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venerdì 30 gennaio 2015

E TRA GLI ZUINI DI LO BIUNDO SALTA FUORI UN NUOVO ESEMPLARE DI CONSIGLIERE COMUNALE: IL "BALLA-VIRTICCHIO"



Mi ero scontrato, seppur affettuosamente e proprio di recente, con un amico il quale mi doveva convincere come i nostri giovani fossero sostanzialmente privi di fantasia. Ebbi a dissentire non solo per la mia lunga attività di docente che mi aveva fatto conoscere schiere notevoli di giovani fantasiosi e creativi, ma perché nella qualità di militante di un Partito conosco tanti giovani compagni che non solo hanno fantasia e senso dell'umorismo ma capaci di usare in maniera eccellente le nuove tecnologie tant'é che ebbero a congegnare un video con fotomontaggio dell'attuale sindaco dal titolo gustoso "Toto' ballerina" che spopolo' su facebook e fece sbellicare dalle risate mezza città. Senza dimenticare, ovviamente, l'indimenticabile e ancor oggi giovane Giovanni Guerra che con le sue strepitose vignette segnò un'epoca politica che ebbe quale indiscutibile  protagonista il personaggio "Giugio", l'ex sindaco Giuseppe Giordano, oltre l'infinita galleria di personaggi che spopolarono nella politica locale fino dall'inizio del nuovo secolo e almeno fino alla elezione dell'attuale sindaco e che resteranno nella storia politica della nostra città. Dunque, a questo pensavo nell'ascoltare un servizio televisivo di mercoledì scorso con interviste a consiglieri comunali che evidenziavano il contrasto all'interno del PD partinicese tra un colorito quanto ambiguo personaggio che nella trascorsa consiliatura si rese protagonista di volgari, pesanti e polemici scontri con Lo Biundo, ma del quale é diventato uno dei suoi più fedeli zuini, ed altri consiglieri dello stesso Partito. D'altronde non si dice che lupo non mangia lupo anche se nella vicenda dei rapporti tra il sindaco e il suo nuovo zuino quest'ultimo da lupo si é trasformato in pecorella e pensa però, il tapino, che basta mettersi addosso una pelle carnascialesca da canide e sfoderare il repertorio del bulletto di periferia, per intimorire qualcuno? E costui è diventato talmente fedele al sindaco e talmente zuino da pensare d'essere abilitato a potere esprimere giudizi su persone perbene e coerenti assumendo,addirittura,iniziative tendenti all'espulsione dal gruppo consiliare del PD perfino il consigliere Michele Chimenti che quel Partito ha fondato e sotto il cui simbolo si é candidato ed eletto. Una roba da fare sbellicare dalle risate mezza città (l'altra prova soltanto sconcerto nei confronti di costui) che più che assistere attonita alla vicenda se ne fa, appunto, una risata ritenendo che un personaggio così poteva trovare rifugio soltanto nel "Rifugio" di Lo Biundo il quale altro non é se non il terminale, come abbiamo sempre scritto, di buona parte del rituffo della cosidetta "politica" partinicese. Ora bisogna sapere che questo personaggio non si é soltanto limitato a scontrasi col consigliere Chimenti ma, preso da sacro furore e convinto d'esser Tutone della Mazza (gli esperti in "opera dei pupi" lo assimilerebbero, al contrario, al più noto  Gano di Magonza), riferendosi ad un altro consigliere che ha dato l'adesione al PD ma che di Gano coltiva lo stesso giudizio di Chimenti, l'ingegnere Salvatore Rappa, ebbe a dire  che le minacce a Chimenti "dovevano rappresentare musica per le orecchie di Rappa". Una minaccia che evidenzia  la finezza,lo stile e sopratutto la cultura di cui si nutre questo personaggio!Ovviamente il consigliere Rappa, per nulla intimorito da questo ballon d'assai, quale immediata risposta in tivvù ha liquidato la vicenda rimandando al mittente la minaccia e (bellissimo!)in piu' lo ha definito come un "balla-virticchio".
Ora, neppure il sottoscritto, che ha sempre posseduto un pizzico di fantasia e senso dell'umorismo al punto da definire in tempi ormai lontani un ex parlamentare di Forza Italia che rastrellava a Partinico migliaia di preferenze, tale Silvio Liotta, quale "saltabanchi" della politica, aveva avuto tale intuizione.E Liotta altro non fu se non una specie di Lo Biundo ante litteram,ma quest'ultimo solo per i salti. Liotta, infatti, era transitato da un gruppo politico all'altro causando addirittura una crisi di governo col suo voto, per cui al sottoscritto mai gli era venuto in mente di coniare una definizione così efficace ed originale, appunto "balla-virticchio",che sarebbe poi la felicissima sintesi tra un ballerino,uno capace di piroettare con disinvoltura da un gruppo o Partito all'altro o al servizio di un deputato o di un altro,e "virticchio" nota e divertente "maschera" del teatro popolare siciliano.E come virticchio, con la complice condivisione di un affettuoso amico, Sandy Yeollow, soliamo definire un altro noto,folkloristico personaggio che anche fisicamente somiglia in maniera impressionante alla nostra "maschera".Dunque siamo in una città dove é possibile,perché sprofondati dentro una gravissima crisi soprattutto di valori,possano albergare all'interno del Consiglio comunale di Partinico - che ebbe tra i suoi protagonisti personalità come il professore Nanà Lo Bianco, Matteo Provenzano,Turiddu Termine, Cola Geraci e poi deputati, senatori,sottosegretari, assessori regionali - personaggi come balla-virticchio che in altre epoche la Politica, al più,avrebbe relegato al ruolo di portaborse o di solo galoppino.Ma oggi alcuni di questi balla-virticchio (col distinguo di tanti consiglieri comunali della nostra città e della stessa maggioranza) diventano perfino sindaci,assessori ed anche consiglieri.Soleva dire mia nonna, di fronte ad un evento non previsto: "Chi focu ranni!Ma cù nni l'avia a 'ddiri ca' succiria chissu!"

