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domenica 29 aprile 2012

MAI LA SINISTRA ITALIANA E SICILIANA AVEVA PARTORITO MASCALZONI DI TAL FATTA !



A Palermo è assolutamente necessario che a vincere le elezioni sia l’on. Leoluca Orlando .E non certo che ridiventi Sindaco della città per la sua personale soddisfazione o del suo Partito, l’IDV,  e neppure per la coalizione che lo sostiene che vede insieme IDV,Verdi, Federazione della Sinistra e alcune personalità e Movimenti palermitani . E’ necessario  perché ne va della democrazia e del futuro non solo di Palermo ma della nostra Regione. La vittoria di Ferrandelli con alle spalle fior di personaggi spregiudicati del calibro di Cracolici , Lumia, Papania ,Cardinale, Crisafulli e saltimbanchi del livello di Crocetta o Arnone che hanno voluto calpestare la dignità oltre che la storia di tanti provenienti dal PCI ma che continuano a votare per il PD ,significherebbe riproporre l’alleanza col democristiano Lombardo . Un’alleanza che si concreterebbe ad ottobre quando si andrà a votare per il nuovo Governatore. Se Ferrandelli vince a Palermo – e non dobbiamo dimenticare che Lombardo ha sostenuto alle primarie proprio questo giovane arrampicatore  rompendo,poi, alla prima occasione, con il centro destra del candidato Costa proprio per avere le “mani libere”  alle prossime regionali e ricostruire l’alleanza col PD - l’alleanza tra PD,MPA e parte del terzo Polo sarà di fatto costituita. Si tratterebbe soltanto d’accordarsi sul candidato governatore che é una delle ragioni vere della ostilità manifesta dell'UDC nei confronti dell'asse Lombardo-Cracolici .  Con l’aggravante che a questa coalizione  potrebbe anche aggregarsi Sel ( non si spiegherebbe altrimenti l’alleanza a Palermo con Ferrandelli né possiamo dimenticare quel che è accaduto a Napoli  con De Magistris e come accade in tanti Comuni siciliani )  e per diversi motivi . Perché Vendola non vuole la costruzione di un POLO di SINISTRA (con  IDV,Federazioni della Sinistra, Verdi che i sondaggi danno in Italia addirittura oltre il 29%!) e perché vuole l’alleanza organica col PD ed anche con i  moderati del terzo polo .Le ragioni : non solo eleggere deputati e senatori , cosa condivisibile e giustificata ,ma assicurarsi ministri e sottosegretari nell’eventuale prossimo governo nazionale che vedrebbe probabile vincente il PD con i suoi alleati ed, ovviamente, senza le forze della SINISTRA ITALIANA .Né va dimenticato che dentro il  terzo polo trova posto , seppur essendo sul piano nazionale una forza elettoralmente minima ma forte in Sicilia, l’MPA di Raffaele Lombardo . Dunque a Palermo se dovesse vincere Ferrandelli si riproporrebbe ,ad ottobre, l’alleanza vincente con i soggetti che hanno dato vita a questa aggregazione palermitana non solo per tentare la riconquista della Regione ma per emarginare definitivamente la Federazione della Sinistra che è uno degli obiettivi mai nascosti di Vendola mentre il PD ha l’obiettivo di  umiliare l’IDV di Di Pietro ed Orlando e riportarlo a più accondiscendenti subordinazioni  . La vittoria in Sicilia di una coalizione che vede insieme il PD,l’MPA ed il terzo polo ( o parte di questo) significherebbe  riportare la città di Palermo  ,e poi la Sicilia  ,all’interno di un contesto di arretratezza culturale, rozzezza politica , affarismo e spregiudicatezza di cui è stato espressione il democristiano Lombardo,plurinquisito per contiguità con la mafia,  che indifferentemente e per la stessa logica che è quella di arraffare il potere ad ogni costo ,gli ha consentito di gestire  questa parte consistente di legislatura prima con i Partiti del centro destra che lo hanno eletto Governatore e poi con lo stesso PD  alleati, entrambi,  con  parte del Terzo Polo (FLI,API, Alleanza Per la Sicilia) . Sarebbe la costruzione di una saldatura tra soggetti che hanno fatto del trasformismo un’arma per governare col vecchio sistema delle clientele, delle mance, dei favoritismi, dello spreco . Uno strumento per affossare ulteriormente la nostra isola , la suo cultura, la sua economia e , dunque, un governo contro i lavoratori.
Noi riteniamo che la vittoria a Palermo di Orlando e della nostra coalizione metterebbe in discussione ed in crisi ,definitivamente, il ruolo del PD in Sicilia, la sua natura “democristiana” e darebbe l’opportunità ad alcuni pezzi di forze pulite che ancora ad oggi sono dentro quel Partito e che non hanno rotto definitivamente con la cultura e la storia della sinistra italiana e siciliana che affonda le sue radici nei fasci dei lavoratori,di liberarsi per costruire l’alternativa . E darebbe anche forza a quella componente siciliana ed anche italiana di Sel che ha interesse per la costruzione di un Polo della Sinistra italiana che potrebbe diventare l’ago della bilancia per qualsiasi governo di centro sinistra in Italia. Ma metterebbe in crisi ,soprattutto, il modello trasformistico costruito dall’asse  Cracolici-Lumia-Lombardo in Sicilia ,elemento forte d’inquinamento delle coscienze e freno per una definitiva liberazione dell’isola da forze ostili alla democrazia e alla civiltà  .E  ci consentirebbe di riprendere quel progetto di ricostruzione di una forza politica di sinistra della nostra identità siciliana iniziata  con la  Borsellino e che diede vita alla Sinistra Arcobaleno che , IN SICILIA , totalizzava alle politiche del 13 e 14 aprile  il 2,6% mentre alle regionali lo stesso giorno veniva votata dal 4,87 dei siciliani A DIMOSTRAZIONE CHE GLI ITALIANI E I SICIIIANI , per le politiche, ERANO CADUTI NELLA TRAPPOLA DI VELTRONI CHE CHIEDEVA AGLI UOMINI E DONNE DELLA SINISTRA DI DARE AL PD IL "VOTO UTILE" CONTRO BERLUSCONI . Il voto utile Veltroni lo ebbe per subito barattarlo proprio col Cavaliere e porre lo sbarramento pure alle elezioni europee del 2009 che impedirono alla SINISTRA di essere rappresentata in quel Parlamento. Il killer politico Cracolici in Sicilia si era già accordato con Cuffaro per porre lo sbarramento al 5% e impedire, cosi', l'ingresso nell'ARS della SA e fare il pieno di deputati regionali . Mai la sinistra italiana e siciliana aveva partorito mascalzoni di tal fatta!. Tuttavia la Sinistra Arcobaleno aveva segnato una svolta nel panorama delle forze politiche in Sicilia e in Italia ma che, dobbiamo dirlo con forte autocritica, demolimmo irresponsabilmente con il Congresso del 2009 che provocò la scissione di Rifondazione, l’allontanamento di importanti quadri politici costruiti in anni di sacrifici  e duro lavoro politico soprattutto con la guida di Fausto Bertinotti. Bisogna riprendere quella via perché, quella si’ è la giusta via della Sinistra siciliana ed italiana .E questa volta anche con IDV e Verdi e Movimenti  Mi chiedo : quanto varrebbe elettoralmente ,oggi , una coalizione in Sicilia con IDV,Federazione della Sinistra, Verdi , Sel, Movimenti e personalità della cultura e della società civile ? E perché Vendola ed Erasmo Palazzotto inseguono disperatamente e irresponsabilmente il PD di Cracolici, Lumia e Ferrandelli sapendo che dietro costoro vi é e vi sarà sempre presente l'ingombro di don  Raffaele Lombardo ?
Toti Costanzo

