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venerdì 28 febbraio 2014

LE BOFFE DEL SENATORE PINO AVELLONE A DUE SINDACI E LA TEORIA DEL NON MESCOLARE MAI GLI AFFARI CON LA POLITICA



Chi ha conosciuto intimamente il senatore Pino Avellone ( fu anche Deputato al Parlamento nazionale e all’ARS oltre che sottosegretario e consigliere comunale a Partinico) racconta non solo della sua generosità nei confronti di quanti ai lui si rivolgevano per ottenere un posto di lavoro ma della spietata determinazione contro i suoi avversari interni al Partito democristiano o,ancor più,nei confronti di quanti gli si avvicinavano con lo scopo di gestire in proprio il suo potere per poi “tradirlo”.Le sonore boffe assestate a due ex sindaci "traditori" fecero il giro d’Italia.Allo stesso modo fu fortemente determinato nel rompere uno storico legame politico con Salvatore Cintola e un pezzo del suo Partito quando ,a metà degli anni ’80,costoro tentarono di gestire attraverso una società di comodo“l’affaire metano”,un affare da 20 miliardi delle vecchie lire,che vedeva interessata una società all’uopo costituita con la presenza inquietante di quel famoso professore Lapis amico di Cintola che fu al centro di una bufera giudiziaria col risultato di fermare prima e ritardare poi la metanizzazione nel nostro Comune.Il progetto della metanizzazione fu,poi,concluso  nel 1997/98 dal sindaco Cannizzo avendo quale sua Vice la rappresentante proprio di quel gruppo democristiano ( vedi il caso!) vicino a Cintola e contro Avellone in quella citata vicenda.Dunque,a detta di quanti erano ben informati,pur essendo Avellone un uomo di potere mai teorizzò la commistione tra la politica e gli affari che altri suoi sodali,al contrario,promossero e in alcuni specifici casi,resero fatto concreto.Infatti racconta chi fu assai vicino,anche umanamente,al senatore Avellone che lui soleva raccomandare ai suoi di non mischiare mai gli affari con la “politica” trattandosi di interessi assai diversi e contrastanti tra di loro.Gli affari,soleva dire Avellone,interessano la sfera del vantaggio,dell’arricchimento personale o al più di ristretti gruppi,mentre la politica quelli dell’intera collettività.E con la commistione si rishia di finire in galera come spesso capita nei Comuni .Ovviamente chi come lui non mischiò mai gli affari con la politica ,pur essendo un sofisticato utilizzatore del Potere,resse per decenni nel rappresentare le istituzioni ad altissimo livello mentre chi,al contrario,tentava di amalgamare i due interessi contrapposti è durato poco.Politicamente parlando.Sembrava che quei tempi fossero definitivamente tramontati con la fine della Prima Repubblica fino a quando con il ventennio berlusconiano ed ora col PD l’intreccio tra politica ed affari è diventato talmente palese al punto che non si scandalizza quasi più nessuno.Per cui tu puoi trovare deputato di un PD,Partito che dovrebbe mantenere almeno teoricamente un notevole livello di dignità nel senso del rispettare una tradizione politica e culturale che affonda le radici nel mondo del solidarismo cattolico e nella tradizione socialista del sostegno del lavoro dipendente e delle piccole e medie imprese,il figlio di un grande capitalista italiano con interessi diffusi in Europa e nel mondo,come Colannino,o addirittura ministro della Repubblica,la Federica Guidi figlia di un industriale la cui caratteristica principale è quella di chiudere le sue aziende in Italia per traslocare in altri Paesi della Comunità europea sfruttando al massimo il lavoro degli operai di quei Paesi pagati con salari di fame.
E se questo, dunque, avviene a livello nazionale perché localmente le cose dovrebbero manifestarsi diversamente?Infatti non si manifestano se non alla stessa, identica maniera nel senso che tanti hanno compreso come con la politica,oltre a viverci e far carriera,è possibile anche arricchirsi.E,infatti,la domanda che spesso mi è stata posta è:secondo te a Partinico il rapporto tra politica ed affari si è chiuso con la fine del sistema demo-craxi-cintolismo che ha governato ininterrottamente per almeno un quarantennio la nostra città?La risposta,ovviamente,non è altro che no nel senso non solo della non scomparsa del fenomeno ma del suo rafforzamento trovando nuova linfa,nuovi filoni e nuovi soggetti eguali a quelli che hanno incarnato nel passato tale sintesi.E questo processo si è intensificato in maniera esponenziale con l’avvento nel governo della città di Lo Biundo ed una serie di suoi voraci supporti che hanno ricostruito e amplificato il binomio affari-politica con lo scopo dichiarato di difendere,attraverso un ruolo amministrativo attivo,interessi assolutamente personali a scapito di quelli generali ,costruendo ed alimentando un bacino di adesioni elettorali che gli hanno consentito(ma le ragioni non sono state solo queste) d'essere rieletto.Per cui è cosa nota l’interesse diretto del sindaco nel settore del fotovoltaico,il sostegno palese oltre che ovviamente interessato per quelle sfacciate operazioni speculative che hanno avuto al centro l’affare Policentro,l’affare delocalizzazione distilleria,le strisce blu e,di recente,anche tutto quel che ruota attorno alla dismissione di alcuni beni comunali senza tacere su case di riposo,cooperative sociali,pubblici appalti,impianti per la erogazione di energia(benzina e gas) e su quanto si strarebbe preparando nel settore della gestione dei rifiuti una volta costituito l’ARO cioè il progetto già licenziato dall’amministrazione,seppur tardivamente.Ci si chiede:perché hanno voluto far trascorrere quasi un anno per realizzare l'ARO cioé l'Ambito di Raccolta Ottimale?Perché si é dovuto aspettare tanto? Forse perché non si vuole dare il via alla gestione comunale della raccolta e smaltimento di rifiuti ed invece pensare di affidarlo ai soliti privati?Perché questo ritardo ,e cosa si doveva costruire in parallelo?La risposta la sapremo quanto prima e soprattutto quando si verificherà che il servizio piuttosto che essere gestito DIRETTAMENTE DAL COMUNE,si vorrà affidare a società,ditte,cooperative e ,soprattutto,ad ASSOCIAZIONI TEMPORANEE DI IMPRESA!Ma il senatore Pino Avellone non si limitò a schiaffeggiare i due sindaci.Lui soleva anche  aggiungere :"Attenti che chi mescola affari e politica potrebbe finire direttamente all'Ucciardone ! "

