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mercoledì 31 luglio 2013

NO, NON FAREMO GLI STESSI ERRORI DEL PCI DI PARTINICO. PERCHE' NIENTE SARA' COME PRIMA



 E’ ormai consegnato alla storia il giudizio per cui se non fosse intervenuta nel 1992 la Magistratura a smantellare il sistema di potere creato dalla DC dalla fine della guerra, quel Partito e in quella forma di governo insieme ai suoi satelliti,  avrebbe continuato governare fino ad oggi e senza soluzione di continuità. Dunque quel sistema cadde non certo per l’azione della “politica” ma della cosiddetta Giustizia. Perché scrivo questo? Perché nella prima repubblica il PCI di Partinico fu, forse  inconsapevolmente responsabile della costruzione e durata nella nostra città di un sistema di potere che ebbe  il suo fulcro nella DC. In sintesi i comunisti di Partinico preferirono SEMPRE  lo scontro politico cioè l’informazione alla città, l’azione di propaganda e denuncia attraverso gli strumenti della comunicazione con lo scopo di convincere ,piuttosto che ricorrere alla magistratura di fronte ai fenomeni diffusi di illegalità e clientelismo che ogni giorno di più ebbero a rafforzare quel sistema .Quel sistema vedeva le classi dirigenti del pentapartito partinicese costruire ogni giorno uno strumento fondato sul controllo ma anche sul consenso e ,soprattutto, sul coinvolgimento consenziente non solo di una chiesa imbelle, anticomunista ed appiattita su quelle classi e dunque consapevole oltre che colpevole(per fortuna oggi non è più cosi’) , ma ebbe il sostegno sostanzialmente organico della mafia. La mafia dei lavori pubblici, del controllo della sofisticazione vinicola, dei traffici delle sigarette e poi della droga, degli investimenti nel settore dell’edilizia , del commercio  e su ogni altra attività produttiva che intendeva iniziare il suo percorso nella nostra città .Avere scelto , da parte dei comunisti, soltanto la “denuncia politica” fu sintomo di incapacità a comprendere come il fenomeno della clientela, che diventava ogni giorno di più “sistema” ,avrebbe non solo spazzato via il tessuto organizzativo del PCI, che nasceva anche a Partinico subito dopo lo sbarco americano in Sicilia e la costituzione della sezione e della Camera del Lavoro, ma soprattutto sottrarre il consenso delle classi lavoratrici ,edili e braccianti in particolare, che furono l’iniziale  nucleo forte del PCI nella nostra città .Intanto con le rimesse degli emigrati si dava fondo al fenomeno devastante dell’abuso edilizio che coinvolgeva proprietari dei suoli, speculatori, tecnici ed amministratori e che per diffondersi e consolidarsi aveva bisogno del silenzio e l tolleranza interessata di costoro  mentre si espandeva una forte categoria commerciale legata agli esponenti dei partiti del governo a conduzione dicci’ in ragione della subordinazione al rilascio delle licenze .Nasceva e si diffondeva , contestualmente ,una  piccola borghesia dedita ai traffici più o meno leciti ,fondata sulla violazione quotidiana delle leggi ,sulla corruzione, sul ricatto e sul condizionamento economico e psicologico. Con quel sistema intere famiglie di tradizione e storia comunista ( eclatante fu il passaggio elettorale di un intero quartiere “rosso” come lo era stato quello della Madonna del Ponte ,nel sistema di potere creato da Salvatore Cintola che dava vita al Partito Repubblicano di Tepedino e Gunnella ammanigliati con tutti i poteri della Regione siciliana e dei suoi enti-carrozzoni. ) si trasferivano nell’alveo di quei Partiti i quali  garantivano o un posto di lavoro nel pubblico impiego che allargava a dismisura i suoi organici ma soprattutto il silenzio e la tolleranza del fenomeno diffusissimo e devastante dell’abuso edilizio.Tutto ciò che era illecito ed illegale diventava FAVORE . INSIEME A QUESTO ,IL TOTALE CONTROLLO DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA E DEI SINGOLI DIPENDENTI CHE VENIVANO USATI PER BUONA PARTE IN DIFFORMITA’ ALLE QUALIFICHE PER CUI ERANO STATI ASSUNTI .Significativa la saldatura tra mafia e politica a protezione della sofisticazione del vino e gli illeciti arricchimenti che sconquassarono il corpo della società partinicese .Dunque il PCI NELLA SUA LUNGA BATTAGLIA CONTRO I GOVERNANTI LOCALI NON INTESE MAI , sbagliando,  RIVOGERSI ALLA MAGISTRATURA quale ausilio a sostegno dei principi della legalità convinto che soltanto “la via politica” doveva rappresentare l’unico strumento  dello scontro Ma c’era anche un’altra ragione : OGNI POSTO DI LAVORO ,ANCHE SE FRUTTO DI CLIENTELA E VOTO DI SCAMBIO,OGNI OPERA EDILE ANCHE ILLEGALE ,OGNI INIZIATIVA ECONOMICA anche attraverso la violazione delle leggi significava  anche per il PCI “GARANTIRE LAVORO E SVILUPPO “ ad un uomo, ad una famiglia , ad un insieme di categorie .E il problema del lavoro era il punto centrale dell'azione politica dei comunisti . Un gravissimo errore strategico,però,  frutto anche di una concezione moralistica della politica che il PCI pagò rimanendo per decenni un forte Partito, autorevole e prestigioso, ma soltanto minoranza nella città che consolidava ,cosi’,un’ampia base di moderatismo e conservatorismo sociale  che hanno fatto di Partinico una città difficile da cambiare .Difficile ma non certo impossibile perché ,per fortuna, rimangono “ liberi” tanti cittadini che hanno costruito il loro futuro soltanto con le proprie forze, sacrifici,impegno,intelligenza .E lo si é ancora visto nella recente competizione elettorale Dunque nella prima repubblica accadeva quel che ESATTAMENTE E’ ACCADUTO IN QUESTI CINQUE ANNI DI AMMINISTRAZIONE LO BIUNDO  .Gli stessi processi, le stesse  dinamiche e logiche  ancor più efficaci perché inserite in un contesto in cui il bisogno oggi ha raggiunto i massimi livelli. La Policentro  nei suoi processi ha seguito itinerari  e procedure non legali? Si, ma dà lavoro. La Bertolino facendo finta di delocalizzarsi , realizzerà a Bosco Falconeria un’altra industria dai contorni ambigui e preoccupanti? Si, ma anche lei creerà lavoro. Si costruisce su tutto il territorio di Partinico o abusivamente o con licenze edilizie fasulle perché si conviene che non bisogna controllare ? Si, ma lavorano gli edili e i “mastri” ,e la ruota gira . Ci sono servizi che potrebbero essere gestiti dal Comune e invece si consegnano ai privati perché ,cosi’, assicurano il lavoro a qualche decina di giovani anche se il Comune perde enormi risorse economiche ? E le case famiglia? E quelle di riposo?Il Comune ne controlla la qualità e la gestione?Il notevole esercito di dipendenti comunali ,a diverso titolo, viene utilizzato con criterio e razionalità per costruire e gestire vecchi e nuovi servizi? E i  “nemici” poveracci, quelli che hanno avuto l’ardire di comparire sul palco dell’avvocato Bonni’ cosa ne facciamo? Lli mandiamo ai servizi cimiteriali  mentre “gli amici” che hanno organizzato un incontro in villa di campagna con operai precari e alla presenza dell’amico ricandidato Lo Biundo,gli aggiustiamo il contratto che da precario si trasforma a  tempo indeterminato mentre “gli amici più amici” che hanno ottenuto favori o li dovranno ottenere SI SONO DOVUTI CANDIDARE NELLE LISTE DI LOBIUNDO .A richiesta possiamo fornire nomi , voti conseguiti ,posizione in lista oltre che fare riferimento ai loro specifici interessi. . SI POTREBBE IPOTIZZARE COME  “VOTO DI SCAMBIO ?” Vedremo     
DUNQUE, IN QUESTI CINQUE ANNI DI GOVERNO QUALUNQUISTICO DEL SINDACO LO BIUNDO QUEL PROCESSO GIA’ VISTO DURANTE LA PRIMA REPUBBLICA SI E’ RIPROPOSTO,SEPPUR RINNOVATO ED ADEGUATO AI NUOVI TEMPI . Ma è sempre quello che si fonda sul bisogno e sul suo condizionamento, sull’arricchimento facile e sui vantaggi nel sostenere una parte politica priva di freni e convinta di non dovere pagare alcun prezzo .E’ IL ” MODELLO” DELLA CORRUZIONE E DELLA CLIENTELA CON NUOVI PROTAGONISTI, NUOVI VOLTI  E NUOVE STORIE   (pezzi di politica locale e pezzi dei suoi politicanti) avendo, però ,al centro gli stessi interessi ovviamente in relazione alle nuove forme di sviluppo economico e nuove esigenze individuali e collettive . Questo processo va fermato .E lo diciamo subito :NOI NON FAREMO GLI STESSI ERRORI CHE FECE IL VECCHIO PCI. Attiveremo tutti i meccanismi , coinvolgeremo TUTTI  i poteri dello Stato PERCHE’ SU PARTINICO SI ACCENDANO I RIFLETTORI DELLA LEGALITA’. . Non certo quella declamata a parole ,quella dei beni confiscati e assegnati NON SOLO AI CLIENTI ma anche per iniziative meritevoli e nobili  ( associazione antiraket,consulta della legalità) e divenute, loro malgrado, come le fogli di fico per coprire ogni vergogna .MA LA LEGALITA’ CHE VUOLE COERENZA, RIGORE MORALE, CORRETTEZZA,SVILUPPO MA ALL’INTERNO DELLE REGOLE. .NO NON FAREMO GLI STESSI ERRORI DEL PCI , PERCHE’ ,lo avevamo preannunciato: NIENTE SARA’ COME PRIMA