sabato 28 aprile 2012

NO ,NON SE NE VANNO MANCU A' CANNATI



Vediamo di capire cosa può succedere in un Comune “ non normale” Succede che l’amministrazione comunale approva una delibera che approva un Regolamento il quale detta le linee per la utilizzazione di un importante bene culturale. Ad esempio una Cantina monumentale che essendo stata costruita dal re dei Borboni ha ,da sempre, assunto la denominazione di  “Real Cantina Borbonica”.Il  Regolamento in questione essendo stato congegnato da un gruppo di giovani amministratori del tipo “Francia o Spagna  purchè  se magna” ,prevedeva un uso blasfemo ,plateale ed anche plebeo del bene del tipo “Perché non lo affittiamo per matrimoni, battesimi, cresime e sagre dello stigliolo e del polipo? E perché non ne facciamo anche  il luogo di ritrovo per le nostre notti brave piuttosto che salire e scendere da locali collocati su luoghi impervi, anche se discreti, ed ovattati e soprattutto lontani dagli sguardi torvi dei comunisti  ? E perché tutto questo, infine,  non lo diamo in gestione ad alcuni gelatara del luogo che, però, al momento opportuno si sbrazzanu  ‘pi nutri e ‘nni fannu aviri puru  i voti ?” Tutti d’accordo,tutto tranquillo. Bisognava soltanto fare approvare da un’apposita Commissione consiliare, che si pensava addomesticata, il Regolamento che avrebbe dovuto sancire queste altissime e nobilissime volontà e, poi, “rien ne va plus” .Sembrava fatta . Ma il diavolo che fa le pentole qualche volta  dimentica di  fare anche i coperchi per cui non fu difficile agire ad un gruppo nutrito di cittadini nostalgici del passato,che piangono davanti le “pietre” ,che si commuovono davanti ad un capitello,uno stucco del Serpotta , un dipinto anche di anonimo ,un libro,una poesia. Piangono, addirittura, davanti la morte di un albero la cui chioma vide passare sotto di sé uomini e donne, epoche e tradizioni . E se qualcuno (o Rosa ,o Bruno, o Gnaziu o Cicciu) recitano o cantano  “Lamentu pi’ la morti di Turiddu Carnevali” sembrano un fiume in piena, inarrestabile .Cioé ,costoro, sono uomini assolutamente normali che però  hanno il vizio di portare rispetto a quanti avevano saputo costruire il futuro e che,oggi,  nella loro vita di “continuatori” si sono sempre spesi perché quel monumento, insieme ad altri ,potesse  rappresentare “la storia” oltre che la “memoria” di una comunità  verso la quale manifestare sempre rispetto e riverenza . E , costoro,  il 10 di agosto del 2009 piuttosto che andare a farsi i bagni e non rompere le scatole ai giovani “furbilli” manovratori che si sono impossessati saldamente del “comando”( chistu è nostru e ‘nnu ci su’ cazzi chi tennu !) ,che ti  fanno? Si riuniscono , discutono,s’incazzano pure ed, infine, pensano di dare vita ad un Comitato (l’unico strumento di democrazia partecipata che conoscono)  la cui Presidenza viene, giustamente,  affidata ad un’altra strapatita di beni culturali e della storia della città che il comando lo ebbe oltre che la capacità di acquisire quel bene al patrimonio pubblico perché partiva dal presupposto che “la città non è mia ,neppure nostra ma di tutti”. E che ti fanno costoro ?Dopo avere convinto, come si diceva, la Soprintendente ai Beni culturali della Regione che i furbilli stavano congegnando una vera e propria porcheria ,propongono un dignitoso uso del bene che ne potesse mantenere la sua destinazione originaria per la quale ottenne i finanziamenti che diedero il via al suo definitivo e completo recupero. In primis quale  Museo della civiltà contadina e ,in più ,accogliendo le proposte di un luminare della cultura vinicola mondiale, tale professore Giacomo Tachis,ritenne di accoglierne le illuminate indicazioni in quanto quella Cantina si prestava per la realizzazione di una  “Enoteca regionale” entro cui ospitare i produttori vinicoli della nostra regione e consentire ,durante l’arco dell’anno, attraverso tutta una serie di iniziative di costruire attorno al vino  momenti di incontro, scambio, vendita, esaltazione dei prodotti della nostra terra .Uno spazio, seppur modesto ,per dare un poco di respiro alla nostra asfittica economia locale .Restava il problema del “come” gestire tutto quel progetto .E allora proposero di dare vita ad una Fondazione dentro cui mettere insieme il Comune, le Associazioni che operano nel settore dei beni culturali e della vitivinicultura, le banche, i produttori di vino ,l’Istituto della Vite  e del Vino che già ,all’epoca della visita del professore Tachis, aveva dato la sua entusiastica disponibilità. Apriti cielo! Parti l’azione di contrasto e di diffamazione nei confronti del Comitato.Mandarono avanti i killer per dire che  “Costoro  vogliono impossessarsi della Cantina. Ne voglio fare oggetto di speculazione (sic!) .Ma quale Museo,quale Enoteca !.Non sia mai perché li’ noi abbiamo l’intenzione di far transitare vagoni di cassata siciliana, spaghetti al nero di seppia o alle vongole, confetti bianchi, celesti e rossi , birra e salsiccia oltre che ,appunto, stigghiola, purpu vugghiutu, grigliate di carni ri crastu a ‘ccu nni voli’ nnavi.”Parti l’attacco ma s’infranse sulla determinazione del Comitato coadiuvato dalla Soprintendenza regionale ai Beni Culturali ,sulla sensibilizzazione di alcuni consiglieri ,anche della maggioranza ,che manifestarono sensibilità e sopratutto dignità ed in più organizzò un partecipatissimo ed autorevolissimo Convegno durante il quale una fattispecie di Assessore al ramo ,che dà pubblicamente sempre la sua disponibilità a discutere ( lo fece, poi, anche di recente con il Consiglio cittadino che si occupa SERIAMENTE  della vicenda distilleria Bertolino ) pronto però a rifardiarisi nel senso che non convoca nessuno anche  perché non dispone (oggi ancor di più in quanto rimasto solo come Lollò ) di alcuna autorevolezza , autonomia d’azione ,capacità risolutiva . Se deve respirare ha necessità di chiedere l’autorizzazione a chi ,per misericordia , lo mantiene ancora in quel ruolo .Ed é anche obbligato a citare il suo mecenate tutte le volte che qualche misericordioso microfono si ricorda ancora di lui .Sono passati quattro anni da quell’agosto 2009. In una città non normale cosa succede? Succede che appropinquandosi le elezioni per la scelta del nuovo Sindaco,quello che ancora c’è  SCOPRE  che si’, le proposte di quel Comitato mi possono recare vantaggi e dunque posso farle mie .Mi giova sicuramente .E che ti fa il furbillo ? Ti chiama il Comitato e dice :“Cari amici, mi rendo conto che avevate ragione. Sediamoci e discutiamo”.ASSOLUTAMENTE NO ,perché in una città non normale quello che è tuo è mio, quello che è mio è mio e quello che è vostro è pure mio. Si, siamo proprio nella repubblica dei furbilli  ca’ nun si nni vonnu iri mancu a’ cannati .
Toti Costanzo

