifestato una precisa volontà che è quella che nel territorio di Terrasini, città a forte vocazione turistica, non si realizza niente che abbia a che fare con i rifiuti in tutte le sue articolazioni .Per cui il Consiglio comunale ,ieri sera, si è pronunciato(11 contrari e 5 astenuti) contro la realizzazione di un’pera da insediare in contrada Paterna. Dunque, succede che Partinico e Terrasini sono stati messi davanti a due analoghe situazioni sebbene l’opera che si sarebbe dovuta realizzare a Terrasini è niente sul piano dell’impatto ambientale di quella che s’intende realizzare a Partinico. Due analoghe situazioni quelle dei due Comuni con i dovuti distinguo.Nel senso che a Terrasini l’opinione della maggioranza di cittadini conta mente a Partinico la città del buonsenso deve continuare a contrastare la nota imprenditrice Bertolino che dopo avere per decenni con il suo lungo fumaiolo molestato la vita di intere generazioni,si ripresenta con un nuovo progetto industriale da collocare sulla direttrice Partinico-Alcamo occupando il doppio dell’area che attualmente occupa in viale dei Platani a ridosso della stazione ferroviaria (163 mila metri quadrati di nuova industria insalubre di prima classe ),chiedendo di utilizzare addirittura 60 litri/sec.di acqua dell’invaso Poma e scaricando i reflui nel fiume Jato che sversa nel mare tra Balestrate e Trappeto.L’industriale Bertolino e il sindaco parlano di industria di trasformazione di biomasse( ma il sindaco in Consiglio si è rifiutato di inserire nella delibera relativa all’approvazione di una variante urbanistica al PRG,una clausola con la quale si esclude che l’industria possa lavorare rifiuti)mentre ,l’opinione pubblica piu’ attenta teme che si tratti proprio di lavorazione dei rifiuti e i due trovano dalla loro parte in maniera plateale ,per non dire altro,una maggioranza di consiglieri comunali da sempre asservita ai voleri e agli interessi di questa amministrazione comunale e di tutte le realtà economocamente preminenti in città .L’opera che si vorrebbe realizzare in contrada Bosco-Falconeria e voluta dal sindaco di Partinico ,andrebbe a compromettere (cosi’ come quella di Terrasini) un pezzo importante di territorio diffuso di bagli restaurati a disposizione dei nuovi bisogni del nostro turismo fatto di tanti bed and brekfast immersi nel verde e con una agricoltura dove insistono imprese biologiche e soprattutto buona parte dell’Alcamo-doc.A Terrasini ,al contrario, il sindaco Maniaci pur dichiarandosi pubblicamente d’accordo alla realizzazione a Paterna dell’impianto, si rimette alla volontà della maggioranza del Consiglio comunale rispettandola e dunque riconoscendo il ruolo di coloro che per loro ragioni dissentono dalla realizzazione di quell’opera, E mentre ieri sera a Partinico in Consiglio(rimandato a questa sera) si doveva consumare un ultimo delitto contro gli interessi dei cittadini affidando ad una altra impresa per 20 anni gli impianti della pubblica illuminazione dopo avere privatizzato acqua, rifiuti,Cimitero, stadio comunale e venduto pezzi di patrimonio pubblico esaltando il ruolo dell’affaire, a Terrasini si esaltava la democrazia cioè il principio per cui prima vengono gli interessi collettivi e poi, se è il caso, quelli personali e di gruppo.Nella foto Terrasini e il suo mare

Toti Costanzo

lunedì 6 marzo 2017

SPIACENTI PER I NOSTRI AVVERSARI E NEMICI, MA I COMUNISTI DI PARTINICO SONO TUTTI ANCORA LI'.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio al chiuso