Toti Costanzo 

sabato 27 luglio 2013

Lumia uno e trino: a Roma è Pd, mentre in Sicilia…di Giulio Ambrosetti (27/7/2013)

PREMESSA : pare che il PD di Partinico abbia inviato una nota alla Commissione di Garanzia nazionale sulla "vicenda Partinico" . La vicenda é nota nel senso che nella nostra città il PD si presentava con la sua lista ed i suoi candidati sostenendo Chiara Gibilaro in alternativa a Lo Biundo ,mentre Crocetta insieme a Lumia ,l'antimafioso "cu' 'a riga" e "mente" del progetto politico del Megafono col quale ebbe accesso al senato ,sponsorizzava in maniera plateale la candidatura di Lo Biundo. Costui ovviamente dichiarava con nonchalance  d'essere anche lui dentro  questo nuovo movimento siciliano .Franza o Spagna purché se magna. Né bisogna dimenticare un terzo personaggio del PD, quell'on. Cracolici che si "cassariava" con Lo Biundo prima del ballottaggio e poi a festeggiare sul palco la rielezione  perché a Partinico si sappia lui con chi sta .A Palermo contro Crocetta e Lumia per ragioni legate alla divisione del "potere" regionale mentre a Partinico con tutto rispetto ....tutti insieme appassionatamente :trombe, trombette, tromboni, commercianti ed artigiani, clienti e varia umanità .Siamo in presenza di una commedia all'italiana  con alcuni protagonisti - Crocetta, Lumia e Cracolici -che si dichiarano del PD ma che tengono un piede dentro e tutto il corpo fuori da  quel Partito che sostengono ,senza alcun pudore, essere il loro Partito .Anzi dicono di più: d'esserne non semplici militanti ma addirittura "dirigenti".In una parola: chiddi ca' cumannanu. Roba da avanspettacolo. Pur essendo abbastanza rispettosi delle "cose" degli altri Partiti non nascondiamo la nostra curiosità per sapere quel che il PD di Partinico ha scritto a Giovanni Berlinguer ,che di quell'organismo nazionale ne é il Presidente .Cosi' come non possiamo tacere e dire: ma dove é finito quell'orgoglio tutto democristiano fatto di rigore militante, spirito di Partito, di chi oggi questo Partito sul piano locale, guida?  
AD OGNI BUON CONTO  ,E TANTO PER CAPIRNE DI PIU' ,PUBBLICHIAMO UN POST DEL GIORNALE ON-LINE "Link Sicilia" CHE CONSIDERIAMO ABBASTANZA INTERESSANTE 

Gianni Battaglia è un personaggio piuttosto noto nel panorama della Sinistra siciliana. E’ stato deputato di Sala d’Ercole e assessore regionale. A Ragusa, la sua provincia, è un’istituzione. Oggi fa politica nel Pd. Anzi, è un autorevole esponente di questo Partito.Il personaggio è pacato. Per sua abitudine, misura le parole una per una. Difficile, se non impossibile, per chi lo conosce un po’, vederlo andare sopra il rigo.Abbiamo deciso di fare una chiacchierata con lui sul ‘caso’ Crocetta, il presidente della Regione che dice: “Il Pd è il mio Partito”, ma non paga nemmeno le quote. Che lamenta la presenza di dirigenti del Pd siciliano che vorrebbero metterlo alla porta, dimenticando che, nell’ultima campagna elettorale, in occasione delle elezioni amministrative, è stato proprio il Megafono – ovvero il Movimento-Partito del presidente della Regione – a presentare in tanti Comuni liste alternative al Pd. Facendogli perde voti e, in alcuni casi, le stesse elezioni.“Io – ci dice Battaglia (nella fono a sinistra, tratta da ragusanews.com) partirei dal pronunciamento della Commissione di garanzia che ha fatto chiarezza”.In soldoni, la Commissione nazionale di garanzia del Pd ha detto che Rosario crocetta deve scegliere: o dentro il Partito democratico o fuori.“Detto questo – aggiunge Battaglia – il problema politico rimane. Il richiamo è stato forte. La verità è che non bisognava arrivare a questo punto”.Già. Perché quando si arriva alla Commissione nazionale di garanzia, beh, qualcosa di grave deve essere successa. Cosa?“Questa storia – precisa il dirigente del Pd di Ragusa – sta prendendo un’evoluzione sbagliata. E’ iniziata alle elezioni regionali dell’ottobre dello scorso anno. Allora si disse: il nostro candidato sta mettendo su la lista del Presidente. Per carità, nulla da dire. Si fa così in tutte le Regioni italiane. Anche se…”Anche se, chiediamo? Battaglia ci pensa su. Poi precisa: “Anche se, forse, sarebbe stato bene non dare tutti i candidati che il Pd ha fornito alla lista Crocetta”. Questo il nostro interlocutore non lo dice: alla fine il rafforzamento della lista Crocetta ha indebolito la lista del Pd. Tutto vero, perché il Partito democratico ha perso troppi voti. In parte per la linea politica sbagliata, imposta al Pd siciliano da Giuseppe Lumia e Antonello Cracolici, di appoggio acritico al Governo regionale di Raffaele Lombardo; in parte perché la lista Crocetta si è rafforzata a spese del Pd. Su questo non ci piove.Mettiamo da parte le elezioni regionali dello scorso anno ormai archiviate. Poi arrivano le elezioni politiche nazionali.“Già – ci dice Battaglia – e lì spunta la lista Crocetta al Senato. Io, se proprio la debbo dire tutta, ero un po’ perplesso. Non ci vedevo chiaro. O forse intravedevo qualcosa. Di preciso non lo so. Ma qualcosa mi diceva che c’erano elementi politici un po’ strani”.Battaglia non lo dice: ve lo diciamo noi. Si riferisce al fatto che, quando si profila Antonio Presti capolista, in tanti sono convinti che il Megafono avrebbe preso un sacco di voti. Sono i giorni – che il nostro giornale registra puntualmente – in cui c’è grande fermento. Addirittura si ipotizza di una lista che, al Senato, avrebbe potuto prendete più voti dello stresso Pd. Vero? Falso?Con i “se” non si fa la storia e nemmeno le analisi politiche. L’unico dato certo, acclarato, è Che a sistemare tutto pensano Beppe Lumnia e lo stesso Crocetta. Che, insieme, ‘stoppano’ Antonio Presti capolista e mettono Lumia capolista. Una mossa ‘azzeccata’, se è vero che più del 50 per cento dei potenziali elettori del Megafono versione Antonio Presti ‘scappano’ verso il Movimento 5 Stelle. Quello che diciamo è certificato dalle tante schede dove c’è di fatto, un voto disgiunto: Pd alla Camera dei deputati e Movimento 5 Stelle al Senato.“Alla fine passa questa storia della lista Crocetta al Senato – racconta Battaglia -. Si dice che prenderemo, insieme, un sacco di voti. E che vinceremo. Io, lo ripeto, non ero molto convinto. Ma…”.Ma Battaglia è troppo uomo politico abituato a far prevalere gli interessi del Partito sui dubbi personali per opporsi. Non sarebbe stato nel suo stile.In effetti – i lettori ci perdonino se insistiamo – con Presti capolista le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma questo, oggi, conta poco.“Arriviamo alle elezioni amministrative di qualche mese fa – racconta sempre il dirigente del Pd -. E rispuntano le liste del Megafono. Che c’entra?”.Già, che c’entrano le liste del Megafono? Peraltro, almeno in alcuni casi, in contrapposizione alle liste del Pd.“Si parla spesso di quello che è avvenuto a Piazza Armerina – ci dice sempre Battaglia -. Ed è giusto parlarne. Ma si parla poco di quello che è avvenuto a Modica, una cittadina di circa sessantamila abitanti. Qui il Megafono ha sostenuto, contro il Pd, un candidato di Forza Italia. E’ normale tutto questo?”.A questo punto una domanda a noi sembra, questa sì, “normale”: insomma ‘sto Crocetta fa parte o no del Pd siciliano? “Per farne parte – ci risponde Battaglia – dovrebbe aderire al gruppo parlamentare del Pd all’Ars…”. Invece il presidente che dice: “Il Pd è il mio Partito”, a Sala d’Ercole aderisce al gruppo parlamentare del Megafono.“Un po’ di confusione c’è – ribadisce Battaglia -. Faccio un esempio. Lumia fa parte degli organi nazionali del Pd. In Sicilia, quando si debbono affrontare temi politici e parlamentari, il Pd, com’è giusto che sia, si presenta con il segretario regionale,Giuseppe Lupo, e con il capogruppo all’Ars, Baldo Gucciardi. Ebbene, a questi appuntamento il Megafono invia una delegazione composta dall’onorevole Nino Malafarina e da Lumia. Ora: com’è possibile tutto questo? Com’è possibile che, a Roma Lumia indossa i panni del dirigente del Pd e, in Sicilia, va a trattare i temi politici con il Megafono? Perché, in Sicilia, Lumia deve rappresentare qualcosa di diverso dal Pd?”.Proviamo a ‘stringere’: insomma Crocetta e Lumia sono dentro o fuori il Pd? Il pronunciamento della Commisisona nazionale di garanzia può essere interpretata come una pre-espulsione? “Diciamo che è un richiamo”.Raccontiamo a Battaglia che Franco Piro, da noi intervistato, ha detto di non credere allo scioglimento anticipato dell’Ars. Piro aggiunge che l’occasione storica, rappresentata dalla vittoria di Crocetta non va sciupata. In altre parole, bisogna convincere l’attuale presidente della Regione a mettere da parte il ‘giocattolino’ del Governo tecnico grazie al quale lui e Lumia, praticamente, controllano direttamente almeno otto assessori e condizionano pesantemente gli altri quattro. Puntando su un Governo politico.“Ha ragione Piro – ci dice Battaglia -. Non ci sono alternative alla ragionevolezza del presidente della Regione. Anche perché nessuno, a Sala d’Ercole, è disposto ad andare a casa anticipatamente”.Non sarà facile – osserviamo – convincere Crocetta e Lumia a cedere una parte del potere che oggi gestiscono. Oggi controllato tutto. Tutto passa dalle loro mani. Vero è che stanno combinando un sacco di casini, se non altro perché non sono bravi. Ma gestiscono tutto il potere e si autocelebrano, a prescindere dai pessimi risultati che stanno ottenendo su quasi tutti i fronti.“Ripeto – conclude Battaglia -: io come Piro, non vedo alternative al Governo politico. Noi del Pd non siamo ospiti di questo Governo regionale. Ricordo a me stesso prima che agli altri che Crocetta ha preso meno voti di Anna Finocchiaro. E’ stato eletto presidente della Regione per una somma di evenienze favorevoli che difficilmente si ripeterebbero. Non possiamo bruciare un’occasione così importante. Ma dobbiamo governare bene. Molto bene”.Molto meglio – aggiungiamo noi – di come hanno governato in questi primi disastrosi nove mesi Crocetta e Lumia. Ma questo Battaglia non lo dice. Non sarebbe nel suo stile.



