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sabato 29 settembre 2012


 

DOMENICA 30 OTTOBRE ORE 18
Ex Arena Lo Baido (durante la Festa di Liberazione)
INCONTRO CON GIOVANNA MARANO, 
candidata alla Presidenza della Regione nel ticket con Claudio Fava


SINISTRA UNITA CON PD E UDC?NO, QUESTI E' MEGLIO PERDERLI CHE TROVARLI


Pubblichiamo ancora un articolo tratto dal giornale on-line a "Link Sicilia" che condividiamo 
Ieri e oggi i giornali si interrogano, più o meno retoricamente, sull’ennesima occasione persa dalla Sinistra siciliana per riunificarsi. L’occasione di questa riunificazione, ma guarda un po’, sarebbe stata offerta dallo scomposto ‘agguato’ – perché di un ‘agguato’ politico e mediatico si è trattato – che il Governo nazionale ha teso a Claudio Fava. Operazione ancora tutta da decifrare (e noi ci stiamo provando), visto che non è ancora detto che le ‘osservazioni’ giuridiche della Ministra Anna Maria Cancellieri siano corrette. Anzi.
Insomma: provando a bloccare la candidatura la Claudio Fava alla presidenza della Regione siciliana – e provando, soprattutto, a bloccare le liste che sostengono il candidato della Sinistra – la stessa Sinistra avrebbe dovuto ‘riunificarsi’. Ma ‘riunificarsi’ come e – soprattutto – con chi?
La domanda, in questo caso, è tutt’altro che retorica. Forse questi ‘riunificatori’ avrebbero preferito il ritiro di Fava dalla ‘corsa’ alla presidenza della Regione e il ritiro delle due liste in sostegno dello stesso Fava alle elezioni per il rinnovo dell’Ars? Magari per far confluire tutti i voti su Rosario Crocetta per il governo dell’Isola e sui candidati del Pd al’Ars? (a sinistra, i ‘dioscuri’ ddel Pd siciliano, al secolo, Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, foto tratta da messinaweb.tv)
Chi pensa una cosa del genere o ci fa o ci è (delle due l’una, si diceva un tempo). Intanto, pronto accomodo, la scorretta operazione del Governo nazionale, lungi dall’indebolire la candidatura di Fava, l’ha invece rafforzata. E di questo tutti i militanti della vera Sinistra siciliana (utilizziamo le parole “vera Sinistra” perché, come vedremo, in giro ce n’è una falsa) debbono essere grati alla signora Cancellieri.
Infatti, grazie alla zelante Ministra non solo Fava resta candidato alla vice presidenza della Regione, ma avrà accanto, in qualità di candidata alla guida della Sicilia – come abbiamo già ampiamente riferito ieri – Giovanna Marano, la battagliare a brava segretaria della Fiom Cgil. Dunque, i Partiti politici che stanno dietro il Governo Monti e che hanno ‘pilotato’ l’agguato contro Fava hanno in realtà, rafforzato ulteriormente e motivato la vera Sinistra siciliana.
Alle Geremiadi e alle Cassandre che ‘piangono’ per la mancata riunificazione della Sinistra va detto che la Sinistra siciliana, oggi, dopo lo squallido ‘agguato’ a Fava, è più forte e più unita che mai. E non è solo una questione di sigle di Partiti – che pure ci sono, da Sel a Rifondazione comunista, dai Verdi a Un’Altra storia di Rita Borsellino, dai ‘Cartelli’ della Sinistra a Italia dei valori -: la vera vittoria, la vera ‘riunificazione’ è nella voglia della gente di Sicilia di tornare a votare a Sinistra.
Già la candidatura di Fava ha motivato tanta gente che non ne voleva sapere di andare a votare. E’ già scattato il meccanismo che porta uomini e donne, delusi dalla politica, a riavvicinarsi alla stessa politica. Questo meccanismo, con il valore aggiunto di Giovanna Marano (foto a destra) – e con Fava che sarà accanto a lei – si è rafforzato.
Giovanna Marano e Claudio Fava sono, ormai, l’unico, vero riferimento della Sinistra siciliana. Mentre il Pd, tranne poche eccezioni, non è più un Partito di sinistra. E’, semmai, un Partito moderato, con interessi non esattamente cristallini (si vedano gli affari nella formazione professionale di alcuni parlamentari nazionali e regionali dello stesso Partito democratico siciliano). E, soprattutto, con un’immagine fortemente appannata da quattro anni di Governo con un presidente della Regione – Raffaele Lombardo – inquisito per mafia.
Dunque, la Sinistra siciliana è già forte e unita. E potrebbe diventare ancora più forte e ancora più unita se le persone per bene del gruppo dirigente del Pd abbandoneranno un Partito ormai insalvabile per aderire al progetto di Giovanna Marano e Claudio Fava. E’ un invito che rivolgiamo, in primo luogo, al candidato alla presidenza della Regione di Pd e Udc, Rosario Crocetta.
Dia retta a noi, onorevole Crocetta: abbandoni quella che, fra tre o quattro mesi, sarà la ‘zattera della Medusa’ della politica siciliana e venga con Giovanna Marano e Fava.
Non è giusto che uno come lei, onorevole Crocetta, si accompagni a personaggi come Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia. Che cosa ha lei a che spartire con i ‘Papanii’ alcamesi della formazione professionale? Che c’entra lei con i ‘Cardinali’ di Mussomeli? O con i ‘Genovesi’ di Messina? Per non parlare dei ‘Lupi’ di Palermo o dei ‘Proconsoli’ romani che vengono in Sicilia a ‘sistemare’ le mogli e gli amici nelle liste del Pd alle elezioni nazionali.
Perché vede, onorevole Crocetta, lei magari queste cose non le sa perché vive a Gela. Deve sapere che per i dirigenti nazionali del Pd la Sicilia è l’ultima delle ‘Colonie’: per questi signori il Pd siciliano serve solo a sistemare candidati che non trovano posto a Roma e nelle altre regioni i italiane. Li portano qui, li candidano grazie all’attuale, schifosa legge elettorale e, poi, una volta che li hanno eletti al Parlamento nazionale, chi s’è visto s’è visto. Pensi che, per ora, ci sono tre o quattro parlamentari nazionali non siciliani eletti in Sicilia nelle liste del Pd che nessuno, dalle nostre parti, ha mai visto.
Che cosa c’entra lei con questi signori? Noi, se proprio la dobbiamo dire tutta, giudichiamo molto interessante il suo recondito progetto dii farsi eleggere a Palazzo d’Orlèans, sede della presidenza della Regione siciliana, per poi sbarazzarsi dei Lumii, dei Papanii dei vari ‘lici’. L’idea è stupenda. C’è, però, un piccolo problema, onorevole Crocetta: lei, con il Pd, non verrà eletto ala guida della Sicilia. E sa perché? Perché la base del Pd – presso la quale lei riscuote simpatie – appena viene a sapere che Crocetta è appoggiato da Cracolici e Lumia dice: “Ma chi, con quei due? Non se ne parla nemmeno!”. 
Onorevole Crocetta: ci pensi. Perderebbe il Pd e l’Udc? Questi partiti – la preghiamo di crederci, diciamo sul serio – è meglio perderli che trovarli. Lei, se vuole veramente fare la rivoluzione, deve provare a farla con Giovanna Marano e con Claudio Fava, non con Cracolici, Lumia, Papania, Cardinale, Genovese e D’Alia. Questi signori – e lo tenga bene a mente, onorevole Crocetta – sono ‘scienziati del clientelismo’, altro che rivoluzione!

