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domenica 29 marzo 2015

IERI SONO ANDATE IN SCENA LE DUE PARTINICO


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Le due Partinico.Riflettevo su questo ieri pomeriggio avendo partecipato,seppur fugacemente prima ad una iniziativa del PD “non storico”al Palazzo dei Carmelitani e molto piu’ presente,poi,a quella che ha avuto luogo al Caffè Teologico Letterario di piazza Municipio,animato dalla volontà e dalla passione civile dell’architetto De Luca.In questi due luoghi,l’uno simbolo della storia urbanistica della città che ha resistito ai tanti colpi inferti nel tempo dalla mano sconnessa dell’uomo che ha abbattuto tanti simboli  del nostro passato solo in parte recuperati dalla pietas culturale di altri,e l’altro pezzo di città che affonda le radici nel profondo della sua piu' nobile storia culturale,VENIVA CELEBRATO UN RITO.In entrambi si manifestavano,e in casuale contemporaneità,due realtà diametralmente opposte ma figlie di una storia parallela.Due realtà che sono anche la manifestazione palpabile ed evidente di due mondi costretti a convivere all’interno dello stesso contenitore,Partinico,ma diverse se non addirittura contrastanti tra loro.Realtà fatta di uomini nati,si potrebbe dire,sotto lo stesso cielo,che hanno frequentato le stesse scuole,a volte avendo anche avuto gli stessi educatori,che esercitano le stesse attività e professioni,calpestato gli stessi luoghi,respirato la stessa aria,amato,gioito,sofferto probabilmente alla stessa maniera.

Al vecchio Palazzo dei Carmelitani che ci vide alunni e poi docenti,una schiera di soggetti eterogenei per storia familiare,sociale,culturale,economica ed anche politica ma tutti uniti(con qualche doveroso"distinguo” per alcuni di mia piu’ profonda conoscenza ed alcune ovvie eccezioni )sostanzialmente per lo stesso scopo:dare vita ad un rituale vecchio quanto il cucco che é di manifestare consenso e voluta sudditanza ad una“Politica”,quella certamente non nobile,costruita da personaggi del trasformismo cittadino e regionale,coltivatori di interessi personali,scalatori sociali,disperati inseguitori di carriere individuali.Uomini e donne per buona parte presenti per ingrossare filoni di clientela politica,ingrassare personaggi culturalmente repellenti non preoccupandosi piu’ di tanto del costo enorme da pagare che è quello di dovere umiliare la propria coscienza,ipotecare e cedere la propria libertà,dignità,identità,umanità.E fare pagare costi enormi all’intera comunità cittadina.
Al “Caffè”,al contrario,uomini e donne,giovani e meno anch'essi diversi per storia personale,cultura,provenienza sociale,esperienza politica ma tutti uniti a manifestare il diritto a vivere in una città diversa,migliore,umana,disponibile,solidale,civile,disinteressata e, soprattutto,libera come libere sono le loro coscienze di uomini e di cittadini senza padroni né padrini.Giovani e meno che in quel luogo si sentivano in perfetta sintonia,abbracciavano tutti la stessa ideale bandiera,speranzosi di unirsi per raggiungere lo stesso scopo,come ha esplicato in maniera chiara ed inequivocabile chi ha voluto dare vita a questo incontro(i proff.Mauro Nicolosi e Nina Misuraca insieme a Vitaliano Rinaudo)che é quello di costruire e consegnare alle nuove generazioni una Città Nuova.E per fare questo hanno ritenuto che ci sia la necessità di dare vita ad un Movimento che possa affermare il diritto di Partinico ad essere,anch’essa,una città dell’Europa.Una iniziativa piena di impegno,entusiasmo,passione,freschezza.
Pensavo senza alcuna presunzione:si,ho ragione quando affermo spesso in dissenso con tanti amici o compagni,che questa città quando lo ha voluto ha avuto la forza che le proviene da uomini e donne come questi,che si puo' cambiare’!L'ha voluto due volte con Gigia Cannizzo ed anche quando ha eletto Giuseppe Motisi.E se non fossero prevalse sciocche ed antistoriche discriminazioni,irrazionali gelosie,ingiustificata ignoranza delle regole della "Politica" non solo nel 2000 ma nel 2007 ed anche nel 2013 il cambiamento ci sarebbe ancora stato.
P.S.ieri mattina ebbe a girare per le scuole di Partinico un "piazzista".Girava come una madonna pellegrina con lo scopo di convincere dirigenti,professori ed anche alunni che la Partinico delle cliente di cui costui potrebbe essere nostro cittadino onorario,é capace di costruire persino "La buona scuola".Ha il diploma di perito tecnico,ha sempre vissuto di "politica" e fa il viceministro dell'Istruzione.Siamo rimasti senza parole.Per fortuna la sera al Teatro Giani' andava in scena,promossa dall'altra Partinico quella della speranza e del cambiamento,una rappresentazione che onorava Danilo.Si,sono sempre piu' convinto che anche a Partinico se lo vuole la città migliore,CAMBIARE SI PUO'!  
Toti Costanzo 

