lunedì 23 giugno 2014

OVVIAMENTE NON SIAMO D'ACCORDO COL SEGRETARIO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI PARTINICO


La presenza di una delegazione di Rifondazione Comunista all’annuale cerimonia per ricordare l’eccidio della Camera del Lavoro del 22 giugno del 1947 dentro i cui locali in Corso dei Mille furono trucidati due compagni comunisti Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono ed altri due ,Andrea Mazzurco e Leonardo Addamo feriti gravemente,rappresenta la continuità ideale tra il nostro passato e l’impegno mai venuto meno a difesa dei lavoratori e a sostegno dei diritti dei piu’ deboli. Cosi’ è stato ieri con la nostra presenza-testimonianza davanti la targa da noi apposta  quali fondatori dell’Osservatorio per lo sviluppo e la LegalitàGiuseppe La Franca ,insieme alla CGIL di Partinico (l’avremmo potuto fare come Partito ma quel sacrificio è sangue di tutto il nostro popolo) e cosi’ continuerà ad essere per noi comunisti perché il ricordo del loro sacrificio della vita  e la memoria da tenere viva rappresentano ancora una delle tante ragioni della nostra esistenza politica.
Abbiamo apprezzato la presenza di dirigenti della CGIL a diversi livelli cosi’ come quella di Filippo Aiello Presidente del Consiglio comunale di Partinico.Doverosa anche quella di Giovanni Pantaleo a rappresentare l’Amministrazione comunale davanti a tanti familiari dei compagni uccisi.Il Sindaco,ovviamente e come sempre, assente nella occasione  di questi importanti appuntamenti .
Il discorso del nuovo segretario della Camera del Lavoro di Partinico,Vito D’Anna,è stato assai efficace per quel che riguarda il volere ricordare gli oltre 50 sindacalisti uccisi nel dopoguerra e a Partinico,oltre i compagni Casarrubea e Lo Iacono,il comunista Michelangelo Salvia sindacalista ucciso l’8 maggio del 1947 pochi giorni dopo la strage di Portella delle Ginestre.Scrive Giuseppe Casarrubea,storico e figlio del nostro compagno assassinato,che Michelangelo Salvia,anch’egli dirigente della Camera del Lavoro di Partinico.“fu ucciso con dei colpi di arma da fuoco sparatigli in bocca perché Michelangelo non aveva peli sulla lingua.La gente parlava,lo Stato era omertoso e depistava…” ’ E sulla tomba di Michelangelo,che aveva appena 34 anni,i familiari hanno scritto.” barbaramente ucciso da una mano sopraffattrice per chiudere la bocca portatrice di verità insopprimibile su tutti gli uomini che soffrono.I buoni ed onesti cittadini lo ricordano fulgido esempio di onesto lavoratore”.
D’Anna,dunque,ieri davanti la targa che ricorda il sacrificio di quei compagni ha portato un apprezzabile contributo per una eventuale,augurabile ripresa della discussione storica sul ruolo della mafia anche nella città di Partinico,sulla vecchia e su quella di oggi,su quello dei comunisti ed il loro tributo di sangue per l’emancipazione del mondo contadino e del lavoro,ma commette poi un gravissimo errore politico (noi pensiamo in perfetta buona fede) quando raccatta  qualunquistici argomenti quotidianamente diffusi a piene mani sul ruolo del Consiglio comunale di Partinico assommando in unico giudizio chi si batte per la legalità e l’affermazione dei diritti degli ultimi,l'efficacia dei servizi e contro le diffuse clientele  e chi usa lo strumento politico del governo della città per demolire ogni giorno di più quel che di buono in tanti anni di lotte e di sacrifici seppero costruire chi alla politica diede anche la vita al contrario di chi ,anche oggi, ne trae indubbi vantaggi personali e di gruppo.Esattamente quel che fanno l’attuale sindaco e buona parte dei suoi sostenitori nel Consiglio comunale.Ovviamente,quello di D'Anna,é stato un argomento che suona utile ad una amministrazione comunale non sempre presentabile quando non inetta ed inefficace e che in tal modo ha la possibilità di nascondersi,mimetizzarsi nell'ambiguità delle parole e dei giudizi errati.Altri,invece,e tra questi i due compagni consiglieri Gianluca Ricupati e Valentina Speciale che della tradizione politica e culturale di quella Camera del Lavoro,di quel Partito e di quegli uomini sono eredi e continuatori,si spendono perché dal mare del pressappochismo,della subordinazione, delle clientele,dell’ignoranza emerga un nuovo,diverso modo di governare e guidare un Comunità.
Certamente abbiamo condiviso alcune delle cose dette da Filippo Aiello che ha voluto ricordare.nel suo intervento,l’impegno di tanti consiglieri(certamente non di tutti) non solo nel presentare proposte ma nel dare indicazioni all’amministrazione comunale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori della nostra città.Noi siamo consapevoli che dall’uccisione dei compagni Salvia,Casarrubea e Lo Iacono tanto tempo è passato e tanto è cambiato nella nostra Società e che questa Camera del Lavoro non è,ma non potrebbe più essere,quella che costruirono quei compagni insieme a Turiddu Termine.Una cosa è certa,però,che questo importante organismo debba riprendere a discutere ,a proporre e proporsi,a confrontarsi  con la città ed i suoi problemi anche con chi di quella tradizione è erede.Potrà essere utile non solo all’organismo sindacale e ai suoi dirigenti ma ai cittadini interessati ed anche a noi.Lo sarà sicuramente per l’assessore Pantaleo al quale ,in dissenso con quanto ebbe a dire ieri nel suo intervento-" non cé più destra e non c'é più sinistra"-,gli diciamo nel volerlo rassicurare che c'é la destra e c'é anche la sinistra,modesta quanto si vuole ma viva, vivace,propositiva,attiva e che non baratterà mai i suoi valori.E poi c'é un mare di qualunquismo dilagante dentro cui c'é di tutto e di più.Dentro cui c'é buona parte di questa amministrazione e di questo Consiglio comunale.E infine ci sono   anche coloro i quali (ma non ci risulta,per la verità,sia quel che pensa Pantaleo) che per fermare l'emigrazione, ad esempio,propongono di affondare i barconi dei migranti disperati,a cannonate.Ma questi rappresentano "il fango"della nostra società,quello che seppur assai minoritario e che si manifesta in tante altre forme, é  sicuramente presente nella nostra città . 
Toti Costanzo




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