Toti Costanzo 

domenica 23 febbraio 2014

E DOMENICA SCORSA ,AI CARMELITANI ,ABBIAMO SMACCHIATO IL LUPO


Ai miei quattro carissimi lettori.
Carissimi, col post del 15 u.s. mi sono permesso di affidare al vostro buon cuore un invito speciale per fare un'opera di carita', Domenica 16 febbraio,recandovi presso il Palazzo dei Carmelitani dove alcune pie donne avevano approntato un gazebo con i colori del nostro nuovo Partito Democristiano.Si trattava di dare un aiuto consistente ad un giovane bisognoso e sicuramente desideroso di sostegno morale,ma soprattutto elettorale,perché,finalmente aiutato da tutti noi possa spiccare il volo ed uscire dalla nostra città che per lui ogni giorno di più diventa una vera ,strettissima gabbia.Ne ha tutte le qualità:un bagaglio culturale smisurato (unni ‘u tocchi tocchi,sona!), un’eccellente ed articolata capacità di uso della nostra lingua,per non parlare poi della sua straordinaria dote di convincimento.Pensate,ci aveva addirittura fatto credere e per questo noi lo votammo,che Partinico sarebbe stata dichiarata Zona Franca Urbana,che la Poli di zio Lino si sarebbe realizzata,che i cani randagi e i rifiuti li portano nottetempo da noi i sindaci viciniori preoccupati e invidiosi della sua fama che vorrebbero oscurare!E se non è più cosi’ cioè niente ZFU,munnizza e cani a tinchité non è,certo,per sua colpa.Cari lettori,il fatto indiscutibile è che tu dopo una breve interlocuzione con lui resti talmente affascinato che ti convinci che anche l’asino è nella condizione di poter volare.Ma i suoi capolavori sono gli affari.Li’ è imbattibile.A parte una serie di incidenti nel senso di discutibili gare (affidamento di servizi sociali sempre ai soliti noti,pavimentazione strade,buste che si perdono e si ritrovano) c’è il fotovoltaico,pompe di benzina e di gas per trazione e riscaldamento dislocate come nelle favole di giufà una a monte,ora anche una via mare e ,se è il caso e l’affare va in porto ,anche una in via Montelepre là dove esiste un immobile in stato di voluto abbandono.Ma il suo capolavoro ultimo,come avete compreso,sono le dismissioni di beni comunali.Ci sono,ad esempio,in via Mulini a stretto contatto con la periferia 11 mila metri quadri ed un vascone olimpionico dove i romantici pensatori di sinistra credevano si potesse realizzare anche un’opera di grande civiltà come lo può essere una piscina?Questi illusi pensavano che con la liquidazione delle Province e la definitiva fine delle ultime illusioni di Vincenzino e Vincenzone di potere ivi ritornare,si potesse costituire un Consorzio di Comuni viciniori e dunque riprendere quel progetto e dare al territorio e alle nuove generazioni la possibilità che può offrire una opera di queste spessore?Spiacente perché Lui ha le idee più chiare.Lo ha messo in vendita per far guadagnare al Comune,più o meno,un milioncino di euro.Voi dite che quel bene se non si cambia la attuale destinazione d’uso non lo comprerà nessuno?E quale sarebbe il problema?Si deve rivedere ,oppure no,il Piano Regolatore Generale?E se al posto della piscina –tanto per dire una sciocchezza- lo destiniamo per un bel complesso edilizio,voi che ne dite,non sarebbe più decoroso che lasciare quell’area al degrado