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giovedì 28 novembre 2013


E' LUI O NON E' LUI? CERTO CHE E' LUI!



brigano6

PUBBLICHIAMO UN POST DI "CAMBIAMO PARTINICO " CON UNA NOSTRA BREVE NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO 


Non sono passati che pochissimi giorni e quanto da noi scritto nel post dal titolo  "Il Lupo perde il pelo ma non.." puntualmente trova conferma . Il Nostro (cosi' l'avevamo definito per manifestargli ancora una volta un ulteriore briciolo di pietà e misericordia ) oggi svela sua vera identità. Trattasi della Gioconda o ,ancor meglio, del piarandelliano Uno,Nessuno,Centomila  che nasconde un volto assai noto alle cronache locali  avendo ,per alcuni decenni ,suscitato grande ilarità nel vasto pubblico cittadino che lo ha ,però e non a torto,  sempre compensato di simpatia e consensi .Un volto ,come é possibile verificare, segnato però da un profondo travaglio interiore e sempre accompagnato da un classico interrogativo  :"Mi eccu o nun mi eccu? Questo é lo shakespiriano  POBBLEMA  " E lui si iccava: col PSI,con AN,con MPA,con UDC .Ora pare che veleggi verso il nuovo approdo tant'é che al locale congresso di "PeggioDicosi' " mandò in avanscoperta e a sostegno di PolloPinocchio (PoPi) che si era lanciato nelle braccia del funambolesco nuovo padrone Saro Trombetta con una rapidità più veloce della luce ,le sue  truppe 


.Dunque l'interrogativo é questo: " il NostroGiocondaLiolàUnoNessunoCentomila 


,aggregandosi quanto prima al resto del rituffo cosidetto "civico" capeggiato dal 


neoLazzaro ed accompagnato da un'ampia schiera di questuanti, troverà probabile 


risettu ?" Voi dite che si risetterà? Noi pensiamo ca' cu nasci tunnu 'un pò moriri quatratu. 


DAL POST DI CAMBIAMO PARTINICO



La prima gaffe dell’assessora/e 
        Vincenza/o Briganò

Ci saremmo aspettati di tutto ma non fino a questo punto.
Che la nomina del nuovo assessore fosse una resa dei conti derivante dagli accordi elettorali era risaputo, ma che addirittura il padre arrivasse ad essere il “sostituto” della figlia in riunioni ufficiali ci appare davvero squallido.
Stiamo parlando di una riunione convocata per martedì 26 novembre dalla neo assessora Vincenza Brigano con i capigruppo consiliari per programmare l’organizzazione delle attività durante il periodo natalizio. Peccato che a riceverci non sia stata Vincenza, bensì Vincenzo in quanto “sostituto” dell’assessore impegnata altrove.
Abbiamo così potuto constatare come non ci sia limite alla spregiudicatezza non solo del politico più trombato dell’anno, ma anche del sindaco Lo Biundo che scambia gli assessori in quota rosa come se fossero figurine del suo gioco con obiettivi elettoralistici e che consente al vecchio volpone di spadroneggiare come meglio crede e come se stesse ricoprendo un ruolo istituzionale nel Comune di Partinico. Tutto e anche di più per mantenere i buoni rapporti e quindi una manciata di voti alle prossime elezioni.
Rammarica davvero molto che un padre sia disposto a sacrificare la faccia della figlia pur di soddisfare le manie di protagonismo che lo assillano e non gli danno pace.
Non possiamo che consigliare all’ass. Briganò (Vincenza) di avere uno scatto di orgoglio e di dignità impegnando il padre in attività alternative, professionali o se preferisce ludiche, e di esercitare il ruolo che a Lei e non a Lui è stato conferito.


venerdì 22 novembre 2013

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO .OVVEROSSIA: COME IN QUATTRO E QUATTR'OTTO TI IMPUPO UNA NUOVA ASSESSORA




