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domenica 27 novembre 2011

NO SINDACO, NON SI PREOCCUPI. NON ASSALTEREMO IL PALAZZO E NON DAREMO FUOCO AI CANOTTI DEL DAZIO



Ieri sera nell’aula magna del Liceo scientifico di Partinico ha avuto luogo un evento culturale di notevole spessore .Quegli eventi d cui la nostra città è capace di produrre a dimostrazione dell’esistenza nel suo corpo di risorse umane e culturali che l’hanno caratterizzata nel corso della sua storia . Giuseppe Di Trapani ,che ha attraversato la vita politica della nostra città per alcuni  decenni da protagonista ( consigliere comunale, Assessore ,Sindaco della città, presidente dell’AUL 52 di Palermo) e che ,a mio avviso, lo è ancora nel settore della cultura locale , ha presentato ad una platea attenta e partecipe che ha riempito l’enorme aula, un suo lavoro : un pezzo di storia, quella vera, quella raccontata direttamente dai protagonisti e dai testimoni che con la loro presenza ed azione hanno riempito la vita della metà del secolo passato . L’aula magna del Liceo è stata occupata per oltre tre ore in maniera massiccia ed attenta da un importante pezzo della “società civile” partinicese fatta della stragrande maggioranza di quei protagonisti che hanno ascoltato Enzo Galati, il professore Saia dell’Univesità di Palermo,lo stesso Giuseppe ed il senatore Mannino  col coordinamento di Mario Azzolini giornalista della RAI Sicilia ma anche Sindaco di S. Mauro Castelverde .Motivi di salute hanno impedito la presenza di Emanuele Macaluso storico dirigente della CGIL siciliana e del PCI e che ancora a 87 anni dirige il quotidiano “Il Riformista” dopo essere stato anche direttore de “L’Unità”, il prestigioso giornale fondato da Antonio Gramsci che abbiamo amato e letto come si fa col Vangelo ed ora nelle mani del PD che di quella storia non può sicuramente essere erede. Dunque un pezzo notevole ed “importante” della società partinicese ieri sera s’è dato convegno - non a caso in una scuola e non a caso senza la presenza dell’attuale Sindaco (e della schiera di cortigiani) che di questo società non può essere parte organica perché assolutamente estraneo -  non certo per un amarcord felliniano di rievocazione in chiave nostalgica del recente passato attraverso la presentazione del lavoro di Giuseppe ma soprattutto per dire alla nostra città come guardare al recente passato attraverso il racconto significa capire le ragioni di quel che siamo stati ed abbiamo costruito , di quel che si poteva fare e non si volle ,di quel che abbiamo distrutto e non più ripristinato ma anche della passione di una intera generazione di uomini che si incontrarono e scontrarono con quella vivacità intellettuale che era soprattutto “ vita” e di cui oggi, più che in altre epoche, la città ha di bisogno . Questa nostra Partinico è ridotta oggi ad un contenitore senz’anima ,che vive un processo lento di declino politico, culturale, sociale oltre che economico.Finita nelle mani di un manipolo di piccoli quanto mediocri ma socialmente pericolosi fantasmi che si rivolgono quotidianamente ad una schiera che si esercita nell’arte dell’arrangiarsi ( un incarico , un parcheggio ,un banco alimentare per sfamare i poveri , un rifornimento dove non si potrebbe ,una promessa ai giovani clienti  selezionati a truccu   del progetto “Perseo” che se faranno voti avranno rinnovato il progetto che consente un piccolo,temporaneo vitalizio senza fare alcunché ) o a quelli dei cantieri di lavoro ( i voti vogliamo, e ripresenteremo nuove richieste alla Regione) .Piccoli e voraci opportunisti oltre che colanti cinismo e arroganza da ogni poro che danno quotidiano spazio ed udienza ai frustrati, ai falliti, ai presuntuosi vuoti come il guscio di un uovo, a quanti vogliono ad ogni costo una ribalta, ai mafiosetti di periferia ,a chi intende “drogare” la nostra economia con processi parassitari per drenare quel poco di risorse e di lavoro autonomo che ancora circola nella città per trarne il massimo, personale ,immediato vantaggio . Costoro sono quotidianamente alla ricerca di “scecchi pi’ livarici i crapisti” cioè di procedere alla spoliazione della identità di Partinico come fecero i lanzichenecchi al nord , i borboni, gli spagnoli, i francesi dalle nostre parti .E come  sciaguratamente fecero i sofisticatori cancellando l’identità al nostro vino. E’ vero, la storia seppur in forme diverse continua a ripetersi .