e all’abbandono?Lo si vende,l’acquirente potrebbe anche esserci di già,ci liberiamo di un peso morto,accontentiamo un amico o una società,come abbiamo fatto a Largo Ascone e a villaggio Luna ,e il gioco va.E con la “ Nostra Signora dell’alcool ”oggetto di continue,volgari attacchi ed illazioni di quei quattro pezzenti di sinistra,non abbiamo fatto cosi’? Non abbiamo destinato i suoi 80 mila metri quadri di via Stazione,quando dismetterà la distilleria,ad edilizia abitativa? Certo non tutte le ciambelle vengono con il buco nel senso che c’è stato l’incidente ultimo delle strisce blu proprio quando il gioco sembrava fatto.Tu dici che al Comune non entrava un euro e la società con annessi e connessi si fotteva tutti i soldi?E secondo voi,i voti come gli devono arrivare? E se non dai una cosa a me io ti posso dare una cosa a te?Ma non l’avete capito qual’è il suo punto di forza?Il silenzio,il non dire,il nascondere,sopratutto il mentire.E nelle menzogne risulta davvero insuperabile equiparabile soltanto a Jhonny 1°.Se non ci fossero questi quattro gatti di consiglieri di opposizione, ora si ci mettono pure anche quelli non comunisti,che rompono continuamente le scatole tutto non sarebbe stato tacito?E non si dice che occhiu ca’ nun viri cori ca' nun doli?Ma sono sicuro che Lui saprà trovare una soluzione anche per questo non firmando neppure sola carta come per le altre cose.”E’ molto furbo -mi dice un suo intimo,sfegatato sostenitore di cui non rivelerò il nome neppure sotto tortura - .E’ troppu spertu e carti unni firma  picchi c’è cu  firma ‘o so’ postu !
Ma ora basta,lasciamo al loro destino questi oppositori da strapazzo.Io intanto vi ringrazio per l’impegno che avete profuso giorno 16 facendolo votare.Lo avete fatto votare ma soprattutto volare.Che spettacolo!Mentre altrove i gazebo erano vuoti da noi,a frotte,arrivavano ai Carmelitani da ogni dove:dipendenti comunali in attività,imboscati e gratificati,comandanti,capisettori e di ufficio  (si è visto,perfino,una ex )intere famiglie in carovana,assessori e consiglieri accompagnare giovani ed anziani,occupati,disoccupati ed in attesa di occupazione,dipendenti di Case di riposo,di cooperative,di associazioni.’Ntrea dirigeva il traffico,Wind inviava messaggi elettorali tanto erano a gratis,Jhonny pagava i due euro di riversu quagghiu.Fu un vero trionfo
.Gongolavanotutti:accattoni,questuanti,attendenti,sciacquini,galoppini,mezze cartucce,mezze tacche,mezze pugnette,antichi frequentatori di anticamere,segreterie politiche,sgabuzzini,ammezzati.Si é visto perfino un tizio minuto e con sigaro,di provenienza picci’(il picci’ partinicese,però,dei sempre perdenti perché ci fu anche un picci’partinicese dei sempre vincenti) che gongolante ad un certo punto dello spoglio si rivolse ad un Peppone costernato e con borsa di ghiaccio in testa,dicendo:”Basta,unni volemu cchiù!“.Si riferiva ,ovviamente,alla enorme quantità di voti che si sdivacavanu sul Nostro.Poi arrivò un sms di Antony Baddarò :” Vinciamo ovunque e ovunque abbiamo smacchiato il Lupo” E infine si fece sentire anche lui quello delle ZFU,Trombetta,che gli scrisse accorato:“Torna, torna,sta casa aspietta tè “.
Voi che dite? Tornerà ?
Toti Costanzo