Vi sentite di ascoltare una storiella pirandelliana frutto di fantasia ma sicuramente vera? Dunque recita uno dei tanti nostri detti carichi di saggezza  e lungimiranza contadina che "u' lupu perdi 'u pilu ma non u' viziu" .Ovviamente nella nostra storiella il pelo altro non é se non una metaforica rappresentazione della dignità. Si', proprio dignità,per quanti ne dispongano e che fa rima con libertà vo cercando che si' cara. Dunque, andiamo al dunque. Si racconta di un personaggio che chiameremo ,per comodità ,il Nostro e il cui nome non pronunceremo mai neppure sotto tortura.Il Nostro nel 2008 dopo avere prima tergiversato e poi saltato da una lista all'altra,approdò  sul carro del vincitore che ,sempre per comodità, chiameremo il Pollo Pinocchio ovverossia PoPi .La definizione di Pollo gli fu attribuita per unanime convincimento ed acclamazione  familiare mentre quella del Pinocchio fu la felice intuizione di un personaggio che per un quinquennio allietò la triste vita della nostra comunità  e che rimase negli annali della storia locale .Una storia felicemente tratteggiata in pose assai diverse da uno dei più illustri ed efficaci vignettisti che la Partinico migliore abbia potuto partorire ed oggi ,inspiegabilmente a riposo nel senso  che guarda con distacco quel che accade dalle nostre parti, quando le vicende locali avrebbero bisogno della sua preziosa,sintetica e caricaturale  chiave di lettura   .Ordunque il Nostro che all'epoca rivestiva un incarico nell'ambito della politica extra comunale ,per i servigi resi a PoPi ebbe quale riconoscimento l'assegnazione di un assessorato.Non potendolo ricoprire per ovvi problemi di incompatibilità fece tra sé e sé questo semplice ragionamento:" Trovo una giovane signora, possibilmente avvocato, possibilmente di buona e conosciuta  famiglia e da PoPi le faccio affidare l'incarico. Ovviamente  si tratta di incarico per modo di  dire perché a dirigere la baracca proponendo sagre di pani cà meusa, purpu maiulinu e di pani cù sardi salati, sarò sempre io". Ma accadde come si suole dire che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi per cui la giovane signora, possibilmente avvocato e di buona e conosciuta famiglia ritenne di operare "a prescindere dalla tutela"  ,al punto che ebbe anche la sfrontatezza di invitare nell'occasione dei lavori di una Commissione consiliare ,perfino gli odiosi ed odiati comunisti. PoPi ,appena ne ebbe notizia, fu assalito da un conato d'ira al punto di decidere di darsi alla macchia e  girovagare tra le contrade di Baddacera e dà Cammuca gridando come un viteddu orfanu .Ma per fortuna non fu lasciato solo perché ebbe l'amorevole assistenza di 'Ntrea ,Tandem, Jhonny 1 e Jhonny 2 ,mentre il Nostro per non farsi riconoscere da PoPi che lo inseguiva gridando vendetta  ,si mimetizzò al punto da togliersi perfino quel baffo che lo faceva tanto Adolfo o .se vogliamo. il più a noi vicino Giorgio Almi che lo aveva opportunisticamente ammaliato. Ovviamente ,dopo il perdono, si pose il problema della sostituzione.Il Nostro aguzzò l'ingegno e avendo in famiglia un germano assai noto sia nella prima che nella seconda repubblica ,persona capace ed attiva e che sapeva far di conti, lo convinse ad accettare l'incarico . Il germano, in verità, non era molto convinto . Conosceva bene  PoPi per averlo visto all'opera  mentre tra una tragedia e l'altra,ordiva le sue vendette coltivando ed accrescendo i suoi traffici energetici e policentrici senza disdegnare percacci sotto forma di inviti sbronzanti e di allegre compagnie .Ma il germano si rivelò per quello che era: autonomo, decisionista,efficace, riluttante ai condizionamenti. In una parola un leader .E PoPi ,abituato ai signorsi' dei tanti lecchini che lo circondavano( e oggi ancor di più lo circondano) ,ritenne che a quella NON  collaborazione bisognava porre fine . E cosi' fu nel senso che licenziò il germano . Il Nostro umiliato deriso e sopratutto ridicolizzato, gridò vendetta. Incontrò, chiese aiuto e sostegno, propose strategie,tentò alleanze  per il futuro che avrebbe dovuto far cadere il tiranno e lui, vincitore, sostituirlo . E il momento arrivò. Preparò ben 5 legioni che ,però, si dimostrarono ben presto una specie di super armata brancaleone e con queste si lanciò nella battaglia .Ma gli fini' come al console Varo quando affrontò i barbari e fu annientato .A questo punto voi vi chiederete: " E che fece,allora, il Nostro? Si ritirò nei suoi appartamenti?Si fece ospitare dai monaci del santuario di Romitello? Si cosparse il capo di cenere chiedendo perdono per tutte le sue nnumerevole minchiate ?" Si, si cosparse il capo di cenere ma per andare a  Canossa ,cioé da PoPi, chiedendo perdono e mettendosi ancora una volta a disposizione . E il Riesumato rivinse e non solo lo perdonò ma  come per la prima volta gli concesse l'agognato assessorato di cui il Nostro aveva bisogno come l'aria che respira, come l'acqua per dissetarsi, il calore per sentirsi vivo , ancora potente, ancora baldanzoso non convincendosi che c'é un tempo per tutte le cose per cui ,ormai ,non é più tempo .Ma anche questa volta dovette delegare e delegò.E come l'assassino che ritorna sul luogo del delitto anche questa volta trovò una giovane , gradevole ,presentabile signora .Discreta, seriamente impegnata ,convinta di potere essere utile alla sua e nostra comunità.Ma il Nostro scalpitava, mordeva il freno ,non poteva più aspettare .Avrebbe dovuto trovare subito una sostituzione ,un prestanome.E più che UN  prestanome,oggi, ne trovò UNA non solo per il nome ma anche per il cognome. Trattasi di inerme ed incolpevole giovinetta sottratta agli studi e ai giochi tipici dell'età, immessa in un gioco più grande di lei.E che dio gliela mandi buona. Il Nostro ,che in una eventuale catalogazione  potrebbe essere presentato "come soggetto sofferente e in grave ed acuta crisi di astinenza di Potere " é in attesa di tornare all'opera avendo agognato il momento in cui ridarà vita alle sagre di pani e panelli, muffuletta, cassateddi ed ora che siamo vicini alle feste natalizie anche quella ri cucciddata.  La storia non finisce qui' ma noi assumiamo solenne impegno di raccontarvi anche la seconda ,e perché no, terza puntata .Comu all'opra ri pupi
Toti Costanzo   