Toti Costanzo

mercoledì 21 gennaio 2015

QUANDO ANTONY, SICILIANO E RIFORMISTA FACEVA IL COMUNISTA E NON RICEVEVA AVVISI


 

Antonello,siciliano e riformista, è un sanguigno.Figurati se uno come lui si fa prostrare dalle critiche, anche quelle feroci ed irriverenti,cui è sempre sottoposto un uomo di potere.E lui di potere,si’ che se ne intende.Pensa tu se uno che è stato capace di respingere per tanto tempo ( ora la pace è fatta e rien ne va plus) il microfono irriverente che gli veniva porto tutte le volte che veniva a Partinico da un tizio che lo  dileggiava senza una apparente ragione e che lui sdegnosamente rifiutava,poteva manifestare preoccupazione davanti ad un avviso di garanzia inviatogli da qualche magistrato buontempone di Palermo che non avendo alcunché da fare  ha inteso infilarsi,come diciamo dalle nostre parti,‘nta coppula ru' patreternu!E lui,un padreterno della politica,è sempre stato avendo da sempre vissuto di quella e verso la quale fin da piccolo ha sempre manifestato attitudine eccellente.Perché in politica o sei “mastru” ( e lui mastru lo è )oppure devi scegliere il ruolo di subalterno.Agli amici piu’ fidati ebbe a dire che da questa storia (dell'avviso di garanzia)sarebbe uscito limpido come l’acqua che sgorga dalle sorgenti di Romitello.
Dunque ad Antony arriva un avviso di garanzia perché,pare,da capogruppo avrebbe gestito con sufficiente allegria la sardella che la Regione siciliana eroga a piene mani (in altre occasioni avremmo detto qualche altra irriverente cosa) alle casse di Partiti o gruppi parlamentari che a Palazzo Reale si compongono,scompongono e ricompongono sempre per nobili ragioni tra cui quel “pi’ mmia chi cc'é “il cui suono come è noto,da un po’ di anni,si sente sempre piu’ spesso diffuso lungo i corridoi del nostro Palazzo municipale.Un Palazzo all’interno del quale ha preso stabile dimora uno degli ultimi discepoli di Antony,quel tale Imprenditore (nel senso che non si fà facilmente prendere e quando lo prende qualcuno come è stato con i vari Toto’ ,Antonelli e via dicendo  lo è sempre per poco perché lui sfugge come le anguille che don Ciccio Margagliotta tentava di catturare alla foce del Nocella quando questo era ancora un fiume e non certo una latrina,spargendo attassu a piene mani) che dall’oggi al domani ha visto cambiare la sua condizione da cosi’ a cosi’ .
Antony ,siciliano e riformista,dice che lui non ha mai sprecato una lira del Gruppo parlamentare,che i regali di nozze alle dipendenti del Gruppo sono stati comprati con i soldi personali dei deputati,che acqua e caffè li ha sempre pagati con i suoi soldi.E noi ci crediamo perché ,conoscendolo,sappiamo della sua generosità.Certo se lo avessero accusato di avere usato i fondi per acquistare vagonate di pane e panelle,cazzilli, pizzette,rascature,sfioncionelli e arancine con e senza carne di cui è notoriamente assai ghiotto e che rappresentano una sua comprensibile quanto giustificata debolezza,forse qualche dubbio l’avremmo avuto anche noi.Ma cosi’ non è e siamo certi che ne verrà fuori perché “bello tu sei qual sole ,bianco piu’ della luna e le stelle …..”
Antony,siciliano,riformista e già comunista pentito, uomo di potere lo  è sempre stato e per essere tale ha sempre dovuto fiutare,prima di altri,l’aria che tira.Tu dici:ma anche quando era comunista?Anche quando.Ma se i comunisti hanno sempre detto che loro potere non ne hanno mai gestito?E allora bisogna distinguere intanto tra comunista e comunista e poi tra chi non vede oltre il proprio naso e chi,al contrario vede la dove altri non vedono.Ed Antony,fin da giovanissimo,ha visto sempre davanti a se’ prima e piu’ di altri.