Toti Costanzo

sabato 15 febbraio 2014

E DOMANI, MI RACCOMANDO, SI VOTA LO BIUNDO

 

Costretto all’inattività forzata per un fastidioso stato influenzale,mi trovai a contemplare un’opera pittorica esposta nel modo più conveniente e da circa un trentennio nel salotto di famiglia.Quel dipinto,datato 1984,l’avrò osservato,analizzato,vivisezionato chissà quante volte e tuttavia una forza interiore mi spingeva a rivederlo,senza un apparente,ragionevole motivazione.Una bianca colomba dalle grandi ali spiegate sospesa nell’immenso universo tiene nel suo becco un ampio,bianco lenzuolo allargato dal vento.Sotto,la scritta“dedicato a Enrico.”,ti dice di un omaggio riverenziale di un artista,Pino Fazzuni di Campobello di Mazara,ad una  delle più straordinarie personalità che ci lasciò nel modo più tragico e che il simbolo più classico della pace,appunto una colomba,lo trasporta sempre più in alto e sempre più vicino ad una fonte eterna di luce.Quel dipinto,cosi’ come allora era in uso nel PCI ,attraverso un circuito solidaristico costruito dal Partito con lo scopo di sostenere i giovani artisti legati al Movimento,veniva presentato ai compagni che,acquistandolo,aiutavano concretamente le nuove intelligenze e sensibilità intellettuali che dentro quel Partito crescevano e delle sue idee si alimentavano.
Anno 1984,e sembra un secolo fa,Enrico Berlinguer se ne andava.Era l’11 giugno e se ne andava mentre a Padova teneva il comizio di chiusura della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo.Se ne andava uno dei più autorevoli,grandi e prestigiosi dirigenti che il mondo Comunista ebbe ad avere,un uomo che quelli della mia generazione abbiamo amato come si può amare il fratello più grande al quale puoi affidare le tue speranze,i tuoi sogni,la tua stessa vita.Quel fratello che hai cercato di imitare nel suo stile sobrio di vita,dei dubbi del quale ti sei appropriato cosi' come delle sue certezze,che ti ha fatto intravedere un mondo a te sconosciuto fino a quando non lo hai incontrato sul tuo cammino,condiviso la sua stessa,immensa passione politica,i cui insegnamenti hai cercato di seguire,ovviamente non sempre riuscendovi e che osservando il dipinto di Fazzuni ,da una diversa angolazione,da colomba magicamente si trasforma in un volto amato  e che ,dunque, non ti ha mai lasciato.
Poi dopo la morte di Enrico e la caduta successiva del muro di Berlino,una generazione di meschini opportunisti-gli occhetto e i d’alema-si erano impossessati del Partito di Antonio Gramsci,iniziando a liquidare la storia di milioni di uomini e donne che per quel Partito avevano dato anche la vita,costruito dalle macerie della guerra una società che si voleva più giusta,dando speranza a milioni e milioni di lavoratori,eretto un muro contro le ingiustizie e a difesa dei diritti .E poi vennero altri,ancora più meschini,i mezzi uomini- i fassino,i veltroni, i d’alema sempre - che tranciavano le radici profonde su cui quel Partito era stato costruito ma che ancora tentava di resistere,duro a morire,per cercare di mantenere una sua identità e dignità.E poi ancora più giù,sempre più giù con ominicchi che come quei piazzisti che una volta si presentavano nelle piccole città e ti dovevano convincere che se avessi acquistato una bottiglietta di liquido miracoloso ti sarebbero cresciuti i capelli, e che ti dicevano mutuando da un buon Gino Bartali che “l’è tutto sbagliato,tutto da rifare”che il Comunismo era stato il Male,che i nostri compagni non ci avevano lasciato alcuna eredità morale e culturale ma soltanto macerie.Capite?Il Comunismo,che li aveva fatto diventare UOMINI ,era diventato IL PADRE  di tutti i mali dell’umanità.E poi ancora più giù vennero i piglia ‘nculo- i macaluso, i napoletano, i bassanini,i bassolini,i chiamparino - che compresero come utilizzando la vita e la storia di altri potevano mantenere carriere personali,stati di avanzamento anche per famigli ed affini.E infine approdarono i voraci,spregiudicati,cinici quaquaraquà -i camusso,i cracolici,i crocetta,i di girolamo,i filoramo,i faraone che hanno avuto l'ardire ,senza provare vergogna alcuna,a farsi sostenere perfino dai tanti lobiundo che prolificano ogni giorno di più in ogni dove -che si sono impossessati di tutti gli spazi che consentono loro di vivere alle spalle e alla faccia degli altri,succhiando dalla storia,dal sangue e dal prestigio di quegli uomini,di quei Comunisti,che lottarono il fascismo e morirono nelle carceri, nello lotte popolari, in quella di Liberazione .
Rivolsi il mio pensiero alla colomba:” Dimmi,ma come è possibile che questo sia potuto accadere?Dove abbiamo potuto sbagliare?” E la colomba-Enrico:” Ricordati sempre,tu che sei un siciliano,un vecchio detto del tuo popolo che dice  “ca’ sempri di rintra veni ca’ ‘u voscu tagghia”

