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giovedì 30 aprile 2009

L'INDECENZA CONTINUA

DA OGGI FINO ALLA FINE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA ELEZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO CONTINUEREMO CON LE “INDECENZE“. INDECENZE DELLA “Politica", OVVIAMENTE DI QUELLA CON LA “P” MINUSCOLA. L’INDECENZA DI CHI, ATTRAVERSO IL POTERE CHE GLI E’ STATO CONSEGNATO DAGLI ELETTORI LO USA PER ANNULLARE ANCORA DI PIU’ LA COSCIENZA E LA DIGNITA’ DI QUANTI SONO CARICHI DI BISOGNI; L’INDECENZA DI CHI USA LE RISORSE PUBBLICHE, FRUTTO DI SACRIFICI DEI CONTRIBUENTI, PER RAFFORZARE CLIENTELE E CAMARILLE; L’INDECENZA DI LEGGI CHE PIUTTOSTO CHE TUTELARE COLORO I QUALI HANNO SUBITO UN TORTO LI AFFOSSANO ANCORA DI PIU’; L’INDECENZA DI QUANTI, DISPONENDO DI UN POTERE ECONOMICO, LO UTILIZZANO PER PERPETUARE SOPERCHERIE. E SI POTREBBE CONTINUARE. AD OGNI BUON CONTO POSSIAMO DIRE , IN UNA PAROLA, L’INDECENZA DI OMUNCOLI, ARROGANTI E QUAQUARAQUA’ DI CUI E’ COSTELLATO IL PANORAMA DELLA NOSTRA SOCIETA’ ANCHE LOCALE E DIVENUTI “GIGANTI” PER L’ACCONDISCENDENZA ED IL SERVILISMO DI TANTI .

Oggi elenchiamo una serie di “indecenti” e di “cose indecenti” iniziando con il Sindaco di Gela (della Borsellino ho già scritto) che ha fatto già affiggere a Partinico un manifesto 6 x 3, anche lui comunista pentito, e che avendo governato con i voti dei comunisti la città di Gela per ben due legislature e non essendo più rieleggibile, piuttosto che umilmente mettersi al servizio del suo Partito (il PdCI) ed anche di Rifondazione che l’hanno sostenuto e fatto anche eleggere DIFENDENDOLO IN TANTISSIME OCCASIONI preferisce, novello saltimbanco politico, trasferirsi all’interno del più sicuro PD (il Partito che alcuni mesi or sono a Gela aveva iniziato a raccogliere le firme per sfiduciarlo) e in buonissima compagnia. Quella dei Cracolici, dei Crisafulli, dell’ex Ministro Cardinale tanto per fare alcuni nomi di illustri siciliani suoi nuovi compagni di avventura. Ovviamente durante la campagna elettorale ci parlerà di antimafia, del suo impegno in Europa nel caso di elezione e delle strategie di come sarà possibile che la mafia sia sconfitta definitivamente avendo accanto quegli illustri personaggi che lo sosterranno senza se e senza ma.

E l’indecenza di Antinoro? Antinoro Antonello, Assessore alla Regione siciliana che pur sapendo che in caso di elezione non andrà al Parlamento europeo per cui la sua presenza in lista rappresenta una vergognosa mistificazione, un vero e proprio imbroglio, tuttavia è lì in fila con altri suoi compagni di Partito a rastrellare voti per mantenere e perpetuare potere, averne sempre di più alla faccia dei siciliani senza lavoro, ai giovani costretti all’emigrazione, ai poveri sempre più morti di fame. E a Partinico vedremo, sicuramente, una schiera di indecenti che rastrelleranno il voto per l’Assessore con la promessa di un posto di lavoro, un avanzamento di carriera, un contributo alla festa del Patrono, una promessa di finanziamento per pubbliche opere. E tanto ancora.

E l’indecenza di una legislazione che ha consentito ad un verme, che ha letteralmente squagliato nell’acido il piccolo Di Matteo senza provare alcuna pietà per un bambino, oggi libero senza aver fatto quasi nemmeno un giorno di carcere ed affidato ai “servizi sociali”? E nessun giudice ha pensato, per un solo momento, alla famiglia di un bambino che non aveva alcuna colpa se non quella d’avere un padre contiguo con la mafia di S. Giuseppe Jato, lui incolpevole e che come soliamo dire dalle nostre parti, ancora doveva “nasciri”? Nessuno ha pensato per un solo momento ad una famiglia, soprattutto ad una madre così duramente provata, umiliata e ferita?

L’indecenza accompagnata all’arroganza di un Micciché al quale gli si perdona tutto mentre Valentina Aiello viene additata al pubblico ludibrio, il quale piuttosto che pensare ai problemi della nostra Sicilia in ragione del suo ruolo ministeriale oggi ha soltanto la necessità di “misurarsi” elettoralmente con il suo compagno di Partito, Castiglione, pupillo di Schifani ed Alfano divenuto Coordinatore regionale del PdL siciliano. Dice Micciché rivolgendosi a Castiglione e dopo avere piazzato nella lista per le europee un “suo” uomo:
”Misuriamoci, contiamoci per vedere chi è il più ben voluto in Sicilia”. Capite, quali sono i problemi del Micciché? Non i problemi della nostra terra, non la disperazione dei disoccupati, non la rabbia dei poveri, della miseria che si diffonde sempre di più, ma sapere se la sua corrente è più forte di quella del suo compagno di Partito. E, siatene certi, vedremo anche a Partinico schiere di accattoni, di camerieri, di ruffiani, cortigiani di ominicchi e quaquaraquà alla ricerca spasmodica di voti per i contendenti. E i voti a loro, cioé a quelli del PdL, arriveranno anche a Partinico, a valanga!

Toti Costanzo

mercoledì 29 aprile 2009

CONSIGLIERE DI TRAPANI: E L'INDECENZA SAI E' COME IL......