Riflettevo su questo proprio domenica scorsa durante la presentazione nei locali della nostra biblioteca intitolata a Toto’ Barra,di un libro "Da Ciancimino a Orlando"scritto e presentato da Gabriello Montemagno ,uno dei tanti eccellenti giornalisti che ebbero a lavorare  ne L’ORA giornale  comunista che lottò la mafia con determinazione e con i suoi articolo formò schiere di democratici ed uomini di sinistra.Montemagno nel libro racconta la vicenda conosciuta come “la Primavera di Palermo “ che dopo le stragi di mafia e l’uccisione di magistrati,poliziotti,uomini politici come Mattarella e Pio La Torre e sull’onda della rabbia e del disgusto dei palermitani onesti contro la mafia e la malapolitica di una parte consistente della DC,vide nel 1985 diventare sindaco della città Leoluca Orlando prima col sostegno del pentapartito e, poi, dopo la crisi che vide fuori socialisti,repubblicani e liberali con suo vice il magistrato Aldo Rizzo eletto consigliere comunale nella lista del PCI quale indipendente di sinistra.Quella Giunta, però, non ebbe il sostegno organbico del PCI.Tuttavia quella Giunta per sostenersi,continuare ad operare,essere forte ed autorevole aveva la necessità della presenza organica dei consiglieri comunali del PCI palermitano.Si trattava di una vera rivoluzione,un fatto storico,e per decidere il Comitato Federale del PCI e soprattutto la sua Direzione di cui ero componente,furono chiamati ad una comprensibile discussione infinita e lacerante.Alla fine gli organismi dovettero votare ed ovviamente chi come me aborriva l’idea di una Giunta con la DC dove ancora presenti e determinanti erano i cianciminiani e i seguaci dell’on.  Salvo Lima,voto’ contro quella soluzione.Ammetto: non avevo visto oltre il mio naso mentre a vedere bene “al di là del  ponte” come dicono i romani chi fu?Ma ovvio,lui Antony occhio di lince,con spiccato senso del potere che non solo comprese e voto’ e fece votare a favore della Giunta con la DC di Ciancimino,Gioia,Lima (che durò ovviamente lo spazio di un mattino) ma non passo’ tempo che di Orlando,rieletto sindaco nel 1993 e poi nel 1997,ne divento’ uno degli assessori.Inizia da li’ e senza soluzione di continuità,cioè fino ai nostri giorni ,la splendida carriera istituzionale di Antony che con l’antica dicci’ presente ora nel PD,governa felicemente e in un clima di assoluta rilassatezza.E perché non ci siano dubbi sulla sua evoluzione,appunto  nella continuità,basta leggere quanto scritto da un ex consigliere comunale comunista dell’epoca,oltre che ex Segretario provinciale del PCI ed oggi Presidente della Lega delle cooperative.In questo volume di oltre 500 pagine si raccontano anche questi fatti.Il titolo é abbastanza suggestivo ed anche indicativo oltre che appropriato:“Quando eravamo comunisti”.Ovviamente nello scrivere l'autore anche lui un ex non poteva non pensare al Nostro mecenate ,uno dei padri dell'attuale Regione siciliana e sostenitore ,a giorni alterni, di tal Saro Trombetta del quale il nostro Imprenditore si era fatto in precedenza adottare e nominato suo padrino.Durò poco,ma durò.E come si suole dire  finu 'a quannu dura é furtuna!
Toti Costanzo       