giovedì 25 luglio 2013

"IO SONO IO E VOI NON SIETE UN C..." IL MARCHESE DEL GRILLO? NO, IL SINDACO LO BIUNDO -Sottotitolo: la vicenda degli studenti pendolari del Liceo "Savarino" tra buon senso e ignoranza, arroganza , superficialità.e spreco

 

La vicenda che raccontiamo è significativa di come un “potere” , in questo caso quello del Sindaco di Partinico,viene esercitato con una buona dose di ignoranza ,arroganza, supponenza e superficialità producendo danni economici al nostro Ente con possibili ricadute negative nei confronti di tanti giovani studenti  pendolari che ogni giorno ,scesi dagli autobus devono accedere nei locali del Liceo scientifico " S.Savarino" dal lato della statale 186 ,poco prima del cavalcavia . .I fatti relativi a questo accesso e ai pendolari sono abbastanza noti .Gli studenti, la mattina, sono lasciati nei pressi del Liceo su di un’area contigua alla scuola  e da qui’, attraverso una stradina di accesso, si introducono nei locali scolastici dal lato est degli stessi .Lo stesso accade alla fine delle lezioni  Avviene , però, che la stradina non sia di proprietà pubblica ma di privati cittadini ,i sigg. Salvia che nei pressi hanno le loro abitazioni i quali, pur rendendosi conto della necessità di cautelare gli studenti e per questo danno una loro disponibilità ,tuttavia intendono procedere alla recinzione della loro proprietà per cui con una nota del 3 giugno 2009 chiedono al Comune di potere realizzare i lavori ..La legislazione corrente consente all'Ente ,ENTRO 60 GIORNI DALLA RICHIESTA,  DI  POTERSI OPPORRE  ovviamente motivando il diniego.E che fa il Sindaco di Partinico SI OPPONE ? No, tace ( 1° atto di ignoranza e superficialità) lasciando trascorrere,SENZA ALCUNA RAGIONE,i tempi dovuti per cui i proprietari  in mancanza di opposizione procedono in data 12 ottobre 2009 a dare inizio ai lavori di recinzione dandone,però,comunicazione al Comune . A questo punto SENZA ALCUNA COMUNICAZIONE DELLO AVVIO DEL PROCEDIMENTO ( 2° atto di ignoranza  e superficialità ) il Sindaco revoca l’autorizzazione CHE LUI MAI AVEVA DATO(sic!) E ORDINA  ai proprietari  di sospendere i lavori .La motivazione ? Perché (3° atto di ignoranza , arroganza e superficialità) a suo parere i proprietari NON HANNO PIU’ ALCUN DIRITTO sull’area in quanto questo diritto sarebbe stato PRESCRITTO . DOMANDA : ma quali scienziati, di cui si circonda ,hanno stabilito che il diritto dei proprietari sarebbe prescritto? E da quali studi giuridici  sarebbe corroborato una cosi’ raffinata tesi ? Ovviamente i proprietari  ricorrono al TAR di Palermo che con SENTENZA dell’11 gennaio 2010 accoglie la loro istanza  sospendendo il provvedimento sindacale.  A questo punto un qualsiasi amministratore con senso di responsabilità e del riuspetto delle risorse economiche cosa avrebbe dovuto fare?  Invitare i proprietari al fine di arrivare ad un accordo bonario e con loro discutere delle modalità di accesso alla scuola  al fine di tutelare gli studenti pendolari. D'ALTRONDE QUESTO E QUESTO SOLTANTO AVREBBE DOVUTO ESSERE L'INTERESSE PRIMARIO DEL SINDACO .E invece? Il Sindaco forte delle sue robuste conoscenze del diritto e spalleggiato dai suoi più fidati legali pagate dai contribuenti ( 4° atto di ignoranza, supponenza ,arroganza , superficialità e spreco ) EMETTE UNA ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE  con la quale ordina  ai proprietari di rimuovere la recinzione  Ovvio nuovo ricorso al TAR  che dà loro ragione .  Ma il Sindaco non desiste, non cerca accordi va avanti a testa bassa convinto delle sue ragioni per cui ricorre al Consiglio di Giustizia Amministrativa che con ordinanza n. 404 del 2010  respinge la domanda di sospensione dell’efficacia proposta dal Comune  avverso la sentenza del TAR  e con la sentenza n. 301 del 2011 ACCOGLIE IN PARTE  l’appello del sindaco ritenendo ,però,  di stabilire con assoluta certezza  CHE I SIGG. SALVIA SONO I PROPRIETARI  DELL’AREA  ma considerando LEGITTIMA l’ordinanza del Sindaco SOLTANTO  al fine,però, di fronteggiare MA SOLO TEMPORANEAMENTE ,la eventuale situazione di pericolo per gli studenti.A questo punto i lettori si saranno convinti  che il Sindaco ,considerata LA TEMPORANEITA’ del provvedimento (cioé della sua ordinanza) sottolineato dal CGA ,abbia invitato a discutere i  proprietari  e con loro stabilire, finalmente, un modus vivendi a sostegno della incolumità dei pendolari  ma nel contempo restituendo loro il legittimo diritto al suolo cosi' come sancito dalla sentenza .
Ma come andarono, invece, le cose? Il Sindaco ,presumiamo sempre su intelligente suggerimento dei suoi  soloni a pagamento ( 5° atto di ignoranza , arroganza,supponenza e superficialità) DIFFIDA I PROPRIETARI “ A RIMUOVERE ENTRO 48 OGNI INTRALCIO ED IMPEDIMENTO .."cioé la recinzione .Ovviamente  i proprietari ricorrono avverso il provvedimento . E il Sindaco anche questa volta che fa? Si costituisce in giudizio insistendo  perché il ricorso venga reiterato .MA IL TAR STABILISCE IN MANIERA DEFINITIVA  COME IL RICORSO DEI SIGG. SALVIA SIA FONDATO .
ANNOTAZIONE n.1 : quando i sigg. Salvia,per l’ennesima volta ottenevano ragione, essendo persone ragionevoli  “hanno prospettato al Sindaco soluzioni alternative altrettanto O ANCOR PIU’ SICURE   per l’incolumità degli studenti senza  per questo sacrificare il loro diritto di proprietà e producendo una perizia  di parte (dalla citata sentenza del TAR )  Pare che “una colomba” del cerchietto magico di Lo Biundo abbia consigliato ,davanti alle ripetute trombature di TAR e CGA  di trovare un accordo . Fu mandato a quel paese rincorso dalle urla  del sindaco che ,oramai, pare che usi ad ogni pié sospinto la famosa quanto conosciuta frase del Marchese del Grillo.
ANNOTAZIONE N. 2 :  c’è qualche consigliere comunale che reputa necessario inviare  alla Corte dei Conti la documentazione relativa alla vicenda  perché, finalmente ,a pagare avvocati e tribunali non siano più i cittadini di Partinico?
ANNOTAZIONE N. 3 : Salvo Lo Biundo è divenuto papà di un bambino. Auguri davvero sinceri
Toti Costanzo

domenica 21 luglio 2013

A VITO E MIMMO DICIAMO CHE SULLE ZFU SONO VITTIME DEL LORO STESSO SISTEMA CLIENTILARE

 