Dunque, un importante quanto utile libro quello di Giuseppe Di Trapani che va letto perché i giovani di oggi possano avere “memoria” non solo del lontano passato ma anche di quello più recente e soprattutto per spingere quella “società civile” che quando volle il cambiamento non ci fu santo che tenne. Lo fece due volte con Gigia e con lo stesso Peppe Motisi . E ,se lo vuole, lo può anche una quarta volta. D’altronde anche i partinicoti che appaiono sonnecchiosi o remissivi furono capaci di liberarsi dall’oppressione. Scrive Paolo Giudici nella sua “Storia d’Italia: “A Partinico il 9 dicembre del 1893 scoppiarono gravi tumulti, fu invaso e dato alle fiamme il palazzo comunale e furono bruciati i canotti del dazio”. E’ passato oltre un secolo da quei cruenti avvenimenti. No, non ti preoccupare Lo Biundo  che i partinicoti non assalteranno il palazzo, non daranno fuoco ai canotti perché per fortuna e per le lotte e i sacrifici di tanti uomini e donne abbiamo la possibilità di usare altre armi. E la società civile è chiamata ancora una volta ad un atto di grande “rivoluzione” democratica.PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI .

Toti Costanzo

lunedì 21 novembre 2011

PALERMO COME NAPOLI? E ALLORA CANDIDIAMO LEOLUCA ORLANDO.


E’ davvero sorprendente quanto inverosimile. In ordine di tempo prima l’on. Raffaele Lombardo poi l’on.Cracolici e il senatore Lumia, e infine alcuni assessori “tecnici” del governo regionale come l’avvocato Armao, con alcune incaute dichiarazioni tentano disperatamente di far passare nell’opinione pubblica l’idea che il governo nazionale del senatore Monti,un governo di tecnici E DUNQUE DI ALTO PROFILO QUANTOMENO MORALE , altro non è se non la copia di quello regionale . Infatti,sostengono costoro che il governo dell’on. Lombardo è un GOVERNO DI TECNICI e dunque nato prima di quello nazionale per cui quest’ultimo ha mutuato la nostra formula  e. quindi, la Sicilia si fa scuola,diventa un modello da imitare sul piano nazionale e da adattare , ad esempio, anche alle vicende ella città di Palermo. Dichiara l’assessore  Armao ad un giornale on-line:” Ma in un momento difficile come questo, quanto sta accadendo a livello nazionale dimostra che quanto si è fatto in Sicilia è divenuto un modello di riferimento per l’intero Paese. E il progetto di forze che unite vogliono il cambiamento, dovrebbe essere un modello anche per Palermo”. Roba da fare resuscitare i morti al grido di “Vendetta,tremenda vendetta” Dunque, l’incauta dichiarazione dell’avvocato Armao -che se risolve i problemi della Regione siciliana cosi’ come ha risolto quelli del nostro Consorzio irriguo ( a questo studio per i suoi problemi l’attuale Consiglio di amministrazione del consorzio si era rivolto cosi’ come precedentemente al suo omologo Pitruzzella )- si inserisce nel solco di chi tenta disperatamente di nobilitare questo governo regionale presentandolo come una cosa seria ma nascondendo, di fatto, la verità e cioè che si tratta di semplice , classica operazione di trasformismo alla siciliana con lo scopo manifesto di accreditare il ribaltone per cui forze che avevano perso le elezioni (PD) sono al governo e quanti le avevano vinte (PdL) si trovano all’opposizione. Cosi’ come è del tutto evidente che gli Armao o i Chinnici o i Russo passando per Venturi e compagnia, di tecnico hanno soltanto la parvenza. Si tratta, in verità ,di soggetti nominati in buona parte dall’on. Lombardo e per il resto dai Partiti di riferimento cioé soggetti che non hanno alcuna autonomia decisionale ed operativa ma sono esecutori di altrui volontà . Ora avendo letto le dichiarazioni dell’Assessore Armao mi sono chiesto: ma davvero costoro sono convinti