venerdì 16 gennaio 2015

NOI,UNA ,DIECI,CENTO,MILLE VOLTE PROVOCATORI DI PROFESSIONE !






Non ho un profilo su face book e non l’ho mai voluto avere per ragioni diverse per cui mi è stato impossibile rispondere a quanti avendo letto il post che ho pubblicato su Sala Rossa dal titolo "Noi,provocatori di professione" che ho trovato riproposto su Partinico E-news,hanno voluto commentarlo.Tralascio,non certo per mancanza di rispetto alla persona,la nota di un ex consigliere democristiano della prima repubblica mentre ad un ex senatore approfitto dell'occasione per manifestargli,ancora una volta,tutta la mia incommensurabile,umana solidarietà comprendendo gli effetti devastanti che produce la ormai ineluttabile e definitiva “astinenza da potere” che spinge,per sopravvivere,ad un necessario ricorso alle contumelie e sopratutto a mistificare LA VERITA'.A lui,con tutto il cuore,l'augurio di lunga vita e buona salute.
Trovo,invece,assai serie le argomentazioni e gli interrogativi della professoressa Nina Misuraca che tra l'altro scrive: 
"Riconoscere gli errori, constatare che le tresche, gli inciuci, gli accordi sottobanco....hanno prodotto questi effetti le cui conseguenze nefaste stanno ricadendo sui nostri figli, una generazione le cui possibilità sono inferiori rispetto a quelle dei genitori....faranno cambiare questi vecchi metodi di fare politica? 
Ed aggiunge :" Alla luce di quanto poi è accaduto, Toti Costanzo, lo rifaresti?(cioé contribuire alla elezione di un personaggio quale Lo Biundo a Presidente del Consiglio comunale -n.d.r) Perché nella vita è lecito sbagliare, ed è anche utile a volte! Purché impariamo dai nostri errori".

 Alla professoressa,anche sulla distinzione tra politica con "P" maiuscola e quella con "p" minuscola,ho scritto una lunga nota personale in risposta a quanto da lei scritto e che riporto per una eventuale pubblica discussione.