PREMESSA D’OBBLIGO  : in questi cinque anni di Lo Biundo e della sua cerchia con la quale ha governato la città ,abbiamo parlato abbastanza. I giudizi dati , giudizi politici, non siamo disposti a rimangiarceli sol perché è stato rieletto sindaco di Partinico per grazia ricevuta . Al contario. Per cui stabilito in maniera definitiva quel che di costoro noi pensiamo (sempre pronti a rivedere,però,  i nostri giudizi alla luce non delle parole ma DEI FATTI POSITIVI INCONTESTABILI  di cui potrebbero anche essere protagonisti ),nel prosieguo ci occuperemo non di loro ma delle loro azioni amministrative, dei fatti politici di cui loro sono attori , del loro ruolo e degli effetti sulla governabilità della città di Partinico . E perché no, anche dei loro piccoli e grandi affari se continueranno a coltivarli come noi pensiamo ,del tentativo di delegittimare con la menzogna quanti loro reputano “NEMICI “ soprattutto quelli che non intendono pacificarsi con alcunché visto che non sono stati mai in guerra con nessuno .Tra costoro ,ovviamente, ci sono anche i Comunisti che  per cultura e storia aborriscono ogni guerra ,anche quella che usa le parole come pietre. Diremo,però, delle soperchierie ai dipendenti non asserviti,delle "cambiali elettorali" che hanno pagato e pagheranno PRIMA , DURANTE E DOPO la campagna elettorale . Punteremo l’attenzione sulle cose  . E lo faremo non certo per ripicca, né per il gusto di offendere le persone o per altra immotivata ragione , né per condizioni umorali o di ciclo intellettuale. Lo faremo come lo sanno fare i Comunisti che seguono le dinamiche dei fatti ,le vicende della Società in cui vivono ed operano perché sono INTELLETTUALMENTE CURIOSI, perché usano gli strumenti della conoscenza ,dispongono della capacità di analisi e poi denunciano se all’opposizione politica di un governo o contribuiscono fattivamente alla costruzione del NUOVO se al governo invece sono. Lo faremo perché i Comunisti hanno un ruolo, UN PARTITO che va oltre il tempo  , una passione, una fede e soprattutto una dignità storica .Lo faremo all’interno di un contesto fino a quando nella società in cui viviamo continua a primeggiare qualunquismo, affarismo, nepotismo, clientela,  servaggio .Lo faremo perché questo è sempre stato e DEVE  essere il nostro ruolo.Che non è quello degli altri anche se con questi “altri” abbiamo fatto o possiamo sempre fare , con assoluta lealtà, insieme un percorso più o meno breve su cose condivise.Ma avremo, come sempre abbiamo avuto,  massimo rispetto nei confronti di quegli amministratori a diverso titolo, o esponenti politici, o rappresentanti delle istituzioni che vorranno, come noi, dare un contributo serio e dignitoso alla crescita della città, ma che sono li’  non certo a gestire la cosa pubblica “per conto terzi”, a  prendere ordini da qualcuno , a subordinarsi ai cialtroni  o agli affaristi di turno. Li’  con lo scopo di far crescere la nostra  città e non certo a sostegno di gruppi o camarille .Nei confronti dei primi continueremo ad essere inflessibili e dei secondi ,come si suole dire,noi leveremo “tanto di cappello”.
Dunque in questo post non parleremo di Zone Franche Urbane ,non certo perché non ne valga la pena. Almeno fino ad oggi  la ZFU si manifesta da un lato come una straordinaria opportunità per le imprese ma dall’altro come una vera “porcheria politica .E non bisogna dimenticare  che come nella storia di Pinocchio, Saro e Salvo novelli gatto e  volpe ,si presentarono per buggerare gli elettori e su cui Lo Biundo imperniò buona parte della sua campagna elettorale insieme ai mille posti della Policentro e i 40 dell’azienda SORMEC di Alcamo sbandierati in maniera ossessiva attraverso la pubblicità televisiva  .Dunque non parleremo di ZFU perché l’hanno fatto anche altri e lo ha fatto in maniera ECCELLENTE Gianluca Ricupati( è stato Gianluca a raccogliere pazientemente tutta la INOPPUGNABILE  documentazione relativa alla vicenda inchiodandoli alla VERITA')  ma perché ne abbiamo scritto già noi il 28 aprile u.s. NEL SILENZIO DI TUTTI . E lo facciamo non certo per accontentare il non giustificato risentimento di Vito D’Amico e di Mimmo Provenzano che si lamentavano del fatto “che nessuno di quelli che ne parlano oggi, ne aveva parlato ieri  per cui è facile e comodo criticare “. Noi ne abbiamo parlato.Bastava soltanto operare una verifica su  quel da noi scritto per evitare una facile  anche se  efficace quanto fasulla  propaganda fondata sul nulla.  Il fatto è che questi amici manifestano SEMPRE CERTEZZE  e che gli altri , secondo il loro  punto di vista, si oppongono solo per pregiudizio . Il che,naturalmente, non risponde a verità .Cosi' é stato per la fumosa Policentro, cosi' per la cosiddetta delocalizzazione della distilleria .Semmai  gli si pone un problema : anche loro sono state vittime ( vogliamo pensare, vittime inconsapevoli) delle vecchie, putride logiche che si fondano sulle promesse elettorali degli altri E i questo caso gli “altri” sono i loro nuovi referenti ,Crocetta e Lumia che ,ultimo,parla sempre di mafia con la stessa intensità ,convincimento e foga come noi quando dissertiamo sulle esplorazioni oceaniche .D’altronde ,cari amici, quando l’azione politica si regge solo e soltanto nel sostenere il potente di turno e soltanto per interesse e non certo per passione e convincimento ideale , capita anche questo. A Crocetta, nel suo delirio di onnipotenza a Partinico importava sponsorizzare chi si è era repentinamente convertito ( o finto ) alla sua “rivoluzione”. Gli interessava  Lo Biundo( il  quale , si dice, non è capace mai dire di NO soprattutto a quanti lo abbagliano con la luce del “Potere”) come  ex forconcini,allieve di giovani avanguardisti ,dirigenti in carriera ed ex di tanti travagliati percorsi .A Crocetta e Lumia interessava far nascere ,a Partinico come altrove ,il Megafono e cio’ indipendentemente dal fatto che dentro potessero albergare persone per bene oppure il cosiddetto rituffo della politica .Perché i due ed il loro ambizioso ma cinico quanto tragico ,per la Sicilia ,progetto politico possono esistere solo in ragione dell’esistenza di un PD che è tutto ed anche il suo contrario .Quantomeno sul piano regionale e nazionale .Il Crocetta accoglie tutti purché funzionali al sostegno di un “progetto” (sic!) che di politico non ha nulla ma di trasformistico sicuramente tantissimo .Siatene certi, il Presidente della Regione ,quanto prima, finirà come finirono Cuffaro e Lombardo che fondavano il loro effimero potere sul sostegno di una marea di riciclati pronti alla prostituzione pur di mantenere vantaggi e privilegi. Ma costoro sono anche pronti al tradimento se il padrone di turno cade in disgrazia. Quanti osannatori di Cuffaro, Lombardo, Micciché,Musumeci si sono ,oggi, trasferiti sul carro di Crocetta e Lumia ? Qualche nome:  Gli onorevoli Leanza, Di Pasquale, Lentini, Nicotra, Ruggirello,Savona, Tamajo ,Lo Giudice ,Picciolo,Forzese ed altri ancora ,tutti eletti in altre liste che si presentarono contro Crocetta ed ora con lui spartinu 'u porcu 
Dunque in aprile abbiamo scritto della fumosità della  ZFU . Ne riparleremo quando la questione potrà trovare, se la troverà una sua efficace conclusione per la nostra Comunità. Cosi’ come diremo di altre questioni. Ne anticipiamo ,intanto,una: COME SI PERDE UNA CAUSA A CAUSA DELLA IGNORANZA, ARROGANZA E PRESUNZIONE. DEGLI AMMINISTRATORI DI PARTINICO .Un caso concreto che,però,  ha sprecato pubblico denaro a tinchité per tribunali, avvocati e rimborsi . Ve ne parleremo in questi giorni, se avrete ancora la bontà di seguirci .

Toti Costanzo

domenica 14 luglio 2013

CI HA LASCIATI PIERO CIRAVOLO, UN GALANTUOMO

Il professore Piero Ciravolo ci ha prematuramente lasciati . Ed ha lasciato un vuoto nella migliore Partinico che non sarà facilmente colmabile . E non solo perché uomo buono,libero, un  galantuomo, ma espressione di un pezzo di quella società partinicese che pensa, studia, ragiona,opera nel silenzio ma al momento opportuno é anche  capace di  agire  con determinazione contro poteri forti e devastanti che nella città, da decenni, hanno fatto il buono e il cattivo tempo sempre arroganti e supponenti e sempre capaci di subordinare certa “politica” locale fatta di silenzi , accondiscendenze, signorsi’. .Piero apparteneva , anche in senso morale, alla migliore società politica di Partinico ,quella non militante,  sicuramente democratica e progressista ,che ha saputo dire no quando si trattava di subordinarsi a certi poteri forti che lui combatté a viso aperto servendosi della sua onestà intellettuale e del suo sapere .E Piero fu uno dei punti di forza di quella battaglia ambientalista che lo vide, impegnato insieme ad altri, lucido studioso e conoscitore della nostra “terra” assumere la presidenza del “Patto per la salute e l’Ambiente” quando Nino Amato ,anche lui in maniera prematura, ci lasciava a causa di una malattia che non lascia scampo . Una malattia che se lo portava in maniera repentina e violenta - come repentina ,violenta e sicuramente inaspettata è stata la dipartita di Piero-  e assai probabilmente anche per gli effetti che sull’ambiente provoca la forza devastante dell’inquinamento. Nel giro di 10 anni Partinico ha perso due dei suoi migliori figli. Piero Ciravolo era l’espressione più alta e palese della positività di un uomo. Aperto, sempre sorridente, disponibile nei confronti di intere generazioni di ragazzi cui trasmetteva il suo profondo sapere che si trasformava in applicazioni sperimentali  che occupavano il suo poco tempo libero. Ebbe un profondo amore per la “campagna” e quindi per la natura al punto che fu uno dei primissimi sperimentatori di coltivazioni  nelle serre propagandando l’uso parco e razionale dell’acqua per le coltivazioni. Un geologo che amò profondamente la sua terra e di cui ne conosceva la superficie oltre che le parti più profonde e più intime .La “politica” ,pur interessandolo lo sfiorò convinto che i tecnici, e lui sicuramente lo era e di altissimo livello, devono mettere al servizio -ma solo della  buona politica - le loro conoscenze ,il  loro sapere.Tuttavia i governi locali anche quelli cosiddetti “amici” ,sbagliando, non ebbero ad avvalersi mai delle sue note quanto profonde conoscenze scientifiche. Uno dei tanti mali della nostra città che non sa utilizzare i suoi figli migliori forse preoccupati che la scienza possa mettere in ombra l’esercizio di una attività umana che spesso,però,  piuttosto che assumere la connotazione di sostegno al bene comune diventa occasione di supremazia, di infantile orgoglio . Quell’orgoglio che quando diventa arroganza  subordina la politica  all’egoismo e non certo al  bene collettivo.
Se ne è andato un nobile cittadino di Partinico . Ma se ne è anche andata  una parte della famiglia dello zio Salvatore Ciravolo, ‘u ziu Turiddu papà di Matteo, Piero, Ninni e Mariella, cattolicissimo uomo,tanto  mite quanto  gentile che accoglieva a braccia aperte la mia famiglia con la sua imparentata, quando si arrivava dalla vicina Terrasini .Lo zio Turiddu Ciravolo che aveva il volto,la gentilezza,l'affabilità  e lo stesso sorriso di Piero. Un pezzo di mondo che inizia inesorabilmente il suo declino anche se continua a vivere nei volti dei nostri figli e delle nuove generazioni.
Toti Costanzo