che i siciliani non siano più nella condizione di “intendere e di volere” come si soleva dire una volta a proposito di soggetti che avevano perso le più elementari facoltà umane? Dunque vediamo un poco. Punto primo : il senatore nominato  ,Monti, non è stato eletto in alcuna competizione elettorale dunque NON E’ UN POLITICO ma è davvero un TECNICO chiamato dal Presidente della Repubblica a comporre un governo. Raffaele Lombardo che è stato eletto in una coalizione e in rappresentanza di un Partito politico e in una competizione elettorale può essere definito “ tecnico” alla stregua del senatore Monti? Certamente no. Punto secondo: il governo nazionale tranne che dalla Lega è sostenuto non solo dal PD ma dal PdL ,dal Terzo Polo e dall’IDV .E’ anche cosi’ in Sicilia? Assolutamente no nel senso che il governo Lombardo è sostenuto dal PD e dal Terzo polo siciliano ma non certo dal PdL che fino a prova contraria è ancora il primo Partito in Sicilia .E allora come è possibile che un avvocato divenuto Assessore possa dire in maniera cosi' sconlusionata e plateale delle cosi’ evidenti sciocchezze e cioè tentare di far passare l’idea che la Sicilia sia un laboratorio dove si sperimentano formule politiche che poi vengono mutuate sul piano nazionale? La verità è che siamo davanti ad un insieme di soggetti raccogliticci e tutti nominati ed asserviti alla volontà di alcuni personaggi ,pochi in verità, ma che oggi hanno nelle loro mani la sorte della nostra Sicilia. Personaggi che tentano disperatamente di nobilitare una semplice,chiara, definita ,antica operazione di trasformismo cui la Sicilia nel tempo è stata oggetto e vittima ,personaggi rotti a tutte le possibili ed immaginabili oltre che spericolate operazioni di potere pur di mettere le mani sul governo, determinarne le decisioni, operare nel modo più spregiudicato e clientelare .Io non so come finirà la vicenda per la elezione del nuovo sindaco di Palermo .Ma se dovessimo seguire il ragionamento dell’Assessore Armao le cose dovrebbero svolgesi sostanzialmente cosi’ : una coalizione con PD,Terzo Polo,Pdl ed anche IDV che è rappresentato nel Consiglio comunale scegliendo, ad esempio, “un tecnico” (lo stesso avvocato Armao, perché no, che si autodefinisce tale ?) e andare allegramente con questa armata brancaleone a far dimenticare dieci anni di disastro amministrativo dell’avvocato Cammarata (quello della barca a vela che gli ustodiva uno zuino  LSU del Comune di Palermo che invece di lavorare per la collettività tutelava gli interessi del "padrone" politico ) perché i nostri lettori possano farsene un’idea aveva scelto nell’anno 2000 ,pur di campare, di fare l‘esperto ovviamente a pagamento, dell’ex sindaco Giuseppe Giordano. Dunque un professionista, “un tecnico” anche lui di altissimo livello e prestato alla politica ( sic!) e che all'epoca  prendeva ordini da Gianfri Micciché ed ora da Schifani .Al mio Partito di Palermo dico : rompiamo gli indugi, costruiamo un’alleanza che metta all’angolo il PD di Cracolici e Lumia, alleiamoci con la società civile, con i giovani precari e disoccupati ,con i professionisti ed imprenditori tartassati e sotoposti al pizzo di una mafia sempre attiva .Alleiamoci anche con con quel pezzo di PD che vuole rompere con la gestione prepotente  e perdente di costoro, candidiamo un uomo politico come Leoluca Orlando e chiediamo agli elettori di fare come a Napoli per spazzare definitivamente via gli inciuci, i mestieranti, i mistificatori ,gli affossatori della nostra terra che hanno anche l’ardire di proporsi quale modello per l’Italia. Ve lo immaginate il nostro Paese governato da personaggi come Lombardo, Lumia, Cracolici ,Armao e compagnia cantando ?

