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lunedì 31 gennaio 2011

CRACOLI-CETTO LA QUALUNQUE IN SALSA SICILIANA

 A quanti tra i rappresentanti dei circoli del PD che l'altra settimana si riunirono a Catania per discutere del sostegno al governo Lombardo ma che dissentivano non condividendo "la strategia della permanenza", l'on. Cracolici dalle parti di Palermo con notevole dispregio, sarcasmo ed arroganza classica du' pirocchiu arrinisciutu  rispondeva: "Se avete qualcosa da ridire rivolgetevi al TAR!". Come a dire che voi non contate un cazzo  e la vostra protesta trova il tempo che trova. In altra epoca e cioé all'interno del "vecchio" PCI ad una siffatta dichiarazione rivolta ai "compagni" costoro avrebbero risposto con una serie di calci in culo arruzzuliannulu dalla scale dal Palazzo di Corso Calatafimi sede del PCI ed acquistato con i sacrifici di migliaia di compagni che si tassavano perché il Partito fosse autonomo ed avesse sedi decorose così come si conveniva ad  un soggetto autorevole e  carico di storia e di gloria come lo fu  quello siciliano di Pio La Torre e Mommo Li Causi.

mercoledì 26 gennaio 2011

I SINDACI DELL'ATO RIFIUTI DALL'ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO

"Mancianni du tò, mancianni e du tò saziatinni”  
Mai detto siciliano fu più appropriato. Il Presidente del Consiglio di amministrazione della Società comunale servizi integrati  l’avvocato Antonino Geraci  di Partinico  di nomina recente e che   aveva sostituito nel ruolo un altro suo collega, l’avvocato Giacomo Palazzolo di Montelepre, è stato eletto l’altro ieri Commissario liquidatore della Società Servizi comunali integrati. Appunto "mancianni du tò mancianni e du tò saziatinni". La citata Società è stata portata al fallimento, in oltre cinque anni di attività, vuoi per il notevole costo delle  assunzioni integrative del personale trasferito dai Comuni alla Società su cu intendiamo stendere un velo pietoso trattandosi di padri di famiglia affamati  di lavoro, ma anche per avere voluto costruire una macchina assai costosa e fondata sulla autonomia gestionale sostanzialmente fuori da qualunque controllo popolare (lontano dagli occhi, lontano dal cuore): Consiglieri di  Amministrazione, Collegio dei revisori , Direttore Generale, esperti e consulenti, acquisto ed affitto di mezzi e locali di rappresentanza ed operatività, trasporto dei rifiuti nelle discariche più disparate per il balletto di responsabilità su quella di contrada Baronia.

sabato 22 gennaio 2011

E NEI VIGILI URBANI E' NATA UNA STELLA !


Lo videro fuggire “a razzo” da un cancello laterale di recinzione della Cantina lato est che  porta in una proprietà confinante a sud col nostro prezioso bene monumentale. Quell’area  che in un momento di enfatica esaltazione Antony, prima della volontaria costretta fuga a Bruxelles,  promise "a menza parola"  a suo compare-figlioccio-signorsì-va bene-okkei- sono a tua disposizione-fai di me quello che vuoi  divenuto Sindaco da poco, sarebbe divenuta proprietà comunale e dunque Parco della Cantina. Via anche  i mezzi di seconda mano posteggiati da tempo immemorabile e costeggianti l’ingresso du’ stratuni di baddi. Questi, accatastati  a ridosso della Cantina, costituivano notoria vergogna per ciascun Sindaco che, prima che venisse eletto, ne  prometteva  lo sgombero per arrifardiarisi  il giorno dopo l’elezione. Per cui quanti  venivano du maciddaru, sancipirreddu o cunigghiuni, una volta all’ingresso della città si confortavano dicendo: ”Ma quali Partinicu Palermu nicu? A mia mi pari  u’ burdellu di lizzaru”.

mercoledì 19 gennaio 2011

LO RICORDIAMO A LO BIUNDO: IL VOTO DI SCAMBIO E' REATO GRAVE. DA SEI MESI A TRE ANNI DI RECLUSIONE!!