venerdì 28 settembre 2012

FAVA: COME FACEVA LA CANCELLIERI AD ESSERE INFORMATA?


Pubblichiamo ancora un articolo tratto dal giornale on-line LinkSicilia che condividiamo. Ce lo chiediamo anche noi: chi aveva interesse ad interrompere il tumultuoso cammino elettorale di Claudio Fava? Chi si potrebbe avvantaggiare  ,ora, della sua rinuncia ?Anche i bambini comprendono che l'arresto di Claudio non avvantaggia ,certamente ,Musumeci o Micchiché  ma Crocetta. Fuori Fava che volava nei sondaggi tutto diventa per il PD più facile? NON SI ILLUDANO PERCHE',OVVIAMENTE,NOI CONTINUEREMO insieme alla  COMPAGNA MARANO PRESIDENTE E CLAUDIO FAVA SUO VICE  LA BATTAGLIA PER COSTRUIRE IN SICILIA UNA NUOVA STAGIONE DELLA SINISTRA .ANTIMAFIOSA, DELLA PULIZIA MORALE ED AMMINISTRATIVA ,DEL LAVORO, DELLO SVILUPPO, DEI DIRITTI ..  
Sono  tante. E investono anche i partiti della coalizione, le anomalie
 del caso Fava. Ma, la prima, la più grossa, la più vistosa è quella che vede un ministro degli Interni della Repubblica italiana, del governo Monti per precisione,  ovvero Anna Maria Cancellieri, entrare a gamba tesa sul campo delle elezioni siciliane, spifferadno a mezzo stampa che il candidato della Sinistra siciliana,  Claudio Fava, appunto, non è candidabile.
Che la cosa sia strana non è sfuggito a  Fava che oggi, il giorno dopo il terremoto di ieri, che lo ha costretto a ritirare la sua candidatura a Palazzo d’Orléans, non ha esitato a dichiarare ufficialmente: “E’ irrituale che un ministro esprima un giudizio ostativo senza essere informato. Chiedo alla Cancellieri da chi e’ stato informata? E chiedo se sia lecito che un ministro a mezzo stampa possa annunciare queste cose”.
E ce lo chiediamo pure noi. Non tanto per Fava, quanto perché ci interessa capire in che tipo di regime viviamo.
Per i Verdi, in realtà non ci sono dubbi: “E’ singolare che il ministro dell’Interno del governo Monti, che non ha voce in capitolo sulle elezioni regionali in Sicilia, dichiari l’incandidabilita’ di Claudio Fava, che e’ l’unico tra i candidati alla carica di governatori anti-Monti” dice Maximo Ghioldi.
Tutta la documentazione relativa alla candidatura di Fava, che ha firmato solo due sere fa la dichiarazione di accettazione, era nelle mani di Erasmo Palazzotto, segretario regionale di Sel che non aveva  consegnato nulla.
Come faceva  la ministra a sapere che ci potevano essere problemi?  E’ forse una Pizia, una indovina? Forse, qualcuno, è andato a rovistare tra le carte di Fava e ha riferito alla ministra?  E chi?