mercoledì 10 luglio 2013

TRA BACI, ABBRACCI ED AUGURI UNO SPETTRO, IL GURU ROSSO , SI AGGIRA PER I CORRIDOI...



Avrei voluto sbagliarmi .Lo dico con sincerità . E invece ieri all’insediamento del Consiglio comunale di Partinico ,fra un’esplosione di baci, abbracci ed auguri e tante gradevoli signore consigliere (ammetto d’avere provato un po’ di nostalgia per quel posto avanti a sinistra occupato ieri dalla signora Motisi e che avevo tenuto per ben cinque consiliature ) ho avuto la conferma che il giudizio espresso nei confronti ,non certo  della persona che resta sempre a modo ed ineccepibile nei rapporti umani,  ma sul ruolo politico di Gioacchino Albiolo .Ed era quanto avevo scritto: un Presidente sostanzialmente appiattito sulle posizione della maggioranza e in specie subordinato al Sindaco . Ieri Albiolo presiedeva in ragione dell’essere stato il primo tra i consiglieri eletti e avendo dato in quella veste una ulteriore, ultima conferma di quanto da noi scritto .Mentre interveniva Gianluca Ricupati ,il sindaco palesemente irritato ma al quale veniva concessa la parola a piacimento come se il sindaco non fosse SOLTANTO un invitato ai lavori del Consiglio , faceva segno al Presidente di intervenire per redarguire il più giovane consigliere tra i 30 il cui discorso, ovviamente, non poteva piacere ad una platea di benpensanti ,abituati molto spesso alle ipocrisie , alle parole paludate e ai salamelecchi .E, puntualmente, Gioacchino riprendeva e redarguiva Gianluca il quale non si perdeva d’animo e continuava nel suo intervento per dire una cosa semplice: il Presidente del Consiglio comunale ,quello da eleggere, non poteva operare cosi’ come il precedente che si era distinto per essere stato uomo di parte . Dunque il nuovo eletto , a detta di Gianluca, non dovrà rappresentare la parte politica cui appartiene ma ,spogliandosi, diventare il rappresentante di tutti i consiglieri e soprattutto di tutti i cittadini. Una chiara ed implicita critica ad Albiolo che aveva gestito quell’organismo, probabilmente, in maniera corretta sul pianto della organizzazione interna  dei suoi lavori ma sicuramente chiuso alla città Un esempio tra tutti. Si era nel mese di novembre 2011 ,da giorni la puzza nauseabonda della distilleria si era intensificata , i giovani comunisti insieme a altri che comunisti non sono, si erano presentati durante una seduta del Consiglio comunale ,esponendo uno striscione di protesta ed ottenendo la solidarietà di due consiglieri comunali non certamente tacciabili di appartenenza alla nostra parte politica ma sicuramente sensibilissimi ai temi dell’ambiente come il dottore Pino Giovia e l’architetto Santino Aiello. Il Presidente Albiolo pressato dalla protesta e dai due consiglieri assumeva l’impegno di organizzare ,sulla materia ambiente, un Consiglio aperto alla città. Passavano i giorni la puzza aumentava al punto che i comunisti si recavano dai Carabinieri ed esporre una denuncia mentre  il Consiglio, ovviamente, non veniva convocato . Figuriamoci se si potevano disturbare i manovratori dell’amministrazione che ,intanto, con la Bertolino preparavano i piani per delocalizzare la distilleria (sic!) e soprattutto per lo sviluppo dell’azienda in vista di nuove frontiere del business del bruciato che tanto stimola la fantasia della “signora” e soprattutto dei nuovi affaristi locali .Poi si è finito di capire quali ,questi affari, realmente fossero .Ed allora al guru rosso venne una idea. .Capita pure a lui ogni tanto d’averne qualcuna come quella ,ad esempio, di dare vita al “Giornale della Valle Jato” stampato in tipografia e registrato e che denunciava “con nomi e cognomi” coloro che avevano abbattuto il Palazzo di Piazza Duomo , fatto nascere insieme ad altri guru dello stesso colore “Radio Onda libera” e soprattutto ,il capolavoro “Tele Jato” in ragione del fatto che i “rossi” hanno sempre compreso quale sia il potere dei mezzi di comunicazione, ovviamente quelli dell’informazione ALTERNATIVA. D’altronde non si capirebbero le ragioni della nascita di una radio o di una tivvù se non affondando le radici nella storica provocazione della “Radio dei poveri cristi” di Danilo che violò l’etere da palazzo Scalia rompendo il monopolio dei governi . Il guru, dunque, lanciava una provocazione : se Maometto non va alla montagna , la montagna allora va da Maometto. Detto fatto. Un guru rosso di Cinisi ,Presidente di “Liberacqua” ,prestava un ampio gazebo 9 x 3 che veniva collocato in Piazza Municipio proprio davanti il Palazzo Municipale chiuso e sordo e li’ aveva luogo un’assemblea cittadina abbastanza partecipata ,anche con la presenza di altri di paesi viciniori ,perché i cittadini potessero discutere dando vita al “Consiglio intercittadino sui problemi dell’ambiente” .Si disse : se il Consiglio comunale non vuole discutere i problemi dell’inquinamento ne discuteranno i cittadini. E cosi’ fu. Va detto, per memoria, che i guru rossi  indipendentemente dall’età che è sempre cosa abbastanza relativa perché quel che conta è “la testa” ,altro non sono se non semplici militanti al servizio del loro Partito politico .CIOE’ I GURU ROSSI HANNO UN PARTITO CHE E’ UN CONTENITORE ORGANIZZATO DI UOMINI E DONNE ACCOMUNATI DA UN’UNICA FEDE e sono fermamente convinti  DELL’ESISTENZA DI UN ALTRO MONDO POSSIBILE per il quale, i poveracci creduloni , si battono .Cioé i guru hanno una cultura, una politica, una capacità di proporre ed anche agire Ovviamente parliamo di un mondo possibile su questa terra. .E poiché la politica per loro è come una religione  hanno anche i loro santi devoti, santi laici ,che si sono spesi per una società fondata sulla giustizia e sui diritti. Sono tanti e rappresentano i loro punti ideali di riferimento .Certo non possono dedicare statue o santini ma ricordarli alla memoria soprattutto dei giovani, quello si. Si, diciamolo pure urbi et orbi: sono inguaribili nostalgici perché “ i loro santi” li hanno sempre presenti  nella mente e nel cuore.
Dopo l’intervento di Gianluca ,che disse cose ovvie sul ruolo di Albiolo , al grido “A iddu, a iddu”, si lanciarono a parlare anche i muti della maggioranza . Bene, è un buon segno. I comunisti hanno fatto il primo miracolo : anche i muti cominciano a dire che esistono e intendono essere anche ascoltati cosi’ come loro diritto.   Si spera nella continuazione .
P.S. n.1 : da qualche giorno  i comunisti sono all’attenzione “stringente ed affettuosa” del giornalista ,ora con tesserrino, da questi difeso in ogni dove quando era giusto difenderlo e di cui non si sono mai approfittati semmai potrebbe essere accaduto esattamente il contrario. Cioé servire e non servirsi   Non se ne sono mai pentiti  anche quando gli altri, in tantissimi , li rimproveravano in maniera piuttosto pesante . Di questa sua quasi ossessiva attenzione nei loro confronti hanno motivo di ringraziarlo perché dà sostanza ad un detto siciliano abbastanza efficace che dice :” Parrani malu ma parrannu spissu”.Non è stato cosi’ col PD che dopo cinque anni di gratuita pubblicità ha eletto ben due consiglieri comunali ma , soprattutto, il bersaglio principale Leonardo Lo Iacono, alla fine è risultato il primo degli eletti?.Ovviamente l’entourage piddino  ringrazia Dunque ,grazie anche da parte dei comunisti locali se questa attenzione dovesse continuare. Potrebbe accadere il miracolo che da quei 2/300 affezionati elettori  possano passare a qualche cosa di più .E data la veneranda età si permetta ad uno di loro di dare  un consiglio :se il giornalista ora con tesserino grazie, modestamente, anche ai comunisti se la prende con quei quattro gatti che sono rimasti e che non rappresentano niente e nessuno , la cosa li preoccupa nel senso che si è messi molto male a notizie .Certo se anche qualcuno tra i comunisti locali fosse stato ,ad esempio, senatore della Repubblica avrebbero anche compreso . Ma lo sanno tutti, proprio tutti che non sono  niente , e contano ancor meno .
P.S. n 2:  non è un dettaglio ma una informazione dovuta : i comunisti quelli seri e veri ,come i preti ,lo sono per sempre e pur non amando il martirio sono in grado di sopportarlo. Ancora grazie .

