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giovedì 29 settembre 2011

PERCHE’ NESSUNO POSSA DIRE:IO NON SAPEVO DEL CONSORZIO IRRIGUO JATO CHE VA SALVATO NEL NOME DI DANILO DOLCI

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Credo che sia necessario mettere di fronte alle loro responsabilità tutti quei soggetti che a diverso titolo rappresentano “la classe ” cui è stato affidato il compito di governare la città. E “classe di governo ” non è soltanto quella composta da coloro che hanno ricevuto un mandato elettorale- Sindaco o Consiglieri comunali- quanto quella più estesa e rappresentata da Partiti, Gruppi politici ,Organizzazioni sindacali, la Chiesa locale, Associazioni , le categorie professionali .Nello specifico ,più di tutte,la categoria degli agricoltori e i Sindaci del comprensorio i cui Comuni usufruiscono dell’acqua dell’invaso Poma. Quando si tenta con caparbietà di fare scomparire per ragioni pseudo-politiche o per indifferenza e mancanza di senso della responsabilità ,uno strumento costruito all’inizio degli anni ‘60 con sacrifici, lotte, impegno e che ha rappresentato ,con l’uso delle risorse idriche, la speranza per dare inizio a processi di vero SVILUPPO dell’economia del nostro territorio ( sviluppo dell’agricoltura solido, concreto vero e non certo quello aleatorio ed ambiguo dei centri commerciali che NON PRODUCONO ma spingono soltanto al consumo di produzioni altrui prosciugando risorse economiche dal nostro territorio ), allora è tempo che SI SAPPIA perché ciascuno assuma le sue responsabilità. Dunque, chiarezza,senza più tergiversare , senza più temporeggiare . E chiarezza significa dire alla città e al suo territorio, FINALMENTE e dopo 5 anni , le ragioni per cui Venerdi’ 23 settembre alle ore 9 il Presidente Pino Lombardo e i componenti Costanzo e Lo Baido del Consiglio di amministrazione della cooperativa “Consorzio irriguo Jato” - strumento nato con l’invaso Poma ,voluto dalla intelligenza e caparbietà di Danilo Dolci che seppe coinvolgere le popolazioni locali in un processo collettivo di lotta e di costruzione , difeso nel tempo contro tutto e contro tutti e cioè speculatori pubblici e privati dell’acqua ,mafia e prepotenza , Prefetti, Sindaci di Palermo - si è dovuto recare nel capoluogo presso la sezione fallimentare del Tribunale civile ,presentandosi al magistrato cui si è rivolta l’ENEL che vanta un credito notevole nei confronti del nostro Consorzio irriguo .E la ragione della richiesta del fallimento trova giustificazione per avere l’Enel fornito alle ultime amministrazioni del Consorzio Jato ( quelli che vanno dal 2000 all’aprile del 2006 l’energia elettrica per fare funzionare le pompe di sollevamento che immettono l’acqua nella rete di distribuzione .Energia ,ovviamente, non pagata .E le pompe di sollevamento sono quelle custodite all’interno di uno stabile sui cui tetti ancora ad oggi stanziano gli operai dell’ex Consorzio irriguo che chiedono d’essere assunti dal Consorzio di Bonifica Palermo 2. Quel debito con l’Enel non fu estinto da quegli amministratori che lasciarono in più al Consorzio Jato altri debiti e per altre ragioni. Poi sopravvenne quel miserabile quanto vergognoso decreto dell’ex Assessore all’Agricoltura e Foreste di Forza Italia, Leontini, che con atto d’imperio ed unilateralmente calpestò la Convenzione tra il Consorzio dello Jato e l’ESA stipulata fin dal 1974 attraverso la quale il nostro Consorzio gestiva l’acqua, la distribuiva, interveniva sulle condotte, riscuoteva i canoni. E distribuiva l’acqua non solo in ragione della Convenzione citata ma perché IL CONSORZIO IRRIGUO JATO NEL 1971 NASCEVA PER VOLONTA’ NON SOLO DI DANILO E DELLE POPOLAZIONI MA PERCHE’ L’ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO (ESA) l’aveva voluto PROMUOVERE. Tant’è che all’interno del Consiglio di Amministrazione tra quelli eletti dai soci contadini aventi diritto (ed erano oltre 1500) una unità di rappresentanza entrava per Statuto dentro il Consiglio NON ELETTA ma NOMINATA dall’ESA .Cosi’ come , sempre per Statuto, il Presidente dei revisori dei conti era anch’esso di nomina dell’ESA. Dunque il nostro Consorzio non era e non è uno strumento privato,una impresa che punta al profitto o un organismo economico ma aveva ,con la presenza dell’ESA,forti caratterizzazioni pubbliche perché la sua funzione era quella, e soltanto quella ,di servire la nostra agricoltura.