martedì 24 marzo 2015

NOI,SENZA SE E SENZA MA ,SOLIDARIZZIAMO CON DON DIEGO

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Esiste una linea di confine tra Verde pubblico ed Agricoltura? Oppure la materia si potrebbe configurare come un unicum che saldando i due settori comunali avrebbe quale risultato non certo di dare vita ad una specie di Otro,il cane a due teste fratello di Cerbero che di teste ne aveva addirittura tre ma,finalmente e per ragioni che diremo,gratificare l’Assessore don Diego al punto da rendere luminoso il suo volto divenuto sempre piu’ sofferente non per questioni di salute,grazie a Dio,ma per oggettive difficoltà “politiche” che l’assessore ogni giorno riscontra nel suo tortuoso cammino amministrativo.Noi abbiamo sempre pensato che tra i due settori non esista confine tant’è che nel passato venivano,in genere,unificati,omologati e gestiti da uno stesso soggetto. Infatti ci si domanda quale differenza si possa trovare tra il piantumare un ulivo (oggi di competenza di Gioacchino Albiolo)oppure  un eucaliptus all’interno di uno spazio pubblico di competenza di don Diego?E se poi la piantumazione riguarda una lattuga nostrana,quelle belle che si producevano una volta a Partinico nella zona  a valle del nostro Cimitero e nei giardini lungo la via dei Mulini?Certo,a quell’epoca,l'irrigazione degli orti era cosa da far accapponare la pelle in quanto gli ortolani suolevano usare le acque provenienti dalle fogne cittadine.Gli orti di via Mulini,ad esempio,si approvvigionavano con le acque che provenivano dal  lato est della città attraverso” ‘u cunnuttu” in parte ancora esistente ma non piu' funzionante,e quelli sotto il Cimitero,lato ovest,chiamato “pantanu tronu”.Ma entrambi i luoghi producevano oltre che finocchi e broccoli eccellenti quelle lattughe nostrane sode e compatte al punto da farle sempre piu’ somigliare ad un enorme“uovo” .Tant’è che le massaie,recandosi da  un “frutta e verdura”, suolevano chiedere al titolare: mi rassi ‘na lattuca cu l’ovu!Dunque,a chi affidare la competenza? A Gioacchino oppure a Diego?Noi pensiamo,modestamente,che i due settori unificati vadano affidati a Diego se non altro per ripagarlo della sottrazione violenta dei servizi a rete,e non certo a Gioacchino il cui ruolo all’interno di questa Giunta diventa ogni giorno di piu' evanescente.Un po’ come quello dell’avvocato Robertino e della giovanissima Giusy.E a proposito di finocchi,lattughe e broccoli lanciamo una proposta:visto che la nostra produzione ha “una storia”  nel senso che la coltivazione affonda le sue radici nei secoli e nell'uso di un'antica tecnica che produce un'alta qualità,perché non pensare ad un prodotto protetto e da commercializzare su larga scala?  