martedì 19 novembre 2013

GIANNI DI TRAPANI ,UOMO POLITICO ,DI SCUOLA E DI FEDE CI HA LASCIATI E CON LUI SE NE VA UN PEZZO DI STORIA DELLA NOSTRA CITTA'

 

Giovanni  Di Trapani, Gianni per tanti di noi,  aveva qualche anno in più e non solo per questa  ragione non abbiamo vissuto insieme l’esperienza culturale della FUCI di Partinico ma perché lasciò ben presto la nostra città per frequentare l’Università di Piacenza una della più qualificate  nelle scienze agrarie sul piano nazionale dove consegui’ la laurea in Agronomia. Capitammo insieme, ma non  ricordo in quale particolare occasione ,dopo che avevo appena conseguito la maturità nel Liceo “G.Garibaldi “ della nostra città e non avevo chiaro in quale facoltà iscrivermi . Non manifestavo grande propensione per le materie cosiddette scientifiche anche se mi affascinava la vita in tutte le sue articolazioni ,specie quella che animava il mare, i grandi laghi ,le distese immense delle foreste ,la nostra terra .Durante gli studi avevo acquisito una buona capacità nello scrivere, una propensione alla creatività ,una certa capacità a rappresentare tant’è che ,ancora al Ginnasio, fui coinvolto nella redazione di un giornalino scolastico ,La Zanzara”,che ebbe breve vita .Ad animarlo colleghi più avanti negli anni quali Vito Cossentino, Benito Console ed altri.Fu facile a Gianni convincermi di scegliere Scienze Agrarie ed iscrivermi alla facoltà di Palermo . Laddove oggi si distende la città Universitaria , all’epoca esisteva soltanto il nostro Istituto con annessa azienda agricola dove si sperimentava e si studiava duro. Un Istituto immerso nel Parco d'Orleans  che ci impegnava dalla mattina alla sera , seriamente ,e con obbligo alla frequenza pomeridiana dedicata ai laboratori e dunque alla ricerca . Fu all’inizio del 1963 ,e  dopo le grandi manifestazioni popolari ed il digiuno di Danilo del settembre del ’92 ,che  iniziava  a prendere  seria consistenza il progetto per realizzare la Diga sullo Jato e di conseguenza la Cassa per il Mezzogiorno con i suoi funzionari incominciava con gli espropri dei terreni che ,costruito la sbarramento,sarebbero rimasti sott’acqua e per sempre. Si trattava,a detta degli esperti ma soprattutto a detta di Gianni che era stato nominato tecnico del Consorzio degli espropriandi ,dei migliori terreni le cosidette “zotte” ,molto fertili i cui vigneti producevano un’uva  e un vino d’eccellenza .Il Consorzio promosso dalla Coldiretti ,la potente organizzazione contadina nelle mani della D.C. ,aveva il compito certamente d‘impedire che quelle terre fossero sottratte ai piccoli proprietari per quattro soldi ma soprattutto costituiva una massa di manovra contro Danilo e i Partiti della sinistra locale che lo sostenevano insieme alla Camera del Lavoro di Turiddu Termine, che quella diga avevano da sempre osteggiato . Perché la diga non significava soltanto lavoro ma sindacalizzazione operaia ,diritti e salari certi e non per pochi anni e, quindi, la nascita, assai probabile , di una “classe operaia ” ,quella degli edili, che avrebbe sicuramente irrobustito elettoralmente il Partito Comunista di Partinico .E con la diga anche l’acqua e con l’acqua la “rivoluzione” verde  cioè la profonda trasformazione delle campagne con la articolazioni colturali ,l’incremento del commercio e la nascita di una nuova stagione dello sviluppo e di un nuovo ceto sociale che avrebbe potuto chiudere definitivamente con quella del lavoro condizionato,limitato, precario . Il lavoro dei cosidetti cantieri regionali ,unica valvola di sicurezza sociale cui faceva ricorso il governo regionale, nella mani democristiane, per tacitare la gran massa dei disoccupati costretti ad un lavoro precario ed umiliante ma linfa per ricattatori politici (un po’ quello che avviene oggi con la sindacatura LoBiundo) che vi affondavano letteralmente a piene mani .Tuttavia il Consorzio degli espropriandi ,alla cui Presidenza era stato chiamato Gaspare Centineo , veniva bollato da Danilo e dai Partiti della sinistra come strumento di cui si serviva la mafia per impedire la costruzione della Diga. Gianni mi propose una collaborazione avendo approntato una struttura tecnica in via Cavour che