giovedì 27 settembre 2012

DIETRO L'ATTACCO A FAVA LA STRATEGIA DEL PARTITO DEMOCRATICO


Pubblichiamo un articolo del giornale on-line"link sicilia" che condividiamo.L'attenzione nei confronti di Claudio Fava da parte dell'elettorato l'abbiamo constatato ieri al Palazzo dei Carmelitani. Claudio Fava ha ritardato di due ore la sua venuta a Partinico perché impegnato in un incontro a Trapani con duemila lavoratori precari che chiedevano giustizia. La maggior parte del pubblico presente, seppur a quell'ora tarda , lo ha atteso  ascoltando poi  il suo appassionato intervento 
 Toti Costanzo .
La prima cosa che non bisogna fare, in certi casi, è non perdere la lucidità e la calma. Ma analizzare i fatti e capire come parare i colpi. Perché il ministro degli Interni di un Governo, peraltro scredito, privo di investitura democratica, espressione di potentati bancari e finanziari, entra a gamba tesa nelle vicende politiche siciliane? Perché la signora Anna Maria Cancellieri, senza averne titolo, lascia trapelare, improvvisamente, la presunta ‘incandidabilità di Claudio Fava alla presidenza della Regione siciliana?
La prima considerazione da fare è che le parole di questo ministro sono un ‘avvertimento’. I potentati economici, finanziari e bancari che stanno dietro questo Governo dei poteri forti fanno sapere che seguono da vicino le elezioni regionali siciliane. E dicono a chiare lettere che, a loro, il candidato della Sinistra alla guida della Sicilia non va proprio giù.
Perché dicono questo? In primo luogo, perché i sondaggi diramati in queste ultime settimane sulle presunte intenzioni di voto dei siciliani non sono veri. Al massimo, sono dei desideri di voto. Il vero ‘sondaggio’ sulle elezioni siciliane del prossimo 28 ottobre lo ha diramato ieri pomeriggio il ministro Anna Maria Cancellieri, quando ha fatto sapere che Claudio Fava non si può candidate alla guida dell Sicilia. Che sta succedendo?
In questa vicenda è importante valutare attentamente il possibile ruolo del Pd. Cominciamo con il dire che tutto questo succede quando ormai gli addetti ai lavori conoscono, bene o male, le liste dei Partiti per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana. La scoperta, piuttosto amara, per il Pd, è che le liste che stanno “a sinistra” dello stesso Pd sono forti.
Da una parte c’è la lista che vede insieme Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e i vari ‘Cartelli’. Dall’altra parte c’è la lista di Italia dei Valori. Queste due liste sono abbondantemente sopra il 5 per cento.
A queste liste si somma un secondo elemento: la candidatura di Claudio Fava che va molto più forte di quanto i sondaggi hanno disperatamente cercato di far cedere.
Poi c’è un terzo elemento, che ancora non è venuto fuori. In Sicilia, accanto a una crescente disaffezione verso le urne, nell’elettorato tradizionale della Sinistra siciliana matura di giorno in giorno la voglia di voltare pagina, di imprimere una svolta alle vicende di una parte politica mortificata, in questi ultimi quattro anni, dal Pd siciliano.
La base del Pd siciliano è moto diversa dai vertici di questo Partito. E’ fatta da gente seria. Piena di passioni. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che credono nei valori della politica. Nulla a che vedere con il Governo Lombardo e con il suo presidente della Regione inquisito per mafia. Nulla a che vedere con le clientele. Nulla a che vedere con gli imbrogli dei corsi di formazione professionale organizzati per rubare e per ‘formare’ consenso elettorale.Nulla a che vedere con i consulenti. Nulla a che vedere con la spesa pubblica drogata. Nulla a che vedere con i vertici dell’attuale Pd siciliano.
La gente del Pd siciliano, in maggioranza, ha già deciso che non voterà per questo Partito. Non vuole votare per un Pd che, dopo essere stato, per quattro anni, alleato di Lombardo inquisito per mafia, si è alleato con l’Udc, cioè on gli eredi di Totò Cuffaro. Non vuole votare per il candidato alla presidenza della Regione. E, soprattutto, non vuole votare per le liste del Pd. 
Cari lettori di LinkSicilia, sappiate che i ‘conti’ che stiamo facendo noi sono già da alcuni giorni oggetto di riflessione dei dirigenti nazionali e regionali del Pd. Sappiate che in alcuni collegi – per esempio, ad Agrigento e a Ragusa – dalle proiezioni che questi signori conoscono già, così come lo conosciamo noi, le liste del Pd rischiano di non raggiungere il 5 per cento.
La prospettiva di un Claudio Fava che prende molti più voti del candidato di Pd e Udc, andando direttamente a insidiare i due candidati di centrodestra e – soprattutto – l’ipotesi delle due liste della Sinistra per il rinnovo dell’Ars che prendono molti più voti delle liste del Pd ha gettato nello sconforto i vertici nazionali e siciliani del Pd.
Solo adesso – solo negli ultimi tre o quattro giorni -i dirigenti romani e siciliani del Partito democratico stanno capendo l’errore che hanno commesso sostenendo per quattro anni il Governo Lombardo. Quello che è successo a Napoli potrebbe succedere in Sicilia.
La prospettiva di un crollo verticale del Pd siciliano avrebbe effetti devastanti su questo Partito. Sarebbe la fine dei vari Bersani, D’Alema, Veltroni, Bini e via continuando.
Così i vertici del Pd corrono ai ripari. Nasce da quest’analisi disperata l’idea di giocarsi la carta della presunta ‘incandidabilità’ di Fava. L’analisi disperata del Pd è una miserabile equazione politica di primo grado: se mettiamo fuori Fava, se proviamo a eliminare le liste di Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia di Rit Borsellino, ‘Cartelli’ della Sinistra e la lista di Italia dei Valori ‘costringiamo’ i nostri elettori a votarci.
Ecco trovata la scorciatoia: l’ennesima ‘scorciatoia’ di un Pd siciliano che è stato per quattro anni alleato di un presidente inquisito per mafia; che si è categoricamente rifiutato di celebrare il referendum sullo stesso Governo Lombardo per far decidere alla propria base se continuare a no a governare con Lombardo; che ha organizzato un ‘agguato’ politico ed  elettorale alle primarie del 4 marzo scorso contro Rita Borsellino candidata a Sindaco di Palermo che si rifiutava diappoggiare il Governo Lombardo; che non ha fatto uno straccio di analisi politica dopo la disfatta elettorale di Palermo; e che, ancora oggi – con la sponda del Governo nazionale – controlla un ‘pezzo’ della formazione professionale siciliana con Ludovico Albert, il dirigente generale di questo settore voluto dai vertici nazionali del Pd.
Via Fava dalle elezioni siciliane con la scusa del ritardo dei tre giorni nella iscrizione delle liste elettorali siciliane; via le liste di Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia e ‘Cartelli’ della Sinistra dalle elezioni per il rinnovo dell’Ars; via le liste di Italia dei Valori sempre dalle elezioni per il rinnovo dell’Ars.
Questa è l’unica, vera ‘ricetta’ che il Pd romano e quello siciliano immaginano per fronteggiare la crisi del proprio Partito: eliminazione dei propri avversari che stanno alla loro sinistra.
Questo è lo scenario. A questa offensiva la Sinistra siciliana deve saper rispondere con intelligenza. Tenendo conto che l’offensiva del Governo nazionale – appoggiato da Pd, Udc e Pdl – andrà avanti. I signori del Pd non si fermeranno. Faranno valere – tramite il Governo nazionale – le ‘ragioni’ anti-Fava.
Non resta che valutare attentamente la situazione studiando con attenzione le contromisure. Prevedendo eventuali ricorsi. E tutte le possibili soluzioni.
L’unica cosa da evitare è quella di non dare ai siciliani della Sinistra, il prossimo 28  ottobre, la possibilità di votare un candidato di Sinistra alla presidenza della Regione e candidati di Sinistra nelle elezioni per il rinnovo dell’Ars.    

mercoledì 26 settembre 2012

SULLA QUESTIONE DEI RIFIUTI LA MAGGIORANZA DI LO BIUNDO DEVE USCIRE DALL'AMBIGUITA'




DOMANI,GIOVEDI' 27 SETTEMBRE,  IL CONSIGLIO COMUNALE DI PARTINICO E' CHIAMATO A DECIDERE SE ADERIRE OPPURE NO ALLE NUOVE SOCIETA' ,LE SRR (società per la raccolta dei rifiuti) , PREVISTE DALLA LEGGE REGIONALE DELL'8 APRILE 2010 N. 9 ED APPROVATA ANCHE CON I VOTI DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CRACOLICI E LUPO . INTANTO IL CONSIGLIO COMUNALE ,SU IMPOSIZIONE DEL SINDACO LO BIUNDO HA RICHIESTO DI ADERIRE ALL'ATO "Terra dei Fenici" CIOE' UN AMBITO TERRITORIALE CHE COMPRENDE ANCHE IL COMUNE DI ALCAMO IL CUI CONSIGLIO HA GIA' DECISO DI ADERIRE ALLE SRR. SARA' INTERESSANTE CAPIRE QUEL CHE ACCADRA' NEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARTINICO. INTANTO IL NOSTRO PARTITO HA INVIATO UNA NOTA AI PRESIDENTI DI DUE GRUPPI CONSILIARI, PINO GIOVIA E SANTINO AIELLO, PERCHE' SI FACCIANO PROMOTORI DELL'APPROVAZIONE DI UN ORDINE DEL GIORNO CHE VUOLE NON SOLO  IL RIFIUTO DELL'ADESIONE ALLE SRR MA SOPRATUTTO IMPEDIRE CHE NEL NOSTRO TERRITORIO POSSANO REALIZZARSI TERMOVALORIZZATORI.
INFATTI TEMIAMO CHE A SANT'ANNA E BOSCO ,DOMANI, NE POTREBBE SORGERE QUALCUNO . 