Ci ponevano questi complicati quanto tragici interrogativi ieri,mentre scorrevano le immagini gioiose di ragazzini di una scuola media locale,la "Ninni Cassarà",affettuosamente accerchiati da dirigenti,insegnanti,bidelli,presidenti di coste piu’ o meno gaie che allegramente saltellavano tra un vattali ed un altro lungo i quali era già cresciuta una lunga sfilza di insalate.E che con la gioiosa cerimonia di ieri il luogo si adornava anche di bellissimi ulivi accolti in ampie buche scavate con amore anche dalle solidali mani dello stesso assessore.Quale assessore aveva presenziato e scavato,Gioacchino o Diego?Abbiamo rivisto in azione e con tanto piacere Diego che non si vedeva da tempo e che in questo modo ha recuperato una giusta dose di visibilità seppur in parte persa per strada e per incomprensibili ragioni.Infatti ,all’assessore,il Rifugato gli affidò la delega ai servizi a rete(sopratutto acqua e rifiuti) ma che,inspiegabilmente (oppure si spiega bene!)col passar dei mesi si è visto esautorato d’emblée  dal piu’ giovane ed effervescente Jhonny,figlio di Tommy che in sua vece è presente a tutte le iniziative,soprattutto quelle in trasferta a Palermo per acqua ( ma anche  a Cinisi per i rifiuti)e che di recente fu immortalato in posa tra l’avvocato Palazzolo,sindaco cinisaro,che ha fatto scoprire ad altri amministratori dell’ATO PA1,pur essi in posa,come siano loro i titolati nel dare le linee di azione per la buona gestione del servizio dei rifiuti e non certo i ciclici Commissari collocati dal Presidente Trombetta che per aumentare la sua clientela elettorale li nomina quotidianamente,e in ogni dove,a tinchité.Ci voleva un moderato di FI come l’avvocato Palazzolo per far comprendere ad alcuni “neo rivoluzionari” da caffè,amministratori del nulla(come il nostrano)che sulle questioni dei servizi essenziali a decidere dovrebbero essere i sindaci.L’avvocato sindaco di Cinisi di centro destra aveva,non appena insediato,recuperato con un atto d’imperio anche il servizio idrico comunale mentre il Nostro di centro sinistra( piu' di centro in verità)lo trasferiva,ancora una volta,ad “altri” lavandosene le mani come il Ponzio con Gesu'.I sindaci,dunque,sono protagonisti e non certo i loro surrogati come sostanzialmente sono i Commissari regionali.Quando si dice avere ALTO il senso del proprio ruolo a sostegno degli interessi delle comunità locali!
Dunque ritornando a don Diego si rileva come seppur esautorato dal ruolo di titolare dei servizi a rete,è stato  costretto(è notizia dell’altro giorno)ad inseguire dei topi che sempre piu’ numerosi assaltano le scuole,emergono dalle fogne e scompaiono spesso dentro le abitazioni.E’ proprio di questi giorni la notizia che è stato suo compito intervenire nella scuola“Ten.La Fata”anche per eliminare i rifiuti che la circondavano,compito svolto egregiamente con ampia soddisfazione dei lavoratori della scuola,le famiglie,i bidelli ed anche i ragazzini.Ma noi che non sopportiamo le mezze verità o l'ipocrisia diciamo: ma perché a Palermo o a Cinisi va Jhonny e ad inseguire e catturare topi,oltre a eliminare i rifiuti che invadono strade,piazze e scuole deve andarci Diego?Anche perché gira voce che a Dicembre  prossimo Diego sarebbe,come si suole dire,“posato” dal suo datore che,noi conoscendo bene il Rifugiato,non dubitiamo che sarà cosi'.Noi,che politicamente siamo quasi sempre stati dei "perdenti"come don Diego,approfittiamo per manifestargli ampia,illimitata,sincera solidarietà. 
Toti Costanzo 

