assisteva i piccoli proprietari espropriandi. Fu durante quella esperienza , seppur breve (avevo già iniziato a insegnare educazione fisica proprio nella scuola media “Privitera”, ‘a scola du’ Carminu ) che presi coscienza dell’esistenza di un mondo, quello contadino, complesso, problematico ,conservatore,carico i bisogni ma elemento fondamentale per l’economia del nostro territorio . Una grande massa ideologicamente ostile al “comunismo” e che di li’ a poco ,con la sofisticazione e con la conseguente distillazione ,sarebbe stata negativa protagonista del più grave fenomeno economico-sociale della storia della città che l’avrebbe sconvolta fin dalle fondamenta ingrassando la mafia locale e a quella parte della politica cittadina di governo che si trasformava in elemento di corruzione e d’inquinamento grave delle coscienze.A questo processo non contribui’ Gianni Di Trapani cosi’ come da sempre fu distante dalla mafia  e per la sua formazione e per la sua nota intransigenza morale e coerenza anche se profondamente organico a quella DC sagniachinara nota per una concezione fondamentalista della politica intesa quale crociata permanente nei confronti del “comunismo” che contrastava, ad esempio, con la laicità manifesta di Pino Avellone che di quella DC fu espressione e parte preponderante per tanti decenni successivi .E di quella DC Gianni Di Trapani fu consigliere comunale , assessore e poi Sindaco. E la difesa dei coltivatori , di questo mondo che era anche il suo e dal quale proveniva e al quale era profondamente legato e con il quale manteneva forti rapporti anche politici Gianni la manifestò , da Sindaco, nell’occasione di una delle tante proteste che la categoria portava avanti in quegli anni nel rivendicare diritti e sostegno . Indimenticabile quando si mise alla testa dei coltivatori e li convinse che sarebbe stato anche necessario bloccare la linea ferroviaria  perché la voce dei partinicesi, la protesta dei contadini del sud ,potesse arrivare là, dove non arrivava il ragionamento, il convincimento ,la politica. Ricordo ,come  da comunisti ed avversari ,ci sconvolse l’idea che lui da Sindaco democristiano ,potesse assumere contemporaneamente il ruolo di governo e di lotta ,quest’ultimo da sempre prerogativa del nostro Partito .Gianni fu un grande organizzatore ,dinamico e creativo .E queste sue doti più che nella politica che aveva le sue regole ed anche i suoi impedimenti , li manifestò nella scuola dove ,non condizionato da lacci e laccioli ,fu straordinario e dilagante organizzatore. Fondò l’Istituto per l’agricoltura con annessa azienda agricola per la sperimentazione in località Bosco Falconeria ,un esempio concreto e moderno di scuola a reale sostegno della vocazione del territorio . In questa sua scelta lo sostenemmo anche come comunisti in Consiglio comunale convinti ,come lui ,che a Partinico non c’era necessità di altre “fabbriche” : bastava quella “verde”  quella che disponeva di tutto e cioè la terra, la sua vocazione soprattutto alla vitivinicultura , l’esperienza secolare dei nostri contadini. E dell’agricoltura fu anche studioso pignolo ma competente . Non posso dimenticare uno studio approfondito che ebbe a realizzare sulla nostra economia agricola e che presentò anche al Consiglio comunale di Partinico perché diventasse patrimonio di tutti e non solo di una sola parte politica , la sua, che non sempre lo sostenne e lo valorizzò soprattutto come tecnico e studioso. E fu tantissime altre cose . Fu uomo politico, di scuola, di fede .Fu anche il mio Preside in un anno in cui insegnai in quella scuola. Mi disse :”Toti ,voglio che i miei e tuoi alunni possano avere un’opportunità che non tutti ,nella loro vita futura, potranno avere”. E alle Terme di Alcamo diramazione i ragazzi dell’Istituto ,per sua volontà ,imparavano a nuotare mentre all’esterno il termometro segnava anche 15 gradi .Una cosa impensabile in una scuola partinicese largamente e diffusamente bacchettona oltre che culturalmente arretrata  e conservatrice 
Caro Gianni Di Trapani leale avversario politico, tenace difensore delle tue idee e dei tuoi progetti spesso avveniristici ,ti porgo il saluto dei comunisti partinicesi .