Il voto di scambio, reato grave che viene punito secondo l’art. 86 del DPR n. 570 del 1960 con la reclusione da sei mesi a tre anni, è “voto dato da un elettore ma non motivato da scelte politiche, frutto di riflessione  sincera e disinteressata  bensì corrotto da qualche tornaconto  da parte di chi si candida o chi per lui". E il voto di scambio è quello “in cui un politico offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimamente da offrire. Per esempio un posto in una amministrazione pubblica con un concorso addomesticato o il condono di un abuso edilizio. Nel caso di una forma di associazione il voto di scambio può analogamente avere luogo per ottenere finanziamenti o appalti pubblici se queste incentivano una convergenza di “massa” per i voti dei loro iscritti”.

domenica 16 gennaio 2011

AL SINDACO DI PARTINICO DICIAMO: NON PUOI COMPRARE I VOTI CON I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA!

PER ONORARE LA MEMORIA DI PIO LA TORRE E I MORTI DI MAFIA 

Soltanto col sacrificio della sua vita per mano mafiosa fu possibile che la legge che porta il suo nome insieme a quello dell’on. Rognoni, venisse approvata dal Parlamento italiano. La legge con le sue successive modifiche vuole la confisca dei beni della criminalità mafiosa e l’utilizzo degli stessi per scopi sociali e produttivi .
A Partinico l’Amministrazione comunale Lo Biundo vuole che tali beni – e così opera ed agisce – siano utilizzati con scopi palesemente ed incontestabilmente di clientela elettorale umiliando quanti sono morti per mano mafiosa e violentando la LEGALITA’.
Il caso delle Associazioni cui questi beni sono stati assegnati – quello di C/da ALBACHIARA e quello di VIA FERMI - costituisce un esempio eclatante di quanto da noi affermato.
Oggi in nostro Partito ha manifestato davanti un esempio INDISCUTIBILE (il bene di c/aAlbachiara)  di violazione della legge sull’uso dei beni confiscati alla mafia dedicando questa iniziativa alla memoria di Pio La Torre, del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, dei magistrati Falcone e Borsellino e di quanti per questa causa hanno sacrificato la loro vita.
Partinico 15/01/2011


Partito della Rifondazione Comunista - Giovani Comunisti/e
circolo "Peppino Impastato" di Partinico 


giovedì 13 gennaio 2011

GLIELO AVEVO DETTO: "CARO MIMMO FARAI LA FINE DI PEPPE MOTISI"

Dunque il dott. Mimmo Consiglio eletto Sindaco di Terrasini nell’anno 2007, lunedì 10 gennaio 2011 viene sfiduciato da 18 consiglieri presenti e votanti su 20 (due si erano appositamente assentati) concludendo, così, la sua travagliata esperienza di Sindaco di una città importante e una volta punto di riferimento del turismo siciliano alla stregua di Cefalù o anche di Taormina in ragione di un patrimonio di eccellenti strutture ricettive. Strutture ormai, però, quasi al declino considerate le difficoltà economiche di Città del mare e soprattutto la chiusura dell’hotel Perla del Golfo. Glielo avevo detto, subito dopo la sua elezione, in una ancora calda domenica di settembre quando  aveva già nominato con criteri assai discutibili sul piano politico la sua prima Giunta. E di Giunte ne seguiranno tante altre in un vorticoso succedersi di uscite ed entrate che hanno triturato uomini e donne che si erano resi disponibili alla collaborazione.

lunedì 10 gennaio 2011

LETTERA AGLI AMICI NOSTRI CARISSIMI DELLA GIOVANE ITALIA (con fiaccola)