Toti Costanzo 

lunedì 10 febbraio 2014

TRA RANDAGI E MUNNIZZA L'ODIERNO MINI SHOW DI GIUFA'


Esilarante. Oggi disse cosi' : “La colpa dei rifiuti che hanno invaso la città non è mia.Io pago e gli altri sindaci  che si sono coalizzati contro di me non solo non pagano ma hanno perfino le loro città piu’ pulite”.E dopo una pausa di sospensione ( non di riflessione perché è notorio che lui nella sua vita non ha mai riflettuto) nel senso del convincimento che la stava come suo solito sparando proprio grossa, aggiunse:” I rifiuti nella nostra città LI PORTANO DAI PAESI VICINI “ A questo punto tu ti strichi ‘nterra,ti arrotoli su te stesso,ti pieghi e ti ripieghi nel senso di ti voti e t’arrivoti suspirannu mentre il pensiero corre ai randagi dei paesi vicini che a frotte e guidati nottetempo da sindaci furbastri,vengono a suo recente dire,trasferiti a Partinico come i pastori trasferiscono le greggi.”Settembre andiamo è tempo di migrare”.Dunque i rifiuti che ritroviamo quotidianamente dentro,fuori,ai lati,nelle periferie,davanti casa,sopra e sotto,attaccati alle corde o 'ai lazza pendenti che pericolosamente oscillano sulle teste dei passanti che s’annacanu ,ondeggiano,che si sparpagliano ad ogni filo di scirocco e quelli che accasciati fanno la fila sui marciapiedi,sono di importazione e,dunque,non di produzione nostrana?Quindi noi,allora,non produciamo rifiuti?Il Resuscitato non lo disse perché nessuno gli pose la pertinente domanda che,cosi’,restò inevasa mentre un dubbio amletico ci assaliva:”I partinioti mangiano oppure no ,questo è il dilemma.Increduli cercammo conferme e insieme a queste ci fu aggiunto che fuori onda Papi ebbe anche a dire:“Da domani organizzo una squadra di operatori di vigilanza con il compito di frugare nei sacchetti della spazzatura.Per cui se dentro troviamo resti abbondanti di cipolle non v’è alcun dubbio,trattasi di borgettani.Se poi si trovano reschi di sardi,sauri e scurmi ,ad occhi chiusi si tratta ri trappitara,e se dai sacchetti fuoriesce un forte odore di cascavaddu ,tranquilli iardineddu e munciulebbri sunnu.”
Cosi’,detto fatto pare che abbia convocato i suoi più fidi e seguendo le note strategie di Giufà ebbe a dire loro:”Ricarica Smart,tu che viene da quelle zone controlla i due Comuni;tu, N’trea, fatti accompagnare da Gero via Vecchia e segui i passi di Jak De Luca,e voi due Jhonny 1 che essendo piccolino passi inosservato e tu Jhonny 2,che sembri uno svedese,mimetizzativi da turisti e perlustrate la zona mare.Picchi’ di lautri un mi 'nteressa nenti ma stu sinnacu Pinuzzu ciammarita cà cci piaci ‘ncucchiarisi cù i comunista ,‘ncucciari avi “
Messaggio cifrato: Albé accussi cci emu bboni?