Mentre Michele Giuliano su QL NEWS dava la notizia della chiusura della sede del PD di Partinico ( annotavo ,diversamente da altri, come la chiusura di un luogo di democrazia è sempre una perdita per la società civile)nella sede di Rifondazione Comunista ,si celebrava il Congresso del Circolo,il momento piu' alto della vita politica di una comunità seppur piccola ma determinata e combattiva . A portare un saluto, i dirigenti della Camera del Lavoro di Partinico( Gagliano,Bono, Longo) , il Coordinatore di "Partinico città d'Europa", Mauro Nicolosi e alla fine dei lavori Chiara Gibilaro, Renzo Di Trapani e i consiglieri del gruppo "Partinico prospettiva comune".E poi i tanti compagni che discutevano ,ed anche dividevano,su due tesi contrapposte che saranno oggetto del Congresso nazionale. Dunque, mentre chiusi dentro "il Palazzo" alcuni strateghi da strapazzo molto probabilmente convincevano il neo assessore Giovanni De Simone a dimettersi per consentire al primo dei non eletti di una delle tante liste che hanno sostenuto il sindaco (bonu e boné accucchiamo ancora cocchi vuticeddu) ad occupare un posto per meno di 60 giorni , in un altro luogo della città si discuteva di problemi del Partito, dell’Europa, della nostra societa’. Con convinzione, con passione .Per cui un piccolo Partito ( il solo che dispone nella nostra città ,ininterrottamente da quasi 25 anni , di una sede con annessa ora anche una biblioteca intitolata al compagno Salvatore Barra )c’era vita, voglia di discutere e di partecipare.Un fatto sicuramente salutare per la nostra città che vive una delle crisi piu’ profonde della sua storia che la vede manipolata, saccheggiata, derisa,senza piu’ alcuna identità. Un fatto gravissimo mai accaduto nella sua travagliata vita dal dopoguerra ad oggi ,seppur Partinico abbia attraversato altre crisi ma mai una come questa che oltre che politica è sopratutto morale.Ci sarebbe da dire con Tommaso Staiti di Cudia delle Chiuse recentemente scomparso( era nobile oltre che un politico da sempre missino ) “La politica è diventata uno strumento di affermazione sociale per morti di fame spirituali ,che vengono ricoperti di soldi,ma restano morti di fame”.Era un giudizio feroce rivolto ad altri esponenti del suo stesso Partito contaminati dal potere corruttivo esattamente come accade oggi sopratutto al maggior Partito italiano.Ovviamente giudizio assolutamente condivisibile ,efficace, crudo. 
Dunque a Partinico si discute di Politica e lo fanno gli eredi di quella tradizione del PCI che non si sono voluti arrendere,omologare al cosidetto ” nuovo” ,fingere di credere "all'andiamo avanti compagni", non guardando piu' indietro alla loro storia, alle radici ma arrampicandosi a qualunque costo,e costi quel che costi.E sono la nuova generazione di comunisti partinicesi che della politica hanno passione, forse spropositata ma sicuramente etica,che si sentono ancora eredi non solo della storia del PCI ma di quella tradizione che nel nostro territorio ha avuto anche quale punto di riferimento politico e culturale ,Peppino Impastato(cui il Circolo non a caso é intitolato), il suo rigore e la sua intransigenza. Un bel pomeriggio, dunque, di vera politica all’interno di uno strumento, il Partito, che ti appassiona, a volte ti divide ma sicuramente ti forma. E dentro il quale non si discute né di “posti”, né di prebende ,né di percacce e meno che mai di affari. Di Politica, punto e basta.A sostituire il giovane segretario,Peppe Gallo, eletto nel precedente Congresso, LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEI COMUNISTI DI PARTINICO una giovane donna che si è formata dentro quel contenitore e che era già stata chiamata a rappresentare in Consiglio comunale non solo i comunisti ma i tanti cittadini onesti e soprattutto quel mondo giovanile che ha bisogno, oggi piu’ che mai, di punti di riferimento certi, solidi . Penso che la città migliore, anche quella che comunista non é ,possa contare su di loro perché riprenda il cammino della “dignità” cosi’ platealmente e volgarmente calpestata. Nella foto Peppe Gallo e la neo segretaria ,Valentina Speciale
Toti Costanzo