martedì 24 aprile 2012

A PARTINICO IN ECONOMIA ,FORSE, E' NATA UNA STELLA ED HA UN NOME ED UN COGNOME



Devo ammettere che ho avuto un attimo di confusione restando anche frastornato . Si dice che capita anche nelle migliori famiglie. Chiarisco subito perché . Ieri, sulle tivvù locali ,scorrevano le immagine dei lavori di un convegno a palazzo dei Carmelitani organizzato dalla Confcommercio locale sulla grave crisi che ha investito la nostra economia e sopratutto le imprese commerciali. D’altronde ad una organizzazione sindacale che si occupa di commercianti cosa interessa se non la crisi che investe, appunto,  tali  esercizi  ? E ,finalmente ,dobbiamo essere grati a questa organizzazione la quale ci spiega ,papale papale, come commercio significa  consumo, consumo significa che le famiglie devono disporre di soldi e quando questi mancano non si consuma e le imprese chiudono .Lapalissiano .Dunque, dopo anni di tergiversare, occultare, mistificare c’è chi “dal di dentro” dice chiaramente che il COMMERCIO   e le strutture commerciali possono anche non rappresentare  LO SVILUPPO  se non inseriscono all’interno di una economia florida, ricca . E l’economia florida cresce all’interno di un contesto dove esiste lavoro, lavoro, lavoro (tanto per citare uno slogan vincente di GiuGio alle elezioni del 2000) e non certo la disoccupazione che dalle nostri parti e in tutta la Sicilia viaggia al di là del 30%.E questo checché  continuano  ossessivamente,  a sostenere ( forse, o senza forse, per convincere chi cerca disperatamente un lavoro e che domani sarà chiamato al voto amministrativo) gli sbandieratori non di vessilli o gonfaloni ma di qualche pala meccanica che da qualche giorno  acchiana e scinni sui  27 ettari di affari in contrada Margi per dare l’illusione ,o meglio fare da ”  chiamaquagghi” e dire che , finalmente , “attaccamu  mastru Bastià” e poi, c’é chhiù travagghiu pi tutti ! D’altronde  parlando di economia  terra-terra anche lo zio di Raffaele Bonanni – quel Bonanni ( non finirò mai di citarlo) che nel 1985 da segretario provinciale della CISL ,in piena battaglia contro la Bertolino, impose da buon democristiano a Nino Amato di abbandonare il Comitato per il disinquinamento dell’area del partinicese perché egemonizzato dai comunisti - sostiene “  senza sordi ‘u parrinu missa unni canta.Ovviamente chiediamo umilmente scusa al clero locale che sappiamo, al contrario,  sensibile, generoso ed impegnato per la citazione di questo irriverente oltre che infarcito di becero anticlericalismo ottocentesco detto siciliano,ma che dà l’idea che quanti si sono impossessati di quelle aree ,”soldini” vogliono fare e non certo chiacchiere al vento come sono soliti fare i comunisti pigghiacosintallariu che, ovviamente, s’intendono di economia e speculazioni come loro, al contrario,  di società, società off-shore ,scatole cinesi e matrioscke.Dunque ,finalmente, abbiamo appreso da esimi ed illustri relatori che la crisi del commercio è assai grave per cui serve un impegno, una strategia per tamponarla tra cui il potenziamento dei centri commerciali naturali .L'esatto contrario di quel che gli stessi  ipotizzerebbero ,da oltre dieci anni ,nel nostro territorio . E il consigliere comunale Giuseppe Speciale, diventato di recente sorprendentemente e piacevolmente assai loquace togliendo, però, quel ruolo ad un sempre più silente e dimesso Andrea , pare che nel Convegno insieme agli altri intervenuti  abbia dato alcune indicazioni per tentare di aggredire questa crisi con iniziative che la sua organizzazione intenderebbe  costruire anche nel nostro territorio . Poi è stato il turno di Salvo Lo Biundo. E qui’, al microfono televisivo, altro che professore della Bocconi, altro che luminare della scienza delle finanze!.Abbiamo avuto chiara l’idea , sebbene con quattro anni di ritardo, che avevamo come si suole dire “in casa” uno scienziato dell’economia sottovalutato e sicuramente anche sottopagato di fronte al quale il professore Monti “ci pari palicu”. Dice con una comprensibile sofferenza che si’, la crisi è grave ,“ma noi stiamo provvedendo con alcune soluzioni.” E cita (no,credeteci sulla parola , diciamo esclusivamente quel che abbiamo ascoltato!) elencando due  indiscutibili ed efficaci strumenti debellatori :1)” lo sportello unico delle imprese opera di gran valore e uno dei punti programmatici del mio programma elettorale” (sic!) ;2) la revisione del Piano Regolatore . Ora noi non è che abbiamo grandi conoscenze nel campo dell’economia. Tuttavia se fossimo stati gli intervistatori avremmo cosi’,proprio ” ‘a frati cicca “ ,detto. Caro Sindaco ,andiamo con ordine. Punto 1 : ma cosa c’entra lo sportello unico delle imprese con la crisi che non fa più vendere neppure un calzino ? Il SUP serve per accelerare le procedere nel  fare nascere una impresa. E l'impresa nasce in un contesto "ricco".Il fatto è che dobbiamo trovare gli strumenti non solo per farne nascere delle nuove , ammesso che qualcuno ne abbia voglia e sopratutto sghei , ma per non fare morire quelle che già esistono.  Punto 2:  ma quale rapporto esiste tra una impresa che muore e la revisione del PRG che serve soltanto ad alcuni speculatori sulle aree ammanigghiati cu vuavutri?  Il fatto é che non abbiamo più soldi per comprare neppure il necessario e tu puoi revisionare tutti i Piani che vuoi ma in via Francesco Crispi ,tanto per citare, un giorno si e uno no si chiuderà una saracinesca.Dunque , spiegaci che rapporto c'é tra la revisione dello strumento urbanistico e l'impedire che la saracinesca si abbassi? Poi Lo Biundo si infilò , esaltandosi ancora di più, nel discorso del turismo e tanto per cambiare ha citato la Cantina Borbonica e il Palazzo Ram . Si ,certo, indiscutibilmente beni straordinari . Ma non lo sfiora neppure il pensiero che  "il turismo" sia altra cosa? Ovviamente questi interrogativi non furono posti e a noi è rimasto il dubbio atroce che ,forse e  finalmente, nel firmamento degli scienziati  economici partinicesi era NATA UNA STELLA !.
Toti Costanzo

venerdì 20 aprile 2012

CONSIGLIERI RIZZO PULEO E DI MARCO CHE FA' LO LICENZIAMO ?