AL PRESIDENTE DEL GRUPPO CONSILIARE DELL’MPA DI PARTINICO
                                                                                                DOTT. PINO GIOVIA
AL PRESIDENTE DEL GRUPPO CONSILIARE  INDIPENDENTE  DI PARTINICO
                                                                                          ARCH. SANTINO AIELLO

 Il Circolo “Peppino Impastato” del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico si rivolge alle SS.LL. per chiedere ,tramite  il Vostro ruolo e nella seduta del Consiglio comunale di Partinico di Giovedi’ 27 c.m. ,l’approvazione del seguente O.D.G:

-Premesso che l’esperienza della Società Servizi Comunali Integrati RSU spa che ha gestito e continua a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’ambito dell’ATO PA1 si è rivelata fallimentare oltre che dannosa per le risorse dei Comuni costituenti ;
- che il nostro Comune intende recuperare la sua libertà ed autonomia di iniziativa nell’ambito della riorganizzazione di un cosi’ importante servizio che ha incidenza e sulla salute dei cittadini e sulla salvaguardia dell’ambiente;
-che il Consiglio comunale di Partinico è chiamato a decidere di aderire , cosi’ come ai sensi dell’art. 6 della L.R. 8 aprile  2010  n. 9, alla costituzione delle SRR;
-che tali Società per azioni , ulteriore riproposizione di società per azioni di cui abbiamo già sperimentato i devastanti ,negativi effetti ,non corrispondono agli interessi della popolazione del Comune di Partinico;
- che la nuova Assemblea regionale siciliana che si insedierà dopo il  28 ottobre c.a. potrà recepire le istanze che arrivano dai nostri Comuni siciliani ;
-che tra il 2002  e il 2008 è stata combattuta in Sicilia una forte battaglia politica e sociale contro la realizzazione dei termovalorizzatori o inceneritori ;
                 TUTTO CIO’ PREMESSO
Il Consiglio comunale di Partinico nella odierna seduta :

1) respinge la proposta di adesione alle SRR come previsto dall’art.6 della L.R.n.9/2010;
2) si opporrà ,utilizzando tutti gli strumenti giuridici ,all’insediamento di eventuali Commissari straordinari nominati dall’attuale Governo regionale in sostituzione della volontà del Consiglio comunale  ;
3) s’impegna a chiedere alla nuova Assemblea regionale siciliana e al nuovo Governo che si insedieranno dopo il 28 ottobre 2012  la modifica della citata legge con la soppressione dell’art. 6 che prevede la costituzione delle SRR  e nello stesso tempo riaprire i termini previsti dall’art.5 della legge   per consentire agli enti locali di consorziarsi liberamente sulla base di criteri di differenziazione territoriale ,contesto socio-economico nonché in funzione delle caratteristiche del servizio ;
- assume impegno di non consentire che sul nostro territorio comunale possano sorgere termovalorizzatori o inceneritori per brucare i rifiuti .

PARTITO DELLA RIFONDAZONE COMUNISTA 
CIRCOLO "Peppino Impastato" di Partinico

lunedì 24 settembre 2012

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" IL CUI CONTENUTO CONDIVIDIAMO

Barometro elettorale/ I moderati siciliani? Sempre forti. Ma Fava…


di Redazione (22/9/2012)