Sala rossa

mercoledì 5 febbraio 2014

I CANI RANDAGI DI TOTO' 'U PALLISTA


Non c’è una stagione più bella di quando si è ragazzi.Liberi di scorazzare,di pensare,di creare,di inventare.Chi ha avuto un fanciullezza cosi’ si può ritenere fortunato nel senso che la sua vita non sarà mai grigia.E cosi' fino alla sua naturale conclusione.Tuttavia i ragazzi,liberi dal rigoroso rispetto delle cosiddette convenzioni sociali che condizionano soprattutto gli adulti,si possono concedere qualche digressione o libertà.Per cui se nel gruppo c’è il ragazzino che racconta balle avendo di già una sfrenata fantasia nessuno se la piglia più di tanto.Al più gli appioppano ‘na ‘ciuria del tipo ,Vicenzu  ‘u ‘mbrugghiuni,Cicciu cunta balli oppure se ti chiami Salvatore o Salvo o Totò( che poi è la stessa cosa),diventi per tutti Totò ‘u pallista.
Dunque nel mio gruppo o,meglio,nel gruppo che assiduamente frequentavo c’era un ragazzino che le sparava ogni giorno sempre più grosse.Una volta ci raccontò d’avere visto una specie di cerchio incandescente che volteggiava in alto nel cielo,in un’altra occasione disse d’avere visto un cavallo correre più veloce della “littorina” ( una motrice che tira pochissimi vagoni e che supera i 150 km-ora ) ed infine ci raccontò di quando suo nonno,durante la prima guerra mondiale,aveva conquistato da solo una postazione difesa da un battaglione di nemici armati fino ai denti.E le raccontava con tanta naturalezza ed enfasi che tanti di noi ci cascavano. Quantomeno per i primi giorni.Poi convenivamo,non avendo alcun dubbio,che si trattava di vere e proprie balle.E siccome si chiamava Salvatore (un nome assai comune dalle nostre parti che declina diversi diminuitivi ) ci riunimmo, ovviamente in sua assenza,decretando solennemente :“Da domani lo chiameremo Totò ‘u pallista” E cosi’ fu.
Quando,passati alcuni decenni, abbiamo avuto l’occasione di rivederci,di quel soprannome ridemmo avendo egli ammesso che,in definitiva,se lo era davvero meritato anche se tentava ancora di convincermi che quelle cose con qualche aggiustamento potevano davvero essere credute vere.
Mi capita spesso di ricordare con tanta nostalgia quei giorni della spensieratezza,del credere,come si suol dire,cà puru u sceccu vola,della esistenza dei fantasmi,della storia del Re Cucco che dalle nostre parti nascose un grande tesoro mai ritrovato.E lo ricordavo di recente avendo avuto la fortuna di ascoltare un Totò dei nostri giorni che al microfono di uno sconsolato Federico Orlando cercava di convincere gli ascoltatori di un fatto assolutamente straordinario e accaduto proprio da noi,a casa nostra ,e di cui dirò .
C’e’ nella nostra città ( ma non solo) una emergenza che dura ormai da tanti anni e con la quale hanno impattato tutti gli amministratori che si sono succeduti a Partinico da almeno un trentennio , compreso il sottoscritto:il randagismo. Ricordo come da assessore di Gino Geraci per cercare seppur una parziale risposta risolutiva alla questione,stipulai una convenzione con un veterinario del luogo non solo per la collocazione dei microcip sui randagi e la loro sterilizzazione ma soprattutto per tutelare la loro salute ed anche quella di ovini e bovini fornendo ai nostri allevatori perfino i farmaci.In questa iniziativa ebbi la disinteressata collaborazione del dottore Piero Rao.Nei locali dell’ex Oratorio,infatti,organizzammo un incontro con diversi allevatori perché si potessero convincere come la salute dei cittadini consumatori passava attraverso quella dei loro animali.Per tale ragione