Toti Costanzo di recente con qualifica di guru , ovviamente rosso

lunedì 8 luglio 2013

DEDICATO AI TROMBONI ANTICOMUNISTI IN SERVIZIO ATTIVO PERMANENTE ,AI VECCHI E NUOVI PENNIVENDOLI DI LO BIUNDO ,AI TANTI TROMBATI CHE NON SI DANNO PACE



Era il 12 giugno .Si era concluso il primo turno delle elezioni comunali .Andavano al ballottaggio Bonni’ e Lo Biundo.Rifondazione Comunista dopo avere dato vita al Movimento "CAMBIAMO PARTINICO" che includeva ed include (proprio Venerdi’ scorso ha avuto luogo un' assemblea di “Cambiamo” anche con altre, nuove  personalità) la presenza di altri soggetti che comunisti non sono,costruiva con i suoi dieci candidati (2 eletti insieme al primo e alla terza dei non eletti) una Lista con gli aderenti al Laboratorio politico “Servire e non servirsi”  nato all’interno della Parrocchia del SS.Salvatore . E insieme ai due Movimenti politici, anche alcuni candidati provenienti e dalla politica e dalla società civile che come noi condividevano un comune percorso fatto non solo di propositi ma di condivisione delle ragioni di fondo di una battaglia per operare il cambiamento nella città. Ma proprio quel giorno, e alla fine del primo scrutinio , partivano contro i comunisti le vecchie ,stantie oltre che volgari illazioni che accomunava in una strana combine i soliti tromboni anticomunisti in servizio attivo  permanente ,pennivendoli a mezzo e a pagamento intero , lacché, lecchini di Lo Biundo ed anche, inspiegabilmente,un candidato a sindaco di altra Lista che disquisiva sul “cammuffamento dei comunisti”.Come se quelli di Rifondazione avessero la rogna e dunque ,obbligatoriamente , restare isolati nel  loro “lazzaretto” non avendo il diritto politico di stare con altri e partecipare ,cosi’ ,alla battaglia elettorale con lo scopo di far eleggere anche i propri candidati .La combine ,ovviamente non metteva in discussione il diritto dei comunisti a partecipare alla battaglia elettorale, ma dovevano farlo DA SOLI mentre se altri stanno insieme non c'é problema  . Come se è scritto che i candidati comunisti aspirano , a priori, alla santità o al martirio e non certo a rappresentare , attraverso la costruzione di una strategia politica alla luce del sole ,il consenso e la elezione in rappresentanza della intera collettività .E proprio il 12 giugno scrivevamo:  “Ma sull’argomento politico di quel che è CAMBIAMO PARTINICO dentro cui ci sono ANCHE  i comunisti  ,il suo ruolo, la sua funzione e la sua politica ,avremo tempo e modo  di che dire …..” E, quindi,oggi  diremo.
Dunque, concluso il primo giro, gli altri 6 candidati a sindaco si leccavano le ferite e incominciavano,però, a ragionare dove collocarsi. Fin qui tutto in regola e in sintonia con il copione della politica locale .Cosa già vista. D’altronde ciascuno dei candidati a sindaco o a consigliere aveva il diritto di dire a se stesso ma anche agli altri :”Io ho partecipato alla competizione elettorale ,mi sono  candidato a sindaco o a consigliere per questa e quest’altra ragione e, dunque, ne voglio ottenere il massimo risultato possibile se non addirittura il massimo vantaggio personale “ Funziona cosi’ e per certi versi cosi’ ha funzionato . Al più la domanda a loro rivolta potrebbe essere: “ma tu per quale ragione ti sei candidato, per fare cosa, per quale progetto utile alla collettività?Tu chi sei? Da dove arrivi? Qual’è la tua identità politica?” Le risposte potrebbero essere le più diverse e tutte legittime ma non per questo tutte condivisibili .Cio’,però, potrebbe valere soprattutto per quei candidati che si improvvisano tali ( e sono la stragrande maggioranza)  e che si appagano se eletti, soltanto di ottenere uno status sociale e farsi ,nel caso di elezione, appellare “consigliere”,godendone e accontentandosi di un nuovo ruolo nella società, seppur soltanto formale . Cosa legittima ma ninete a che fare con "la politica" . Poi potrebbe accadere , però, quel che ci raccontava a proposito di consiglieri eletti subito dopo la nascita della nostra Repubblica ( ma questo accade ancor oggi ) il compagno Cola . Diceva Cola di un consigliere comunale noto ai più perché in tanti anni di presenza nel consesso non aveva mai aperto bocca . Costui ,durante una seduta ,aveva finalmente alzato la mano per chiedere di parlare..Il silenzio scese solenne nell’aula (l’attuale stanza del Sindaco) . Tutti gli occhi a lui si rivolsero , l’attesa era grave, la curiosità ad altissimo livello  Abbassato il braccio il consigliere , alzandosi con lentezza in ragione anche della sua mole, rivolgendosi al sindaco ebbe a dire: “ Per favore, signor sindaco , vuole chiedere  a don Peppino ( don Peppino era il commesso ) se mi può portare un bicchiere d’acqua?” Quel che accadde lo si può solo  immaginare .Il fatto è che ci sono consiglieri comunali ,a tutt’oggi, ed alcuni anche presenti da qualche decennio dentro quell’aula che non hanno aperto mai bocca e tu ti chiedi quali possano essere le ragioni per cui costoro vogliono essere sempre li’. Per cui possiamo affermare che ci sono candidati e candidati, sindaci e sindaci , assessori ed assessori,e ci sono consiglieri e consiglieri. E di questi , di quelli che non parlano perché non hanno nulla da dire, ne troveremo ,senz’altro anche all’interno di questo nuovo Consiglio .
Dunque, ci sono candidati eletti  consiglieri  che dietro di sé non hanno alcunché mentre altri  presentano una storia politica, un percorso fatto di impegno e sacrificio, di passione per la loro città, per i ceti che la vivono, per i problemi che l’affliggono. Consiglieri CHE HANNO UNA IDENTITA’.POLITICA . E tra i 30 eletti ce ne sono certamente diversi ma sicuramente due , Gianluca e Valentina, che rispondono a tutto ciò ma soprattutto hanno un chiara e definita identità :SONO COMUNISTI  anche se il loro impegno ,giustamente,dentro e fuori il Consiglio si potrà legare  , saldare,amalgamare  con quanti comunisti non sono e che pensano, come noi, che l’impegno nella società sia una delle più nobili passioni che, insieme alla fede religiosa quando è realmente messa al servizio degli altri, rappresenta il più alto livello di nobiltà cui un uomo possa aspirare . Quando uno  è un UOMO e non certo un pupo come ce ne sono tanti in libera circolazione . E Comunisti significa legarsi fortemente a quelli che non hanno voce , diritti , giustizia, potere decisionale. Una parte notevole della nostra società che non sempre ha ritrovato la sua voce ,cosa  politicamente assai importante, in una società democratica fondata sui principi della Costituzione che assegnerebbe ad ogni cittadino il diritto di contare, E i Comunisti di Partinico UNA VOCE  l’hanno sempre avuta, una voce che non ha abbaiato alla luna, che ha operato, proposto, organizzato, indicato .E non certo da ieri ma nel prossimo 2014 sono già 70 anni della loro storia . Dunque ,dentro il nuovo Consiglio comunale di Partinico, ritornano i Comunisti  E NIENTE SARA’ COME PRIMA .Ma saranno ancora fuori  perché non hanno mai lasciato la loro casa ,operando per lo stesso scopo per cui sono nati e sempre dentro e fuori il luogo degli incontri, del dibattito ,della elaborazione , proposizione,  costruzione di una politica per la città. E per tranquillizzare gli storici tromboni dell’anticomunismo permanente, come i pennivendoli a mezzo e a servizio intero, le tante rane che rane erano e tali resteranno anche se tentano, inutilmente,  di gonfiarsi per diventare buoi, ricordiamo  che i Comunisti a Partinico esistono dal 1944 quando Mommo Li Causi ,Cola Geraci, Turiddu Termine, Raffaele La Franca, Cinquemani, Addamo,Patti,D’Anna, Mazzurco, Casarrubea, Lo Iacono, Collica e tanti altri compagni ,quasi in clandestinità, diedero vita al Partito Comunista Italiano sezione “Antonio Gramsci” di Partinico che ha fatto LA STORIA , quella nobilissima, di questa nostra città e che si sono SEMPRE INCONTRATI,CONTAMINATI,AMALGAMATI CON ALTRI che comunisti non erano ,per fare un percorso insieme ,per costruire insieme ,per CAMBIARE INSIEME LA NOSTRA SOCIETA’ ma senza per questo perdere la loro identità o volere condizionare gli altri.
Si incontrarono con Danilo Dolci ,che certamente  comunista non era ,per il lavoro e lo sviluppo; con Piero Calamandrei che li difese quando subirono l’arresto per avere sostenuto le ragioni dei disoccupati ;con i socialisti per costruire un blocco politico-elettorale avendo quale scopo quello di arginare lo strapotere di una DC sempre più assoggettata agli interessi americani Si incontrarono a Partitico e in tempi più recenti  in Alleanza Democratica con tanti altri provenienti da storie politiche e culturali diverse (esattamente come è accaduto in queste ultime elezioni) quando un altro pezzo della sinistra locale non comunista o pseudo tale veniva,invece, attratto dal fondamentalismo orlandiano; come si incontrarono con cattolici quali Gigia Cannizzo nel governo della città per chiudere una fase della storia politica di Partinico fatta di di tante opere,caro assessore Pantaleo, ma sopratutto per recidere cordoni ,intrecci tra mafia e politica, affari e vergogne; e si incontrarono  con Verdi e Salvare Partinico  nel 2005 e proprio quest’anno con Antonio Ingoia in RIVOLUZIONE CIVILE .Si, sempre con lo stesso scopo :insieme anche agli altri per  CAMBIARE questa nostra Società .E CI SI E’ INCONTRATI IN QUESTA ULTIMA COMPETIZIONE ELETTORALE CONTRO L’AZIONE DEVASTANTE DELLA POLITICA DEI LO BIUNDO E DELLA MISTIFICAZIONE . E insieme, in “Cambiamo Partinico”,al giovanissimo NANNI BILLECI (1° dei non eletti) ,LAURA GIAMMONA (3a dei non eletti) FILIPPO GRILLO,GABRIELLA PELLITTERI ,MARIA CIOCAN ,tutti candidati non comunisti e tutti impegnati ,insieme ai comunisti GIANLUCA RICUPATI, VALENTINA SPECIALE, CLAUDIA GIACALONE, MELANIA MINORE .E pronti a dare alla Lista altri nomi e altri compagni, se necessario,  a dimostrazione della capacità di aggregazione del Circolo non a caso intitolato a Peppino Impastato .I numeri? 824 voti  di preferenza dei candidati di Cambiamo su 1414 totalizzati dagli altri due gruppi e consentire , cosi’, con i voti di Cambiamo Partinico e la elezione di 4 consiglieri comunali oltre che la terza posizione tra le 23 liste che si sono presentate nella competizione. Un successo straordinario dei tre  gruppi (il terzo gruppo composto tra gli altri da Francesco Di Trapani e Gianfranco Lo Iacono eletti consiglieri ) che in quella Lista si impegnarono  
SI TRANQUILLIZZINO, dunque, I VECCHI E NUOVI ZUINI DI LO BIUNDO, e si tranquillizzino i VECCHI TROMBONI DEMOCRISTIANI, tutti accomunati dallo stesso livore .I COMUNISTI NON HANNO BISOGNO DI CAMUFFARSI. La loro storia ,come la loro vita, è stata limpida e sempre sarà LA FACCIA DI TANTA PARTE DELLA MIGLIORE SOCIETA’.PARTINICESE .Invece sulla combine citata resta indelebile sulla faccia dei suoi adepti  e il colore verde della bile e le rughe frutto di  antichi e stratificati solchi della loro perpetua VERGOGNA .