sabato 25 febbraio 2017



















FU NEL 1977 ,E DUNQUE RICORRE IL 40° ANNIVERSARIO  ,che concludeva la sua pubblicazione IL GIORNALE DELLA VALLE JATO. Era nato l’anno precedente  per volontà anche di Salvo Scadurro corrispondente de L’ORA (io ero il direttore responsabile) ,come un tentativo in buona parte riuscito di dare alla città un giornale stampato in tipografia capace di raccogliere intorno a sé  quel mondo giovanile della diffusa sinistra locale che intendeva impegnarsi non solo nella denuncia del malaffare e della malapolitica ma soprattutto nel proporre soluzioni ai problemi della citta’ .E il giornale metteva  insieme  l’esperienza di tanti compagni ed amici alcuni dei quali si erano ritrovati  all’interno del PCI di Partinico (ero già dal 1970 consigliere comunale del gruppo comunista) con altri quali collaboratori del Centro di Cultura Popolare UNLA di cui responsabile fu il maestro Nino Cinquemani.Nasce,dunque,all’inizio del 1976 per denunciare con forza (e con un articolo di Masetto Aiello) l’ignobile abbattimento del Palazzo Scalia in Piazza Duomo. Quel palazzo che con il film Il giorno della civetta tratto da un romanzo di Sciascia ed interpretato da Claudia Cardinale e Franco Nero,era diventato simbolo di una Partinico vissuta e che continuava a vivere sotto il condizionamento di una politica affaristica e della mafia ma che di questi intendeva liberarsi definitivamente.E nasce come soggetto complementare di una informazione “alternativa” che iniziava proprio nel 1976 con la nascita di Radio Onda Libera cui avevamo dato vita insieme a Gino Svasso e a tutto un pezzo di mondo giovanile che si ritrovava  attorno alla politica, alla cultura, allo sport, alla musica. Decine di giovani (mi piace ricordare tra tantissimi,Dario Veca e il decano degli univesitari partinicesi straordinario conoscitore  della musica jazz, Toto’ Barra) ) animarono una stagione fatta di impegno e di passione politica, di speranza di cambiamento .Il giornale proprio quell’anno concludeva la sua breve stagione cosi’ come Radio Onda Libera di cui parte delle attrezzature furono cedute a Peppino Impastato perché potesse realizzare la sua radio, Radio Out, insieme a tanti compagni delle vicine Terrasini e Cinisi.Una radio ed una vita, quella di Peppino, che hanno fatto un pezzo di storia della nostra Sicilia .
 Insieme a Salvo Scadurro che ci ha lasciato giovanissimo,mi piace ricordare quali collaboratori :Nino Cinquemani, Masetto Aiello ,Tanino La Corte,Enzo Vitigni, Amedeo La Mattina,Pino Scaparra,Enzo Di Paola,Gino Scasso,Vito Badaglialacqua ,Pino Celestra,Nino Amato, Ninni Romano, Nardo D’Orio ed altri.

Nelle immagini alcuni numeri del giornale . 
Toti Costanzo

venerdì 24 febbraio 2017






ANCHE NOI PROSTRATI ED IN AMBASCIA COME L’ASSESSORE PROVENZANO per la dipartita dal PD di alcuni ex comunisti (comunisti a loro insaputa) e chiedendogli doverose scuse per essere ancora una volta importuni ,gli vorremmo ricordare cosi’ come si evince delle foto, che i resti della ripulitura di alcuni alberi della Villa comunale giacciono ancora li’ in attesa che una pietosa mano li tolga da quella umiliante condizione . 
NEL CONTEMPO cogliamo l’occasione, e prima di arrivare a quella che sarà una delle piu’ esaltanti, storiche inaugurazioni di opera pubblica mai vista in città negli ultimi due secoli per la resa pedonale di parte di Piazza Garibaldi , di esplicitare i nostri piu’ grati sentimenti di devozione nei confronti dell’assessore Panta,della Comandante dei Vigili Urbani,dell’ufficio Pianificazione e delle maestranze tutte, protesi verso la soluzione di questo gravoso problema che ha richiesto circa nove anni di ingegnoso impegno(tanti quanti gli anni di esercizio assessoriale) al fine di arrivare ad una soluzione equiparabile ,nella sua straordinarietà,alla recente scoperta dei nuovi sette pianeti in quel lontano centro dell’Universo.

lunedì 13 febbraio 2017

CHE DIRE?











Non abbiamo alcun commento da fare alle immagini di oggi .Vogliamo soltanto farle  parlare . Era il 20 dicembre 2016.La mancanza di protezione reale e seria del pallone tensostatico (una delle tantissime opere realizzate a Partinico dal sindaco Cannizzo in appena 7 anni di attività amministrativa e di cui a breve pubblicheremo un significativo elenco) dentro il quale ha sempre brulicato vita giovanile con la guida di chi ha vero amore per lo sport e non dallo sport farne anche un affare,si è ridotto come si vede dalle immagini sotto la forza del solito devastante vento che spira ciclicamente con forza dal sud del mondo .E’ ancora come lo vediamo da queste immagini e non risulta alcun intento risolutorio da parte di chi disamministra la città perché è interessato ad altro. Ci sono cittadini che,insieme a noi,intendono indignarsi ritenendo questa una ulteriore vergogna per la nostra città?