Toti Costanzo

venerdì 18 novembre 2011

DON GASPANU CAVALERI A PARTINICO FU IL CINEMA ED ANCHE PIU'



L’ultima volta che ci eravamo incontrati fu agli inizi dell’estate.Come sempre don Gaspare Cavaliere posteggiava la sua macchina ( aveva 95 anni e continuava a guidarla con disinvoltura come un giovanotto) nei pressi dell’ingresso della Galleria di Corso dei Mille . Una galleria che rimaneva chiusa (ora ad aprirla sono quelli del progetto “Perseo”)anche in presenza delle proteste del nostro Partito che soleva ciclicamente porre davanti l’ingresso dei tza-bao di denuncia che iniziavano sempre con un significativo:”Vergogna!” Effettivamente una vera e propria vergogna per questi amministratori che dispongono di almeno 450 dipendenti e non ne trovano uno per aprire e chiudere stabilmente e giornalmente questo importante cordone di collegamento tra Corso dei Mille e la splendida Arena Lo Baido orgoglio dei comunisti di Partinico non solo perché oggi  ne custodiscono gelosamente una sua parte ma che sopratutto  la vollero salvare dalla speculazione edilizia che ha attraversato , devastandola, la nostra città. Una devastazione che continua considerato il livello di sensibilità nei confronti del territorio che hanno questi che attualmente governano la città  per i quali un “terreno”, una “ superficie” non è uno spazio da riempire di piante e fiori ma con colate di sano ,robusto e produttivo cemento.Alla faccia di quegli ambientalisti  che a Lo Biundo(pure loro!) fanno l’occhiolino . Don Gaspanu restava seduto in macchina con lo sportello ,lato guida ,aperto e leggeva il giornale di Sicilia. “Costà- soleva dirmi  abbassandolo - ma chi savi a fari pi’ stu paisi?” Iniziavano sempre cosi’ le nostre brevi e affettuose conversazioni che vertevano sui problemi della nostra città, su questi amministratori di cui provava se non disprezzo sicuramente nessuna considerazione ,sul Cinema che é sempre stato  la sua passione e quella della sua famiglia ,non soltanto perché attività di lavoro, ma viscerale interesse per lo spettacolo,per la rappresentazione,per il fascino che procurava l’odore delle vecchie pellicole,il rumore dei vecchi proiettori ,un po’ come i protagonisti del film di Peppuccio Tornatore in “Nuovo cinema Paradiso” . Fu assai contento quando riusci’ a realizzare la “sua” Arena lungo la via per Montelepre e ora , finalmente, anche “il suo cinema” . Qualche ricordo giovanile .Eravamo nel pieno di una delle tante “Feste della matricola” , la festa degli universitari, che rappresentavano per la città un avvenimento irripetibile:le sfilate in costume, il comizio di Totò Barra nostro decano universitario che dal terrazzo del palazzo Scalia in piazza Duomo sotto l’insegna di una grande striscione con la scritta “Scanazzati di tutto il mondo ,unitevi!” e davanti a migliaia di concittadini divertiti “comiziava” con quella verve quella capacità di teatrante , quell’umorismo che affascinava e di cui soltanto lui era capace .E Totò tratteggiava personaggi che allora più colpivano l’immaginario collettivo: l’avvocato Zizi’ ( Vincenzo De Lisi) ,don Peppino vaf ( don Pepino Corso) o don Pino Torano che gestiva un alberghetto prospiciente la piazzetta che è contigua al “Rosariello” dentro cui si davano convegno  allegre donnine che allietavano .gli avventori  non pochi dei quali  poi la domenica giravano l’angolo e si andavano a battere il petto in Madrice .Né poteva sfuggire alla lente di ingrandimento di Totò Barra ,don Gaspanu Cavaleri che gestiva, secondo Totò, il “cinetarinaduefilmventicinquelire .Si trattava dell’ex cinema Bellini di proprietà dei Bertolino ma da don Gaspanu gestito insieme all'Excelsior e dove venivano proiettati per 25 lire due film della serie:”Poveri ma belli”,” Totò Tarzan,”Maruzzella”, “Spartacus e la rivolta dei gladiatori” che noi ragazzi , ovviamente affollavamo . Ma oggetto delle nostre feroci attenzioni era diventato la buonanima di don Sasa' Giannola soprannominato "buchitibuchiti" ,di professione barbiere, vissuto tanti anni a Roma che raccontava della sua partecipazione ,quale comparsa ,nel film con Vittorio Gassman( nel film si vede don Sasà sbarbare l'attore )" L'EBREO ERRANTE " che don Gaspare Cavaliere proiettò per almeno una settimana esponendo davanti l'ingresso del Cinema Excelsior ,ed in bella evidenza, oltre il manifesto pubblicitario anche la scritta a mano: "CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DEL NOSTRO CONCITTADINO SASA' GIANNOLA".

Un successo di pubblico mai visto in tanti anni di attività.

Don Gaspanu che era nato alla fine della prima guerra mondiale attraversando ,quindi, quasi tutto il precedente secolo, aveva una seconda, grande passione : le macchine da corsa .Con queste aveva scorazzato lungo le strade della Sicilia , gareggiato sui tornati di Bellolampo, partecipato alla gloriosa “Targa Florio”. Aveva contrastato con i grandi di questo sport e quando partecipava al “giro di Sicilia” che a Partinico  attraversava anche via Ten. La Fata e poi il Corso dei Mille ,noi ragazzi ci appostavamo davanti gli otto cannoli perché Aspanu Cavaleri arrivava “sparato” con la sua rombante porsche e infilava a grande velocità e con maestria la curva disegnata dalla piazza Duomo che si innesta nel Corso in direzione Alcamo. E li’ ad applaudire mentre don Gaspanu dal finestrino sporgeva il braccio e salutava ,orgoglioso, la folla acclamante dei suoi concittadini.

Ora Gaspare Cavaliere ci ha lasciato. Non lo troverò più davanti la Galleria dentro la su rossa macchinetta  e dirmi ,abbassando il giornale di Sicilia : “Costà ma chi amu a fari cu’ sti picciotti ca ‘nni futteru puru i voti?”

Toti Costanzo



martedì 15 novembre 2011

NANNUZZU AVANTI POPOLO CHIAMAVA .E DON PEPPINO BARBY ?MUTO COME UN PESCE .