INDECENTE ,per il Treves, significa : INDECOROSO,SPUDORATO, SCONVENIENTE .E indecenti sono tutti coloro i quali esercitano l’indecenza nella loro vita quotidiana,nella loro attività, -qualunque essa sia o professionale o politica,- senza provare vergogna alcuna . Dunque ,ad esempio in politica , per me indecenti sono coloro i quali (come ho scritto in un post precedente) non si sono dimessi dai loro incarichi quando hanno saputo del loro inserimento nelle liste per le elezioni europee .Ed hanno continuato a svolgere la loro attività mantenendo un presidio di potere pur sapendo che si trattava di una spudorata azione nei confronti di quanti ,per ragioni diverse, hanno avuto o avranno bisogno di costoro. Ma l’indecenza , la spudoratezza, la sconvenienza si accompagno sempre con l’arroganza per cui l’indecente è anche un arrogante cioè una persona che usa il potere contro qualcuno. Indecente é il ruolo che ha avuto quale Sindaco di Bologna ,eletto anche con i voti del mio Partito ,l'ex sindacalista, comunista pentito, Cofferati che dopo avere calpestato qualunque forma di democrazia all'interno del Comune ,ovviamente non ha avuto più il coraggio di ripresentarsi al giudizio dei bolognesi preferendo riparsi sotto la protezione del PD per andare a Bruxelles e dopo essere stato condannato per COMPORTAMENTO ANTISINDACALE nei confronti di dipendenti comunali. Indecenti sono alcuni provvedimenti del Governo Lombardo per avere pensato di distribuire pensioni d'oro ai dipendenti regionali , nominare nuovi e costosi dirigenti nel settore della sanità, non ridurre di una sola lira le spese della politica, aumentare stipendi e premi ai funzionari dell'ARS .Indecente Veltroni, ad esempio, che non ebbe limiti quando teorizzò “il voto utile” che doveva servire ( come poi servi’) quale specchio per le allodole e convincere l’elettorato ,quello genericamente di sinistra ,che per battere Berlusconi bisognava votare per il Partito Democratico.Funzionò al punto che la Sinistra italiana non entrò nel Parlamento con grave danno non solo per milioni di italiani privi di una rappresentanza istituzionale ma soprattutto per la nostra Democrazia.E il democristiano Franceschini , poteva essere secondo ad un ex comunista pentito? Si accorda con Berlusconi e in un gioco delle parti continua a teorizzare quel voto utile che per il Parlamento italiano funzionò e che dovrebbe,nelle sue intenzioni, funzionare anche ora per le europee. Infatti ,costruiscono lo sbarramento al 4% e, ancora insieme, sostengono l’indecente referendum per cui se si dovesse raggiungere il quorum e vincere il SI, dopo più di mezzo secolo di potere democristiano, avremmo per altrettanti anni quello berlusconiano . Ovviamente l'illusione e la presunzione del democristiano é che ad avere un voto in più del PdL dovrebbe essere il PD
Ma c’è ,tuttavia,un indecenza più terra terra,più a portata di mano ,più nostrana. Se si volesse fare qualche esempio senza andare lontani (Montelepre) potrei citare l’attuale Sindaco che negli ultimi due mesi di Governo della città si è lanciato ad inaugurare , a marce forzate, strade, impianti sportivi, intitolare vie,bullonare targhe marmoree in ricordo. Oppure (Terrasini) fare accordi elettorali ,ad esempio, con Rifondazione Comunista, Verdi e Partito Umanista che sostengono una lista di “sinistra” ,eleggono un consigliere portano quei voti necessari per eleggere il Sindaco e poi costui non solo tradisce gli accordi ma straccia il Programma nel quale si scriveva che l’acqua è un bene pubblico e non può essere privatizzata. Per meschini calcoli ,piuttosto che opporsi come hanno fatto decine e decine di Sindaci in Sicilia ( la stragrande maggioranza di centro destra!) ,consegna gli impianti all’APS tradendo la fiducia dei Partiti che lo hanno sostenuto e soprattutto quella dei suoi concittadini che l’hanno eletto. Gli esempi di indecenza locale si potrebbero sprecare. Cosa dire, ad esempio, del Sindaco di Borgetto che in una recente,lunga intervista a Tele Jato parlò di tanto ma non pronunciò mai la parola "mafia"?E del Sindaco di Piana degli Albanesi che vorrebbe privatizzare il Cimitero?
Ad ogni buon conto mi sono riservato per ultimo l’indecenza ultima del consigliere comunale Renzo Di Trapani:per sferrare un attacco all’Assessore Bartolo Parrino, ieri sera in Consiglio, si voleva servire del nostro Partito tirando fuori e falsando i fatti, la cerimonia del 25 Aprile Festa della Liberazione alla quale abbiamo partecipato come Partito con una nostra rappresentanza e la collocazione di una nostra corona ,sostenendo l’insostenibile e cioè che l’Assessore Parrino avrebbe manifestato dissenso per la nostra presenza. Ovviamente si tratta di un falso tenuto conto che l’Assessore aveva invitato ufficialmente Rifondazione Comunista ,anche attraverso la signorina Benina Santoro , alla partecipazione . La verità è quella rappresentata dall’Assessore e da Tele Jato: quando Mimmo Neri e Gianluca Ricupati portarono ,accompagnati dal sottoscritto e dal Sindaco ,la nostra corona ponendola accanto a quella del Comune, il democristiano ed ancora indomito ma disperato e ferocemente anticomunista Renzo Di Trapani, ovviamente sconvolto dalla nostra presenza , lasciava la cerimonia e velocemente imboccava via Roma dileguandosi nel Nulla.Avete capito perché Peppe Motisi durò, quale Sindaco, lo spazio di un mattino?
Toti Costanzo


martedì 28 aprile 2009

ET VERBUM CARO FACTUM EST....



No,non è possibile ragazzi. Pino tiggei non può mancare, in maniera cosi’ plateale, di rispetto a questo nostro giovane, nostra speranza, lume e faro di tanti di noi che ,seppur avanti negli anni, spesso perdiamo la bussola e la ritroviamo soltanto grazie al suo equilibrio, al suo stile ( c’est le style que fait l’homme) ,al suo aggraziato porgere quel che altri avrebbero difficoltà a presentare senza cadere nel plebeo ,nel volgare ,nel miserrimo. No,Pino tu non puoi!Lui fu portavoce efficace, efficiente, economico di Circoli politici anche se sulla carta .Certo,tenuto in scarsa considerazione dentro ma, al contrario, in grandissima considerazione fuori di “m’ama o non m’ama” che lui sfogliò con quel garbo che lo ha sempre contraddistinto e di cui tutti gli danno riconoscimento e lausu .Alla faccia di quel ruvido Renzuccio che ora ,insieme ai suoi e in special modo a pizzettu e a peppone , è alla ricerca dell’elmo di Mambrinu e che alla impertinente domanda :”Ma lei di che Partito è ?” cosi’ebbe a rispondere orgogliosamente sollevando il petto sagnachinaru : “Io sono uno di centro del centro sinistra “ . Come a dire :”Ma ‘u vuliti capiri ca eu fui,sugnu e sarò sempri democraticucristianu?”Alla faccia di quei quattro gonzi rimasugli di esemplari già in definitiva estinzione come i panda cinesi e che una volta si chiamavano PCI-PDS,poi PDS,poi soltanto DS per finire ora Piddi’ ,abbreviativo di “piddizzuna”, che nella nostra lingua e nella interpretazione più genuina significa cchiù picca di zicchi che almeno ingrassano sucannusi ‘u sangu degli altri . I piddizzuna, al contrario, appena li scotuli scompaiono dileguandosi nell’aria e diventano difficilmente rintracciabili. Dunque questi novelli soci dell’AVIS, ex comunisti comu i ramurazzi e cioè rossi di fuori e bianchi di dentro, con tutto rispetto parlando ,si fecero nchiappittari dai soliti noti che,è vero, si sono messi in mano un contenitore semi-vuoto e che ,per riempirlo, non basteranno setti sarmi di sali. Ma il contenitore è nostro , dicono ,e guai a chi lo tocca .E, imperterriti, gli fanno la guardia !
Dunque ,Pino ,tu non puoi al culmine di un vero e proprio godimento culturale legato ad un importante avvenimento quale fu la presentazione di un libro ( specie se di una nostra concittadina) che non é certo la sagra della nutella e della quale pubblicazione il nostro giovane si fece anche lui doveroso interprete intervenendo con una disquisizione di livello accademico, chiamarlo “Assessore alla biblioteca”. Ma tu ti rendi conto di quel che dici?. Ti rendi conto che le parole sono come pietre e lanciate da una possente balestra com’é tiggei fanno pirtusa comu bocche di un vulcano? Meno male che lui è allenato ,capace di percorrere i cento in meno di dieci e tutto in apnea come un palombaro ,senza scomporsi, in perfetto assetto di corsa, e senza andare in debito d’ossigeno al punto che suscitò la meraviglia di Nardo che di queste cose, almeno di queste , ne capisce . Che stile, che finezza, che linguaggio forbito e che manifestazione ripetuta, di nuovo nuovamente, di riconoscenza nei confronti di Sal che, come in tante altre occasioni, risulta assente anche se a giustificarlo ci pensa sempre lui ( si dice che all'atto della nomina ad Assessore Sal gli abbia fatto firmare una carta con la quale si doveva impegnare a citarlo in tutte le pubbliche occasioni) .Giustificarlo, certo, ma non solo . E lui di Sal disse di più . Disse esattamente ” che il Sindaco condivide” e tu a sfirniciariti per sapere in che cosa Sal sarebbe condividente e fai finta di crederci e pensi li’ per li’:”Farfantuni!Ma che è bberu!” .E tu, però, gliela abboni, lo dai per fatto, lo dai per detto. Detto fatto lui è capace di 'mpupariti un ragionamento che non finisce mai con una sequela di parole mammalucchini che ,però, non costruiscono un discorso compiuto. Parole a ruota libera ,una appresso all’altra in un diluvio che se non lo blocchi finisce per sommergerti . Altro che Assessore alla biblioteca, caro Pino! Lui potrebbe essere, di sicuro, un ministro ,IL MINISTRO DEL VERBO . Et verbum caro factum est et habitavit in nobis! Amen

