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martedì 4 agosto 2015

CI HA LASCIATI IL PROFESSORE TANINO CANNIZZO



USTICA 1965-AL CENTRO TANINO CANNIZZO E GIOVANNI MARTUCCI-ULTIMO A DESTRA TOTI COSTANZO.IN PRIMO
PIANO
DANIELE PIOMBI CONDUTTORE TELEVISIVO




Oggi ci ha lasciati un amico, una carissima persona la cui amicizia affondava le sue radici nella nostra lontana  giovinezza,quella carica di speranza e di sogni,di certezze e di voglia di vivere.Tanino Cannizzo volle vivere intensamente la sua vita.Fu sicuramente una  persona assai fragile ma con uno straordinario cuore che si apriva ai bisogni degli altri,che metteva a disposizione quel che aveva e spesso anche quello di cui non disponeva.Tanino fu un sognatore,un uomo di una generosità fuori dal comune che visse  una fase lunga della sua vita sicuramente,come si suol dire,sopra le righe rompendo canoni e schemi tradizionali ,lui che proveniva da una famiglia della buona borghesia partinicese con un padre,lo straordinario professore Mimi’ Cannizzo che fu per tanti della mia generazione un Maestro di vita,e con la mamma signora Italia De Rosa insegnante di educazione fisica come il marito e come lo fu lo stesso Tanino.Ebb come suocero l’avvocato Mario Mancuso che fu uno dei sindaci piu’ amati dalla città il quale governo’ subito dopo il dopoguerra quando bisognava ricostruire dalle macerie,pensare ai poveri e ai disoccupati.E Mario Mancuso  lo fece come poteva un sindaco che a Partinico aveva dato vita alla DC insieme al professore Vito Cartosio,Ciccio Oliveri,Vito Scaglione,Ciccino Russo,don Vito Barone,il dottore Francesco Gurisco  e tanti altri . Una generazione,quella dell’avvocato Mancuso,che lascio’ una forte impronta nella vita politica e culturale della nostra città.
Chi ha conosciuto Tanino non ha potuto fare a meno di volergli bene.Tra questi non posso non citare Nino Bertolino che gli fu sempre vicino,anche nei momenti piu’ gravi della sua vita perché Tanino fu disponibilità,generosità,altruismo,voglia di vivere e vivere intensamente.Una forza che ti contagiava.Lui non si poneva né limiti né ostacoli.Con la sua decappottabile( eravamo studenti all’ISEF di Palermo anche se in contemporanea anche docenti ) dopo ogni allenamento pomeridiano andavamo ad accompagnare nella vicina Altavilla Milicia il giovane promettente ostacolista,Salvatore Scaletta,che gareggiava per la nostra Società sportiva e che fu,poi,anche  sindaco della sua città.Né si sottrasse mai all’impegno di accompagnare piu’ di una volta a settimana il mezzofondista Paolo Finazzo che studiava nel nostro Liceo ma abitava a San Cipirello.Instancabile organizzatore alla sua caparbietà e volontà  si deve la costruzione dell’Atletica Partinico cosi’ come,per me indimenticabile fu quella vacanza che ci concedemmo nel 1965 ad Ustica ospiti di un nostro amabile e generosissimo collega,Giovanni Martucci,grande atleta ed insigne docente.Giovanni mise a nostra disposizione una sua casa di campagna dalla quale dominavamo il piccolo borgo ed il mare e da cui a dorso di asino(era assolutamente vietato l’uso dell’automobile)ci spingevamo fino allo Spalmatore allora soltanto una scogliera o fino ad arrivare fino alla stazione metereologica. Li’ conobbi il gigante (era un omone alto due metri) Camillo Padovani dichiaratamente ed orgogliosamente comunista in un’isola che ha avuto diversi sindaci del PCI compreso l’attuale,Attilio Ricciardi che da quella storia politica proviene.E ad Ustica  conoscemmo i Gufi,un gruppo di cabarettisti composto da Lino Patruno,Roberto Brivio,Gianni Magni e Nanni Svampa che avevano scelto l’isola per le loro vacanze.E Svampa all’isola di Ustica dedico’ una bellissima canzone, “La mia Isola” che soleva cantare molto spesso anche in piazza luogo di incontro  dei tanti ospiti .
Restammo ad Ustica fino a quando fummo costretti ,per l’apertura dell’anno scolastico,a ritornare a Palermo e riprendere la nostra vita.Avevamo perso la memoria del tempo.Quell’isola,per noi magica ci aveva coinvolti non solo emotivamente.Ma Tanino ad Ustica resto’ molto legato al punto da diventare uno degli organizzatori di diverse manifestazioni musicali.Perché Tanino era fatto cosi’.
Ebbe sicuramente una vita,difficile,travagliata.La vita che lui ,però,scelse e di cui bisogna avere rispetto e comprensione umana.
Ma anche a Tanino,per certi versi,devo la mia scelta politica nel PCI.Lui democristiano,forse per convincimento o forse perché genero di una personalità come Mancuso ( ma cugino di Ignazio Speciale che fu segretario della sezione comunista di Partinico) in una sera d’inverno del 1970 davanti il biliardo di don Luigi Salamone  mi spingeva ad accettare la proposta di Marco La Fata e Vincenzo Fedele a candidarmi,da indipendente,per il Consiglio comunale.Mi disse una frase che non dimenticherò : “ Candidati .Se io potessi non avrei alcun indugio” .
Mi candidai e fui eletto nel Consiglio.Tanino in quell’occasione mi confido’ d’avere votato per la prima volta per il Partito Comunista 
Toti Costanzo .