Gli abbracci e i baci si sprecarono. Nella piazzetta intitolata all’epoca di GiuGio al fu senatore Enrico La Loggia defenestrando il povero abate Giuseppe Parini per volontà e determinazione di Totoneddu Chimenti (cui va anche dato atto della intitolazione della piazza contigua alla Clinica Patti al senatore Pino Avellone), i baci si sprecarono.Sal baciò l’avvocato Presidente-finci Liquidatore dell’ATO rifuti , il Presidente-finci Liquidatore baciò Sal e Bartolicchio ; Bartolicchio baciò Palicchiu dell’ATO “ciatu di l’arma mia” come suole dire don Pinuzzu tiggej che negli ultimi tempi appare,però, più dimesso, più rassegnato a sucarisi l’ovu .Un uovo simbolo delle cataste di rifiuti ammassati agli angoli di tutte le periferie di Partinico comprese le vinacce di donnantonina che da tutti possono essere smaltiti tranne che da Bart-Bert .Per esempio: ci siete stati nei pressi dell’area ancora non tutta edificata dall’ingegnere che spara , per fortuna a salve, di fronte il villaggio luna e a due passi dell’ospedale in pieno PL6 ? Avete attraversato la via che dai Parrini porta ai Parrinelli o quella che sempre dai Parrini porta allo Zucco ? E ci siete stati nell'area antistante il mercato ortofrutticolo e lungo la via che da piazza Avellone porta allo stesso mercato ?E avete visto di recente la stradella dell'ESA?  E poi Bart-Bert baciò don Peppino Barby che aveva già baciato Sal e Palicchiu,che a sua volta avevano baciato , castamente però , una giovane bionda signora che del carrozzone è anch’essa parte integrante .E poi a turno fu baciato un casuale passante che quella mattina ebbe la ventura di attraversare il sito . Frastornato da tanto affettuoso interesse che riscontrava soltanto in occasione di tornate elettorali chiese:" Ma si vota dumani?" Ma il dilemma fu ben altro : don Peppino Barby si trovò a passare da li’ per caso o perché anche lui , dopo il professore e la professoressa, nominato A COSTO SAL quale consulente all’ambiente ? E’ vero,don Peppino quale assessore lo rimpiangiamo. Chiamato da Nannuzzuavantipopolo à tout à l’heure rispondeva( MA QUANNU!) sempre. Invitato a provvedere alle palme ammalorate dell’ex arena , o anche di altri siti, inviava prima una staffetta di controllo e poi un esercito di lavoranti ( 'NTO COPPU!). In quattro e quattr’otto si disponevano a semicerchio come quelli della Croce rossa, scorticavano i tronchi , davano una caccia spietata e senza scampo al punteruolo,iniettavano vagonate di anticrittogamico capace di abbattere un cavallo ma non certo quell’acaro maledetto che della palma divora letteralmente ‘u civu facendo afflosciare prima i lunghi rami e poi lasciando il tronco nuru e cruru.L’esercito di don Pino Barby non si fermava certamente li’ : raccoglieva i rami secchi,distribuiva mangime ai pesci rossi , azzizzava tubi, fontanelle, rubinetti e infine eliminava le frasche rasando anche l’erba del prato naturale che si forma con le prime piogge ristoratrici per evitare che si prendesse di cilicchina e poi ,mentre intanto si presentava Jhonny e le telecamere di Pinuzzu ,si mettevano tutti in posa e …clich, la foto era bella e pronta per il Gds ammogghiasardi (dice malignamente tiggej), del giorno dopo .E da Assessore lasciò una traccia indelebile , esaltante, spumeggiante, schioppettate del suo operato: un costo per il servizio di ritiro dei rifiuti che da 3 miliardi delle vecchie lire lievitò felicemente fino agli attuali 5 milioni di euro che altro non sono se non l’equivalente di 10 miliardi sempre  delle vecchie lire. Tu dici : ma se il costo del servizio è triplicato allora è triplicata anche la quantità di rifiuti ritirati? Ma quando mai : il servizio è sempre quello ma in più abbiamo un Presidente-finci Liquidatore che sempre Presidente dei rifiuti é ,un esercito di LSU transitati felicemente nei ruoli, un piccolo manipolo di temporariny e il sempre presente Ninuzzu Rannazzu che a Partinico e dintorni da sindaco trombato dà Favarotta ebbe a trovare ‘a merica.Trovò ,infatti, da noi dda cosa ca un si po’ diri e cioé s....e quasetti ri sita tant'é che lui spesso ,guardandosi allo specchio, dice con convinzione :" Picciò ,ma unn'é bberu cà sugnu un figghiu di buona madre e i partinicoti sù babbi?" . Ai margini quella mattina ,in piazza La Loggia-Parini si aggirava  vigilando con circospezione ,l’intransigente Giunuzzucignoverde .Per lui, ovviamente ,niente baci. Si sa che è schivo ,ombroso ed anche circospetto .E forse ancora comunista .

PS: Si baciarono tutti tra di loro? Ma proprio tutti? Si ,si baciarono tutti . E allora perché Sal a Bart-Bert  'u satau? Perché? Provate  a indovinare.