Toti Costanzo      

mercoledì 13 novembre 2013

MIA NONNA, SE L'AVESSE CONOSCIUTO, AVREBBE DETTO: Chi facci di ribusciatu! Ma  comu nun ci cari a facci 'nterra..
Nel giro di un decennio ha superato tutti i record di saltatore di banchi . Ha perfino tolto il record che deteneva saldamente Saro Trombetta che di salti ne ha fatto tanti. Ora ,finalmente, insieme ai suoi innumerevoli quanto interessati scudieri cui si é aggiunto, di recente , un altro cameriere di livello (a proposito: uno dei suoi antichi scudieri, in particolare ,da persona per bene che era si é recentemente trasformato in un piccolo killer di periferia. D'altronde cu pratica 'u zoppu...) pensa come continuare a fottere il prossimo  .D'altronde é' l'unico mestiere in cui si é esercitato da sempre .Un mestiere , dunque,che conosce assai bene. 
Abbiamo ricevuto un montaggio, da un anonimo, che lo ritrae pensoso nel senso che sembra pensare quando tutti sanno che l'unica cosa che sa ben fare é allearsi con il rituffo della della cosidetta politica e degli affaristi locali ,e non solo ,per costruire imboscate, brigare, congegnare tragedie ,minacciare ,dare l'assalto ai Partiti che per lui altro non sono se non dei contenitori da riempire di vergogne servendosi anche di riciclati ,opportunisti e varia umanità pur di costruirsi un futuro . Ma si', sorridiamo anche se dobbiamo correggere il vignettista. Di lui tutto si può dire tranne che sia " un bambino distratto". Altro che bambino, altro che distrazione ! Iddu  avi 'a cura longa  comi 'i surci .Ebberu Vitu' ? 