1 commento

M

I dirigenti del Pd siciliano – spalleggiati dai vertici romani –
dicono di aver accettato di collaborare con il Governo di Raffaele
Lombardo per un motivo: perché avrebbero spaccato in varie parti
il blocco sociale del centrodestra siciliano.
Oggi il barometro elettorale proverà a dimostrare – con 
i numeri e non con le parole – che la tesi dei vertici regionali 
e nazionali del Partito democratico completamente destituita 
di fondamento.
Il Pd, che nel 2008 ha perduto le elezioni regionali, ha governato la
Sicilia per quattro anni. Ora siamo arrivati al
dunque. Il 28 ottobre i siciliani saranno chiamati alle urne. Spetterà agli elettori stabilire se in Sicilia non c’è più o c’è ancora una maggioranza moderata.
Una prima lettura dei sondaggi – che comunque, soprattutto in Sicilia, lasciano il tempo che trovano – sembrerebbe dare ragione al Pd.
Uno dei due candidati alla presidenza della Regione – Rosario Crocetta,
 appoggiato dal Pd e dall’Udc – viene dato come favorito insieme
con il candidato di Pdl, Cantiere popolare e La Destra, Nello 
Musumeci. Questi due candidati sarebbero al 28-30 per cento
dei consensi.
Già salta agli occhi la prima contraddizione. I dirigenti del Pd hanno
sempre detto che la loro alleanza con il Governo Lombardo serviva
per distruggere il sistema di potere di Totò Cuffaro.Solo che 
oggi – ‘piccolo particolare’ – si ritrovano a sostenere un candidato 
alla guida della Sicilia con il Partito – l’Udc – dove, piaccia o no,
militano i tanti eredi di Totò Cuffaro…
Non solo. Il 28-30 per cento di voti
 che i sondaggi ascrivono a Crocetta –
percentuale che il Barometro elettorale
 considera puramente teorica – non
costituisce la maggioranza degli elettori
siciliani ma, per l’appunto, solo il 30 per cento.
Se tale 30 per cento basterebbe ad eleggere 
il nuovo presidente della Regione, 
ebbene, ciò è dovuto alla legge elettorale siciliana che, in presenza 
di tre candidati forti, trasforma, di fatto, la forma di Governo da 
presidenziale in parlamentare.
Ma, ironia della sorte a parte, quattro anni di Governo regionale del Pd,
appoggiando, peraltro, un presidente della Regione – Raffaele Lombardo –
nquisito per mafia (altra contraddizione per un Partito che, a quanto pare,
solo a parole
ha sempre cavalcato l’antimafia), sono sempre stati giustificati con la
paccatura dell’area moderata siciliana. Di tale spaccatura i dirigenti
del Pd si sono sempre autodefiniti protagonisti.
Se leggiamo con attenzione lo scenario delle forze politiche 
siciliane a meno di quaranta giorni dal voto ci accorgiamo che 
le cose sono molto diverse.
Intanto, se i Partiti che sostengono Musumeci (Pdl, Cantiere popolare,
La Destra) si fossero presentati insieme – come stava per avvenire –
con Gianfranco Miccichè (il candidato sostenuto da Grande Sud, partito
dei Siciliani già Mpa, Fli e Mps), questo schieramento avrebbe già
avuto la vittoria in tasca con oltre il 50 per cento dei voti di lista.
La dimostrazione che il blocco moderato siciliano 
non è stato minimamente scalfito dai quattro anni di Governo
 Lombardo-Pd e che, anzi, è più forte di prima.
Infatti, rispetto a quattro anni fa, l’Udc è passato con il centrosinistra, ma la forza elettorale del centrodestra non è stata indebolita, risultando ancora maggioritaria.
Se oggi i moderati siciliani si presentano divisi è perché Gianfranco
Miccichè – e non il Pd siciliano – ha spaccato questo fronte (cosa
che ha già fatto nel 2008, subito dopo le elezioni). Questa spaccatura,
oggi, è avvenuta proprio perché le condizioni politiche ed elettorali lo
consentono.Detto in parole più semplici, se Miccichè non 
avesse la certezza di poter competere per vincere le elezioni 
mai e poi mai avrebbe accettato di ‘correre’ contro Nello Musumeci, 
che rimane un candidato forte.
Di fatto, si è verificato l’esatto contrario di quello che i dirigenti
del Pd hanno sempre sostenuto: lungi dall’essersi indebolito, il fronte
dei moderati siciliani si è rafforzato: ed è diventato così forte da consentirsi 
il lusso di presentarsi diviso. 
E questo – lo ripetiamo – 
nonostante il passaggio a 
sinistra di un Partito (l’Udc) 
che oggi in Sicilia vale il 10 
per cento circa.
I quattro anni di Governo Lombardo-Pd non hanno prodotto altri
effetti. In primo luogo, hanno contribuito a riunificate una grande
area politica alla sinistra del Pd. Oggi Sel, Rifondazione comunista,
i Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino si presentano sotto
un’unica sigla. Sempre a sinistra, ma in un’altra lista, c’è Italia dei Valori.
Se il Governo Lombardo-Pd ha un merito – e questo gli va 
riconosciuto senz’altro – è quello di aver fatto nascere in 
Sicilia una grande area politica di Sinistra oggi molto
 compatta, soprattutto rispetto alle elezioni per il rinnovo dell’Ars.
Come il Barometro elettorale ha più volte ribadito, il candidato di quest’area, Claudio Fava, non è al 14 per cento, ma al 18 per cento, proprio perché usufruisce i un voto ‘naturale’ che gli arriva dallo ‘zoccolo’ della Sinistra siciliana che oggi può ancora contare su un buon 25 per cento.
Mentre i candidati che, sempre secondo il Barometro, restano i
favoriti – Musumeci e Miccichè – ‘viaggiano tra il 25 e il 28 per cento.
Numeri alla mano, se Fava
riuscirà a ‘bucare’ il Pd,
intercettando una quota
onsistente di voto disgiunto
di questo Partito (ovvero
 elettori che potrebbero 
votare il Pd nelle elezioni 
per il rinnovo dell’Ars e lo
stesso Fava alle elezioni per il presidente della Regione)
potrebbe benissimo competere con Musumeci e Miccichè. La
partita è difficile. Ma bisogna crederci, però.



domenica 23 settembre 2012



     MERCOLEDI' 26 SETTEMBRE 2012 
    ORE 18,00 
PALAZZO DEI CARMELITANI 
        PARTINICO 
INCONTRO CON CLAUDIO FAVA 
CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE   
     SICILIANA