Avevo iniziato con lo scrivere in un post  come la “macchinetta “ elettorale di Salvo Lo Biundo si era messa già in moto da un po’ di tempo in vista, ovviamente delle prossime comunali del 2013 alle quali si era già autocandidato. Ma il compagno Giacomino ,a ora di pranzo, mi spara al telefonino che Salvo Lo Biundo, il nostro Sindaco ,si dimette dal PID cioè da quel Partito nato dalla ingloriosa fine di Cuffaro che spaccava l’UDC e al quale Partito ,da sempre, Lo Biundo si era affidato. E il PID nasce dalla volontà dell’ex Ministro Saverio Romano inquisito per mafia e dal protettore di Lo Biundo, Antonello Antinoro condannato per voto di scambio anche con mafiosi , il quale è sempre stato  una specie di padrino politico che , di fatto, lo aveva sostenuto guidandolo fino a farlo diventare nostro primo cittadino .E l’uno e l’altro, come prima Cuffaro finito a Regina Coeli , non sono stati MAI RINNEGATI  da Salvo Lo Biundo . Vado a leggere il giornale . Mi colpiscono le sue dichiarazioni , e poi dirò perché . Scrive la stampa riportando il pensiero del Sindaco  quale spiegazione e giustificazione della sua scelta  :  
"Lo Biundo, sostenuto da una maggioranza composita, spiega che le motivazione dell'abbandono dei Popolari di Italia domani "rientrano interamente nella logica civica che è stata condivisa dalla maggioranza dei cittadini nel corso delle ultime elezioni amministrative". A Partinico si voterà l'anno prossimo. Sin da ora Lo Biundo dichiara di lavorare a un progetto "civico" fuori dagli schieramenti tradizionali basato su legalità, sviluppo dell'impresa locale, programmazione e spesa dei fondi europei e nazionali, cultura e valorizzazione dei beni architettonici. In programma anche la delocalizzazione della distilleria Bertolino che in questi anni è stata al centro di forti polemiche con gli  ambientalisti.”
 Cerchiamo , allora, di ricapitolare e capire .
Primo:nel 2008  Lo Biundo è diventato sindaco grazie al sostegno di una quantità spropositata di LISTE CIVICHE , cioè liste senza alcuna connotazione politica o partitica ,tranne una e cioè l’UDC. Tutti gli altri Partiti che si sono presentati ,in quell’occasione, con la loro identità (Rifondazione Comunista, PD, MPA, PdL), e si presentarono in alternativa a Lo Biundo  ,come è noto, hanno perso le elezioni . Dunque,Lo Biundo  diventa sindaco grazie al “civismo” cioè al totale sostegno di liste che rifiutavano, a priori, d’avere una precisa collocazione – una specie di negazione della “politica”,una forma manifesta di “antipolitica”  intesa come rottura qualunquistica col sistema dei Partiti  tradizionali- per mantenere a se stesse ampia facoltà di iniziativa  sul piano locale che significava ,almeno teoricamente ,niente condizionamenti “palermitani” ed assoluta autonomia di azione e dunque assoluta libertà di movimento e di decisioni .
Secondo : in questa compagine ,tuttavia,proprio il Sindaco  al contrario dei suoi sostenitori manteneva l’appartenenza ad un Partito ,l’UDC ,anche se era a tutti noto che si trattava di una forma voluta  di “sudditanza” personale all’onorevole Antinoro .E quando Antinoro aderi’ al PID di Romano lui in quel Partito ebbe immediatamente a transitare non rinnegando né l’amicizia dell’eurodeputato e meno che mai quella dell’onorevole Saverio Romano . Dunque un Sindaco “politico”  immerso in un mare di voluto  “civismo” che cosi’ gli assicurava  un potere decisionale enorme ed assoluto al punto che non c’è stata decisione alcuna, in questi quattro anni,  se non da lui voluta. In questo modo ha nominato ,ha licenziato, ha progettato, ha finanziato, ha sostenuto, ha scelto a suo totale piacimento mortificando qualunque principio di PARTECIPAZIONE  .DUNQUE , NESSUNO HA OSTACOLATO O POTUTO OSTACOLARE IL SUO ITINERARIO POLITICO-AMMINISTRATIVO E LE SUE DECISIONI avendo ampia libertà e facoltà di decisioni .Tuttavia il suo percorso, PROPRIO PERCHE’ NON QUALIFICATO POLITICAMENTE ( mancanza di idealità, di cultura politica, di “storia” personale, di formazione )  è stato – ma non poteva che essere cosi’- abbastanza difficoltoso . Non certo perché i contrasti con i suoi consiglieri avvenivano sul piano delle idealità delle scelte ma perché l’elemento del contendere non poteva che essere  la divisione del potere che , giustamente, quanti lo hanno sostenuto ritenevano d’averne anch’essi diritto. E il suo percorso, cosi’, diventava sempre più accidentato fino ad arrivare alla situazione dell’oggi che lo vede con una maggioranza non più esistente , con un progetto civico FALLIMENTARE e ,paradossalmente, per mantenere in vita la sua amministrazione HA DOVUTO FARE RICORSO AL SOSTEGNO PROPRIO DI UN PARTITO,IL PDL. E allora andiamo al dunque . Che significa , dopo quattro anni di attività amministrativa svincolata da condizionamenti partitici ,tirare fuori una simile dichiarazione? Non avrebbe dovuto, al contrario, dichiarare proprio per la sua fallimentare esperienza “civica” che necessita ripristinare il ruolo della politica e ,dunque dei Partiti facendosi sostenere da questi  per una sua eventuale ricandidatura ?Lo Biundo,invece, pensando che i nostri concittadini siano degli allocchi ,dichiara che nel 2013 intende “lavorare per un progetto civico fuori dagli schieramenti tradizionali” MA PERCHE’ FINO AD OGGI COSA HA FATTO ? Ma davvero c’è qualcuno che possa “leggere” che Lo Biundo abbandona il PID perché questo Partito sarebbe inquinato oltre che impresentabile? Ma rivediamo cosa ha dichiarato ieri e ciò con lo scopo di  tranquillizzare qualche illuso : "Si tratta - dice - di una decisione dolorosa che mi porta a interrompere il percorso di collaborazione che in questi anni ho condiviso con persone di grande umanità e intelligenza politica”.
E’ a tutti chiaro il concetto? Lo Biundo dice che la sua è una decisione dolorosa non perché i suoi amici sono diventati impresentabili politicamente ed anche moralmente. Anzi, approfitta per etichettarli ancora una volta se questo non fosse chiaro quali “persone di grande umanità e intelligenza politica”.  
Una ultima annotazione e una domanda. Se Lo Biundo per il 2013  intende costruire un progetto “civico” perché non inizia da subito  licenziando i suoi assessori “politici” e cioè Giacomo Russo  del PID e Salvatore Governanti del PDL? Oppure , al contrario : perché  i due “assessori politici” e i loro Partiti  di fronte a tali dichiarazioni non licenziano Lo Biundo ritirandogli il sostegno e sfiduciandolo in quanto costruttore di un progetto in cui i Partiti vengono oggettivamente definiti quale “ingombro” e non strumenti della democrazia e della buona amministrazione? Si attendono, se é lecito,  risposte ed eventuali chiarimenti.Grazie 
Toti Costanzo




sabato 14 aprile 2012

MA COME ?E ALLORA LUMIA E ANTINORO NON CI SARANNO IN CONTRADA MARGI ?