·                          

Carissima Nina, non dispongo di un profilo su face book per cui mi limito a rispondere volentieri a quanto da te scritto su Partinico News- e in relazione a quanto da me scritto su Sala Rossa e da quella Redazione pubblicato-in forma privata anche perché la “lunghezza” non si addice a questa forma di pubblica comunicazione.Ovviamente la nostra discussione puo’ servire per costruire un confronto di opinioni o idee su cose assai serie che in questa città è diventato sempre piu’ difficile.Se lo potessimo fare anche de visu cioè in iniziative pubbliche e alla presenza di tanti come noi che certamente non sono spinti da desiderio di potenza o onnipotenza,sarebbe cosa assai utile non solo per noi singoli ma per la nostra Comunità.Ovviamente è una speranza che,spero, possa diventare certezza.Nella nostra città c’è bisogno di dialogo diretto,aperto, limpido, pubblico e non certo “a distanza” tra persone che,senza alcuna presunzione,possono orgogliosamente definirsi “perbene”.
Nel post scritto su Sala Rossa racconto un avvenimento del passato-ovviamente secondo il mio punto di vista che non pretendo coincida con quello degli altri come è il caso di Elio Chimenti che è intervenuto sull’argomento- non solo per risottolineare,se ce ne fosse necessità,la negatività in tutte le sue articolazioni che incarna l’attuale Sindaco di Partinico e quanti,per ragioni diverse,continuano a sostenerlo anche violentando l’evidenza( è il caso della nuova segretaria del PD e del Presidente di quel Partito sulla vicenda dell’inquinamento dell’acqua che su costui “fanno quadrato”)quanto per sottolineare come UN PROGETTO DI GOVERNO DELLA CITTA’(era questo il senso del post su Sala Rossa)avrebbe dovuto cambiare,trasformare,rivoluzionare la vita della comunità ripristinando un percorso di civiltà già inquinato dai cinque anni della sindacatura Giordano.Un progetto che per essere efficace avrebbe dovuto fondarsi su principi ben saldi.Bisogna tenere conto che il governo Motisi nasceva dalla  collaborazione tra forze politiche profondamente diverse per storia e cultura e,dunque,la sua forza doveva necessariamente risiedere SUL PRINCIPIO E SUL VALORE DELLA LEALTA’ che si sarebbe dovuta manifestare fin dai primi giorni di quel governo.In caso contrario il progetto sarebbe stato destinato al totale fallimento,naufragando,cosi’ come poi ineluttabilmente naufrago’.
Dunque,la lealtà,è il principio che DEVE  sostanziare  SEMPRE la politica con la “P” maiuscola( in caso contrario emerge SOLTANTO  quella con la “p” minuscola che la quotidianità dell’azione  amministrativa,sia chiaro a scanso di ogni equivoco ,oggettivamente NON PUO’ ELIMINARE ma che,tuttavia,non PUO’ né DEVE far prevalere )cosi’ come  politica con la “P” maiuscola, come scienza e manifestazione operativa dell’azione degli uomini,altro non è se non la capacita’ REALIZZATRICE che costruisce o ricostruisce una città secondo un modello confacente alla storia,ai bisogni,alle aspettative e prospettive di una intera popolazione.Un esempio:l’ultima Giunta di Gigia Cannizzo,una coalizione di forze e personalità politiche diverse tra loro MA CHE FURONO SICURAMENTE LEALI(affossata,purtroppo,proprio dal Partito