Ora siamo arrivati al “dunque”. E dunque significa anche chiarezza. Dopo essere stata abbandonato dagli  amministratori che del Consorzio si erano soltanto”serviti” e per ragioni soltanto clientelari , nell’agosto del 2006 alcuni rappresentati di Partiti ,gruppi politici e di coltivatori ( Pino Lombardo, Antonio Lo Baido, Toti Costanzo, Raffaele Reda, Gino Ferro, Enzo Paradiso, Gigi Fiorino ,Leo Russo ed Alfredo Rubino ) decisero che la vita del Consorzio,la sua storia, il suo ruolo democratico non si poteva esaurire solo perché cosi’ aveva deciso l’Assessorato regionale all’agricoltura ,e per esso personaggi interessati di F.I. che si assommavano alla pusillanimità degli ex amministratori , ma bisognava iniziare una forte battaglia di opposizione alle sciagurate ragioni pseudo politiche di chi ,all’epoca, governava la regione siciliana .
SENZA UNA SOLA LIRE E METTENDOCI DI TASCA i nuovi amministratori ci siamo “rimboccati le maniche” e abbiamo iniziato una forte azione politica (ostacolata e vanificata fno ad oggi) accompagnata,però,  da un ricorso al TAR per avere giustizia. E il TAR nel 2009 emetteva una chiara sentenza: il Consorzio irriguo Jato per l’azione dell’Assessorato regionale all'Agricoltura ,aveva subito un grave danno . Per questo andava indennizzato .Il ricorso al CGA da parte dell’ESA che veniva individuato dal TAR quale ente risarcitore ,individuava non nell’ESA ma invece nell’Assessorato regionale alle risorse agricole ed alimentari( ex Agricoltura e Foreste) il soggetto che avrebbe dovuto e deve risarcire .Dunque il nostro Consorzio ha diritto al risarcimento , evitare il fallimento e potere continuare ,in un rapporto di collaborazione anche con il Consorzio di Bonifica Palermo 2, la sua importante azione a sostegno dello sviluppo della nostra agricoltura .Tuttavia va detto con chiarezza che quanti hanno provocato questo disastro e hanno radici ben solide nella malapolitica di Partinico ,dal 2006 ad oggi hanno raggiunto alcuni NEFASTI obbiettivi;

1)il disastro e l’abbandono di parte del territorio da parte degli agricoltori ;

2) i gravissimi danni provocati ai terreni dalle forti perdite dell’acqua per una rete fatiscente ;

3) la mancata riscossione dei canoni di pagamento dell’acqua;

4) l’ingiustificato ruolo di alcuni privati che distribuiscono l’acqua al posto degli operatori del consorzio di bonifica col sistema della clientela e del favoritismo ;

5)la mortificazione delle professioni esistenti all’interno del Consorzio di bonifica che non vengono valorizzati con l'aggravante che a dirigere la struttura non sono i più elevati in grado ma quanti sono “ ammanigliati” politicamente( i vari Colletti o Ferrandelli) ;

6) il saccheggio delle risorse idriche dell’invaso Poma da parte dell’AMAP di Palermo ( che paga 3200 euro al mese al consigliere di amministrazione ,certo Giuseppe Giordano già sindaco della città ,per i servigi resi a F.I ora PdL ) che vende l’acqua 1,30 al mc ai palermitani e alle città costiere .
Adesso mi sono tolto ,finalmente e dopo cinque anni,  un  peso dallo stomaco. Perché non é possibile che da noi ogni giorno scompare un pezzo di DEMOCRAZIA  nel silenzio e nel donnabondismo di tanti. Di troppi .
Toti Costanzo