sabato 22 settembre 2012

VERGOGNA! TENTANO ANCORA ,COME NEL 2008 ,COL COSIDETTO "VOTO UTILE" DI VELTRONIANA MEMORIA



Oggi , nel pomeriggio, il Comitato a sostegno della candidatura a Presidente della nostra Regione , Claudio Fava,é sceso  in piazza Duomo per distribuire  un depliant con alcuni punti programmatici del suo , ma anche nostro, programma elettorale. Lo facciamo con l’orgoglio di sostenere una persona pulita, perbene,un uomo coerente con i principi della cultura della sinistra siciliana ed italiana.  Quella sinistra la cui storia esaltante, da noi,  inizia con la nascita e le lotte dei fasci siciliani , la lotta per la terra, contro la mafia  per continuare dalle nostre parti con lo sciopero alla rovescia del 1956 ,contro l’affarismo, le clientele e la malapolitica. La malapolitica. Non volevo credere a quel che mi raccontavano :alle elezioni comunali del 2008 quando a conquistare il governo della nostra città è stato uno dei peggiori assemblaggi qualunquistici che aveva avuto vita nella storia politica della nostra città giravano per le case le madri di alcuni candidati. Chiedevano voti ai parenti , agli amici, ai vicini.”Per favore, date  il voto a mio figlio cosi’ per cinque anni sarà “ a posto” . Sarà eletto ed avrà uno stipendio da consigliere comunale”. Cosa sono costretti fare i genitori per i loro figli!Durante la cosiddetta Prima Repubblica dovevano prostrarsi davanti a uomini di quei Partiti che governavano anche la Sicilia e che una promessa di “ posto” non si negava a nessuno ma che nella stragrande maggioranza dei casi quel posto non sarebbe arrivato mai per i poveracci mentre a “ sistemarsi” erano sempre amici e parenti di uomini politici appartenenti a quei Partiti. Oggi che il “posto” è diventato una chimera tu pensi che l’illusione sia ,finalmente, finita. Ma quando mai! Quella rete funziona ancor di più .” Se mi dai il voto ti piazzo in un’associazione di volontariato perché quel mio amico deputato si è impegnato a far finanziare “il progetto”. Oppure :” Cerca i voti e ti inserisco in una cooperativa di disoccupati che il mio amico candidato stà costituendo proprio in questi giorni “. E i genitori riiniziano il giro dei parenti, degli amici, dei vicini di casa “perché se gli daremo i voti e sarà eletto alla Regione quella cooperativa otterrà  i finanziamenti e me figghiu intanto s’infila e poi viremu ”.  Funziona ancora cosi’ ,anzi oggi ancor meglio, dato che il bacino del bisogno si è allargato fino all’inverosimile. Un bacino di voti utili perché il giovane rampollo tenti la scalata, il vecchio trombone tentare il salto di qualità, il cinico politicante mantenere i 20 mila euro al mese insieme a tutti gli altri vantaggi che comporta il  “sedersi” all’ARS almeno per 5 anni .
Ma non possiamo trattenere la rabbia perché anche in Sicilia si stà tentando  il già collaudo espediente del 2008 messo in piedi da Veltroni  ,cioè dalla parte politicamente più squallida del nuovo  Partito Democristiano .Vi ricordate? Dicevano “Se date i voti a Rifondazione ,ai Comunisti Italiani uniti ,insieme a Verdi, nell’ARCOBALENO farete il gioco di Berlusconi che vincerà le elezioni. E noi riformisti saremo costretti all’opposizione “.  Il gioco del neo Partito Democristiano  funzionò:  vinse Berlusconi ma milioni di elettori di Sinistra diedero i voti  a Veltroni che portò in Parlamento oltre 300 tra deputati e senatori mentre LA SINISTRA ALTERNATIVA NE  RESTAVA FUORI CON GRAVISSIMO DANNO PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA . Cosi’ fu anche in Sicilia , sempre nel 2008, con l’accordo Cracolici-Cuffaro che pose  lo sbarramento al 5%. Lo scopo dichiarato era di impedire alla Lista Arcobaleno di entrare nell’ARS . Circa 120 mila siciliani , il 4,9% ,che votò a sinistra non ebbe, cosi’,  alcuna rappresentanza.Il risultato é sotto gli occhi di tutti: a Roma sostengono il Governo affossatore della vita dei lavoratori di Monti , in Scilia hanno sostenuto  fino all'ultimo l'impresentabile Lombardo.
OGGI TENTANO ANCORA QUEL GIOCO  CONTRO CLAUDIO FAVA E LE LISTE A SUO SOSTEGNO . Dicono: “non votate per il candidato della Sinistra perché sono voti sprecati. Fava non ha alcuna possibilità di vittoria Se votate per lui  si disperdono i voti e vince Musumeci ,uomo di destra, o Micciché sempre amico di Dell’Utri e di Berlusconi. Dunque VOTATE UTILE, VOTATE CROCETTA .Cioè votate PD”
E invece- noi diciamo- che  il galantuomo Fava è la NUOVA SPERANZA  perché la Sicilia si affranchi , finalmente, dal malgoverno, dagli intrecci tra mafia e politica, dai saltimbanchi politicamente ambigui  alla Crocetta, dalla destra berlusconiana che si presenta con le facce di Musumeci e Micciché .
Cosi’ come ci si può  affrancare  dal Cuffarismo e dal Lombardismo che hanno prosciugato le risorse economiche della Sicilia e  i cui semi crescono dentro la nuova UDC e il nuovo Movimento di Lombardo ,gli uni e gli altri  apparentemente fuori da accordi di potere con Crocetta ma pronti ad accordarsi  con questo nuovo  Partito Democristiano tanto simile a queste formazioni e  saldamente nelle mani di uomini SPREGIUDICATI E CINICI  come  Cracolici, Lumia,  Lupo  Papania, Genovese, Crisafulli.
SI ,IL VOTO UTILE PER LA SICILIA E’ QUELLO PER CLAUDIO E PER LE LISTE CHE LO SOSTENGONO .FAVA, UOMO DI SINISTRA,  FIGLIO DI GIUSEPPE UCCISO DALLA MAFIA E SPERANZA PER MILIONI DI  SICILIANI ONESTI  
Toti Costanzo 