Popolare divenuto poi Margherita ed infine PD e per ragioni MAI PUBBLICAMENTE confessate o giustificate)con la presenza determinante di Rifondazione Comunista realizzava,tanto per fare qualche significativo esempio,nel suo breve arco temporale (dal dicembre 1998 al novembre 1999)il recupero e la funzionalità del Parco del Castellaccio,l’affidamento del primo bene confiscato alla mafia della famiglia Madonia in contrada Parrini alla cooperativa NOE,la riorganizzazione della macchina burocratica ( ciascun dipendente EBBE A SVOLGERE LA MANSIONE PER LA QUALE ERA STATO ASSUNTO  e non certo utilizzato con finalità meschine e clientelari come accadeva e come ancor di piu’ accade)la  risistemazione dello stadio comunale se non altro per rispetto nei confronti dell’avvocato Giuseppe La Franca al quale lo avevamo intitolato ma anche per le sue ovvie finalità sociali,la costruzione di nuove vasche nella discarica di contrada Baronia  per dare a Partinico la possibilità di un serio ed efficace servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti,la valorizzazione (vela,sci nautico,canottaggio) di un bene prezioso anche per la nostra economia agricola dell’invaso Poma.Quella Giunta nella sua breve vita non fu mai subordinata alla politica con la “p” minuscola (anche se nella sua quotidianità non ne fu certamente immune in alcune sue azioni ma di poco rilievo ed efficacia non determinanti per la vita della città) per cui possiamo affermare che esistono due “politiche” diverse.Si tratta di sapere quale delle due si vuole far prevalere sapendo a priori che,però,esistono entrambe.
Ovviamente quella che cito nel post facendo riferimento alla elezione a Presidente del Consiglio comunale dell’allora giovanissimo Lo Biundo fu sicuramente una operazione con la “p” minuscola nel senso che la sua nomina,però, non poteva incidere piu’ di tanto nella vita della città in ragione del ruolo politico piu’ di rappresentanza che di capacita’ risolutiva di quell’incarico.Il Presidente del Consiglio,infatti,è soprattutto una figura istituzionale con pochi poteri e,addirittura,super partes.Dunque,SE I NOSTRI INTERLOCUTORI (i soggetti che avevano contribuito alla elezione di Motisi) nel prosieguo,AVESSERO RISPETTATO IL PRINCIPIO DELLA LEALTA’ la storia della nostra città sarebbe stata diversa . Ovvio che la storia non si fa con i "se" o con i "ma" MA CON I FATTI.E i fatti dissero,purtroppo e da subito in maniera palese e tragica che quel principio non era il collante, ASSOLUTAMENTE NECESSARIO ED INDISPENSABILE,che noi pensavamo di possedere per operare la costruzione del nostro progetto di governo della città affidato a Motisi.Dunque,carissima Nina,quando eleggemmo con una operazione di politica con la “p” minuscola Lo Biundo,questa elezione non solo non ebbe ad incidere piu’ di tanto sulla vita della nostra città ma,se ne avessi avuto contezza ma per ovvi motivi non potevi,non avresti scritto che “ i guasti della nostra società attuale sono da attribuire a questo modo di gestire la "cosa pubblica" da parte di quanti l' hanno indegnamente occupata “.Cosa che,in linea generale, ha sempre un fondo seppur molto blando di verità perché non possiamo disconoscere come “storicamente” i “guasti” non nascono con la elezione di Lo Biundo a Presidente del Consiglio comunale MA quando DIVENTA LO STRUMENTO nelle mani di gruppi di potere economico locale (in primis COSAR,Iemi e Policentro e successivamente Bertolino ) col sostegno di T.J che aveva condiviso la candidatura di Lo Biundo quale Sindaco della città.E con la sindacatura del “giovane” Lo Biundo  viene costruito un negativo processo di modificazione della vita della città in tutte le sue articolazioni e mai visto fino ad allora che dà la chiara idea di cosa sia il sistema di alleanze tra “politica” ed “affari”. Non ti dice niente che nel giro di pochi anni come il contrattista del Comune di Partinico, Lo Biundo,che svolgeva la modestissima anche se dignitosissima mansione oltre che di portiere alla Casa di Riposo “Can.Cataldo” anche custode di Villa Falcone,oggi si sia trasformato in imprenditore del fotovoltaico,della ristorazione e non sappiamo di che altro?
La “vicenda Lo Biundo” ,tuttavia,ci pone un altro interrogativo.E lo pone soprattutto a noi che come educatori ne abbiamo le maggiori responsabilità:è proprio vero che il cambiamento,le modificazioni, l’evoluzione di una città diventa concreta quando si affida la sua vita e guida ai suoi giovani?L’esperienza che viviamo quotidianamente ci dice che cosi’ non è o,comunque,non è una regola.E,infatti,che giudizio possiamo dare dell’azione amministrativa del giovane Lo Biundo,del giovane Pantaleo,del giovane Provenzano,della giovanissima Di Trapani ?
Per ultimo:mi interroghi per sapere  se lo rifarei  e aggiungi che “ nella vita è lecito sbagliare  ed è anche utile a volte.Purché impariamo dai nostri errori”.Detta cosi’ la cosa presupporrebbe una ovvia quanto immediata risposta :”Chiedo scusa e non lo faccio piu’”.Invece rispondo volentieri e pacatamente dicendoti che nella mia vita avro’ fatto tantissimi errori anche politici,e lo riconosco,ma quell’episodio di politica con la “p” minuscola di cui sono stato anch’io protagonista,non ha dato origine al disastro che stiamo vivendo perché insisto nel dire e aggiungo ancora che se alla origine tra quelle forze politiche che elessero Motisi ci fosse stata oltre che la lealtà anche solidarietà,convincimento che i diversi si possono unire in un lungo e non opportunistico ed immediato interesse,la nostra città avrebbe vissuto una ben altra storia.I Lo Biundo avrebbero avuto vita difficile perché i processi di vera trasformazione della vita della collettività si concretizzano solo quando a ciascuno si riconosce il diritto,nell’unità,di essere si’ diverso ma protagonista come gli altri.Ma,e non certo per nostra responsabilità,non fu cosi’.Noi comunisti,te lo dico in maniera assolutamente franca,il riconoscimento d’essere una forza politica con la sua dignità non l’abbiamo certamente avuto in quell’occasione.Probabilmente qualcuno pensava,sbagliando,che avremmo dovuto svolgere soltanto il ruolo degli  utili idioti.Ovviamente non lo siamo anche se ancora ad oggi il processo di discriminazione continua con la gioia di chi il cambiamento,ovviamente,lo aborrisce ma non disdegna di usare la politica per affari,inciuci,tresche che con noi non si potranno mai fare .
Con stima ,Toti Costanzo.