lunedì 27 aprile 2009

IL 27 APRILE DEL 1937 IL FASCISMO UCCIDEVA ANTONIO GRAMSCI



Il 27 aprile del 1937, dopo anni di gravi sofferenze, il Fascismo uccideva il Capo del Partito Comunista Italiano,Antonio Gramsci. Chi vuole oggi veramente esaltare e rispettare la lotta di liberazione del nostro Paese dal dominio fascista e nazista ,e della quale Liberazione abbiamo celebrato l'anniversario appena l'altro ieri e che ebbe quali protagonisti sopratutto i partigiani sia comunisti che appartenenti ad altre culture e formazioni politiche , non può non onorare tutti coloro che il fascismo trucidò soltanto perché strenui difensori delle libertà democratiche. I crimini del fascismo non possono essere dimenticati né si possono assolvere, seppur a distanza di tanti decenni ,coloro i quali di quella ideologia si sentono ancora eredi. Il Comunismo italiano ed i suoi dirigenti più autorevoli e prestigiosi ,e Gramsci certamente lo fu, volevano un paese libero dove le classi dirigenti fossero al servizio della Democrazia che troverà poi sostanza nella nostra Costituzione . Coloro i quali ogni giorno intendono demolire pezzi di questa non sono nostri avversari politici ma nemici delle libertà del nostro popolo .Ricordare il sacrificio di Antonio Gramsci, dunque, significa perpetuare una memoria condivisa da milioni di uomini e donne del nostro Paese, esaltare la loro storia personale ed anche collettiva ,il loro impegno, le loro speranze ,i loro enormi sacrifici .

I Comunisti di Partinico ricordano Antonio Gramsci la cui vita fu interamente dedicata alla emancipazione e liberazioni delle classi subalterne e lo indicano come esempio di vita alle nuove generazioni .

CI HA LASCIATI L'ING.PROF. NINO PASSANNANTI



Il prof. Nino Passannanti, “Ninuzzu”,se ne è andato prematuramente a 68 anni e per un male incurabile. Nino è stato uno dei tanti brillanti studenti degli anni ’60 del Liceo classico “ Giuseppe Garibaldi “ di Partinico , studente della mia generazione, cresciuti subito dopo la fine della guerra di cui non abbiamo conosciuto la tragedia ma di cui avevamo avvertito l’eco . Quella tragedia , dunque, ci sfiorò appena. Conoscemmo ,però, il lento e difficile processo di ricostruzione del nostro Paese , l’esodo biblico di milioni di lavoratori che andavano nel mondo a cercare quella “fortuna” che in Italia non era possibile avere . Cercare lavoro, cercare un futuro , ritornare per godersi una serena vecchiaia al riparo di una casa costruita dopo anni di dura fatica ,crescere intanto i figli ,aspettare il domani . Nino fu studente della Facoltà d’ingegneria a Palermo della quale divenne,poi, docente nel Dipartimento di Tecnologia meccanica ,produzione ed Ingegneria gestionale. Una persona solare, affettuosa, sempre disponibile, sempre sorridente . Mantenne sempre un rapporto con la sua città tant’è che da alcuni anni era ritornato ad abitare a Partinico con le due figlie ,vivendo in maniera discreta il rapporto con questa , con i suoi amici, con i suoi giovani studenti dai quali era letteralmente amato e soprattutto mantenne un rapporto discretissimo col potere politico che solo raramente utilizzò le sue capacità e la sua professionalità . Nino,per esempio, fu il redattore negli anni ’80, di un importantissimo progetto in buona parte realizzato ma irresponsabilmente da tutti noi abbandonato e cioè di riutilizzo per l’agricoltura di parte delle acque reflue provenienti dal nostro depuratore . Un progetto all’avanguardia soprattutto in ragione delle crisi idriche cicliche che interessano il nostro territorio. Sarebbe giusto ,anche per ricordarlo degnamente, riprendere e portare a conclusione l’opera .La sua famiglia ,ma di questo ovviamente Nino non ebbe mai a vantarsene , fu al centro di un fatto storico ancora oggi attuale e cioè l’uccisione del tenente italo americano Joe Petrosino. Il nonno paterno fu accusato di avere ,insieme a tale Costantino, attentato alla vita di quel famoso personaggio.
Quando il Sindaco Motisi ( il nostro Partito era rappresentato in quella prima Giunta ) ci propose quale membro del Nucleo di valutazione del Comune l’ingegnere Passannanti, accogliemmo con grande favore quella designazione perché conoscevamo le capacità e soprattutto il senso di equilibrio di Nino. La Giunta successiva non lo ha riproposto commettendo un grave errore di valutazione. Ma l'ingegnere Passannanti ,per questo, non ebbe mai a dissentire, protestare, rammaricarsi. Oggi ,nel giorno in cui se ne va ,lo ricordiamo con grande affetto cosi' come sicuramente lo ricorderanno quanti hanno avuto la fortuna di poterlo conoscere .
Toti Costanzo

venerdì 24 aprile 2009

PER NON DIMENTICARE RACHEL CORRIE


DOMANI ,25 APRILE 2009 ,RICORRE L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO PAESE DAL FASCISMO E DAL NAZISMO. SARANNO RICORDATI ED ONORATI QUANTI DIEDERO LA VITA PERCHE’ ANCORA AD OGGI NOI POSSIAMO GODERE DI ALCUNE LIBERTA’ FONDAMENTALI ANCHE SE IL CENTRO DESTRA ,CON IL SILENZIO DI TANTI , LA COMPLICITA' DEI POTERI ECONOMICI ED IL BALBETTIO DEL PARTITO DEMOCRATICO ,LI METTE QUOTIDIANAMENTE IN DISCUSSIONE.IL NOSTRO PAESE HA BISOGNO ANCORA UNA VOLTA DI UNA NUOVA LEVA DI RESISTENTI E DEI COMUNISTI ITALIANI.
CON QUESTO POST VOGLIAMO ONORARE LA MEMORIA DI UNA GIOVANE AMERICANA , NUOVA COMBATTENTE PER LE LIBERTA’ DI TUTTI GLI UOMINI, NUOVA RESISTENTE UCCISA RECENTEMENTE A GAZA DALLA PREPOTENZA DEI COLONI EBREI ,NUOVI NAZISTI, CHE HANNO DEPREDATO DEI LORO BENI E DELLA LORO TERRA I PALESTINESI CHE LI’ VIVONO DA SEMPRE.
I COMUNISTI DI PARTINICO S’INCHINANO ALLA MEMORIA DI RACHEL CORRIE.