Non so quanti siano i telespettatori che hanno la voglia di seguire, attraverso Tele Jato ,i lavori del Consiglio comunale di Partinico . Spero che siano in tanti se non altro per avere la possibilità  di rendersi conto di ciò che rappresenta ,politicamente , la  maggioranza che attualmente sostiene il sindaco della nostra città. Non mi permetto, ovviamente, di esprimere giudizi sulle persone, sulla loro storia personale e professionale, il ruolo che hanno nella società trattandosi , in linea generale,di persone assolutamente stimabili  ed apprezzabili . Mi riferisco al ruolo cosiddetto politico o istituzionale cioè quando in Consiglio costoro che hanno sostenuto e sostengono il Sindaco (anche se questo notevole nucleo originario si assottiglia ogni giorno di più e squagghia comu l'acquazzina ) si occupano dei problemi collettivi, esprimono pareri, propongono e deliberano.L’ultima seduta del Consiglio è stata assai illuminante per capire chi guida, come e perché la vita della nostra città .In una parola “a quali mani” abbiamo affidato la sorte di una comunità che in questo ultimo decennio ha avuto un fortissimo recesso sul piano economico, sociale e culturale raggiungendo il culmine proprio in questa ultima consiliatura . C’è qualcuno, ad esempio, che si ricorda che esistono come amministratori e il professore Giacomo Russo e la signora Caterina Panzavecchia e quale ruolo costoro esplicano quotidianamente per fare crescere la nostra collettività ?C’è qualcuno che ci spiega di cosa realmente e quotidianamente si occupano Giovanni Pantaleo o Bartolo Parrino? Di Governanti e Motisi aspettiamo che il tempo residuo ci dica “cosa faranno da grandi” considerato che hanno assunto soltanto da poco questo ruolo e quindi tanto di giustificazione . Ovviamente l’unico che ha le idee abbastanza chiare sul ruolo che deve continuare a svolgere è il “caporale ” Vito D’amico che ha il compito di presidiare tutta l’area di contrada Margi e dintorni. E a proposito del Centro commerciale, (no, non quello naturale che di naturale ha soltanto la quotidiana chiusura delle saracinesche )  ma il Centro che dovrà costruire la Policentro.Ma come? Si metterà la prima pietra a breve e lo si farà in silenzio? Non ci saranno sfilate e passerelle,suono di trombe, rullo di tamburi ,fasce e tric-trac? Non ci saranno il senatore Lumia e l’onorevole Antinoro? E quell’Assessore regionale alle attività produttive che prima disse NO al progetto,poi NI e infine  ilLUMInAto  ebbe a dire SI , che fa? non verrà neppure lui ? Cosa succede ?che l’austerità ha costretto alla mortificazione  gli usi ed i costumi che nei secoli hanno caratterizzato tali “cerimoniate”? Ma come? Con GiuGio , una volta sotterrata l’ascia di guerra, si brindò, si plaudi'  e ci furono oltre che gli abbracci e i baci perfino i te tù e i  te eu?  Oggi si vuole una cerimonia per soli intimi ? Forse perché si darà il via soltanto ad alcune essenziali opere di urbanizzazione e poi si vedrà ,mentre ci  organizziamo visto che si avvicinano velocemente le nuove elezioni e Lo Biundo ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi e , costi quel che costi ( mai detto fu più appropriato) , DEVE RIDIVENTARE SINDACO?.E se al posto del Centro commerciale ALTRI  realizzassero  ALTRO ( no, non le sciocchezze degli impianti sportivi, delle multisale cinematografiche ,degli alberghi e del centro congresso)  visto che intanto e comunque  le opere di urbanizzazione ci saranno? Fantasie dei soliti comunisti? Lo vedremo presto. D’altronde un investimento che ha portato all’acquisto di oltre 27 ettari ,anche se a prezzi stracciati, deve pur approdare a “qualcosa”  come vuole qualunque manuale del buon speculatore  non nel senso dispregiativo ma di soggetto capace di fare affari ,vedere cioé in economia dove gli altri non vedono. Capisci , caro Meruccio Polizzi tu che da Presidente del Consorzio degli espropriandi di contrada Margi lottavi per le 30 mila lire a metro quadro ritenendo d’avere fatto fare un affare agli ex proprietari quando invece la presero, come si suole volgarmente dire,  là dove tu e noi sappiamo.Ma non pensiamoci più ? Pinsamu  ‘a saluti !
Ma ritorniamo al Consiglio e alla maggioranza ridotta all’osso ( anche se di ossa ne sono rimasti assai pochi) che sostiene ancora questo Sindaco. Si discuteva della revisione del piano regolatore e delle linee generali da approvare . La minoranza del Consiglio aveva presentato delle proposte . Alcune di queste coincidevano con quelle della maggioranza. Dunque si poteva  procedere con la unificazione ed amalgama “per votare  un documento comune e dunque unitario”  . Il consigliere di opposizione ,Santino Aiello, intervenne per sostenere questa ragionevole tesi . Lo stesso aveva sostanzialmente proposto Italiano che fa parte della maggioranza  .E invece no. Non sia mai  perché a nome di tutti i tredici apostoli rimasti a presidiare il sacro Graal ,il consigliere Speciale spiegò che ,considerato che i consiglieri di opposizione avevano presentato le loro proposte in una pubblica conferenza stampa e PRIMA CHE AVESSE LUOGO LA SEDUTA DEL CONSIGLIO,allora il processo di unificazione non doveva , non poteva avere luogo.Anche perché, sosteneva Speciale, questi erano gli accordi assunti tra le parti .Non so per quale motivo ascoltavo Speciale e contemporaneamente pensavo a  quando, ragazzini, per condizionare gli altri ad assumere un impegno dicevamo con solennità  “sputamu n’terra e curnutu ca’ sinni penti ” . Per cui una volta preso l’impegno – questo era il senso- non ci si poteva tirare più indietro . Solo che in questa occasione la maggioranza dimenticò di fare sputare a terra la minoranza che cosi’ ruppe i patti e tutto se ne andò a farsi fottere. Compreso gli interessi della città.
P:S: Non abbiamo capito perché né la maggioranza né l’opposizione abbiano pensato di discutere di una proposta da noi comunisti avanzata, fra le tante che abbiamo presentato con un pubblico e diffuso documento che sintetizziamo cosi' : CI DITE, PER FAVORE SE ,A PARERE VOSTRO, LA CITTA’ FUTURA DI PARTINICO DEBBA URBANISTICAMENTE SVILUPPARSI  VERSO MARE O SEGUIRE I TRADIZIONALI ASSI DI SVILUPPO  e CIOE' A SUD , AD EST E AD OVEST  E RENDERLA COSI' SEMPRE PIU' ISOLATA ?Perché non ve ne siete occupati? Perché non  abbiamo diritto ad una risposta in quanto non abbiamo alcun rappresentante in Consiglio? C'é qualche consigliere comunale di buon cuoreo persona ancora di buon senso che reputa giusto spiegare a questi sciagurati come la DEMOCRAZIA E LA PARTECIPAZIONE siano due valori universali e dunque non sono soltanto esclusiva di alcuni  "eletti" ma della intera collettività? Almeno quella ancora pensante ?E i comunisti che fa, non pensano?
Toti Costanzo  