mercoledì 18 marzo 2015

UNA NUOVA VERGOGNA DELLA CRICCA

Lo Biundo come Ponzio Pilato:

 del servizio idrico se ne lava le mani

Lo Biundo Ponzio PilatoOggi per la terza volta abbiamo lottato in consiglio affinché Partinico ritornasse in possesso delle reti riprendendo la gestione diretta comunale del servizio idrico che per noi costituisce la gestione pubblica per antonomasia.Scegliere Amap significa saltare nel buio senza sapere a che condizioni e se questa sarà una scelta definitiva.
Da anni noi diciamo che l’unico modo per garantire gli interessi dei cittadini di Partinico è gestire direttamente il servizio.Per tali ragioni è da apprezzare la scelta di alcune parti della maggioranza di defilarsi rispetto alle scelte miopi del proprio Sindaco ed è altrettanto da evidenziare che sono incomprensibili le ragioni di alcuni colleghi della minoranza di non uscire dall’aula (ultimo strumento che i consiglieri hanno per evitare che scelte come quelle odierne passino) mantenendo il numero legale ad una maggioranza che non avrebbe potuto votare il passaggio ad Amap.Avendo a disposizione personale,  risorse finanziarie, fonti idriche Partinico poteva (come faceva anni fa e fa oggi in emergenza) gestire direttamente il servizio bene e con notevoli risparmi: lo abbiamo dimostrato con dati alla mano nonostante per Lo Biundo la soluzione migliore sia sempre quella di fare come Ponzio Pilato lavandosene le mani ed evitando di assumersi le proprie responsabilità.
Il gruppo consiliare “Cambiamo Partinico”