Sala Rossa

sabato 12 novembre 2011

CARO MANIACI, PER DIFENDERCI DAL FANGO ALTRO CHE STIVALI. CI VUOLE UN ESERCITO DI BULLDOZER



Quel che è accaduto con la formazione dell’ultima Giunta comunale di Partinico merita, quantomeno sul piano politico, delle crude valutazioni , senza giri di parole e soprattutto senza alcuna ipocrisia . Sorvoliamo sulle considerazioni di carattere morale perché, è risaputo, per buonaparte di quanti oggi governano la nostra città non sempre la politica coincide con l’etica. D’altronde è quel che fino ad ora ha teorizzato qualche assessore della Giunta Lo Biundo che “del mai dire mai” oppure “ la vergogna è una emozione  e dunque non può conciliarsi con la razionalità e l’opportunità” ,ne ha fatto un codice comportamentale anche se oggi ne paga le prevedibili quanto ovvie e concrete conseguenze . I fatti. Lo Biundo organizza, insieme ai fedelissimi, una sceneggiata degna del più navigato e spregiudicato teatrante.Ritira le deleghe a tutti gli assessori sapendo, però, che non potrà mai licenziare Giacomo Russo fino a quando questi sarà sostenuto dalla parte del PID che fa riferimento a Vito Di Marco cioè quel PID che, nel tempo, è stato tutto ed anche più (DC,CDU,UDR,UDC e cosi’ via ) e che è stato ,disinvoltamente, con Giordano ed ora con lui .Domani, siatene certi, sarà anche con altri se le condizioni lo pretenderanno .E poi inamovibile è Giovanni Pantaleo in quanto amico e socio politico del Sindaco fin dalla primissima ora cioé dai bei tempi di Filippo Aiello assessore ai lavori pubblici e Giuseppe Giordano sindaco. Né si tocca la statica Caterina Panzavecchia cosi’ come per ragioni assai note , Vito D’Amico. Ovviamente la sceneggiata imbastita da Lo Biundo ha uno scopo preciso: liquidare l’inutile, quanto ingombrante oltre che improduttivo Barbici ,ma far fuori soprattutto Mimmo Briganò, con lo scopo di comporre un altro quadro di alleanze consentendo l’ingresso ai quattro consiglieri del PdL che per oltre tre anni erano stati all’opposizione condotta, a volte, anche con estrema durezza . Con il PdL il collante ( dichiarazione del neo Assessore Governanti) è stato la Policentro, la gallina dalle uova d’oro, avendo questo Partito con Giordano , fin dal 2000, dato il via alla operazione che portò alla fine di un travagliato percorso, all’approvazione dell’illegale progetto del centro di contrada Margi del quale ci siamo recentemente occupati in una dura polemica col Movimento democratico degli ex artigiani .E , infine, dare una sonora lezione ad uno scalpitante quanto presuntuoso  Parrino che non ha mai nascosto l’ambizione di voler fare il Sindaco della nostra città. L’umiliazione cui l’assessore è stato sottoposto è da manuale.Neppure gli ex democristiani furono mai in grado di congegnare una cosi’ articolata strategia : gli revoca la delega alla Cultura cui l’assessore teneva più di tutto , gli carica quella all’ambiente comprensiva della questione distilleria Bertolino della quale l’Assessore ne sconosce perfino la storia ,si appropria del Regolamento della Cantina Borbonica per tentare di farlo approvare come lo intende lui e cioé trasformare quel bene in un pub con annessa eventuale garconnier ,  nomina quale suo consulente  Casarrubea che Parrino , a quanto pare, avrebbe querelato in ragione di quel che il professore per mesi ha scritto sul suo blog quando per giuste ragioni tutte sue ha vivisezionato, scarnificato, demolito non solo Parrino ed il suo ruolo ma quello del Sindaco insieme al sistema di potere da costui costruito in questi anni di attività amministrativa,giudizio da noi ampiamente condiviso .D’altronde l’interesse alla carica di sindaco Parrino lo manifestò da subito cioè dopo la sfiducia a Motisi da parte dei Partiti e Movimenti dei quali assai improvvidamente oltre che  ingenuamente  da costoro era stato nominato addirittura portavoce .Fu affettuosamente ed amabilmente sconsigliato a fare quel passo in ragione di una mancata, allora, sua esperienza amministrativa .Prese in parola i disinteressati  interlocutori ma piuttosto che costruire un progetto di centro sinistra come sarebbe stato eticamente più corretto ,si accordò con Lo Biundo,sostenitore del PID di  Cuffaro ( 7 anni di galera per contiguità con la mafia)  e del PID di  Antinoro( richiesta del PM di 8 anni di galera per scambio di voti con mafiosi)  al quale ultimo insieme al Sindaco fece anche palese e plateale campagna elettorale  , costrui’ una lista e in maniera fortunosa e ,soprattutto per i buoni uffici di Pino Maniaci  candidò per il rotto della cuffia un galantuomo, il dott. Giuseppe Lo Baido ,che con i suoi quasi 500 voti gli consenti’ d’essere eletto prima consigliere e ,poi, con la vittoria di Lo Biundo, assessore comunale .