giovedì 12 aprile 2012

L'ADDETTO STAMPA DEL SINDACO E LA FANTASIOSA, GENIALE RAPPRESENTAZIONE DEL NULLA




Devo confermare quel che ho sempre pensato: il giovane che da qualche tempo ricopre il ruolo di   addetto stampa dell’Amministrazione Lo Biundo dispone ,oltre che di indubbie qualità professionali ,anche di una notevole fantasia. Il giornalista, in linea generale  - a meno che non ci si riferisca a quelli che si possono definire  “anomali”  – è un professionista che cerca la notizia ,individua i soggetti che la possano rappresentare, raccontandola, e si limita a questo senza aggiungere altro. Sarà poi il lettore ,il telespettatore o l’ascoltatore nel caso di notizie radiofoniche , che elaboreranno quel che hanno visto ed ascoltato costruendo la cosiddetta “ opinione personale”.   Gli “anomali” sono ,invece, coloro che oltre  a dare alla notizia cosi’ come essa é, la rielaborano ,aggiungono anche le loro considerazioni perché questa  possa diventare elemento di convincimento . Fino ad ieri ero convinto che esistessero soltanto queste due categorie di giornalisti. Oggi devo ammettere che ne esiste anche  una terza ( una specie di terza via del giornalismo) che poi  non è nuova , almeno per me ,nel senso d'averla ora riscoperta dopo la utilizzazione che ne feci per ragioni di   lotta politica  ” negli anni giovanili . E lo dico con assoluta serietà ,io che di questa tipo anomalo di giornalismo ne ho fatto uso fin da quando pubblicavamo con il maestro Nino Cinquemani ed altri amici e compagni , i primi numeri del ciclostilato “Impegno” ( si era in pieno '68 e dentro il Centro di cultura popolare UNLA ) e poi tutti i successivi numeri di una pubblicazione , anch’essa ciclostilata e dal sottoscritto curata , patrimonio della sezione  del Partito Comunista di Partinico e durata alcuni anni . Ovviamente si trattava di pubblicazioni di forte contrasto , quando non addirittura di aspra contrapposizione e di denuncia , nei confronti del “governo locale” che era soprattutto governo dei democristiani . Epiche le contrapposizioni con qualche  giovane dicci'i dell’epoca che fin dall’ora manifestava, purtroppo,  arroganza e supponenza che significava , assai spesso, il tentativo di mortificare se non addirittura di volere annullare o peggio umiliare , il ruolo dei  comunisti  che per loro erano soltanto “il male assoluto” . Un esercizio proposto e riproposto nel tempo e arrivato fino ai giorni nostri. Altri tempi, altro mondo, altra cultura, altra politica, altra storia.. Dunque come strumento di lotta politica si ricorreva ad un giornalismo “per modo di dire” e cioè costruendo dei fantasiosi dialoghi tra personaggi noti della politica democristiana, ma costruiti rappresentando scenari ed argomenti assai vicini alla realtà MA CHE REALTA' NON ERANO . Se dovevamo, ad esempio, parlare delle mani della locale DC sulla sanità , sui lavori pubblici ,sulla scuola si costruiva, si inventava artatamente uno scenario dentro il quale questi avversari dialogavano rappresentando, però,  non quel che era realmente accaduto quanto quello che poteva accadere , per farlo diventare assolutamente credibile . Il pezzo – che poi era una specie di rubrica- aveva sempre lo stesso titolo “Fantasioso ma non troppo” come a dire che di quel fatto non se ne faceva  una  reale rappresentazione ma che , tuttavia, poteva anche essere un fatto assai vicino alla realtà . Una forma, se vogliamo, di contorsionismo letterario che aveva la sua efficacia e spesso raggiungeva lo scopo nel senso di fare diventare realtà ,la fantasia. Oggi quella formula, questa terza via  giornalistica viene -presumo in maniera assolutamente inconsapevole in caso contrario ne sarei particolarmente felice ed orgoglioso – ma per altre finalità , ripresa dal giovane addetto stampa di Lo Biundo. Per cui quasi ogni giorno in un comunicato inviato alle emittenti -che poi comunicato non é ma la rappresentazione di alcuni soggetti dialoganti - Lo Biundo necessariamente ne diventa  il protagonista che discute , a turno, con un assessore , un collaboratore, un funzionario, un ospite a vario titolo  . In tal modo viene costruito e riportato , appunto,  un quasi inesistente dialogo frutto della fervida fantasia dell'addetto che, per ragioni comprensibili , è costretto a rappresentare ciò che ,quasi quasi, non esiste con lo scopo di dare vita non solo a personaggi ma anche a fatti che devono convincere ed infervorare gli ascoltatori seppur frutto di assoluta, o quasi,  fantasia .Voglio fare un esempio concreto al fine di intenderci . Questione delocalizzazione distilleria- ma la formula può essere adattata ad altre questioni come ad esempio il “costone roccioso” di Collina Cesarò, la revisione del PRG, i beni confiscati o lo  spurgo di fogne presso gli alloggi IACP- e  cosi’ via . Un classico comunicato stampa sintetizzerebbe cosi' :”Oggi …il Sindaco ha incontrato l'assessore ics ,il responsabile dell’ufficio ipsilon... e si è deciso ,dopo ampia discussione, di raggiungere questo specifico obiettivo….” E con la descrizione dell’obiettivo il comunicato trova la sua conclusione .  Invece- ed è qui’ l’efficacia e se permettete anche la genealità del riscoperto  “Fantasioso ma non troppo” strappato alla polvere del tempo - il comunicato diventa un pezzo letterario , la rappresentazione scenica di un luogo fantastico ,con la partecipazione dialogante di  personaggi esistenti ma per quell'occasione inventati almeno per le cose che avrebbero detto ,MA CHE NON DISSERO PERCHE' , dunque FITTIZI ed  appunto INVENTATI  . Scrive l'addetto nei suoi lunghi comunicati :”Dice il Sindaco…risponde l’Assessore D’Amico…. aggiunge il capo servizio…interviene il segretario per dire ... conclude il primo cittadino asserendo che ….”E alla fine vengono descritti ed elencati o rappresentati  i proponimenti o le decisioni. Cosi la città si dovrebbe convincere ,attraverso questo fantasioso dialogare ,che Lo Biundo va rieletto e con lui  un gruppo di amministratori che  discute, approfondisce, si appassiona,  opera e che è talmente trasparente da riportare quasi quotidianamente e in  maniera rigorosa quel che si è detto, quel che si è fatto, quel che si vuole fare. MA,PURTROPPO, SI TRATTA SOLTANTO DI  FINZIONE ,DI NULLA.Al mio giovane e, sono certo ,  involontario riscopritore dei miei tanti "Fantasiosi ma non troppo "tanto lontani quanto attuali , le mie più vive congratulazioni.
Toti Costanzo 