A Gaza una giovane pacifista ha perduto la vita. Rachel Corrie aveva soltanto 23 anni. Era una studentessa dell’Università di Olimpia(Washinton) e apparteneva al Movimento per la Giustizia e la Pace.
Quest’anno aveva deciso di passare dalla teoria all’azione pratica partendo per Israele,là dove ha raggiunto il gruppo palestinese Movimento Internazionale di Solidarietà. Con questa Associazione ha partecipato ad azioni per bloccare le spalatrici israeliane che tentavano di abbattere le case delle famiglie palestinese insediate in quel territorio.Ai suoi amici nella corrispondenza elettronica aveva scritto.” Abbattono le case anche se dentro vi sono persone; non rispettano niente e nessuno."
Il 15 marzo 2009 alla frontiera di Gaza,Rachel ed i suoi amici tentavano di opporsi alle demolizioni.”Lei era seduta nella traiettoria del bulldozer,il guidatore l’ha vista ha continuato e le è passato sopra” ha dichiarato Joseph Smith,militante pacifista di EEUU.
”La spalatrice l’ha ricoperta di terra prima di passarci sopra” ha aggiunto Nicolas Dure un altro dei suoi compagni.
Rachel Corrie ha perduto la vita a soli 23 anni in difesa, con il suo corpo, e le sue idee del diritto dei cittadini palestinesi ad avere un tetto ed una terra. La ragazza è stata uccisa a sangue freddo ed in maniera barbara,mentre lei agiva in maniera pacifica. Rachel e i suoi amici affermano:
” Ogni giorno decine e decine di case vengono distrutte alla frontiera di Gaza;i bombardamenti hanno inquinato i pozzi d’acqua dolce nei ampi dei rifugiati di Rafah e che questi pozzi non possono essere bonificati senza che gli operai palestinesi non siano esposti ai tiri degli israeliani”.
Rachel Corrie è certamente il simbolo di questo Movimento pacifista. Lei è stata uccisa in nome di una logica assurda e brutale della guerra che noi pacifisti tentiamo di fermare. .
Per non dimenticare che il conflitto tra palestinesi ed israeliani è ancora attuale con molteplici vittime civili ed innocenti d’ambo le parti bisogna continuare a mobilitarsi e fare pressione affinché sia trovata una soluzione pacifica e durevole.



mercoledì 22 aprile 2009

BERLUSCA ED IL CALCESTRUZZO


ABBIAMO RICEVUTO DA UN LETTORE CHE SI FIRMA BORSALINO E PUBBLICHIAMO

“Mio padre diceva sempre che chi vuole fare il male ha tre scelte:può fare il delinquente,il Pubblico Ministero,o il dentista. Adesso i dentisti si sono emancipati perché hanno inventato l’anestesia”
Corriere della sera di domenica 19 Aprile 2009.
Queste sono le parole del nostro premier in una conferenza stampa all’Aquila.Il Presidente del Consiglio tende a precisare che le inchieste si faranno ma al contempo dice che per lui,conoscitore della materia (costruttore di Milano 2 , 3 e chissà quanti altri palazzi) è inimmaginabile pensare che esistano imprenditori capaci di lucrare sul calcestruzzo e sulle strutture e tiene ad evidenziare soprattutto nelle zone sismiche…perché forse nelle zone non sismiche è immaginabile. E questo è il Capo del governo che ci ritroviamo che sinceramente mi sembrava il capo nazionale dei costruttori edili. Sarà pur vero che è stato presente in Abruzzo,ha disertato il viaggio a Mosca,ha offerto le sue ville per gli sfollati ecc. ecc. e su queste cose è bravo perché è il suo mestiere e come parla lui con gli italiani…non parla nessuno…perché a differenza di certi notabili del centrosinistra ha una capacità unica nell’immedesimarsi in ogni situazione. Non voglio stare ad elencare tutte le volte che Silvio ha fatto delle gaffe perché ci vorrebbe un secolo ,ma aver detto che i PMm sono dei delinquenti perché vogliono fare del male(vogliono da volere e non fanno male… da fare…perché a volte si può fare del male senza volerlo..ed è capitato spesso nella magistratura) gli dovrebbe precludere definitivamente la sua elezione a Capo dello Stato perché a meno che non si cambi la Costituzione il Presidente della Repubblica è anche Capo del Consiglio Superiore della Magistratura e sinceramente sarebbe imbarazzante per tutti gli italiani che abbiano un po’ di sale in zucca .E voglio sorvolare sulle sue prescrizioni o condanne o rinvii a giudizio e su tutti i fascicoli giudiziari che lo riguardano.Le mie parole sono piume al vento e tali rimarranno …ne sono certo… e fino a quando l’opposizione seria non dia segnali di vero cambiamento nel panorama politico il mio sarà il pessimismo di tutti coloro che amano la politica e la vedono come servizio e innovazione della nostro mondo e della cultura.
BORSALINO

martedì 21 aprile 2009

UNA COSA INDECENTE

Quand’è che un fatto può definirsi indecente? Gli esempi si potrebbero sprecare ma io intendo circoscrivere il giudizio di indecenza a quel che sta accadendo proprio in questi giorni. Ci sono due personaggi (non sono, ovviamente, i soli ma costoro servono da esemplificazione) uno del cosiddetto centro destra e uno del cosiddetto centro sinistra che in relazione alla loro già annunziata (ne ha dato ampio spazio la stampa siciliana) candidatura per ottenere un seggio nel Parlamento Europeo, continuano in maniera impudica a mantenere il ruolo che “la politica “ ha assegnato loro quando, al contrario, avrebbero già dovuto dimettersi dai loro incarichi pubblici. Il primo è il dott. Iacolino, che si presenterà nel PdL dopo che da alcuni anni, avendo ricevuto l’investitura dai suoi referenti politici di F.I., “amministra” la più grande ASL d’Italia, la numero 6 della nostra Sicilia, con migliaia di dipendenti e milioni di euro a non finire. Un potere elettorale enorme che sarà ampiamente utilizzato perché la stragrande maggioranza dei voti della sanità siciliana lo porterà con certezza a Bruxelles. Basta avere partecipato a qualche recente iniziativa pubblica per verificare, ad esempio, il livello di indecente subordinazione cui si sottopongono compiaciuti molti medici (ma sicuramente altrettanto dipendenti a diverso titolo compresi quelle delle associazioni del cosidetto “volontariato”) anche di Partinico. Siatene certi: li vedremo, questi medici, presto chiedere alle migliaia di assistiti i voti per Iacolino. E non posso tacere di una recente cena organizzata in un locale pubblico da un’Associazione che per dare una giustificazione alla iniziativa esclusivamente elettorale tendente a portare acqua al mulino del candidato dott. Iacolino, trovò una “copertura”: quella di raccogliere fondi per i terremotati. La verità era che bisognava trovare una giustificazione alla presenza del candidato che presenziava come quando alle manifestazioni politiche, culturali o ricreative partecipano gli ospiti di onore che nella fattispecie assumono anche il ruolo dei cosidetti “chiamaquagghi”. In questo caso anche questa iniziativa può essere definita una cosa indecente? Io penso proprio di sì.
Andiamo all’altro personaggio. Si chiama Italo Tripi e fa parte di quell’enorme schiera di pentiti comunisti. Loro, che quando tanti di noi si battevano nei Comuni a sostegno delle ragioni di quel glorioso Partito “buttando sangue” ogni giorno per mantenere in vita la speranza del cambiamento, il bisogno di una società diversa e senza nulla chiedere, da quel Partito e senza patemi o sacrifici ebbero tutto: incarichi politici, amministrativi e alcuni anche sindacali. E’ la trafila di Tripi fu quella classica dei Cracolici, dei Sanfilippo, dei Garraffa e di tanti altri. Innanzitutto Federazione Giovanile Comunista (si sà che quando si è giovani si è quasi sempre rivoluzionari come lo furono Veltroni e tanti altri della sua generazione che è poi la stessa dei personaggi che abbiamo citato), Segreteria provinciale e regionale, Consiglieri comunali e Deputati o Senatori ed infine alcuni collocati a stipendio presso le attualissime “cinghie di trasmissione”: Confesercenti, CGIL, Lega delle cooperative e così via. Oggi Tripi ha ottenuto la candidatura, ovviamente nel PD, un Partito del quale appena qualche mese fà ha detto (intervista su Italia Informazioni e Radio Radicale): ”E’ inesistente, è impegnato in ACCORDI DI POTERE“. Adesso lui, che intanto come Iacolino non si é dimesso da Segretario regionale della CGIL, gira per sezioni e cantieri . Ovviamente basterà la sua presenza perché scompaiano, come d’incanto gli accordi di potere, gli inciuci visibili ed invisibili, le spartizioni del PD siciliano. E sicuramente con la sua presenza quel Partito da inesistente diventerà ESISTENTE. D’altronde, vi ricordate? Non si diceva, una volta, “basta la presenza” come a volere magnificare il potere risolutorio di una persona?
N.B. avvertiamo e diffidiamo la segreteria della CGIL di Partinico a prestarsi, come ha fatto nel passato, a far diventare la gloriosa Camera del Lavoro di Turiddu Termini, un volgarissimo Comitato elettorale.