martedì 13 gennaio 2015

NOI, PROVOCATORI DI PROFESSIONE!



L’incontro fu assolutamente casuale.Mi avviavo alla macchina per ritornare a casa  quando da una traversa spuntano all’interno dell’area dell’ex Arena Lo Baido,che ospita anche la sede di Rifondazione,tre vecchie conoscenze della politica della prima ed anche della seconda repubblica.Due,in particolare,sono stati amministratori con incarichi importanti  fino a qualche anno fa e tra i maggiori sponsor dell’entrata nel PD di Lo Biundo,della defenestrazione della Professoressa Mariella Provenzano e della susseguente elezione della nuova segretaria del PD,Sicula.Si scherzo’ per buona parte dell’incontro ma si dissero anche cose serie.Mi fu rimproverato ( e non ho avuto difficoltà ad ammetterlo) d’essere stato nel 2005 (Motisi era stato appena eletto Sindaco) il protagonista della elezione di Lo Biundo a Presidente del Consiglio comunale.Mi si disse che fu cosi’ che inizio’l’escalation di costui alla conquista della città.Ammisi anche questo ma dissi che la elezione dell’attuale sindaco quale Presidente di quel Consiglio comunale nasceva non da un progetto,da una condivisione politica,quanto da un fatto assai grave che sintetizzo.
Motisi,appena eletto Sindaco,avrebbe dovuto incontrare i consiglieri comunali espressione delle Liste  e  Partiti che avevano contribuito alla sua elezione,tra cui Ottavio Puleo e Matteo Ciravolo rappresentanti della Lista costruita dal nostro Partito con i Verdi ed il gruppo vicino a Gigia Cannizzo.Ma Motisi,incredibilmente e senza dare alcuna spiegazione,non convocava né i consiglieri né i rappresentanti dei Partiti e Liste per discutere la linea da costruire in Consiglio e ,con questi,discutere di quella elezione.Apprendemmo le ragioni di tale silenzio :il Partito di Motisi “trescava”con Vito Di Marco (il candidato battuto alle elezioni) che aveva proposto la nomina di un ex amministratore comunale eletto con Vito.Una combine tra vecchi democristiani per eleggere un ex socialista che con la scomparsa del PSI era transitato nell’UDC di Salvatore Cintola.Sapevamo di un gruppo di 9 consiglieri comunali eletti con Di Marco ma già dissidenti.A guidarli i dioscuri Lo Biundo e Pantaleo che scalpitavano e discostandosi dal progetto Di Marco.La “politica”,quella con la “p” minuscola ti chiede,purtroppo,di fare anche questo.E questo facemmo cioé un accordo con i 9 e Lo Biundo risultò eletto Presidente del Consiglio comunale.Per“disobbligarsi” ci invitò ,perfino,ad una cena in un locale ai confini con Balestrate.Accettammo l’invito per pura cortesia ma il  nostro rapporto politico,ovviamente,non poteva che finire li’.E' chiaro che i comunisti per lo Biundo,all’epoca,non eravano“disfattisti”,non certo “giustizialisti”,assolutamente non “provocatori di professione” ed ovviamente neppure suoi “nemici”.Ai nostri alleati,Motisi e gli altri,dicemmo con chiarezza che con noi comunisti bisognava discutere ed operare lealmente e soprattutto alla luce del sole se si voleva continuare una esperienza politica utile alla città.Ribadisco,e non certo per nostra responsabilità,che le cose non andarono in quella direzione e la sindacatura Motisi’ fini’ anticipatamente e traumaticamente interrotta cosi’ come sappiamo.Lo Biundo- e in questo hanno ragione i miei due casuali interlocutori –aveva,però,ricoprendo quella carica iniziato col nostro sostegno anche se circoscritto e limitato a quell'episodio,a tessere la sua tela per scalare con caparbietà,determinazione e furbizia il Palazzo di città.Poi la sua elezione a Sindaco col sostegno soprattutto di Iemi e i suoi soci locali e con quello allora determinante di chi aveva Iemi avversato per convertirsi di li’ a poco alla costruzione della Policentro.Già,perché la Policentro avrebbe creato almeno 2000 posti di lavoro! E tu che fai,al lavoro ci sputi sopra ?
Il resto è noto.Ora Lo Biundo,che è interessato al fotovoltaico,alla ristorazione e non sappiamo se anche ad altro,viene sostenuto da chi allora lo ha avversato.E tra questi sopratutto quei tre casuali interlocutori di quella sera all'ex Arena.Sono i corsi ed i ricorsi della storia  bellezza, anche se piu’ che di storia dovremmo parlare di farsa e per giunta di infima qualità.Lo Biundo,oggi,viene usato dalle “vecchie e dalle nuove volpi della nuova DC”? Lo abbiamo visto di già e probabilmente lo continueremo a vedere. Fino a quando? Fino a quando sarà utile.Intanto lui sprofonda nel ridicolo con la vicenda dell’acqua non potabile e c’è chi come alcuni del PD, la Segretaria e il Presidente scrivono che costui,di questa vicenda,potrebbe essere “la parte lesa” .In una parola una vittima.Vittima di chi?Dell’usciere che il 30 dicembre, a suo meschino dire, forse gli avrebbe nascosto il fax(sic!) inviato da Acque Potabili Siciliane?E anche quello del 2 gennaio inviato dall’Azienda Sanitaria Provinciale gli è stato nascosto?E questa volta da chi?E perché emette una ordinanza di divieto di uso dell’acqua il 5 gennaio per farla bandizzare dalla tromba amica il 6,cioè dopo 24 ore?E se l’acqua fosse stata seriamente e pericolosamente inquinata i circa 32 mila partinicesi non avremmo avuto tutto il tempo d'andare diritto all’altro mondo ?Ma per favore, piuttosto che “fare quadrato” ,abbiate almeno il pudore di prendere le distanze da costui cercando di sostituirlo con una persona con almeno un barlume di serietà !
Toti Costanzo