lunedì 9 aprile 2012

ZICCHI E SCRAVAGGHI .SI AVVICINANO LE ELEZIONI E LORO SONO GIA’ AL LAVORO

La conversazione fra i due mi apparve interessante. Non feci alcuna forzatura per ascoltare in quanto i conversatori non si preoccuparono della mia presenza. Accadde quel che capitò recentemente ad una giornalista de ”Il Fatto Quotidiano” quando ,casualmente ,in un bar di Roma ascoltò la conversazione tra l’ex ministro Calogero Mannino inteso “Lillo”maestro di vita e di politica di Totò Cuffaro  e un deputato dell’UDC. Diceva Mannino al suo interlocutore che la Magistratura di Palermo aveva capito tutto in ordine al ruolo di pezzi deviati dello Stato protagonisti insieme alla mafia dei corleonesi dell’assassinio di Paolo Borsellino all’interno del quale pare ci sia anche un ruolo di “certa” politica siciliana  .L’argomento tra i due era senz’altro interessante. L’uno diceva all’altro: “ Secondo te ,coloro che girano attorno a Lo Biundo, essendo costui Sindaco della città e quindi con un potere decisionale ,siano essi professionisti, consiglieri comunali, funzionari ed impiegati a vario titolo, avventori, piccoli manutengoli, sfaccendati, opportunisti, esperti in espedienti, truffaldini ,piccoli e medi imprenditori, speculatori a vario titolo ed altra umanità si possono considerare ZICCHI (zecche in italiano) o SCRAVAGGHI  ( scarafaggio : diffuso tipo di coleottero anche nostrano)?”. L’interlocutore ebbe un attimo di  perplessità , si girò attorno come a cercare sostegno, restò in silenzio per qualche secondo e poi cosi’ rispose: “Secondo me bisogna partire col  definire la zecca e poi trovare una spiegazione anche scientifica di quel che è ‘u scravagghiu  oggetto della nostra analisi.Perché di scravagghi ne esistono di specie diversa. Io penso che tu intenda dire quello che raccoglie gli escrementi ,li arrotola(l’abbaddottula) e li trasporta nella sua tana per poi cibarsene.  Per cui propongo di approfondire l’argomento ricercando nelle pieghe della nostra memoria, anche attraverso le nozioni apprese a scuola  ,e soprattutto basandoci sulla conoscenza diretta considerato che zicchi e i scravagghi sono abbastanza presenti nel nostro territorio, e dunque assai conosciuti ”. E cosi’ iniziò tra i due una lunga quanto interessante conversazione ( addirittura fu citata una pubblicazione di Danilo Dolci , “Il dio delle zecche” che dice di quel dio “nutrito da ognuno ogni giorno” ) che sostanzialmente riportiamo,ovviamente in sintesi, raccogliendo, però, quel che di più interessante a noi apparve della discussione.
Disse il primo :” La zecca è un parassita che si colloca all’esterno del soggetto cui va a succhiare il sangue  con lo scopo di alimentarsi ed ingrassarsi .E’ visibile e, anche se una volta collocatasi, può anche resistere a lungo  senza alimentarsi ma aspettando l’occasione opportuna per iniziare il prelievo del sangue . Dalle zecche ci si può difendere basta osservare alcune ben precise regole. La prima è quella di impedire la sua collocazione e la seconda, una volta collocata, si può sempre e in ogni momento staccare ed eliminare .Cosa diversa ‘u scravagghiu che non si attacca, che non provoca apparenti danni(a meno che non si tratti del punteruolo rosso) perché lavora in silenzio, raccoglie lo sterco che trasforma in una palla ,arrotolandola  lentamente per ,infine, trasportarla dentro la sua tana e di questo cibarsene . Dunque la sua azione appare meno vistosa e ,almeno apparentemente, meno dannosa .In definitiva ‘a zicca suca ‘u sangu che è una cosa vitale per l’esistenza e ‘u scravagghiu si limita ad  arricogghiri ‘a mmerda”. Ed è  a questo punto della discussione che l’interlocutore assai dotto, per farsi ben comprendere, ebbe a dire: “ Faccio un esempio ,per intenderci. Se il Sindaco Lo Biundo consentisse alla mafia di  infiltrarsi all’interno del Comune attraverso  i modi e le maniere più diverse , immetterebbe nel corpo di questo organismo un parassita che a lungo andare provocherebbe danni irreversibili al corpo dell’organismo. Lo stesso si può dire se il Sindaco consentisse, ad esempio, che attraverso marchingegni vari, si possano “azziccari” all’interno della macchina comunale imprese che hanno il solo scopo di sucari quel che possono da una lavoro pubblico ,per averne vantaggi. E questi vantaggi ,in genere le imprese cercano sempre di socializzarle nel senso che ne fanno partecipi non solo l’amministratore comunale ma anche eventuali funzionari compiacenti. Cioè siamo di fronte a un caso di “zicca a più teste” nel senso che a sucari sono almeno più di due  .E di altri esempi se ne possono fare quanto si vuole. Ovviamente se l’amministratore non vuole, la zicca-mafia o la zicca-impresa non possono raggiungere il loro devastante  ruolo.Il che non avviene sempre e con frequenza  ma può accadere .Cosa diversa è il caso di scravagghi. In genere gli amministratori nei confronti di questi coleotteri con sembianze umane le più diverse ,e che vivono arrotolando gli escrementi di cui sono ghiotti, sono assai compiacenti .Si tratta,in genere, di piccole cose,piccoli favori, piccoli lavoretti da assegnare a quanti vivono di espedienti e sempre ai margini della società , alla ricerca” ‘ra lira” o come si suole dire alla ricerca " du’ sceccu mortu pi’ livaricci ‘u crapistu” . Una specie di benevole attenzione nei confronti di questa varia umanità che sfrutta tutte le pieghe che fornisce loro questa nostra disponibile società .Gente, ad esempio, anche senza arti né parti, come si suole dire, che campa alle spalle degli altri e sopratutto della macchina comunale avendone un concreto vantaggio. Ovviamente sia “i zicchi ca’ i scrvagghi “all’occasione, cioè al momento delle elezioni li vedrai in movimento.”
L’altro interlocutore rimase in silenzio e poi annui’ dicendo :”Ora capisco perché in questi giorni si parla tanto di progetti, appalti, finanziamenti, convenzioni, graduatorie, elenchi, incarichi a pagamento e ,finci, aggratissi  . Siamo entrati nel cosiddetto “clima elettorale ”. Vuoi vedere che mentre in questi quattro anni Lo Biundo  non ha fatto altro che piangere miseria (ha detto ad ogni istante : non ho una lira perché Motisi mi ha lasciato i debiti), come d'incanto compariranno soldi a tinchité per attuppari pirtusa, ripulire strade e cassonetti , collocare lampade, aggiustare il  verde,tinteggiare le scuole, sponsorizzare concerti , mettere la prima pietra per la Policentro e ,perfino, delocalizzare ( 'nto nocchiu!) la distilleria della signora Bertolino?Ora capisco perché da un pò di tempo zicchi e  scravagghi si vedono di già all'opera !" 
Toti Costanzo

sabato 7 aprile 2012

BUONA PASQUA DAL GOVERNO LOCALE,NAZIONALE E REGIONALE

  BUONA PASQUA DA
                                         
                               
       
                                     

giovedì 5 aprile 2012

IL SINDACO DAVI’ CITA IL "CHE" E LO BIUNDO , AL SOLITO, FA MALAFIURA!