L'ULTIMA GAFFE DEL SINDACO LO BIUNDO. L'ALUNNO DISATTENTO PRENDE RIPETIZIONI DALL'ASSESSORE REGIONALE MARINO

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Recita un comunicato odierno del Sindaco Lo Biundo: "Sui rifiuti le amministrazioni potranno procedere all'approvazione degli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale) anche senza la costituzione formale delle SRR. E questo l'esito dell'incontro di ieri tra l'assessore regionale all'Energia Nicolò Marino, l'Anci Sicilia e una rappresentanza dei sindaci siciliani." C'è voluta una lezione di riparazione, ma DOPO 6 MESI finalmente il Sindaco ha capito!!Peccato che, come si evince da questa circolare pubblica mandata a tutti i sindaci dell'isola,tutto ciò gli fosse stato comunicato già a MAGGIO DEL 2013.Il voto all'alunno Salvo Lo Biundo lo lasciamo dare a voi E comunque speriamo che adesso sappia almeno come mettere in pratica il concetto appreso!
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lunedì 11 novembre 2013

GLI ABUSI AMMINISTRATIVI DEL SINDACO DI PARTINICO. FIRMATO RIFONDAZIONE COMUNISTA? NO , FIRMATO DOTT. LEO RUSSO RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE




C'E' UNA NOTA DEL RAGIONIERE GENERALE DEL NOSTRO COMUNE DEL 24 OTTOBRE E INVIATA AL SINDACO, AL SEGRETARIO GENERALE ,AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE  ,AL PRESIDENTE DEI REVISORI DEI CONTI E ALLA CORTE DEI CONTI DI PALERMO CHE RAPPRESENTA UN VERO ATTO DI ACCUSA NEI CONFRONTI DEL SINDACO LO BIUNDO E DELLA ALLEGRA , SCONSIDERATA ,OPPORTUNISTICA,INTERESSATA, DISSENNATA ,FAMILISTICA GESTIONE DEL BILANCIO  COMUNALE .STRANAMENTE  IL DOCUMENTO NON HA AVUTO ALCUNA EVIDENZA POLITICA ANCHE SE IL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI PARTINICO, APPENA NE E' VENUTO IN POSSESSO ,HA INVIATO UN COMUNICATO , CHE PUBBLICHIAMO , ALLA STAMPA CITTADINA . 
L'INVITO A LEGGERE IL COMUNICATO NON SCATURISCE DA UNA NARCISISTICA NECESSITA' DI ESPOSIZIONE MEDIATICA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE DI CUI PER NOSTRA FORTUNA NON SIAMO AFFETTI, MA DALLA NECESSITA' DI FAR COMPRENDERE A CHI HA ANCORA UN BRICIOLO DI DIGNITA' A QUALI PERSONAGGI E' STATA RIAFFIDATA LA VITA DELLA NOSTRA CITTA'.

In sintesi da quanto scrive il Ragioniere Generale emerge che il Sindaco :
-viola la legge sulla trasparenza che vuole il pagamento dei mandati secondo un ordine cronologico e non certo con discrezionalità che la legge non  consente ;
-impone alla Ragioneria generale ,attraverso l'uso di inusuali ordinanze,di emettere mandati di pagamento PRIMA DELLA STESSA LORO SCADENZA (é il caso del mandato di 400 mila euro all'ATO PA1) ;
-ricorre alle anticipazioni di tesoreria col rischio di portare il Comune al dissesto economico;
- che nel nostro Comune si manifesta al 31 dicembre 2013 un saldo negativo di almeno 2 milioni di euro mettendo a rischio il pagamento degli stipendi e delle indennità per i dipendenti e per gli amministratori col relativo danno erariale.