Toti Costanzo 

venerdì 5 luglio 2013

L'INGLORIOSA FINE DELLA LISTA DEGLI " ARTIGIANI" MENTRE TUTTO IL POTERE AI SOVIET di SAL,JHONNY E ROBY


Dunque, vediamo un po’. Ieri è stata presentata la nuova Giunta di Partinico. Si tratta di un organismo nuovo al  50% ( tre assessori ) perché il resto è già stato visto. Ovviamente non poteva mancare il fedelissimo Giovanni Pantaleo con una marea di deleghe (Lavori Pubblici,Bilancio,Tributi,Patrimonio,Beni confiscati,Servizi cimiteriali,Programmazione su fondi regionali, nazionali europei) che senza tema di smentita possiamo ben definire quale prestatore d’opera assunto a tempo indeterminato da Lo Biundo di cui gode ampia stima essendo un “fedelissimo”. Non va dimenticato che i due giovani rampanti iniziarono questa avventura politica insieme a Giugio e sotto le ali di Ciccio Nicolosi di cui a Partinico referente fu , ab initio , Filippino Aiello che a quanto pare  martedi’ prossimo,molto probabilmente ,sarà eletto Presidente del Consiglio comunale. Senza dimenticare l’affetto e la stima che li legò anche al fresco fresco condannato in via definitiva per scambio di voti con la mafia, onorevole Antonello Antinoro, di cui fino a ieri tessevano le lodi e si subordinavano . Ma ,come si suole dire ,morto un papa se ne fa un altro.Ieri Antonello ,oggi Saro e domani chissà  .Dunque  Pantaleo ,ovviamente, viene riconfermato  assessore insieme a  Gianlivio Provenzano che , bisogna dirlo, reciso il cordone ombelicale dal  PD locale ha preso il volo, si è costruito la “sua” lista e dunque veleggia verso il Partitino di Saro Trombetta  con la benedizione di due campioni assoluti della politica trasformistica siciliana: Craco e Lumi. Ci permettiamo dare un consiglio paterno: se puoi traccia il tuo futuro autonomamente e non legarlo al destino dei due citati personaggi. Lo capisco, siete anche amici. Per carità, non lo si mette in dubbio. Però, penso, che  l’amicizia sia ben altra cosa rispetto alla  politica ….!
Dunque Gianlivio prende il posto che fu di Filippino Aiello alla Solidarietà sociale .Di un Filippino  flemmatico quanto straordinario navigatore a vista che riesce SEMPRE  a fiutare la giusta direzione del vento e soprattutto a  sentirne il profumo .Vi  ricordate la esilarante ,efficace, pungente, vignetta di Giovanni Guerra sul naso elettronico di Filippino ,assessore con Giugio, in occasione della nostra ennesima battaglia contro la Bertolino ed i suoi fumi ?.E il vento che spesso li ha investiti é quello portatore di apparenti sconvolgimenti ma che passato, tutto lascia come prima . “Passata è la tempesta odi l’augelli far festa e la gallina tornata in su la via,che ripete il suo verso .” E’ vero, la campagna elettorale è stata soltanto una tempesta, ma….in un bicchiere d’acqua. E non solo perché tutti, dico TUTTI (o quasi ?) sono ritornati all’ovile di Lo Biundo -i Totò,Francucci,Dieguzzi, Tanini,Vincenzini  ( quest’ultimo con le sue cinque liste nel ruolo di procacciatore di gradevoli assessora per conto terzi) ma perché il contrasto , quello forte, quello solido, quello sconvolgente non ci fu perché non poteva esserci .E ,ovviamente, Lo Biundo Salvo novella gallina leopardiana ,ripete il suo verso ringraziando e passando avanti Dunque Gianlivio ,che fu assessore ai lavori pubblici come noi siamo esperti in vulcanologia ,finalmente diventa assessore con “ delega piena”. Non la dovrà dividere con nessun altro perché, diciamolo, la delega ai lavori pubblici assegnata a Gianlivio era soltanto una figurazione se non addirittura una finzione .Gianlivio , con tutto rispetto, fu una specie di  prestanome  perché, di fatto, il potere decisionale ed operativo restava saldamente nelle mani del duo SalJhonny. Che ora, finalmente, quella delega  la possono gestire senza ingombri o impedimenti. Il recupero di un ruolo tutto suo consentirà ,però, al neo assessore alla Solidarietà, di manifestare le capacità anche nel settore della Sanità di cui poco si parla e ancor poco ci si interessa nella nostra città. Con la fine degli organismi democraticamente eletti (assemblea dell’USL e Comitati di gestione), la nostra salute è finita in un buco nero,nelle mani dei soliti maneggioni della politica regionale che fanno e disfanno a loro piacimento. Sarà, Gianlivio, nella condizione di rappresentare concretamente anche il bisogno di salute delle nostre popolazioni?. Lo vedremo e,per quel che possa contare,  se cosi' sarà ne saremo contenti.
L’avvocato Roberto Denaro è nuovo alla politica attiva e soprattutto all’azione amministrativa. Nulla da dire se non fosse che ha avuto le deleghe –Urbanistica e Attività Produttive- che furono di Vito D’Amico. Perché ? Cercheremo di spiegarlo mentre, intanto, va detto che lo stesso D’Amico viene riconfermato assessore. E siamo ,siamo certi, verificherà il rispetto delle leggi in materia di sosta nei parcheggi a pagamento, se risulta vero che la ditta che gestisce i posteggi si fa pagare 12 euro dai multati incassando DIRETTAMENTE  presso il suo ufficio di Corso dei Mille , l’esistenza di eventuali voti di scambio con  pseudoimprenditori-candidati, il ripristino dell’ordine e della sicurezza nella caotica situazione del traffico. D’altronde per lui nel settore della viabilità sarà tutto in discesa visto e considerato che da oltre un ventennio sponsorizza un tal poliedrico architetto della Sicilia orientale, esperto in materia, che bazzica dalle nostre parti  ,profumatamente pagato con pubbliche risorse, mentre Diego Campione  si impegnerà su verde, sport e pulizia della città , e l’assessora Silvia Ferro della Cultura, Spettacolo, Scuola e Turismo . Queste ultime furono deleghe  appannaggio per oltre quattro anni ,quale vice di Giugio, del suo pigmalione di cui si ricordano interessanti iniziative quali sagre paesane del tipo sasizza, muffuletti, pani e panelli, ma soprattutto la indimenticabile frotta di turisti che per quattro lunghi anni riusci’ a far approdare  nella nostra città .Si ,in quei lunghi anni fu costruita una forte politica del turismo e della cultura di cui ancora si parla e ci si meraviglia ..
Ma che succede ai cosiddetti “artigiani” , cioè a coloro i quali con Lo Biundo avevano da anni stipulato un patto di sangue e d’onore che ruotava attorno agli interessi soprattutto della famigerata Policentro di contrada Margi ed ora anche della signora Bertolino? Perché a D’Amico vengono sottratte le due pesantissime deleghe dell’Urbanistica e delle Attività Produttive? Il perché E’ ANCHE NEI NUMERI  e noi l’avevamo scritto: se Gioacchino Albiolo, che nulla aveva a che spartire con il Movimento Democratico per Partinico, non si fosse candidato in quella Lista ed ottenuto un mare di preferenze  ,quella degli “artigiani” sarebbe stata la sedicesima a non superare lo sbarramento del 5%. Un vero e proprio disastro politico che non avrebbe portato in Consiglio neppure Vito D’Amico ,l’assessore che per cinque anni ha avuto nelle mani un potere enorme clientelare e che ora passa in quelle più salde di Lo Biundo e del suo cerchio magico . Il quale non solo tiene con Pantaleo e Denaro le deleghe più sostanziose ma come i vecchi, fradici sindaci democristiani , ha pure tenuto per sé il controllo del personale con lo scopo abbastanza evidente di avere nella mani anche la macchina burocratica avvalendosi dei servigi di un accondiscendente Segretario generale ,una specie di tuttologo visto che è stato anche nominato Ragioniere generale. Proposta: perché non gli date pure la delega di Comandante della Polizia Municipale? Cioè Lo Biundo mantiene  un potere di controllo su centinaia di famiglie  buona parte delle quali le abbiamo visti “battiri i manu” come soleva dire Nino Riina tutte le volte che in Piazza Duomo comiziava l’onorevole Mimi’ Bacchi di cui era appassionato estimatore , ed esaltarsi al grido di “ oddio Salvo,perché sei cosi' bravo?” . Qualcuno ha chiesto che fine abbiano fatto , politicamente parlando, Totò Chimenti ( che se si fosse candidato a sindaco la lista avrebbe superato agevolmente lo sbarramento assicurandosi una sua rappresentanza)  e Franco Cangemi  che gli hanno servito su di un piatto d’argento , due liste belle e pronte  ?E Nuccio Latona, Rizzo Puleo ,Tanino La Corte e un pezzetto di quel PD seguace del Craco che si è consegnato nelle mani di Lo Biundo ,alla faccia di chi sappiamo noi ?A qualcuno ,riferendosi a costoro, scappa di dire:  “pupi”.  Noi ,però, non ci possiamo credere. E voi?