lunedì 26 settembre 2011

LA VILLETTA DI PADRE PIO ,L'ESTASI DI 'NTREA E LA SFACCIATA DICHIARAZIONE DA CLINICA PSICHIATRICA DI SAL LE BLOND




C’è una frase in siciliano assai significativa che dice cosi’:”Picciò c’è ri spararisi”. L’intepretazione autentica ,avendo consultato alcuni nostri anziani contadini che ancora resistono al tempo e alle cicliche gravi crisi della nostra agricoltura ,è questa:”Di fronte a quel che abbiamo sentito dire che non trova giustificazione ma è frutto di ignoranza, farneticazione ,incoscienza, irresponsabilità, stravacantaggine e cosi’ via ,come atto estremo non manifestandosi alcun rimedio NON RESTA CHE SUICIDARSI”. Questo pensavo oggi di fronte ad una intervista che Pino Maniaci ,dopo lunga e penosa astinenza, ha finalmente riconcesso al Sindaco Lo Biundo con ampia soddisfazione di Vituzzu, Vartulicchiu, Giusippuzzu,Gioacchino ,Mimmuzzu e all polistars solidali con Pino e Tele Jato e altri sit-inanti in via Crispi prima e in Piazza Duomo poi ,che un provvedimento infame del Cavaliere intenderebbe cancellare con piena gioia dei Fardazza, di Salto, dei figli di don Totò ,dei Lo Piccolo senza contare gli strascinaquacina locali dell’amministrazione comunale che orbitano anche attorno ai vari Assessori comunali  resistenti a tutte le intemperie, le tempeste e le continue sollecitazioni a rassegnare le dimissioni tentando di convincerli,ma inutilmente, che ‘u fuiri è vriogna ma è sarvamentu da vita .E l’intervista cui ci riferiamo non è quella da Sal Le Blond graziosamente concessa in Piazza Duomo al giovane giornalista Bono di Tele Jato davanti a manifestanti solidali con Pinuzzu e Tele Jato ,ma quella rilasciata davanti la sacra immagine di Padre Pio da Pietralcina che lui,Sal, aveva onorato “con la presenza del Sindaco che ringraziamo” ( dichiarazione spontanea e carica di comprensibile commozione di ‘Ntrea in estasi e quasi in levitazione per la gioia n.d.r.).
Sal, bardato come un giannetto durante una di quelle bellissime corse di cavalli ‘nto Cassaru - corse suggestive che affondavano le radici nella notte dei tempi e che il furore antimafioso di alcuni sfasciallitti dell’antimafia da caffè insieme all’ipocrito ruolo degli anticostituzionali ed ingombranti Prefetti ,hanno cancellato - che onoravano la Madonna del Ponte in un tripudio di calia ,simenza, granita e sciallotte di don Michilino Alessi,.passiu con l’immancabile “liccata” e con iocu di focu finale ,fece dichiarazioni tali da costringerci ad abbandonare precipitosamente il piccolo schermo, ricercare disperatamente anche uno scacciacani e farla, cosi’ finita.Per sempre e con ampia soddisfazione di una notevole schiera di nostri detrattori .Domanda di don Pinuzzu: ” Ma la villetta dentro la quale si celebra la festa a padre Pio non è stata realizzata dai cittadini del quartiere Raccuglia che ne hanno fatto un luogo di ritrovo , di preghiera, custodendola e operando anche la manutenzione ?L’amministrazione comunale l’aveva lasciata in stato di totale abbandono cosi’ come il resto del verde della città” . Risposta sardonica e quasi impertinente di Sal :”Vero è che se ne sono occupati gli abitanti di Raccuglia perché noi non abbiamo personale ( come,non avete personale? E i circa 450 dipendenti? V E R G O G N A !!!) , ma se noi non avessimo voluto …”. Come a dire : Si ,ma se tutto questo c’è è perché l’Amministrazione comunale non si è opposta ai lavori dei privati cittadini perché la villetta è di proprietà del Comune.Capite? Se la villetta è nelle condizioni in cui si trova é dovuto non ai residenti che vi hanno lasciato soldi e sudore ma perché l’Amministrazione comunale non si è opposta alla sua sistemazione . Dunque se c’è ,c’è perché cosi ha voluto Sal e l’armata brancaleone che lo sostiene . E alla successiva domanda ,cosi' lo sciagurato rispondeva:" Anzi le comunico ( é passato ,per comprensibili ragioni ,dal tu di ieri al "lei" di oggi n.d.r. ) noi abbiamo un progetto che é quello di affidare tutto il verde ai privati.E lei ci deve aiutare (leggasi:  la devi finire di metterci quotidianamente alla berlina  "izzandoci" contro la pubblica opinione ) e convincere i cittadini ad avere rispetto delle cose comunali". Avete capito di chi é la colpa del degrado e dell'abbandona dei beni comuni ? Dei cittadini che non rispettano le vergogne  di cui si può fare un infinito elenco.Tipo:area 3a zona PEEP acquisita abusivamente alla proprietà del privato artigiano dirimpettaio;area abbandonata dell'ex piscina di via Parrini ;il verde del Castellaccio ,quello del "Pino",la villa comunale ,il palmeto di villa Falcone e le altre centianaia di palme  di nostra proprietà diffuse in aree pubbliche di cui almeno la metà é morta e sepolta; la fontana di Valguarnera ; palazzo Ram; l'inquinamento dell'aria,dell'acqua e del mare. E si potrebbe continuare .Cari lettori ,aiutiamolo cosi' come  bisogna fare col Cavaliere ,perché abbiamo l'obbligo per ragioni umanitarie di organizzare un ricovero urgentissimo per stato confusionale che ,sostengono i medici,  potrebbe sbracare  in mentale .E prima che sia troppo tardi ! Per noi.
Annotazione finale ad uso e consumo dei giovani lettori . Per chi non lo sapesse e volesse approfondire la materia lo invitiamo a consultare quella pubblicazione che Gigia Cannizzo fece distribuire alla città quando fu approvato il Piano regolatore generale nel 1997 .Scoprirebbe che tutta la zona di “Raccuglia” su cui è nato un intero quartiere costruito con i miliardi dell’IACP e con il controllo totale della mafia locale - vecchia dicci' benedicente- con l'aggiunta dei suoi zerbini politici d'allora  ,era una zona di notevole interesse archeologico. Ed erano quelli stessi che si impossessarono del  Palazzo Scalia in Piazza Duomo radendolo al suolo e ricostruendolo cosi’ per come oggi lo vediamo e che fecero scempio e massacrarono tutta quell’area di Raccuglia per finalità speculative e che inutilmente i soliti noti (Masetto Aiello,Toti Costanzo, Giuseppe Casarrubea,Giulio Bosco,Jack Speciale ed altri del gruppo studi e ricerche di Partinico) tentarono disperatamente quanto inutilmente di salvare. Voi pensate che nella prima repubblica i soggetti che gestivano con prepotenza la città fossero diversi dagli odierni che in più hanno fame e sete di potere oltre che di soldi? Nulla è cambiato sotto il nostro sole. Putroppo.