venerdì 13 marzo 2015

DA FILIPPINO PAOLI A 'NTREA ,PASSANDO PER BALLA VIRTICCHIO.E L'ACQUA SA' SUCO' PALIERMU

Risultati immagini per filippo aiellopresidente consiglio comunale

Jhonny Sciabo,ad apertura dei lavori del consiglio comunale di mercoledi' 11 scorso,chiede la parola per relazionare e riferire della sua partecipazioni,in qualità di Assessore,ad un incontro mattutino dove si é discusso  di acqua.Non si comprendono le ragioni di questa sua presenza a Palermo considerato che non é il titolare della delega ai servizi a rete(almeno da quel che compare nella pagina del sito che elenca nomi,cognomi,titolarità ed anche foto segnaletica dei singoli assessori) che poi sarebbe don Diego de la Vega.Misteri di una ballarina quanto caleidoscopica aggregazione fondata sui cicli,ricicli,ricatti,minacce,promesse,blandizie,impegni,sputati’nterra e curnuti 'ca sinni penti .Jhonny è chiaro ed anche spedito.Dice di una Partinico ,la sola tra i 42 Comuni che non gestiscono direttamente il servizio , “capace di operare col nostro personale tutte le manovre per evitare la crisi idrica che colpirebbe i cittadini tant’è che proprio questa mattina,cosi’ come nei giorni successivi,l’acqua nelle nostre case non mancherà”.Don Pino,noto per la sua palese propensione alla gestione diretta dell’acqua oltre che di alta qualità ospedaliera,lancia un acuto di soddisfazione :“Vu ricia eu?” mentre Filippino,anch’egli su questa lunghezza d’onda,seppur contenendosi per plausibili  ragioni,se la rideva sotto il baffo che col passar degli anni lo fanno somigliare sempre piu’ al nostro amato Gino Paoli,quello di “eravamo quattro amici al bar” :Fily,Jhonny,Sal e CiccioNico degli anni 2000.
Jhonny fu sintetico ed anche efficace,mentre Loby durante questo sincero quanto raro intervento del suo partnere di fiducia,si girava e rigirava sulla sedia come il mi votu e marrivotu suspirannu che Rosa ci soleva cantare con quella voce che ti graffiava l’anima.Loby,piu’Sciabo andava avanti col racconto palermitano e piu’ manifestava palese nervosismo.Lui capiva che i comunistelli (tra l’altro la platea si era riempita di trombe,trombette e tromboni,odiosi supporter di costoro che da anni lo inseguono e lo perseguitano)ne avrebbero approfittato per imbastire un’azione di attacco che non manco’ad arrivare.Gianlu fu tempestivo e disse che Sciaboletta confermava quanto dal suo gruppo consiliare "Cambiamo Partinico"da sempre sostenuto e cioè che la gestione comunale dell’acqua non solo è possibile ma offre tanti vantaggi:18 dipendenti ancora in organico che operavano nel settore e costano alle casse comunali oltre 500 mila euro e che sarebbero stati felici di ritornare a svolgere la professione per cui erano stati assunti-che era anche la loro passione-di aprire,chiudere e distribuire l’acqua in città con un risparmio,appunto di oltre 500 mila euro.A questi andavano ad aggiungersi almeno altre 500 mila di attivo provenienti dalla gestione diretta e un risparmio sulla fattura per i cittadini di almeno il 30/40% cosi’ come era accaduto a Terrasini che si era ripreso il servizio.Risorse da utilizzare anche per gli interventi di manutenzione ordinaria mentre l’impianto di depurazione poteva essere gestito direttamente perché il Comune nel suo organico disponeva di due unità assunte con tali compiti ma che in ogni caso si poteva sempre rilevare il ramo di azienda della fallita APS–come ebbe a sostenere Nanni Billeci nel suo intervento- e utilizzare il dipendente che per conto della  società aveva dal 2009 gestito la funzionalità del nostro depuratore.Una chiara,indiscutibile,possibile soluzione.E’a questo punto che dal suo banco sorge,come Lazzaro dalla tomba,un noto cabarettista che nella precedente consiliatura aveva quotidianamente  inseguito il Rifugiato al grido di “in galera,in galera ti mando… ” (cosi’ come il principe De Curtis soleva ripetere a Peppino nel film“Toto’ a colori”)e meglio noto ora con l’appellativo di  ballavirticchio,diventato il Fido piu’ fedele di Loby superando,in cortigianeria(che è quanto dire!)perfino’Ntrea.Il quale,ultimo,preso da sacro furore e dimenticando quel che aveva detto un minuto prima in privato,discetto’sul  Comune che non era in condizione di gestire il servizio e bla..bla..bla.Una prece.Prima di lui don Peppino Barby sull'intervento del quale é meglio stendere un velo senz'altro pietoso. 
Ballavirticchio tuono’contro questi comunistelli che per farsi eleggere si sono nascosti nelle liste della chiesa,che la gestione del servizio idrico non è possibile anche perché la rete è in buona parte costruita con  l’amianto e stava per continuare quando fu sommerso ,insieme dalle risate del pubblico e da alcune caute pernacchie,dal brusio del gregge della maggioranza che fiutando il pericolo aperto dal precipizio in cui li stava portando balla,e solo in questa occasione in tutta la serata,manifesto’vita e fiato.Accostati l’uno agli altri come una mandria,si tenevano insieme per evitare che scollegati potessero manifestare un barlume di pensiero,oppure un gesto qualunque sia di consenso che di dissenso.Una massa amorfa e senza vita (col solo chiaro distinguo di Vituzzu) cosi’ come la si vede in quasi tutte le occasioni in cui viene convocato il Consiglio da Fili.Una sola nota lieta e significativa della serata:la presa di distanza dal suo gruppo(“ma resto in maggioranza!)della consigliera Rappa.Meglio di niente o come suoleva dire don Masino durante una partita a ramino e in presenza di un insperato jolly:” L’ammalato prende un brodo!“Fu a questo punto che insieme alle risate del pubblico a balla gli fu tolta la parola e la cosa si chiuse li’ con l'acqua che sarebbe finita ancora una volta nelle mani (e negli affari) di altri.
Loby,intanto,per impegni assunti in precedenza si rifugio’a preparare il menu’della serata:cavatunedda alla zuppa di fave,agnello con contorno di fiori di zucca,pomodori ripieni ,insalata,frutta di stagione e cassata siciliana.Vino,quello di provenienza dalle cantine di Totoneddu.
Toti Costanzo