giovedì 20 settembre 2012

BAROMETRO ELETTORALE:MUSUMECI E MICCICHE' ,POI CROCETTA E FAVA

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" CHE CONDIVIDIAMO

Si torna a parlare dei sondaggi. Il riferimento, neanche a dirlo, è alle prossime elezioni regionali. Ieri li abbiamo letti sui quotidiani on line. Oggi li leggeremo sui giornali cartacei. Lo scenario, nella corsa per la presidenza della Regione, è il solito: lotta testa a testa tra Nello Musumeci e Rosario Crocetta, che sarebbero al 27-28 per cento; poi Gianfranco Miccichè al 22 per cento (due punti in più rispetto all’ultima volta); Claudio Fava al 14 per cento (l’ultima volta, con grande ‘lungimiranza’, lo davano all’8 per cento, guarda caso dopo che Italia dei Valori e Un’Altra storia di Rita Borsellino avevano ufficializzato il voto in suo favore…) e Giancarlo Cancellieri all8 per cento.
Non c’è bisogno di dire che per il Barometro elettorale questi dati sono poco convincenti. A noi, detto con franchezza, questi numeri sembrano più espressione del desiderio di voto (da parte di alcuni) che un possibile orientamento di voto. Vediamo di illustrare il perché. 
Partiamo da Nello Musumeci, appoggiato dal Pdl, dal Cantiere popolare e da La Destra. Con grande rispetto per gli autori di questo ennesimo sondaggio, ci permettiamo di ricordare che, nella cosa alla presidenza della Regione, un ruolo fondamentale verrà svolto dalle liste, con il cosiddetto “effetto di trascinamento”, e dal ‘voto disgiunto’: ovvero da quegli elettori che voteranno – per esempio – per uno schieramento di centrosinistra per le elezioni del rinnovo dell’Ars e per un candidato di centrodestra o autonomista (o di qualunque altra posizione politica) per la presidenza della Regione 8e viceversa).
Cominciamo con il Pdl. Ricordiamo che Forza Italia, nei sondaggi per le regionali, veniva sempre data al 28-29 per cento. Poi, però, prendeva il 19-20 per cento (il massimo risultato raggiunto da questo Partito alle regionali siciliane, se non ricordiamo male, è stato il 23 per cento).
Il 28 ottobre questo partito farà a meno di Gianfranco Miccichè, che ‘correrà’ con un proprio simbolo, Grande Sud. Questo ci dice che il Pdl siciliano, al di là dei sondaggi, si fermerà al 14-15 per cento: e il Barometro elettorale ci mette la firma.
A noi risulta che il Cantiere popolare sconti qualche difficoltà nel completare le liste in tutt’e nove le province. Questo significa che tale Partito, a livello regionale, molto difficilmente confermerà il voto delle comunali di Palermo (12-13 per cento). Verosimilmente scenderà al 7-8 per cento (non escludendo sorprese, visto il grande affollamento di liste al ‘centro’ dello schieramento politico).
La Destra di Nello Musumeci proverà a superare lo sbarramento del 5 per cento.
Nel complesso, le liste di Musumeci dovrebbero attestarsi al 25-26 per cento. Considerato che tale candidato usufruirà di un voto disgiunto favorevole (soprattutto a Catania e provincia), il 28-30 per cento è alla sua portata.
Passiamo a Rosario Crocetta, sostenuto da Pd e Udc. Il Pd siciliano se raggiungerà il 14 per cento sarà un miracolo, dopo quattro anni di ‘inciuci’ con i Governi di Raffaele Lombardo. L’Udc siciliana, grazie alla ‘campagna acquisti’, dovrebbe attestarsi sul 10 per cento. Per raggiungere il 28-30 per cento, il candidato Rosario Crocetta dovrebbe prendere 5 o 6 punti di voto disgiunto. Al Barometro elettorale tale ipotesi sembra inverosimile.
Crocetta non toglierà un silo voto all’area di Musumeci. E nemmeno a quella di Miccichè. Il candidato di Pd e Udc vincerà solo in presenza di un crollo verticale del voto a Claudio Fava: cosa che al Barometro elettorale sembra molto improbabile.  
Andiamo a Gianfranco Miccichè, sostenuto da Grande Sud, il Partito dei Siciliani di Raffaele Lombardo, Futuro e libertà e l’Mps di Riccardo Savona.
La lista di Grande Sud, secondo il Barometro elettorale, ‘viaggia’ tra il 7 e il 10 per cento. Il Partito dei Siciliani viene dato tra il 13 e il 15 per cento. Noi non ci crediamo e lo diamo, bene che vada, tra l’8 e il 10 per cento. Fli e Mps si presentanoinsieme e oscillano tra il 5 e il 7 per cento. Nel complesso, le liste che sostengono Miccichè sono sul 25-26 per cento. E se Musumeci, molto forte a Catania, guadagnerà sul voto disgiunto etneo, Miccichè potrebbe intercettare il voto disgiunto di Palermo (e non solo).Morale: il Barometro dà Miccichè molto vicino a Musumeci.
Claudio Fava. Il candidato della Sinistra è sostenuto da due liste: Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e vari ‘Cartelli’ della Sinistra tutti uniti in un unica lista; e Italia dei Valori. Secondo il Barometro elettorale, entrambe le liste che sostengono Fava supereranno lo sbarramento del 5 per cento. Nel complesso, si dovrebbero attestare tra l’11 e il 13 per cento.
Questo perché in Sicilia c’è ancora uno ‘zoccolo’ di Sinistra del 20 per cento che il Pd rappresenta ormai solo in minima parte. 
Contrariamente ai sondaggi, Fava non è un candidato debole. Contrariamente a quello che lasciano intendere i sondaggi, è Fava che può guadagnare sul voto disgiunto ai danni di Crocetta e non viceversa. Difficile, in questo caso, fare previsioni. Ma il 18-20 per cento ci sembra alla sua portata.
Si dirà: gli elettori di Fava, a questo punto, potrebbero convergere su Crocetta per un fatto strategico. Errore: con Fava candidato e probabile capolista in vari collegi, la Sinistra siciliana ha finalmente la possibilità di iniziare a costruire una reale alternativa di Sinistra per la Sicilia.
Se Fava arriverà al 18-20 per cento e le liste che sostengono al 13-15 per cento – magari superando insieme il Pd – comincerà a prendere piede una ‘rivoluzione’ a partire dai territori, con effetti positivi visibili già dalle prossime elezioni politiche nazionali.  
Poi ci sono gli altri candidati alla guida della Sicilia. Tra questi, a nostro avviso, spicca Giancarlo Cancellieri, del Movimento 5 Stelle. Il sondaggio lo dà all’8 per cento. Secondo il Barometro questo Partito ‘viaggia’ tra l’8 e il 10 sia alle elezioni per la presidenza della Regione, sia nella ‘corsa’ per il rinnovo dell’Ars.
Gli altri candidati, con rispetto parlando, cii sembrano un po’ fuori gioco.