era necessario consentire la presenza del veterinario presso le loro stalle al fine di sottoporre gli animali a periodiche visite e utilizzando i presidi farmaceutici che l’Amministrazione comunale avrebbe fornito loro gratuitamente.L’esaltante esperimento durò poco.Quella Giunta per scontri di potere tutti interni soprattutto alla D.C. fini’ preventivamente e disastrosamente la sua esistenza.Ma col randagismo ci riprovai quale assessore del Sindaco Cannizzo.Questa volta in un rapporto di collaborazione con il dottore Fiore,attuale veterinario dell’ASP,col quale iniziammo un collegamento istituzionale che avrebbe dovuto consentire,come atto conclusivo di un processo,che nel nostro Comune potesse sorgere un canile intercomunale avendo la disponibilità dei fondi della Provincia di Palermo e della Regione siciliana .Si trattava di disporre di un’area che avevamo anche individuato Anche quel progetto ,però, non ebbe se non una vita iniziale naufragando sotto i colpi mortali della sfiducia al Sindaco ad opera dei DS e del PPI cui poi,si associarono ovviamente quelli del centro destra.
Adesso,e ormai da tempo,il problema ritorna in maniera ancor più grave.Girano dentro la città e nelle periferie alla ricerca disperata della loro sopravvivenza branchi di cani vergognosamente abbandonati da persone sconsiderate,disoneste e senza un briciolo di dignità.Se ne vedono di ogni razza,anche razze pregiate e ti chiedi come sia possibile che uno degli animali più dolci,più umani e più fedeli possano finire abbandonati in questa maniera cosi’ sconvolgente.Questi animali,però,quando vanno in branco,purtroppo,diventano anche pericolosi.Dunque è necessario costruire “una politica” partendo dalla costruzione di un rifugio,un canile.E Mimmo Briganò,assessore per poco nella passata consiliatura,ci aveva anche provato realizzando una struttura che con alcuni accorgimenti poteva iniziare la sua nobile attività .Ma sulla vicenda del canile comunale i consiglieri Gianluca e Valentina hanno fatto un egregio lavoro di ricerca pubblicando perfino un Dossier.Ovviamente leggendo le carte hanno scoperto tante magagne per cui non solo i costi sono lievitati in maniera esponenziale ma questo resta ancora incompleto e dunque inattivo.E allora esplodono i casi di aggressione,casi anche gravi per cui si denunciano le responsabilità di questo Sindaco che,tanto per ritornare all’inizio del post si chiama,(quando tu dici i casi della vita !) Salvatore e dunque Totò.E Totò davanti ai microfoni di Federico Orlando,e per tentare di giustificarsi come era accaduto in tante altre occasioni tanté che lo chiamano anche Pinocchio (l’ultima in ordine di tempo quella delle ZFU) ,quale giustificazione che se non l’avessi ascoltato con le mie orecchie non avrei mai potuto credere che si potesse arrivare a tanto, disse:“Io sono convinto,e per questo stiamo facendo indagini,CHE I RANDAGI A PARTINICO LI PORTANO DA ALTRI COMUNI! “
Svenni e ci vollero tempo e i sali per la ripresa.Quando riaprii gli occhi mi rivolsi a Lui :“Perché ,Signore,è possibile che accada questo?”Non pensavo d'ottenere una risposta.Ma Lui dall’alto della sua bontà e misericordia,forse impietosito delle mie precarie psichiche condizioni,rispose:"Figliolo consolati.Trattasi di caso patologico,caso assolutamente incurabile.Non c’è niente da fare ,vi dovete rassegnare perché è incorreggibile e mancu eu 'cci pozzu “.Ed io di rimando, approfittando della sua bontà :“Ed allora Signore? “
“ Allora consolati e chiamalo Totò, Totò‘u pallista !

Toti Costanzo