Toti Costanzo

lunedì 20 aprile 2009

RITA BORSELLINO: DELUSIONE PROFONDA !

Devo dire che ho avuto parecchie perplessità ed anche degli scrupoli nello scrivere questo post per una ragione abbastanza semplice: la preoccupazione che i lettori, soprattutto se giovani, avessero potuto alla fine della lettura arrivare alla conclusione di quel che noi comunisti abbiamo sempre combattuto e cioè il dire “che sono tutti gli stessi”, o come dice Mimmo Briganò “a strarria è pà cutra” e dunque la politica è soltanto ”potere”, interesse, prestigio personale, arrivismo. Non è così e non sarà certamente la vicenda di Rita Borsellino che ci farà cambiare idea. Perché parlo di “vicenda” con riferimento alla Borsellino. Perché appare evidente a tutti che una donna la quale si è spesa in tanti anni per costruire un’aggregazione, un MOVIMENTO fatto di uomini e donne, e che indipendentemente dalla loro formazione, cultura, provenienza politica, avevano messo al centro della loro azione quotidiana l’intransigenza morale, la legalità non fittizia, la lotta al machiavellismo, alla politica mistificatrice, accomodante, supponente, arrogante, né parolaia né compromissoria abbia voluto giustificare il posto nella lista per le europee in un Partito, appunto il Partito Democratico, dichiarando alla stampa “la condivisione di un progetto comune…dopo un decorso lungo e pensato oltre che rispettoso delle riflessioni interne al Partito. Il mio progetto di costruzione politica fondata sulla partecipazione della società si abbraccia al progetto politico del PD”. Incredibile dichiarazione soprattutto per chi come noi comunisti l’avevamo sostenuta convinti che gli obiettivi non solo quelli politici e culturali, ma sopratutto etici e suoi e del suo Movimento, andassero nella stessa direzione e cioè nella direzione diversa da quella di un Partito Democratico, specialmente quello siciliano, in cui convivono anime contraddittorie fatte anche di ambiguità se non addirittura di collusioni. Mi chiedo e lo chiedo alla Borsellino: cosa c’entra la sua storia con quella di un Vladimiro Crisafulli o di un Papania? Sarebbe da realizzare con questi personaggi “il progetto comune”? Né abbiamo dimenticato (e non comprendo come l’abbia così velocemente dimenticato lei) l’umiliazione infertale da quel Partito in relazione a quella che doveva essere la sua naturale candidatura quale Presidente della Regione siciliana alle ultime elezioni in contrapposizione a Lombardo. Lei, che con forza e dignità aveva contrastato con Totò Cuffaro nelle elezioni del 2006 restituendo forza elettorale e prestigio morale alle forze del centro sinistra siciliano. Umiliata da un Partito che non volle la sua candidatura e imponendo quella di una politicante di carriera, come la senatrice Finocchiaro, che portò al disastro il centro sinistra, abbandonò il seggio all’ARS per scegliere quello più comodo del Senato consentendo, alla fine, che per un miserabile accordo tra PD e il centro destra siciliano il seggio andasse ad una figura politicamente scialba come quella del figlio del Presidente della Regione assassinato, l’onorevole Mattarella, e non certo alla Borsellino che ne aveva ampio diritto. Ma umiliata, insieme alle forze della sinistra siciliana, anche per lo sconcio accordo tra il PD e il centro destra che con la legge dello sbarramento al 5% si volle impedire, appunto, alla Sinistra siciliana e alla stessa Borsellino di sedere nel Parlamento, sviluppare un vera e seria opposizione al Governo Lombardo, impedire il continuo inciucio tra il PD ed il centro destra. Questo giudizio non é mio, che potrei avere mille ragioni per essere fazioso, ma della stessa Borsellino. Infatti il 7 marzo 2009 così rispondeva ad un intervistatore: “ C’è poca chiarezza (il riferimento è all’Assemblea siciliana n.d.r) se la minoranza vota col Governo è difficile trovare una differenza. Non si capisce cos’è maggioranza e cosa opposizione. SONO I GUASTI DI QUESTO CENTROSINISTRA”. Ovviamente quando la Borsellino diceva “centro sinistra” non poteva che riferirsi al PD siciliano considerato che dentro l’ARS, appunto, non sono rappresentati altri Partiti di "opposizione" se non questo. Dunque il PD produce guasti, il PD inciucia, il PD rappresenta una forza politica assemblata che ha mutuato dalla vecchia DC il peggio del correntismo e del sistema spartitorio. Adesso la Borsellino andrà al Parlamento europeo a rappresentare anche il "barone rosso" amico di Totò Cuffaro e una schiera di aderenti ad un Partito che non disdegna a Borgetto come in tantissimi altri Comuni siciliani di governare, PUR DI GOVERNARE, con gli ex di AN, con quelli di F.I o dell'UDC e, probabilmente, si é autoconvinta che dall’alto di quel seggio potrà convincere meglio Cracolici e compagnia cantando che in Sicilia “inciuciare non si dovrebbe più” anche perché la sua, continuiamo a pensare almeno fino ad oggi, rispetto a quella di tanti di costoro dovrebbe essere UN’ALTRA STORIA .