martedì 18 settembre 2012

BAROMETRO POLITICO- LE BUGIE DEI SONDAGGI SU CLAUDIO FAVA


PUBBLICHIAMO DAL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" UN ARTICOLO CHE CONDIVIDIAMO
Ormai da giorni i giornali – adesso anche quelli nazionale – sono invasi da sondaggi sulle elezioni siciliane del prossimo 28 ottobre che non è esagerato definire “teleologici”. Questi sondaggi danno in testa Nello Musumeci (30-31 per cento), al secondo posto Rosario Crocetta (26-27 per cento). Al terzo posto Gianfranco Miccichè (20 per cento 
circa). Al quarto posto, forse a pari merito, con il 10-11 per cento a testa, ci sarebbero il candidato della Sinistra, Claudio Fava, e l’esponente del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancellieri.
In certo giornali, addirittura, Fava verrebbe dato all’8 per cento. Si tratta di sondaggi – lo abbiamo già scritto – poco credibili e, per certi versi, ‘teleologici’, ovvero con dei fini. Uno dei fini potrebbe essere quello di sminuire il candidato della Sinistra – Claudio Fava – magari per convincere gli elettori siciliani che il voto alla Sinistra è inutile. 
In questo articolo cercheremo di dimostrare – con dati di aritmetica elettorale – che i sondaggi sulla candidatura di Fava non stanno né in cielo, né in terra. In realtà, come ora vedremo, facendo parlare i ‘numeri’, le cose stanno esattamente all’opposto. 
La candidatura di Claudio Fava viene appoggiata da forze politiche che, in Sicilia, sono in crescita. Le liste che lo sostengono sono due. La prima è composta da Italia dei Valori, che nell’Isola può contare sulla leadership del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Alla preparazione di tale lista lavorano da circa due mesi, con grande impegno, i vertici regionali di questo Partito, con in testa il Senatore Fabio Giambrone.
Italia dei Valori, in Sicilia, è già in campagna elettorale. Questo Partito, in condizioni ordinarie, potrebbe raggiungere senza problemi il 9-10 per cento. Ma le elezioni regionali del prossimo 28 ottobre non saranno ordinarie per la presenza di tante liste e per un’oggettiva difficoltà di capire quello che potrebbe succedere (facciamo un esempio: se è abbastanza facile prevedere un buon risultato delle liste del Movimento 5 Stelle di Grillo, è quasi impossibile prevedere il risultato del Movimento dei Forconi, che i sondaggi danno all’1 per cento, ma che potrebbe – a nostro avviso – dare luogo a qualche sorpresa).
Alla luce di queste difficoltà noi diamo a Italia dei Valori una stima che va dal 7 all’8 per cento.
Nella seconda lista che sostiene Fava ritroviamoSel, la Federazione della Sinistra, i Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e i vari ‘cartelli’ della Sinistra. I sondaggi danno questo schieramento sotto il 5 per cento, che è la soglia di sbarramento raggiunta la quale si ha accesso all’Ars con un certo numero di deputati. Noi, al contrario, diamo questa lista sopra il 5 per cento.  E motiviamo anche il perché, a nostro avviso, questa lista potrebbe prendere dal 6 all’8 per cento dei consensi.
Alle ultime elezioni comunali di Palermo la Sinistra non era unita. Sel si è presentata con il candidato del Pd, mentre Verdi e Federazione della Sinistra sono andati da soli. Ebbene, questi ultimi due Partiti, da soli, hanno sfiorato il quorum, fermandosi al 4,8 per cento. Se si fossero presentato insieme con Sel avrebbero superato il 7 per cento.
Alle prossime elezioni regionali questi partiti si presenteranno insieme in tutta la Sicilia. Uniti e rafforzati dalla presenza di tutti i ‘cartelli’, cioè dei movimenti di Sinistra presenti in Sicilia.
La presenza di una Sinistra unita si inserisce in una competizione elettorale alla quale il Pd siciliano partecipa con un’immagine molto appannata. Per quattro anni il Pd siciliano ha appoggiato un presidente della Regione -Raffaele Lombardo – inquisito per mafia. Un presidente che si è dimesso non per motivi politici, per perché deve essere processato.
Queste cose, nell’elettorato di Sinistra, contano moltissimo. Tra l’altro, il Governo Lombardo ha mal governato la Sicilia: tant’è vero che lo stesso Pd e il candidato alla presidenza della Regione dello stesso Pd e dell’Udc, Rosario Crocetta, non vogliono inserire nelle liste assessori uscenti della giunta Lombardo perché temono di perdere voti: questo perché nell’immaginario politico dell’elettorato siciliano gli assessori uscenti della giunta Lombardo sono sinonimo di mal governo.
Che significa tutto questo? Che, verosimilmente, molti elettori del Pd siciliano voteranno per Fava alla presidenza della Regione e – soprattutto – voteranno per i candidati della vera Sinistra alle elezioni per il rinnovo dell’Ars.
Queste brevi constatazioni, quasi ovvie, demoliscono il sondaggio che danno Fava candidato alla presidenza della Regione sotto il 10 per cento. Sommando aritmeticamente il 7-8 per cento di Italia dei Valori e il 6-7 per cento della lista della Sinistra unita Fava arriva già, tenendosi ai minimi, al 13 per cento.
Ma a questo dato – lo ripetiamo – bisognerà aggiungere il voto in ‘uscita’ dal Pd siciliano, Partito ormai screditato sotto tutti i punti di vista. Ricordiamo che la base del Pd è infuriata con i vertici di questo Partito che, per tre anni, hanno impedito la celebrazione del referendum per consentire a iscritti,  militanti e simpatizzanti di pronunciarsi sulla partecipazone al Governo Lombardo del loro Partito.
Ora tutti questi iscritti, militanti e simpatizzanti hanno la possibilità di rivalersi su un Partito – il Pd siciliano – gestito da prepotenti e da furbi che, per tre anni di fila, alle ragioni politiche e culturali della Sinistra, hanno preferito gli affari (in certi casi personali) del Governo Lombardo.
Non è facile quantificare quanti iscritti, militanti e simpatizzanti del Pd siciliano, stanchi delle prepotenze del loro Partito (che, peraltro, ha imposto Crocetta candidato senza il ricorso alle primarie: altro atto di prepotenza nei riguardi della base) voteranno per Fava. A nostro avviso, potrebbero essere tanti.
Ci saranno elettori del Pd che cambieranno radicalmente Partito, votando Fava alla presidenza della Regione e le liste della Sinistra alle elezioni per il rinnovo dell’Ars. E ci saranno anche elettori del Pd – e non saranno pochi – che per dare un ‘segnale’ al proprio Partito, effettueranno il cosiddetto ‘voto disgiunto’: voteranno il Pd alle elezioni per il rinnovo dell’Ars per non tradire il prorpio Partito, ma voteranno Fava alla presidenza della Regione.
Ala luce di queste considerazioni logiche, Fava, partendo dal 13-14 per cento, potrebbe arrivare anche al 17-18-20 per cento. Se poi aggiungiamo il suo valore aggiunto – cioè i voti che prenderà per simpatia – ecco che potrebbe competere anche per la vittoria, cosa che noi abbiamo scritto circa 20 giorni addietro.
Alla luce di questi dati di ‘aritmetica’ elettorale e politica, frutto di un’analisi realistica, di veramente irrealistico, in questi sondaggi, c’è il 26-27 per cento di Crocetta. Per quale motivo il candidato di un Partito – il Pd siciliano – destinato a perdere voti – dovrebbe  prendere un numero voti di voti tre volte superiore a quello che, verosimilmente, prenderà il suo Partito?
Dal 1990 ad oggi – statistiche alla mano – un solo uomo politico, in Sicilia, ha perso il doppio e, qualche volta, il triplo dei voti in più rispetto alla sua lista: si tratta di Leoluca Orlando. Che è stato protagonista di queste ‘prestazioni elettorali’ eclatanti solo a Palermo.
Crocetta – secondo questi sondaggi – dovrebbe emulare Orlando in tutta la Regione. Per giunta on un Partito – il Pd – in picchiata verso il basso. Tutto questo è politicamente e numericamente improbabile. Anche perché, con rispetto parlando, non riconosciamo al signor Crocetta questo carisma.
Il vero dato politico che questi sondaggi ‘teleologici’ cercano di nascondere riguarda, invece, il dramma politico – ed elettorale – del Pd. Questo Partito, nel 2008, ha preso il 18 per cento dei voti. Questo grazie al fatto che ben tre liste non raggiunsero il 5 per cento (fermandosi tutte tra il 4,5 e l 4,9 per cento). Al Pd vennero riconosciuti 36 parlamentari (la maggioranza di centrodestra che aveva stravinto le elezioni aveva già tutt’e 54 i seggi disponibili).
Il 28 ottobre ci saranno sei, sette, forse otto Partiti che raggiungeranno il 5 per cento. Questo significa che il Pd siciliano, se dovesse mantenere il proprio 18 per cento, prenderebbe la metà esatta dei seggi rispetto a quattro anni fa: cioè 18 seggi. Ma poiché scenderà sotto il 18 per cento, si ridurranno anche i seggi.
Sono questi i veri numeri del Pd siciliano, non Crocetta al 27 per cento!