Toti Costanzo

mercoledì 21 settembre 2011

"IZZATORI" ,CANCARUNA ,GELATARA, CACOCCIULI E POLICENTRISTI CONVERTITI.E TONINO RESTO' ACCUCCHIATU.

Tante cose per certi versi importanti sono accadute dall’inizio di questo mese che ,come sempre, conclude una stagione e dà l’inizio alla successiva .La stagione, con settembre, è quella della instabilità metereologica che sarebbe poca cosa se paragonata a quella cosiddetta instabilità “politica” della nostra città .Cerco di riassumere : un Sindaco , Lo Biundo, che da incosciente ed irresponsabile “izza” contro Pino Maniaci il grumo maleodorante che si agita e si è sempre agitato dentro il corpo , quello putrescente, della società partinicese fatta di mafiosità da strapazzo,”cancarunisimu” di bassa lega, “vavarunisimu” assai grave perché sicuramente giovanile .

giovedì 8 settembre 2011

VARTULICCHIU, TONY, PIETRO E CICCIO

Prima di entrare nel merito di una questione su cui intendo fermare più particolarmente l’attenzione mi voglio togliere uno sfizio ed esprimere il mio modestissimo parere  ( ovviamente per quanto questo possa valere) su di un ragionamento, a mio parere, esilarante dell’assessore Bartolo Parrino che nell’ambito di una intervista rilasciata a Tele Jato e in ragione dei rilievi manifestati da Maniaci sullo eventuale costo della pubblicità della nostra “Notte bianca” nella città di Palermo( pannelli giganti 6x3 di cui uno anche a Mondello e pannelli su alcuni autobus ) ebbe a dire:”la pubblicità della Notte bianca non è costata una sola lira al Comune di Partinico e questo lo possiamo dimostrare”.

lunedì 5 settembre 2011

OMINI, MENZI OMINI, OMINICCHI E QUACQUARACQUA'

Lo ammetto: l’estate ha un effetto devastante sulle volontà di esercitare l’azione pensante. Un pò di mare, un pò di sole, ozio, qualche piccolo svago e tu entri in crisi specie quando devi riprendere la vita quotidiana. E’ sempre stato così. Almeno per me. Poi si ritrova il ritmo, il gusto, la passione, gli stimoli. E tu riprendi, rientri nei ranghi della militanza, capisci che bisogna continuare anche quando tutto intorno a te ti dice: “Ma perché? Per chi?” Partecipi all'iniziativa della giornata della legalità di ieri e ritrovi forza e voglia: lo straordinario impegno dei tuoi giovani compagni e dei loro amici democratici, non certo quelli faziosi, volgarmente ed antistoricamente anticomunisti, residui di una subcultura che nella città non vuole morire e che produce cicilicamente i fardazza e i fardazzeddi anche quelli col doppiopetto e la cravatta, con la maglietta e le scarpe firmate.