sabato 1 agosto 2009

SIGNORE E SIGNORI,IL PRANZO IN CANTINA E' SERVITO!


L’SMS non lasciava alcun dubbio:”Vieni subito. Importantissimo. Antony”. Sal volò a Bruxelles con il primo aereo e all’aeroporto internazionale fu prelevato da una macchina dell’ambasciata tunisina. Pensando ad un equivoco telefonò e ricevette assicurazioni:”Puoi fidarti perché l’ambasciatore ,esperto in cous-cous è mio amico e ci sarà molto utile nel futuro per il “progetto” . Da Antony ricevette una busta contenente tutte le istruzioni . In albergo lesse e un sorriso gli illuminò il viso che era stato in questi giorni attraversato da corruccio per le tante critiche che gli piovevano addosso appesantite sopratutto per l’inefficienza e l’ incapacità di qualche piunco di assessore che gli creava anche dissapori con Pinuzzu che batteva quotidianamente il tasto senza soluzione di continuità. Lesse ed incominciò a ripetere . Antony gli aveva imposto che ,dopo averlo imparato a memoria ,il documento doveva essere assolutamente distrutto. Guai a cadere nelle mani degli avversari.Era materia che scotta. Tutta la prima pagina veniva occupata dalla rappresentazione particolareggiata della mappa dei locali con una particolareggiatissima disposizione del personale. All’ingresso e ad accogliere i commensali ,Antonella in virtù della bella presenza. Vestito sobrio ,colore bleu notte lungo con fascia alla vita e scarpe di finto coccodrillo . Capelli raccolti dietro la nuca e annodati con un cordino tricolore e con sulla testa una corona d’argento su cui doveva campeggiare lo stemma dei Borboni .In mano un bouchét di gardenie finte ma che attraverso un dispositivo ,e con la semplice pressione del pollice, emanavano l’odore di quel delicato fiore. La tecnica era identica a quella che usò in altre epoche un buontempone, don Peppino ciacca , che soleva all’imbrunire attraversare il Corso coperto da lampadine luminescenti e a quanti si avvicinavano spruzzava su di loro ,da un finto fiore posto all’occhiello della giacca, acqua di colonia che fuoriusciva perché azionata da una pompetta che pescava ,attraverso un tubicino, da un piccolo contenitore nascosto in una delle sue ampie tasche. Un ingegnoso quanto simpatico personaggio di una Partinico che, purtroppo, non esiste più e di cui abbiamo tanta ma tanta nostalgia . Inchinandosi,Antonella, avrebbe dovuto dire alla sposa che scendeva dalla macchina:” Signora l’Amministrazione le porge il benvenuto ed è lieta per averci scelto ”.E ,subito dopo, rivolto allo sposo :” Signore le porgo l’omaggio di Sal e di tutto il nostro staff”. A lui avrebbe dovuto consegnargli un regalo particolare e cioè un gagliardetto con i colori del glorioso Partinicaudace che era il verde della speranza che non muore mai e il nero della cruda realtà cittadina. Il corteo ,percorso il vialetto che immette nel grande atrio acciotolato ,trovava la prima sosta obbligatoria davanti l’ex Torre di Ballo . Li’, Tanino vestito da antico siculo accompagnato dal gioioso suono di un gruppo folkloristico formato da residui pezzi della fanfara della buonanima di don Nitto e al canto di “Sciuri, sciuri” e “Di Mungibeddu tutti figghi semu!”,avrebbe offerto agli ospiti pane e panelle , cazzilli e rascatura .Intanto Vituzzu “centro-destra-sinistra” ,che aveva avuto affidato il delicato compito di approntare tutta la parte logistica ( tavoli, sedie, poltroncine, tovagliamento, ) dava le ultime disposizioni al personale aggregato (alcuni ex LSU, cococo,cocopro, che in tal modo incrementavano il monte ore settimanale) perché si disponessero a raggiera e ,all’arrivo degli ospiti che prendevano posto ,in coro gridare :”Evviva gli sposi, evviva”.Costoro, alla fine della cerimonia , avevano anche il compito di trasportare su di una lettiga romana senza tettuccio Kate coperta da lunga tunica bianca ,sandali alla Cleopatra,un bracciale a forma di lungo serpente attorcigliato al braccio sinistro che accompagnava la monumentale torta nuziale a cinque strati .La torta doveva denominarsi “ Parthenia” accordandosi ,però, con Renzuccio (cosa facile facile) che in altra epoca aveva cosi’ chiamato una sua Associazione e dunque avrebbe potuto pretendere i diritti d’autore. Con la destra Kate avrebbe sparso a destra e a manca petali di rose tratti da un'ampio cestino appositamente realizzato da ‘u ‘zzu Cicciu ‘u cannistraru che ancora esercita in via Colombo. I riccioli neri rigorosamente congegnati “alla greca” . Un suono melodioso avrebbe accompagnato il piccolo ma suggestivo corteo. Nardo ,vestito da dio Hermes notoriamente ,tra le altre cose,protettore dell’atletica con sandali e cappello alati e l’immancabile cronometro a tracolla ,doveva immergersi nel ruolo di psicopompo ovvero di accompagnatore dello spirito dei morti che aiuta a trovare la via per il mondo sotterraneo dell’aldilà. E chi meglio di lui ,che in un sol colpo ha definitivamente sotterrato verde,ambiente e sport? Alla fine e prima del caffè che avrebbero servito il Segretario comunale ,il nuovo Comandante e il Direttore generale accompagnati dai consiglieri di maggioranza vestiti da paggetti ,doveva arrivare Lui. Lui,alto, bello, splendido splendente parapappappapà., pantaloni di raso Jacard, vita con passanti,zip e bottoni,quattro tasche,gamba a tubo,scarpe derby Geox E poi riding cote lunga fino al ginocchio con falde aperte posteriormente mentre Bart e Jhonny posti dietro , ma a debita distanza seppur ravvicinata, dovevano tenere sollevate le falde della riding cote (alla stessa maniera di quando sorreggono il nastro perché Sal possa inaugurare le cose degli altri) come quando alla sposa le damigelle sorreggono il lungo velo. In mezzo a loro due, ormai come sempre, Ntrea cicirittu .Anche lui ,come Bart e Jhonny ,vestitioda pagettio con corona di fiori sul capo e stemma borbonico ,pantaloni bianchi alla zuava, giacchetta con bottoni finto oro dovevano girare il capo sia a destra che a sinistra come quando si segue la pallina negli incontri del tennis lanciando agli ospiti paganti accattivanti sorrisi. La Bohemian Rhapsody di Freddie Mercury sparsa da un 2000 watt avrebbe creato la giusta atmosfera e concludere la cerimonia mentre su uno schermo gigante comparivano le immagine esaltanti di Sal vestito , questa volta, da Franceschiello di Borbone e lo staff nei momenti più salienti della loro attività. La ditta Castelli con trona e tric trac fantasmagorici avrebbe chiuso la splendida serata.

Sala Rossa

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