Ma l’ipocrisia, il cinismo, l’opportunismo,l’impudicizia di Lo Biundo e dei suoi intimi si è manifestata nella vicenda del licenziamento di Mimmo Briganò. E in questa vicenda il marciume morale è venuto prepotentemente a galla . Lo Biundo  ha avuto l'ardire di dichiarare come Mimmo Briganò sia un galantuomo ,che la sua opera da assessore è stata encomiabile ,utile alla sua Giunta e alla collettività ma lo licenza in tronco come si fa con i camerieri. La giustificazione? Briganò non è sostenuto da alcun consigliere comunale (falso perché è notorio come dalla parte di Briganò si sia pubblicamente schierato il consigliere Diego Campione) e gli altri due ,Pino Giovia e Piero Di Trapani che fanno riferimento all'MPA di Briganò,  si sono posti all’opposizione.Dunque – dice Lo Biundo- o Briganò caccia via dal Partito( come se del Partito i Briganò fossero "proprietari")  i due consiglieri dissidenti oppure lo licenzio .Davanti ai nostri occhi,come in un film, passano le immagini del comizio finale del candidato sindaco Lo Biundo con un Enzo Briganò, consigliere provinciale, sul palco che si sperticava a suo sostegno dopo avere condotto con lui una ampia quanto proficua campagna elettorale. Ovviamente i Biganò sono assai capaci nel  raccogliere voti ma assolutamente e politicamente ingenui nel sostenere, di volta in volta, personaggi ( lo fecero con Giordano) che nel rispetto alle persone, delle regole, dei valori  sono come i nostri antenati trogloditi che abitarono le caverne del Re Cucco .C’è in tutta questa vicenda una verità grave, amara ma incontestabile: si è consolidato a Partinico  un grumo di immoralità ed affarismo che ha messo le mani sul governo della città e che si avvale , ora, anche di avventurieri, mercenari e trasformisti . Per rimuovere quel che Maniaci definisce “fango” che sta per sommergere il nostro Palazzo di città altro che stivali sono necessari. Ci vuole un  esercito di bulldozer .

Toti Costanzo

lunedì 7 novembre 2011

L'ASSESSORE BARTOLINO-BERTOLINO VITTIMA DEL PRIMO "SIGNORNO'"