Toti Costanzo

sabato 18 aprile 2009

LE TORRI DI MARIA GRAZIA EX ALLIEVA DI GIUGIO

Maria Grazia é una giovane e bella signora piena di passione politica. E in una città come la nostra che non riesce ad eleggere nel Consiglio comunale neppure una donna, quando se ne trova qualcuna disposta a spendersi per "il bene della collettività" come suole dire Pinuzzu tiggei, allora bisognerebbe stendere al passaggio chilometri e chilometri di tappeti e lanciare foglie di rose odorose. E' vero non ci sono più donne in Consiglio ma voi potete sempre dire: ma quelle della Giunta le avete dimenticate? E Kate ed Antonella, modestamente, come le classifichereste? Certo, si tratta però di una vera e propria eccezione che purtroppo non conferma la regola. Dunque MaGra (si tratta di iniziali esemplificativi), che tuttavia non va dimenticato ebbe un importante incarico seppur fugace di Assessora (una specie di assaggio per il futuro) durante la sindacatura di Giugio, ritorna sulla breccia dopo una esperienza a dir poco alluncinante durante la quale ebbe la sventura di avere a che fare con un Sindaco che sviluppava una politica "di bancareddu", "di mastru varveri" oppure, se vi aggrada di più , "di café". Fu, qualche mese prima che avessero svolgimento le ultime elezioni comunali, coinvolta nella costituzione di una Associazione che si inseriva nel filone giovanile della defunta F.I e che avrebbe dovuto esaltare il ruolo della cultura ed anche della politica di cui assertore convinto era ed é Marcello che sarà, sicuramente, un intellettuale di destra, che avrà pure conosciuto i fasti del calcio giovanile con la Bacigalupo di Partinico insieme alla buonanima di Gaspare e costruito le tivvù di Berlusconi, ma che non possiamo tecere le ragioni per cui dovette occupare uno spazio, seppur temporaneo, presso l'Ucciardone di Palermo durante il quale, ebbe a dichiarare, "ha temprato ancor più il mio spirito battagliero e creativo". E chi vuol capire capisca! E l'Associazione nasceva tra fiori, abbracci e baci, battimani a rumpiri e al grido di "viva M.G., viva!" che fu nominata ipso facto Presidente da una folla che riempì in maniera imprevedibile la Sala del Palazzo dei Carmelitani in una giornata da diluvio universale. La folla, dunque, fu generosa come sempre, corse, riempì, batté le mani e consacrò. Sembrava fatta e Giugio gongolante pensava tra sé e sé: "Non c'é due senza tre" nel senso che rincorreva la terza candidatura dopo essere stato trombato da Peppone (é vero o non é vero che Bart é suo figlioccio?) che invece del Sindaco avrebbe dovuto aprire una sala-cabaret, emulare Gianni Nanfa o Gustavo Sciré e intrattenere i cittadini su cose delle quali lui sicuramente rappresenta "l'eccellenza". Giugio si ripresentò appunto proprio perché non c'é due senza tre, ma fu ancora una volta trombato e in questa occasione da un personaggio semisconosciuto, tal Sal Le Blond, da lui incautamente definito "pinocchio palestrato" che però, ahilui, alla fine gli fece un tappo così. Non possiamo dare il nome di chi, allora, ci informò ma credeteci é la verità. Giugio dovette chiudere porta e finestre del Comitato elettorale quando si ebbe chiaro il risultato dell'ennesimo disastro elettorale e in un gelo mortale che discese sugli astanti, si beccò due (o forse tre) sonori schiaffoni da M.G. che trombata fu pure lei che aspirava, giustamente e legittimamente, ad un posto nel Palazzo di Città. Giugio come Sanzone e MG. e gli altri come i Filistei.

Ora di Giugio a Partinico é rimasto ben poco. I suoi interessi si sono trasferiti altrove ricevendo incarichi di prestigio in ragione del suo ennesimo "sacrificio". Sono rimasti un paio di consiglieri comunali eletti (il terzò fuggì recentemente e ancora curri!) nelle sue liste che si aggirano sempre più sperduti, frastornati, spaesati dentro una sala che accoglie i lamenti del consigliere Pitrinu perché "ccé sulu nanticchia di torta di spartiri e nenti chhiù". Ma MaGra non si arrende dimostrando una tenacia di cui solo le donne volitive sono dotate. L'aspetta una nuova avventura politico-culturale e cioé "Le Torri": arte, musica, spettacolo, turismo. Questo ed anche di più mentre a fare preu, abbracci e baci, tetù e teeu, battimani a rumpiri si sono intravisti tra la folla dei presenti: i trombati "Michiluzzu reportage" e "'u zzù Pitrinu spata e scudu", Matteuzzu ca unnavi cchiù a ccu scriviri pà casa, l'onorevole distillato dà marina, il consigliere Siciliano e 'u Terrasinaru". E, udite, udite anche l'odiato Sal che dati gli impegni ai quali non riesce, per ovvie ragioni, a far fronte più che palestrato sembra proprio suonato. Ma lui c'era e Giugio no. Alla faccia di Giugio! E tutti, proprio tutti con la benedezione di don Tanino. Qualcuno ci ha chiesto: "Non é che per caso ci sono in vista nuove elezioni?". E abbiamo risposto come avrebbero risposto tutti: "Si, ci sono a breve nuove elezioni. E allora, chi senti diri?"

giovedì 16 aprile 2009

E' VERO, OPPURE NO, CHE STATE RIAFFITTANDO I LOCALI DI VIA CATANZARO?

Una risposta congiunta a GO-KART e ad AVVIDDANATO che hanno scritto commenti al post pubblicato ieri sostanzialmente su di una stessa questione seppur in maniera formalmente diversa.
Go-Kart ha ragione quando sostiene che si tratterebbe di una cosa grave se, dopo avere raggiunto già l'altissimo traguardo d'incassare nel 2008 oltre 250 mila euro per l'azione sanzionatoria della Polizia Municipale (un traguardo molto ardito se si pensa alla quantità di balzelli che gravano sulle spalle dei contribuenti) l'Amministrazione comunale, e nella fattispecie il Sindaco, pretendesse dal Corpo di colpire ulteriormente e pesantemente i cittadini al fine di rastrellare somme notevoli raschiando, come si suole dire, il fondo del barile. Proporre, come ha fatto il Sindaco, all'attuale Comandante della P.M. di esercitare un vero e proprio pressing nei confronti dei cittadini per arrivare al plafond di 350 mila euro nel 2009, é semplicemente una cosa indecente. Noi possiamo rassicurare GO-KART che la proposta indecente é stata REALMENTE FATTA e, dunque, non é frutto né della nostra immaginazione né della nostra ipotetica faziosità comunista. Noi non riusciamo a comprendere come un Sindaco possa chiedere di arrivare a tanto quando, notoriamente, piuttosto che risparmiare continua a sprecare i pochi soldi che arrivano nelle casse comunali. E vi arrivano solo ed esclusivamente dalle tasche dei partinicesi per forzato, odioso travaso. E questo lo rivogliamo ricordare anche all'amico AVVIDDANATU perché non si dimentichi che: Lo Biundo ha mantenuto, almeno fino ad oggi, 14 Settori con un costo complessivo annuo di circa 250 mila euro (oltre gli stipendi che i Capi-settori perepiscono); non ha ridotto di una sola unità i circa 80 Uffici costruiti nel passato da Giordano. Ed ogni Capo in servizio presso un Ufficio costa (oltre ovviamente lo stipendio) almeno altre 1500 euro l'anno per cui il costo complessivo degli Uffici si gira attorno ai 110/115 mila euro. Basterebbe una ragionevole riduzione di Settori (da 14 a 7/8) ed Uffici (da circa 8o a circa 50) per avere un risparmio di circa 150 mila euro annui. Ma vogliamo aggiungere altre considerazioni: ha aumentato tutte le rette collegate ai Servizi sociali, senza dimenticare l'ultimo in ordine di tempo e cioé l'aumento a 2,39 euro al metro quadro della tariffa di Rifiuti Solidi Urbani. Ciò che appare paradossale é che questa tariffa l'ha aumentata quando avrebbe dovuto abbassarla in relazione alla eliminazione, a breve, dei costi di trasporto dei rifiuti alla discarica di Bellolampo considerato che si riaprirà la nostra a Baronia. E allora appare evidente che se hanno elevato la tariffa per i costi della raccolta dei rifiuti UNA PARTE DI QUESTI EVENTUALI MAGGIORI INTROITI NON SERVIRANNO PER PAGARE L'ATO RIFIUTI MA PER INCAMERARLI E SPENDERLI ALLA BISOGNA. E dunque ha ragione AVVIDDNATU quando si domanda: ma se non mettono tasse e balzelli 'a clientala coma sa fannu?