Ci sono momenti in cui la presenza è opportuna perché testimonianza palese ma anche concreta e convinta di solidarietà non solo formale . Non intendiamo la solidarietà politica ma quella umana sicuramente si .E ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Borgetto è stata celebrata alla presenza di sindaci , di consiglieri comunali e cittadini una buna pagina di solidarietà ad un sindaco oggetto di ciclici atti di “terrorismo” ( cosi’ sono stati definiti i danni materiali ma anche psicologici al sindaco Giuseppe Davi’ e alla sua famiglia) che tuttavia ha deciso di resistere facendo valere le ragioni di un impegno che si deve concludere il prossimo anno con la naturale scadenza della consiliatura perché cosi’ hanno deciso i suoi concittadini quando nel 2008 lo hanno eletto a rappresentarli quale “primo cittadino”. Un vero e proprio atto di coerenza e di coraggio in una terra come la nostra dove , soprattutto quando di mezzo c’è la mafia, si è sempre preferito non vedere, non sentire, non parlare .Tanti gli interventi dei suoi colleghi ,tutti affettuosi , palesemente sentiti e ,dunque, non formali .E tutti a difendere un principio che di fronte agli atti di questa violenza non bisogna abbandonare “la postazione” resistendo, costi quel che costi. Ci sono però stati alcuni interventi che sono apparsi degni di riferimento se non altro per le argomentazioni esplicitate. Potremmo citare quelli dei consiglieri comunali  Barbaro e Panettino o del segretario locale dei DS, Santoro, che con argomentazioni diverse hanno puntato l’attenzione sugli interessi di ambienti malavitosi che hanno sempre ruotato attorno al Comune ,oltre che quelli dei sindaci Siviglia  e Tonino Palazzolo di Balestrate . Cito ,però, quello del Sindaco di Cinisi, Palazzolo che , va ricordato, é anche avvocato del sindaco Davi’ e a difesa del Comune che si è costituito “parte civile” nel processo che vede alla sbarra anche la mafia borgettana . Palazzolo ha voluto dare una chiara chiave di lettura degli attentati. Dice che queste azioni terroristiche  intendono punire un amministratore che ha rotto le regole del silenzio in una città come Borgetto che rappresenta il varco attraverso cui la mafia palermitana si sposta verso il nostro versante .Cioè Borgetto quale porta d’ingresso per consentire una osmosi tra mafie pericolose e sanguinarie.Né possiamo tacere sull’intervento del giornalista di Tele Occidente,Orlando, che con forza ha sottolineato l’assoluta mancanza di ruolo e protezione da parte delle forze dell’ordine che a fronte delle continue azioni terroristiche e contro il sindaco , assessori o funzionari del Comune non hanno  individuato, a quanto è dato sapere,  alcuno dei colpevoli che in tal modo possono continuare ad operare al riparo da qualunque preoccupazione. Assente , come è stato rilevato  la cosiddetta “politica” istituzionale di altro livello cosi’ come altri rappresentanti autorevoli dello Stato.La manifestazione di ieri conclusasi con una efficace frase di  Che Guavara  pronunciata da Davi’ – “Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere tutta la vita in ginocchio”- si presta a qualche considerazione. La prima: a Davi’ va tutta la nostra solidarietà ma , a nostro parere,  ha commesso un grave errore politico specialmente quando ha inopportunamente “licenziato” l’Assessore alla cultura ,il dottor Francesco Davi’ che aveva dinamizzato la vita culturale di quella città . E la cultura è il solo strumento , insieme alla coerenza e alla dirittura morale, capace di contrastare l’azione devastante della mafia .Un errore  che ha indebolito fortemente l’immagine e, pensiamo, anche l’azione dell’Amministrazione di Borgetto , facendola arretrare e riportandola all’interno in un cono d’ombra in cui per tanti decenni quella città ha vissuto .Il secondo :quando ha condiviso le scelte del sindaco Lo Biundo , ad esempio, nella vicenda della società servizi comunali integrati  che andava smantellata all’atto delle dimissioni dell’avvocato Giacomo Palazzolo , favorendone cosi' la prosecuzione . Il mantenimento , cioè, di un organismo fallimentare e costoso mentre era necessario un atto di coraggio e di orgoglio soprattutto nell’interesse delle nostre comunità . Né può trovare alcuna giustificazione l’avere presentato , di recente, assieme a Partinico un progetto a due per gestire , eventualmente ( a proposito: ma é vero che Lo Biundo ha autorizzato che nel nostro territorio possa nascere una discarica  intercomunale  per i rifiuti?)  il  servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti quando, al contrario, bisognava chiedere ai Comuni viciniori di mettersi insieme e insieme presentare il progetto. Se quello che sappiamo risulta vero trova conferma quanto da tanti sostenuto  e cioé  di un Lo Biundo che in ogni occasione di possibile unità tra i Comuni ha sempre voluto,testardamente, puerilmente,la frammentazione degli stessi a meno che in tutti gli organismi costruiti insieme agli altri non si dia a Partinico il diritto di decidere e guidare. 'U picciriddu ca' voli vinciri a supicchiaria!Se é vero, si tratta di un’azione politicamente sbagliata che ha impedito l’unità di azione tra i Comuni che territorialmente hanno gli stessi interessi. D’altronde se le cose non stessero cosi’ avrebbe partecipato e al Convegno il 4 marzo a Montelepre  e al successivo incontro ai Carmelitani per costituire la rete dei Sindaci e consentire che l’acqua ritorni ad essere nelle mani dei Comuni o dei loro Consorzi.La qual cosa abbiamo già evidenziato in un precedente post. Infine non possiamo tacere dell’intervento di Lo Biundo ieri pomeriggio a Borgetto.Nel suo intervento ( che abbiamo riascoltato oggi a Tele Jato perché non restasse in noi alcun dubbio ) sostiene questa straordinaria tesi: Dice: “ Davi’ viene colpito perché si è opposto alla mafia nel senso di non volerla favorire ”.Ovvia oltre che efficace la battuta di uno spettatore :” E allora lui che attentati dalla mafia non ne ha subito, cosa significa ? Che alla mafia lui non si oppone e sopratutto  la favorisce ?” Ma è mai possibile che l’Assessore  Parrino ( almeno fino a quando resterà)  o il giovane addetto stampa non riescono a convincerlo che quando non è in pizzeria insieme agli altri Sindaci ma in una pubblica manifestazione ,il discorso glielo devono preparare loro? Ma glielo hanno detto che anche i Presidenti degli Stati Uniti i discorsi li fanno scrivere ai loro collaboratori?. Se non altro per evitare ‘a mala fiura.
P.S.: Il giovane e generoso Lo Biundo nel suo intervento ebbe anche a dire che Davi' deve continuare a fare il Sindaco  della sua città e il prossimo anno deve ripresentarsi candidato perché lui gli sarà a fianco . Giusto ed anche assai apprezzabile. Ma ci siamo chiesti: il prossimo anno non si vota IN CONTEMPORANEA anche a Partinico? E a lui, che si é già fin da ora dichiarato candidato,  la campagna elettorale chi gliela farà? E' una cosa tutta da scoprire  come nei gialli di Agatha Christie .
Toti Costanzo

lunedì 2 aprile 2012

Intervento di Gianluca Ricupati sulla consulta giovanile

L’ultimo post di Toti fa nascere in me la voglia di raccontare ai lettori di Sala Rossa cosa sia oggi la Consulta Giovanile.

Inizio dalla fine: una grande delusione o meglio un’occasione sprecata.
Chi si tiene informato sulle attività dei Giovani Comunisti sa bene che abbiamo a lungo lottato affinché si riattivasse a Partinico questo importante strumento.
Lo abbiamo fatto nella convinzione che mettere assieme e confrontare, pur mettendo in conto un certo carico di scontro che ne può derivare, tante idee e tante teste non potesse che fare bene ad una realtà come quella di Partinico, in cui soprattutto negli ultimi anni si respira un’aria di indifferenza e rassegnazione.
Questa convinzione è rimasta salda in noi per ben poco tempo. Era il maggio del 2011 e, oltre ai comportamenti discutibili di uno tra i peggiori assessori della storia della nostra città, Caterina Panzavecchia, abbiamo assistito al già noto (perché vissuto già una volta dai GC negli anni 2006-07) meccanismo del riempire la consulta di gente disinteressata (affibbiandogli una più o meno esistente associazione) al solo fine di occupare una tanto ambita (inspiegabilmente!) poltrona, quella del Presidente.
Quel giorno rilasciai un’intervista a Pino Maniaci, il quale constatò evidentemente che in quella stanza qualcuno aveva portato le proprie “truppe” (molti giovani addirittura non sapevano perché fossero lì).
Gli dissi: ci rivediamo tra 2 o 3 mesi e vedremo se le mie accuse hanno fondamento.
Ebbene, poiché quando noi parliamo, lo facciamo con consapevolezza e ragione, esattamente due mesi più tardi ben 18 membri decadevano per via delle tre assenze consecutive senza giustificazione che lo Statuto disciplina.
Per non parlare dei delegati che per mesi hanno preso parte ai lavori della Consulta, senza presentare la documentazione necessaria e non avendo dunque diritto a farlo.
Sono passati molti mesi e altrettante sedute della Consulta. È evidente la mia, la nostra delusione, ma due cose di questa esperienza voglio salvarle:
1) La costruzione di un gruppo eterogeneo di giovani con altre realtà giovanili del paese, che abbiamo chiamato Giovani per la Partecipazione, che auspico abbia lunga vita soprattutto al di fuori della Consulta (considerato il panorama tracciato);
2) La Prima Giornata Antimafia che, sebbene il Sindaco e qualche suo giovane galoppino spaccino per propria, noi Giovani per la Partecipazione (e purtroppo non la Consulta in toto, a dimostrazione di come le cose funzionano) abbiamo costruito pezzo per pezzo anche col contributo di realtà esterne alla consulta (penso a Telejato, a Radio Amica, al Laboratorio Creativo Permanente, ai componenti dell’Eidos).
Tutto il resto è una storia di scontri dovuti, a mio parere, all’incapacità di una Presidente, mal consigliata da qualche giovane-vecchio volpone, di cui Toti ha tracciato già un profilo esaustivo e che in questi 10 mesi ha saputo solo scaldare una sedia e avanzare sempre e solo difese dei datori di lavoro dell’Amministrazione Comunale nei dibattiti assembleari.
Una Presidente, dicevo, che non solo non ha ben capito il suo ruolo, ma che più volte ha mortificato le regole che un organo deve avere (nel nostro caso lo Statuto) per mettere delle pezze sui demeriti del proprio gruppo di riferimento.
E se queste cose accadono a 20 anni in un “organo” che conta così poco, figuriamoci cosa potrebbe succedere in altri luoghi. 
Per fortuna, c’è ancora chi fa “politica” solo per passione e altruismo. Ed è di queste persone che Partinico ha estremo bisogno.