Scomparso, scomparso dal circuito mediatico dove si muoveva con disinvoltura ,conoscenza linguistica, stile naturale carico di bon-ton anche se manifestava un gravissimo limite : per ragioni di comprensibile ruffianisimo anteponeva sempre davanti ai suoi meriti del suo provvisorio datore di lavoro che ,però, di meriti specie quelli culturali ne ha assai pochi . Dunque per lui niente più interviste con al centro l’esaltazione forzata e a volte anche inopportuna dei nostri “prestigiosi” monumenti di cui vantava fasulla cura (vedasi trasformazione della Cantina reale in una specie di bivaccamento per variopinte truppe di clientela elettorale ), né sulle possibilità di sviluppo del turismo locale ,materia per lui assai anguillosa e che presuppone ampie conoscenze storiche,urbanistiche, architettoniche, ambientali e via dicendo di cui sono sempre apparse assai evidenti le sue forti limitazioni .Ma non soltanto le sue. Pensate un po’ cosa ne possano capire di tal complessa materia ( e anche di altro) sia il Sindaco che gli attuali Assessori ,raccogliticci, frutto di accordi appiccicati, di tragicomiche manovre . Ma quel che colpiva e colpisce è , soprattutto ,la totale mancanza di capacità politica di trasformare i proponimenti in progetti. Quelli seri, quelli veri, quelli che modificano sostanzialmente le condizioni di un territorio. Al più arrivano al convincimento che sistemare qualche marciapiedi o servizio igienico sia una specie di rivoluzione , di sconvolgimento del tessuto economico, dell’affrancamento delle moltitudini di disoccupati a vario titolo . Ci siamo sempre chiesti : ma costoro quando parlano, per esempio, di turismo cosa hanno nella testa ? Ovviamente la risposta non poteva che essere: in testa hanno il NULLA .Perché una zucca vuota con quale materiale tu pensi di poterla riempire? Tant’è che in oltre tre anni di attività amministrativa dalla nostra città sono scomparsi perfino quei pochi paesani che in estate erano soliti ritornare in città , fingi da turisti con annesso machinuni targato CH o D - ma meglio che niente- e che tuttavia assicuravano qualche introito ai negozi di via Crispi o nei paraggi che cosi’ si potevano viriri un pocu di lustru . Lui,assessore al turismo e allo spettacolo con l’ausilio di qualche scienziato della new economy partinicese espressione della rinomata università locale “ Artigianalcomercialpolicentral”, che ti fa? Non ti va a piazzare la Notte Bianca proprio quando questi nostri affezionati concittadini erano da tempo ripartiti per le fabbriche di Dusseldorf o Solingen o i turisti di città del mare ritornati al loro quotidiano lavoro in quel del nord Italia ? Per cui i cosiddetti “turisti” che quella notte hanno animato con la loro presenza piazze,piazzette, vicoli ed androni della città altro non erano se non burgitani, iardiniddara,munciulibbrisi , trappitara, sanciusippari e sanciupirriddisi che ,con tutto rispetto, calano a frotte ,ma intelligentemente mimetizzati , al grido di “Picciò a Partinico stanotte si mangia e si beve a sbafo ‘a facci riddi”. Dunque il NULLA ,cioè il vuoto assoluto è emerso dalla benevole intervista che nella qualità di neo Assessore all’Ambiente gli ha concesso Sabato 5 novembre don Pino tiggej . Certo rispetto all’ex Barby ,il neo assessore è una specie di drago. E don Pino Barby altro non è stato ,politicamente parlando, se non un' abballa cu’ l’ummira nel senso del girovagare alla ricerca di qualcosa che non trovava ,come l’elmo di Mambrino ,del tipo i rifiuti diffusi su tutto il territorio che appena lui era nei paraggi s’ammucciavanu pa’ vriogna , il verde di cui sconosceva la stessa esistenza e da lui ridotto al totale collasso botanico , gli interventi di controllo( tipo quannu si tocca ‘u pusu per controllare lo stato febbrile) sulla distilleria che quando arrivava lui spalancava il cancello verde per farlo entrare tanto né cunta né paga,alla stessa stregua di come, al contrario, lo chiude davanti alla presenza di don Pinuzzu , i fumi della caotica circolazione automobilistica (ora nelle salde mani di Ginuzzulega ) che lo hanno fatto annappiari in quei quattro giorni in cui il consigliere  Nucciteddu gli ha concesso di fare l’assessore . Però un vantaggio l’ebbe :a parte quei quattro soldi di indennità , quello di potere scrivere sul suo biglietto da visita::” Don Pino Barby già collaboratore a bbeddu cori di GiuGio, primo responsabile di Silvio a Partinico, affidatario di progetti quale responsabile della sicurezza ,Assessore pi’ 'mmodu di riri ”.Tant’è che non sono stati pochi coloro che si sono chiesti : ma Nucciteddu ‘a nuddu avia megghiu riddu? Poi qualcuno, malevole oltre che impertinente, diceva: ma se è stato possibile che Lo Biundo facesse il Sindaco di una città come la nostra, cosa volete che don Pino Barby non potesse fare anche lui l’Assessore?Ed, ovviamente, non avevano tutti i torti.
Dunque ritorniamo all’intervista di Sabato 5 al neo Assessore all’Ambiente . Alla domanda di Pino : “Assessore le hanno affidato un gravoso incarico che è quello della bestia nera della Bertolino.Non pensa che si stata una cattiveria di Lo Biundo?Il neo non risponde . E don Pinuzzu che per pudicizia non disse tutto quello che avrebbe dovuto dire ,anche se lo pensava, ad esempio:” Assessore è vero che avendo lei ripetutamente e in più occasione manifestato in maniera maldestra le sue giuste pretese nel senso del dire : “ma perché sindaco Sal e non io?” ha suscitato l’ira funesta del sindaco che infiniti lutti gli addussero non solo perché gli accavallò la Bertolino ma soprattutto avocando a sé quello a cui lui più teneva e cioè la prestigiosa delega alla Cultura e ai Beni culturali che lo infiammavano, esaltavano,facevano levitare ed andare in sollucchero ? Tolto dall’imbarazzo l’Assessore al microfono di don Pino tiggej parlò d’altro sparando cazzate di livello supersonico su cui stendiamo un pietosissimo e caritatevole velo e su una materia della quale la sua conoscenza si ferma alla visione dei fumi e alla puzza nauseabonda . Dunque l’Assessore Bartolino-Bertolino ( come efficacemente lo ha definito un carissimo amico che in più ha fatto a noi pervenire un documento fotografico di inestimabile valore rappresentativo : dentro la Sala degli Specchi parla Sal per presentare la nuova Giunta ; il neo, come spesso è accaduto al Cavalier Baconchi ,chiude gli occhi non certo perché stanco di bunga-bunga ma,pensiamo malignamente noi , perché schifiato ) ora dovrà vedersela con donnantonina, mentre Sal ha eguagliato il primato del suo vicino borgettano che ,in un momento di comprensibile sbandamento e confusione ,ebbe l’ardire di avocare a sé la stessa delega che oggi Sal revoca a Bartolino .Pare che Salamone Marino si sia rivoltato nella tomba chiamando a testimone anche il Marchese di Villabianca.

Sala Rossa