E che dire del rinnovo del contratto per i locali di Via Catanzaro già disdettati da Giordano che trasferì da lì all'ex Oratorio i Servizi Demografici? E allora Lo Biundo deve rispondere alla domanda: perché Giordano ha lasciato quei locali e perché ha trasferito i servizi che funzionavano in via Catanzaro a piazza Garibaldi cioé in locali di proprietà comunale? La risposta gliela diamo noi ed é anche abbastanza ovvia: quei locali non servivano perché per i servizi demografici si andavano ad utilizzare locali comunali a costo zero. Noi non sappiamo se GO-KART e AVVIDDANATU, come tanti altri nostri lettori, abbiano fatto caso che su questa questione sollevata pubblicamente da Rifondazione Comunista e da Tele Jato il Sindaco, sempre pronto a telefonare durante il tiggì di Maniaci quando qualcosa non gli aggrada é rimasto assolutamente muto? E allora l'interrogativo lo riproponiamo: E' vero, oppure no che avete affittato nuovamente i locali di via Catanzaro? C'é una giustificata ragione? Servono alla collettività? Produrranno servizi e abbasseranno i costi della macchina amministrativa? Quanto ci costeranno? E il contratto per quanti anni é stato o sarà stipulato? Bisognava pagare qualche "cambiale elettorale"? Lasciamo questi interrogativi convinti che né Lo Biundo né altri suoi sostenitori risponderanno MAI!

Sala Rossa

mercoledì 15 aprile 2009

ANTONELLO, COME I NERI, FU ASSESSORE PER CASO

Un paio di cose. Sono rimasto molto colpito dalla polemica tra il Sindaco di San Cipirello e l’Assessore Antinoro. Io non so chi possa avere ragione: se il Sindaco, il quale ritiene che i reperti archeologici provenienti dagli scavi della città jatina debbano restare nel museo allestito all’interno della città, oppure l’Assessore che vorrebbe trasferire tali reperti nelle Case d’Alia, cioè un caseggiato al di fuori della città. Io penso, però, che ”a prescindere” come direbbe Totò, un Assessore debba rispettare la volontà popolare che vuole il Museo dentro la città. Ma pare che Antinoro abbia una concezione “padronale” dei beni culturali siciliani nel senso che pensa di poterne disporre secondo la sua volontà tant’è che fin dal suo insediamento pensò di affidarli ai privati manifestando un’idea abbastanza levantina del patrimonio storico-culturale della Sicilia. Una forte opposizione, che si levò da ogni dove, l’ha fatto desistere da tale insano pensiero. Ora, se l’Assessore in ragione delle sue circa trentamila preferenze e per il ruolo che tali voti gli hanno consentito di ricoprire, ritiene d’avere giurisdizione su tutto e dunque la sua volontà contro quella degli altri, manifesto subito la mia preoccupazione e temo per la Cantina Borbonica perché sono certo che Antinoro un’idea della gestione di questo pezzo di storia partinicese l’abbia già congegnato e, nel caso, piuttosto che trovare un Sindaco che pervicacemente si oppone alla Tonino Giammalva di San Cipirello ne abbiamo un’ altro Antinorodipendente che, per tante diverse ragioni, direbbe con certezza, e alla qualunqu ,“signorsi’”.
Tuttavia mentre aveva luogo questa “querelle” di livello terra-terra che manifesta il grande orizzonte intellettuale del medico Antinoro, Assessore per caso ai Beni Culturali della Regione siciliana, non potevo non riflettere sul fatto che le due città jatine (S. Cipirello e S.Giuseppe Jato), dispongono di un bene incommensurabile che è l’antica città riportata alla luce in decenni di scavi dal prof. svizzero Isler. Una città di origine elima che ebbe un importante ruolo nella storia siciliana, costruita almeno mille anni prima della venuta di Cristo, densamente popolata di almeno 13 mila famiglie e collocata a circa 850 metri sul livello del mare. Basta avere conoscenza del meraviglioso teatro del tipo greco che può ospitare non meno di 1500 spettatori, per avere l’idea di quel che fu la città jatina nella storia della nostra terra. E di quel che potrebbe rappresentare per lo sviluppo seriamente turistico della Valle dello Jato ad oggi ancora inaccessibile per mancanza di adeguata viabilità e dunque poco utilizzabile per manifestazioni estive di grande interesse culturale. Ma un bene così prezioso non pare sia nella testa e negli interessi dell’Assessore Antinoro il quale preferisce le dispute paesane per stabilire se ha più potere decisionale un Sindaco di un piccolo Comune oppure un Assessore di una grande Regione mentre sarebbe opportuno che si occupasse “del che fare?” della città jatina e non solo. Per cui mi permetto di dare un suggerimento ai suoi più vicini sodali partinicesi e soprattutto all’Assessore Parrino che sarebbe, rispetto a Lo Biundo ma ovviamente con le dovute proporzioni, quel che Antinoro è rispetto a Lombardo: da decenni come comunisti abbiamo una ben precisa idea dello sviluppo turistico (non solo quello sportivo di cui abbiamo precedentemente parlato) del nostro territorio e ne abbiamo fatto oggetto dei nostri Programmi elettorali e in occasione di elezioni per il rinnovo della Provincia così come della Regione siciliana. E quando parliamo di territorio, ovviamente, ci riferiamo anche ai Comuni viciniori. Ad esempio che ne pensano, loro signori, di dare vita al PARCO ARCHEOLOGICO che comprenderebbe non solo la città antica, i percorsi naturalistici delineati dalla Provincia Regionale di Palermo a ridosso dei due Comuni jatini e, seguendo il naturale percorso del fiume, arrivare fino all’invaso trasformato in Parco del Poma con la sua Oasi Orientata che comprenderebbe anche l’ancora esistente seppur in stato di imperdonabile abbandono, NECROPOLI SICANA a due passi dalla Torre Azzalora? E se aggiungiamo i bagli restaurati dai privati, le Torri, il recupero di Borgo Parrini e una dignitosa quanto decorosa sistemazione del centro storico della nostra città insieme alla vicinanza del mare facilmente raggiungibile dall’entroterra con la sistemazione della Partinico-Corleone? Fermiamoci quà perché,viceversa, vi è il rischio che Lo Biundo e Parrino, insieme ad Antinoro, messi di fronte a tutto questo ben di dio di cose da fare, si possano “appagnare”! Meglio occuparsi dell’elenco dei dipendenti comunli, compresi gli ex LSU, da fare transitare all’ATO idrico dato che ora andremo alle elezioni europee ed Antonello ha bisogno di voti, chiedere all’attuale Comandante Provvisorio della Polizia Municipale di rastrellare, per il 2009, un 350 mila euro quali proventi delle contravvenzioni per pagare sopratutto avvocati categoria di professionisti che sta molto a cuore di Lo Biundo, chiedere a cittadini canoni dell’acqua che non debbono, spremerli con l'aumento scandaloso della tariffa dei rifiuti solidi urbani, convocare qualche conferenza stampa a scoppio ritardato per sostenere quelli che sono più infelici di noi, accollare a qualche Associazione di supporto (del tipo lecca-lecca) e per trent’anni, beni confiscati alla mafia tanto non sono più "cosa nostra", affittare locali non necessari e contestualmente piangere miseria, lasciare nelle mani dei privati pezzi di beni comunali e, dulcis in fundo, arruffianarisi perfino i Carabinieri. E, come si suole dire, per oggi é meglio che la chiudiamo qua.

Toti Costanzo

domenica 12 aprile 2009

PIANGE IL TELEFONO...