Carissimi giovani della Giovane Italia Sezione di Partinico, quella che riporta nel simbolo, giustamente, non le ali tricolori ma la fiaccola per non disperdere le radici  che affondano nel pensiero dell’illustre filosofo di origine cinisense Julius Evola. Julius, infatti, con una straordinaria intuizione tutta sicula comprese come nel secolo XXI nei paraggi della città dei suoi genitori si sarebbe concentrato un gruppo di giovani allievi che, seppur in semiclandestinità come si addice ai veri rivoluzionari, avrebbero fatto ricorso al suo pensiero per vivificare l’asfittica vita della comunità nostra. Infatti dove nasce “il carattere rivoluzionario dei giovani della Giovane Italia, il possesso di una visione spirituale, eroica ed agonistica della vita “se non dal pensiero del nostro quasi concittadino? Dunque carissimi amici di Giovane Italia di Partinico, spinti in maniera irrefrenabile dalle vostre epistolari ed affettuose quanto delicate e civili pubbliche televisive sollecitazioni (era ora!) abbiamo abbandonato alle ortiche “il nostro modus operandi“, "i retrogradi quanto antistorici eliocentrismi fondati sull’errore“ e in un emozionante happening che ci ha visti abbracciati e piangenti per non avere capito prima quanto da voi sollecitato, abbiamo trasferito nel centro dell’ex Arena Lo Baido i circa 1000 libri che nel giro di pochi giorni avevamo ricevuto in dotazione da sconsiderati amici e ancor più sconsiderati compagni di tutta Italia con i quali avevamo, presuntuosamente, costruito una biblioteca popolare.

venerdì 7 gennaio 2011

NASCE A PARTINICO "TAGLIO CON FALCE E INCHIODO CON MARTELLO"

Ieri , AD 6 gennaio 2011 proprio il giorno della Befana, presso il Notaro Josef Ciaccafico assistito dal dott. Peppone si è costituita la Società cooperativa di mutuo soccorso denominata “Taglio con Falce e inchiodo con Martello”. La società costituita da vecchi e nuovi incorreggibili e viziusi comunisti ‘a moriri, ha tra gli altri suoi compiti istituzionali, quelli previsti dall’art. 3:
a) di perseguire ‘u sbriugnamento quotidiano di Sal e C.;
b) di sbintarici ‘u iocu;
c) di operare un’azione costante di pedinamento dei sopraindicati a scopo di “SVERGOGNO davanti a ddiu e a ‘u populu”;
d) di recuperare al ruolo di “picconatore” Ntrea ca’ oramai va ‘a scacari ‘a scacari comu ‘a strummula;
e) di convincere il GIP (gruppo indipendente partinicese) ad assumere un più efficace ruolo: quello di GUP (gruppo urlatori popolari) perché in caso contrario in Consiglio il silenzio diventerà davvero d’oro;
f) di aiutare l’Assessore alla cultura, ritmi e canzoni ad organizzare durante l’anno, LUI E NON ALTRI, almeno una, una sola MANIFESTAZIONE frutto del suo pensiero e della sua azione;

mercoledì 5 gennaio 2011

E IL PRIMO DELL'ANNO 'U LASSARU ARRE' SULU COMU POPO'


Ormai non lo smuoveva più nessuno e piuttosto che rispondere alle osservazioni dei più fidati amici ,chiudeva i pugni,serrava le mascelle, pestava i piedi e strillava. Cosa gli era capitato di così gravemente irritante? Bisogna, dunque, sapere che da tanto tempo gli frullava in testa d’avere “’ncurpuratu” il filosofo Aristotele il quale or sono 2500 anni aveva dato vita alla scuola peripatetica. Una scuola, strumento di indiscussa validità, nata per la conoscenza e la comprensione delle manifestazioni religiose, artistiche, poetiche e letterarie. Aristotele, come è noto, indottrinava i suoi allievi su quelle tematiche girando per i viali del giardino, conversando con loro amabilmente. Ma il Nostro, alle persone a lui più vicine che tentavano di persuaderlo a desistere – e lo facevano con accorta gentilezza ed estrema delicatezza per evitare che la sua eterea figura potesse esplodere in maniera inaspettata ed inconsulta come “un tronu” carnascialesco - diceva: ”Voi non potete capire! La Storia mi ha assegnato un compito al quale non intendo rinunciare, costi quel che costi“.