lunedì 9 marzo 2015

SE NE ANDATO PINO CORSO,ARTIGIANO E CREATIVO

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Se ne andato Pino Corso una delle persone piu’ dinamiche,effervescenti,creative di una generazione che conobbe la guerra ma crebbe con la certezza di potere aspirare ad una vita migliore mantenendo forti le radici soprattutto con quella cultura che le affondava nel profondo della Storia della nostra città fatta di lavoro e duri sacrifici.Lo conobbi piu’ profondamente nel periodo in cui fu collaboratore scolastico nell’Istituto nel quale svolgevo la mia attività di docente.Non ci fu un solo giorno in cui gli ho visto perdere la sua ilarità,il buon umore,la pazienza,l’ironia,la saggezza che a noi viene dalle nostre radici contadine.Allegro,positivo,amico di tutti soprattutto splendido artigiano creativo che sapeva costruire“u sidduni",ma non solo,come nessun altro.Fu 'u siddunaru il suo lavoro da giovane e continuo’con la stessa passione anche quando fu immesso negli organici della scuola.Creare era la sua passione,la sua vita.Quel suo “sapere” voleva,pero',che non si disperdesse,che non finisse con la sua dipartita.Mi diceva che se avesse avuto un sostegno dagli amministratori avrebbe potuto dare vita ad una vera "scuola".
Lo chiamai sempre con deferenza “signor Corso” non solo per il rispetto che si porta ad una persona anche se con qualche anno in piu’ di te,ma perché riscontrai sempre la sua disponibilità( appunto un vero signore)e generosità soprattutto quando si trattava di mettersi a disposizione per iniziative che esaltavano non solo la sua passione ma anche quella degli altri artigiani creativi della città.Fu cosi’ che nell’estate del ’92,da Assessore alla Cultura,mi assicurai la sua preziosa collaborazione per un progetto che coltivavo da tempo.Una grande mostra dell’artigianato all’interno di un bene prezioso che era stato abbandonato dalle amministrazioni precedenti e che intendevo recuperare al ruolo di Parco urbano anche perché proprio nel centro della città.Nel cuore di Partinico ,infatti,esisteva un luogo suggestivo,una grande area residuo insieme a quella dell’ex arena Lo Baido,di quel che fu la selva parthenia e che custodiva gelosamente le sorgenti del cosidetto “Lago”.Il lago é ancora ad oggi un contenitore che nei decenni passati raccolse il surplus delle acque che fuoriuscivano dalle ricche sorgenti che una volta alimentavano non solo  i  serbatoi a monte ma soprattutto la Fontana degli 8 cannoli ed altre fontanelle cittadine.Un mondo semidistrutto dall’insensibilità, dall’ignoranza, dall’ingordigia di tanti passati amministratori presi dalla furia di un “modernismo”urbanistico che nascondeva,però,il piu’ grande processo speculativo sulle aree che mai ebbe a conoscere la nostra città.Quella zona  che custodiva le sorgenti e protetta da una cupola,fu presa d’assalto da speculatori,cattiva politica e mafia che fecero terreno bruciato:lottizzazioni selvagge,piccoli grattacieli paesani proprio a ridosso della cupola,strade,cisterne che custodivano i frutti dell’illecito che aveva trovato nella sofisticazione un filone di facile guadagno cosi’ come lo è oggi la coltivazione di droghe,seppur leggere.Nell’estate del ’92 quell’area,che era stata nel tempo rimboschita con pini ed eucaliptus,divenne per oltre una settimana il centro vivo della cultura partinicese:una grande mostra permanente dell’artigianato creativo in cui campeggiavano gli splendidi lavori di Pino Corso,il recupero perché scovato all’interno dell’arena Cavaliere di una parte di una struttura teatrale(il resto precedentemente saccheggiato e mai piu’ ritrovato) in ferro e legno voluto dal sindaco Giuseppe Di Trapani che ebbe vita per alcuni anni all’interno dell’atrio dell’IPSIA e  che favori' anche la nascita di gruppi teatrali locali che animarono alcune stagioni estive.Quel teatro,ricostruito all’interno dell’area del "lago”,ospito’concerti,rappresentazioni,una commovente cerimonia con una messa solenne per ricordare il sacrificio della vita del giudice Giovanni Falone barbaramente trucidato dalla mafia a maggio insieme alla  moglie e alla scorta divenendo,con la custodia e la pulizia,un vero e proprio Parco urbano dove i bambini poterono scorazzare e divertirsi per tutto il resto dell’estate.Quell’iniziativa disse,cosi’,alla città che era possibile, basta volerlo,utilizzare tutte le risorse di cui questa dispone per rendere migliore la vita dei cittadini.
Quell’esperienza politico-amministrativa,prima che si concludesse anticipatamente prosegui’ con la ricerca di finanziamenti ministeriali(trovati per l’interessamento determinante dell’assessore Michele Lombardo)e consentendo,poi,la realizzazione dell’attuale villa cittadina molto opportunamente  intitolata proprio al giudice Giovanni Falcone.Di quella iniziativa Pino Corso fu un protagonista e a cui oggi la mia parte politica e la città migliore s’inchinano con devoto affetto e ricordo assumendo l'impegno,quando ritorneremo a governare,che cittadini come Pino Corso vadano ricordati,i loro saperi concretamente trasmessi alle nuove generazioni.Perché di loro non si perda né la memoria né l'eccellente prodotto del loro ingegno .

Toti Costanzo 

domenica 1 marzo 2015


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CON LA BERTOLINO NON SI ABBASSA LA 

GUARDIA.OGGI ALLE ORE 17,30 

CONFERENZA STAMPA DAVANTI I 

CANCELLI DELLA DISTILLERIA. 

SARA' PRESENTE L'EUROPARLAMENTARE

 ELETTA NELLA LISTA 

"EUROPA PER TSIPRAS", 

ELEONORA FORENZA. 

ALLE ORE 18 NELLA

 SEDE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA ,EX 

ARENA LO BAIDO, INCONTRO CON I 

COMPAGNI ED I SIMPATIZZATI