Toti Costanzo 

giovedì 4 luglio 2013

VI RACCONTIAMO DELL'ACQUA DELL'INVASO E DI LO BIUNDO ,IL SOLITO FURBETTO DEL QUARTIERINO





In data 29 giugno u.s. e per iniziativa dell'assessore all'agricoltura di Trappeto ,Salvo Randazzo, e dei consiglieri comunali di Partinico Ginluca Ricupati e Valentina Speciale ,veniva presentato il COMITATO PER UNA MIGLIORE UTILIZZAZIONE DELL'ACQUA DELL'INVASO POMA e che era stato costituito giorni prima sempre a Trappeto. Al Comitato avevano dato l'adesione non solo coltivatori ,ma personalità della politica e della cultura del nostro territorio cui stanno a cuore i problemi dello sviluppo . Al Sindaco di Trappeto veniva affidata la Presidenza del Comitato stesso partendo dal presupposto che la nascita del Comitato nella cittadina marinara si legava anche alla figura di Danilo Dolci la cui azione ,oggi più che mai ,é di grande attualità .Ma sopratutto perché proprio da quel piccolo Comune nel lontano 1952 partivano le eclatanti ed efficaci azioni di Danilo che per la prima volta nella storia politica e sociale della nostra Valle utilizzava il metodo della non violenza quale strumento di pressione popolare al fine di costringere il potere politico a dare le giuste e necessarie risposte sopratutto ai “banditi” ,cioé a coloro rappresentavano i livelli più bassi della scala sociale.Lo sciopero alla rovescia del 2 febbraio del 1956 ne fu uno dei più efficaci esempi cosi' come la costruzione della diga sul fiume Jato che ,con la sua realizzazione ,diede una forte accelerazione allo sviluppo della nostra agricoltura .Dunque proprio nel giorno in cui ricorreva l'89° della nascita di Danilo, a Trappeto si dava vita al Comitato che idealmente alla sua memoria ed azione si legava avendo quale scopo non solo di migliorare l'erogazione dell'acqua per i coltivatori ,specie quelli di Trappeto la cui agricoltura vive solo se arriva l'acqua dell'invaso ,ma perché , finalmente, un carrozzone come é sempre stato il Consorzio potesse diventare realmente uno strumento dello sviluppo della nostra agricoltura . E fu nel 2006 ,e con un vero e proprio atto di imperio non giustificato giuridicamente , che fu strappata alla Cooperativa “Consorzio irriguo Jato” ,altro creatura di Danilo , la gestione dell'acqua dell'invaso Poma che aveva avuto assegnata fin dalla nascita della stessa . L'acqua nelle mani degli agricoltori .E le disfunzione del Consorzio di bonifica non sono state soltanto l'incapacità a dare inizio alla stagione irrigua nei tempi necessari ai coltivatori per migliorare le loro produzioni (sopratutto i primaticci) e non certo da addebitare ai dipendenti (operai , tecnici e dirigenti periferici) quanto alla organizzazione dello stesso che continua ad operare IN TOTALE VIOLAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE ISTITUTIVA DEI CONSORZI CHE E' LA N.45 DEL 1995. Infatti lo Statuto del Consorzio prevede una gestione democratica dell'importate strumento attraverso la elezione di un CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE con tutta una vasta serie di poteri ed eletto dagli stessi fruitori dell'acqua ,cioé i coltivatori ed i proprietari . Cioé il Consorzio di bonifica avrebbe dovuto operare esattamente come operò per oltre 30 anni la Cooperativa irrigua : soci, amministrazione eletta democraticamente, risorse anche proprie ricavate dalla vendita “politica” dell'acqua ,rapidi ed efficaci interventi di manutenzione ,buona distribuzione delle risorse idriche , 4/5000 soci paganti .Invece dalla sua nascita ,cioé da 18 anni , il Presidente di turno della Regione siciliana attraverso il suo Assessore all'Agricoltura affida la gestione del Consorzio ad un Commissario che é sempre un funzionario regionale che secondo quanto stabilito dallo Statuto del Consorzio stesso avrebbe dovuto ,in tempi brevi, traghettare il Consorzio da una gestione monocratica a quella democratica. E non sempre i Commissari hanno avuto a cuore gli interessi dei coltivatori quanto ,invece, quelli di alimentare clientele a vantaggio dell'assessore o del Presidente di turno .Ed é sempre stato sostanzialmente cosi' tant'é che sono trascorsi tutti questi anni  quasi sempre nel silenzio , nella accondiscendenza ,nella condivisione di tutti. Un potere enorme affidato ciclicamente ai supporter temporanei dei Presidenti della Regione di turno che ne hanno fatto, insieme a tanti altri, un grande strumento del potere elettorale .
IL COMITATO A TRAPPETO NASCE ANCHE PER DIRE FINALMENTE BASTA A QUESTO STATO DI COSE.
Ma accade che ,come avviene ormai da 5 anni , viene fuori il solito “furbetto del quartierino “ che pensa di essere più furbo degli altri ,e nella fattispecie ha un nome ed un cognome, il quale durante la campagna elettorale ,terrorizzato di un eventuale esito negativo, predicava la "pacificazione" con tanto di trombe di accompagnamento che lo supportavano : Salvo Lo Biundo sindaco rinnovato per grazia ricevuta ed insperata ,di Partinico . Lo Biundo notoriamente privo di qualsivoglia idea che non sia "una furbata" ,viene ufficialmente E PREVENTIVAMENTE  invitato insieme alla sua nuova Giunta a partecipare alla costituzione del Comitato. Il suo assessore con contratto a tempo indeterminato, ,Giovanni Pantaleo, manifesta la sua disponibilità ad essere presente . Non si presenta e pare che sia stato avvistato, proprio quella mattina, gioiosamente catapultato tra le benefiche onde del mare della Ciammarita mentre Lo Biundo tramite comunicato del megafonino a pagamento" sostiene D'Amico....aggiunge Gianlivio...conclude il sindaco....,annunciava una sua iniziativa (sic!) sulla questione .DUNQUE ALL'INCONTRO DEL 29 DAL COMUNE DI PARTINICO NON SI PRESENTA ALCUNO NE' ARRIVA LA COMUNICAZIONE DI UNA EVENTUALE,RAGIONEVOLE GIUSTIFICAZIONE DELL'ASSENZA. Il Comitato ,comunque , si costituisce e ritiene di incontrare ,ovviamente, anche i vertici attuali del Consorzio in una Assemblea da realizzarsi nella sala del Consiglio comunale di Trappeto per il 10 luglio alle ore 18.Ovviamente di questo viene data pubblica notizia  Ma che fa il furbetto del quartierino? Appresa preventivamente dalla stampa compiacente ,della iniziativa del Comitato convoca un incontro con i vertici del Consorzio ed i sindaci del territorio proprio per il giorno 10 nella sede del Comune di Partinico e sulle questione della stagione irrigua .A CHE ORA ? ALLE ORE 12 CIOE' 6 ORE PRIMA DELL'ASSEMBLEA POPOLARE DI TRAPPETO .
CHIEDIAMO UMILMENTE AI NOSTRI POCHI ELETTORI DI CONSENTIRCI, ALMENO PER QUESTA VOLTA ,DI NON COMMENTARE ALCUNCHE'.NON AVREMMO NE' LA GIUSTA ,E MENO CHE M,AI, OPPORTUNA  SERENITA' DI GIUDIZIO .
Toti Costanzo