Saremo curiosi di conoscere la risposta non certo quella del Sindaco che essendo un noto "falsario" racconterebbe una bugia ulteriore cui suole ricorrere, ma quella del Segretario comunale, del Presidente dei Revisori dei Conti ,dott. Lo Baido, mentre siamo certi che il Presidente del Consiglio comunale porterà alla discussione la nota citata. Alla Corte dei Conti , ma anche al Prefetto di Palermo anche noi ci faremo carico ,come Partito ,di chiedere un pronunciamento su tutta la vicenda   .
Sala Rossa 
    
Rifondazione Comunista logo.svg
                                       COMUNICATO STAMPA

Sintetizziamo una nota  ,senza aggiungere alcun nostro commento , che il Ragioniere Generale del Comune di Partitico ha inviato in data 24 ottobre al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario Generale  .
In sintesi il dott. Leo Russo scrive:
- che il sindaco di Partitico nel procedere con l’emissione di pagamento dei mandati  per le forniture e per le prestazioni piuttosto che utilizzare il giusto criterio del seguire l’ordine cronologico ricorre al principio della deroga e dunque ad una assoluta sua discrezionalità ;
-che “in ordine alla riscossione ( dei tributi -ndr) si fa presente  che le stesse no vengono attenzionate e realizzate per cui per far fronte al deficit di cassa SI E’ DOVUTO RICORRERE A CONTINUE ANTICIPAZIONI DI TESORERIA “.Tale anticipazione comporterà chiaramente uno squilibrio di cassa  che dovrà essere regolarizzata ENTRO IL 31 DICEMBRE  per non chiudere la cassa in negativo  e mettere il Comune NELLA SITUAZIONE DI QUASI DISSESTO ;
-che  le somme che si prevedono incassare al 31 dicembre  rispetto alle necessità del Comune  danno UN SALDO NEGATIVO  DI 2 MILIONI DI EURO  col rischio di non potere procedere  al pagamento degli stipendi ,delle indennità e oneri previdenziali ed assistenziali  del personale dipendente e degli amministratori per i mesi di novembre e dicembre  e tredicesima e altre spese obbligatorie quali luce, telefoni etc.;
-che “ nonostante l’Ente non abbia incassato un centesimo dalla stessa ( tassa sui rifiuti- ndr) sono state comunque liquidate e mandatizzate,SU SUA ESPRESSA DISPOSIZIONE IN DEROGA, all’ATO fatture per 2.998898,90 euro“ 
-che ,non trova alcuna giustificazione “l’inusuale ordinanza sindacale “ con la quale il Sindaco ha imposto all’ufficio di ragioneria l’emissione anticipata di un mandato di pagamento del 10.9.2013 e di 400 mila euro all’ATO PA 1 allo scopo di giustificare la situazione gravissima creata a Partitico dai disservizi della Società . Ciò  perché viola l’art. 5 punto 1 del contratto tra Società servizi comunali integrati e il Comune che dispone di 60 giorni per il pagamento della fattura ,che nella fattispecie sarebbero scaduti l’11 novembre senza che la Società avesse da recriminare  ma perché, anche in assenza di mandato di pagamento trattandosi di  Società per azioni, questa non possa INTERROMPERE IL SERVIZIO  “ né tanto meno che debba essere il Comune a ricorrere alla propria anticipazione di tesoreria per fare fronte alle loro spese”.
-che per tutte queste ragioni esposte il Ragionerie Generale del Comune cosi’ conclude la nota: “ Tutto quanto premesso, trattandosi  di UN ORDINE INUSUALE  che viene impartito a un dipendente  non posso che procedere al pagamento del mandato  ma considerato che da questo NE SCATURISCE UN DANNO ERARIALE  questo Ufficio è obbligato a trasmettere tutti gli atti alla competente sezione della Corte dei Conti “
In ultimo ricordiamo il famoso slogan elettorale del riconfermato (purtroppo per noi) sindaco Lo Biundo, che come un'eco assordante ritorna alla mente ogni qualvolta ci fermiamo ad osservare le strade piene di rifiuti con conseguente proliferamento di topi, gli studenti senza buoni per i libri, la distilleria Bertolino che spadroneggia indisturbata, quartieri senza acqua, spazi verdi abbandonati, casse comunali sempre più vuote ma senza un minimo di servizi per i cittadini ecc ecc. Lo slogan era "continuità e stabilità per combattere la crisi". Qualcuno c'ha pure creduto.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato”
 DI PARTINICO 8 ott. 2013
      lL SEGRETARIO                                                      IL PRESIDENTE
     Giacomo Minore                                                         Toti Costanzo