Abbiamo ricevuto un pezzo a firma di “Abart 2000” di cui sconosciamo l'identità ma che pubblichiamo senza aver ,però,cambiato una sola virgola .I personaggi e i fatti sono reali ma gli avvenimenti, a nostro avviso, potrebbero essere solo FANTASIOSAMENTE accaduti .
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GDG: pronto? chi é lei ?
BP : come ti sei permessa?e non mi dire che è stato un caso perchè non ci credo.
GDG:scusi ,ma chi è lei?
BP :come chi sono?fai pure finta di non conoscere la mia voce che modestamente è la voce più squillante e conosciuta del comprensorio?io sono ..Bartolo e per te d'ora in avanti sarò solamente l'Assessore Parrino.
GDG:ah ciao Bartolo...ma perchè sei così alterato...non capisco
BP :non capisci...come non capisci...mi prendi pure in giro?Graziella ..proprio da te questa carognata non me l'aspettavo proprio.
GDG:giuro che ancora non riesco a capire e ti prego di abbassare i toni perchè non sono sorda e di moderare il linguaggio
BP :io non oso pensare che dietro di te ci sia una regia occulta o meglio ancora oscura …però…
GDG:però cosa?spiegati subito perché mi reputo offesa e oltretutto mi stai facendo perdere del tempo prezioso perché devo consegnare un altro pezzo al giornale di Sicilia
BP : però penso che nei miei confronti c’è un tam tam di un certo centro del centrosinistra che vuole umiliarmi e tu oggi ci sei riuscita :io organizzo,io metto a disposizione il palazzo del Carmine,io faccio il giro di tutte le farmacie,io contatto la Croce Rossa e tu che fai?scrivi quattro righe nella pagina di Partinico nel giornale di oggi (11 aprile 2009) e cosa gravissima scrivi i nomi delle persone e delle autorità che compaiono nella foto omettendo il mio nome.Come ti sei permessa?
GDG:ma che dici?io ancora il giornale non l’ho letto .Il tuo nome l’ho scritto ed era il primo della lista
BP :il primo e l’unico da eliminare. Brava.Posso capire che in ordine di importanza e solamente per il ruolo che ricopre il nome del sindaco sia il primo. Chiudo un occhio pure sull’Assessore Pantaleo che mi sta sempre davanti …mannaggia a lui…ma su tutti gli altri no.…noooo…Graziella noooo.Alessio ,Bruno ,Mauro e Antonio …quattro anonimi volontari senza alcuna carica politica i cui nomi sono stati scritti e letti da tutti i lettori.E io?il mio nome?perchè non c’è?Perchè?…questo ti chiedo….ed esigo una rettifica sul giornale di domani dove chiederete scusa all’Assessore Parrino per la mancata identificazione.
GDG:ah ah ah non mi fare ridere
BP :come?per giunta ridi?allora mi sfotti per davvero?
GDG:no…rido perché la tua richiesta è assurda…queste rettifiche si fanno solamente nel caso tu fossi arrestato o indagato
BP :ahhh qualcuno ci spera ?ci moriranno con questo desiderio
GDG:non intendevo dire questo,evidentemente sei alterato e non ragioni bene….sono stata fin troppo gentile sino ad ora….ti dico che non ne so niente…capita che al giornale si facciano di questi errori
BP :va bene…allora voglio credere che non sia stata colpa tua o di qualcun altro…ma resta il fatto che la mia immagine è compromessa agli occhi degli elettori. Stamani al Comune alcuni politici invidiosi ed impiegati comunali dell’altra sponda andavano dicendo che io sono un politico trasparente perché neppure il Giornale di Sicilia mi ha visto:….ti rendi conto?
GDG:forte questa ah ah ah
BP :tu ci ridi?chissà quanti ci ricamano sopra…Graziella per favore mi devi dare una mano
GDG:una mano?e come?non so
BP :per favore ..ti supplico…dimostra che sei un’amica mia...io di te ne parlo sempre bene…
..perché sei bella e brava.
GDG:adulatore…comunque grazie…me lo avevano detto che in fatto di complimenti non sei avaro
…dimmi cosa vuoi che faccia
BP :la giunta comunale su mia proposta ha approvato un atto di indirizzo per la realizzazione della manifestazione culturale denominata “Percorsi letterari”,un calendario di eventi culturali. Se vuoi lo scrivo io e ti mando l’articolo da pubblicare domani tramite la posta elettronica…ok?
GDG:no..ci vediamo tra un’ora e più tardi scrivo l’articolo e prima di pubblicarlo te lo faccio leggere.
BP :ok.e la foto?
GDG:quale foto?
BP :come quale foto? La mia foto.L’articolo si potrebbe pubblicare anche martedì prossimo.Il mio interesse esclusivo in questa situazione per me molto imbarazzante è fare capire a chi dico io….e chi vuole capire capisca… che l’assessore Parrino non è fesso e non demorde. Io ..cara Graziella voglio l’articolo con una mia foto…e se non ti dispiace te la fornisco io perché l’ho scelta tra le foto appartenenti al mio coccodrillo
GDG:ah ah ah …ti sei scritto pure il coccodrillo?non mi dire
BP :si..però per favore non lo dire in giro. La mia carriera politica è storia ed è giusto che quando verrà il momento sia pubblicata..e chi meglio di me per scriverla…vorrei pubblicarla su Wikipedia
GDG:e perché non lo fai allora?
BP :lo farei…se non fosse per questi quattro comunisti “ca mi pigghiaru a ciucieddu”…comunque la foto è bellissima…mi si vede dal basso e ho un’espressione boy-cult
GDG:che vuol dire boy.cult?
BP : ragazzo di cultura
GDG: ok.a più tardi allora
BP :ciao bella e gentile signora.Gli auguri di Pasqua ce li facciamo più tardi

ABART 2000
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Giornale di Sicilia del12 Aprile 2009 a pagina 34 – cronaca di Partinico:Una manifestazione letteraria alla Cantina borbonica…..con tanto di foto dell’assessore Bartolo Parrino

Nota: In gergo giornalistico si denomina coccodrillo il pezzo scritto su una personalità vivente, pronto da dare alle stampe (con qualche ritocco dell'ultimo momento) alla dipartita della stessa

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sabato 11 aprile 2009

QUANDO NEL '62 LI CACCIAMMO DAL TEMPIO


Quando recentemente abbiamo posto l’interrogativo: “Chi ha paura di Pino Maniaci?” il nostro, ovviamente ,non voleva essere il cosidetto “interrogativo retorico” ma , al contrario l’interrogarci su quel che a volte lui dice,gli effetti delle sue parole che scavano in profondità e come una trivella sconvolgono gli strati più profondi della nostra coscienza spingendoti alla riflessione e ,soprattutto, ad una richiesta di condivisione che può diventare,poi, anche scelta di campo. E Pino, a volte, usa le parole come le pietre che ti costringono alla riflessione , ti piaccia oppure no ,per essere dalla sua parte, a condividere i contenuti dei suoi servizi televisivi perché,spesso, sono verità anche profonde .Parole che molti hanno timore d’ascoltare perché affondano il coltello dentro verità, appunto, scomode .Sono i suoi ,servizi come lui ama definire spesso “dirompenti”.
Quello del notiziario di venerdi’ scorso - il Venerdi’ Santo giorno ovviamente non scelto casualmente- ad esempio è stato uno di questi. Lui domanda : possono convivere all’interno di organizzazioni religiose ,come le Congregazioni, persone dalla dubbia moralità che hanno avuto o hanno conti in sospeso con la “legge” ,peggio se organici o anche contigui con la criminalità organizzata? Non è una domanda nuova posta al clero locale e ,successivamente spiegherò perché , e quando fu posta per la prima volta nella storia della città non si ebbe risposta anche se provocò una “dirompente”iniziativa . Da allora ad oggi , come era abbastanza evidente tutto ha proceduto come nei secula seculorum cioè il silenzio del clero che ha spesso affidato la suggestiva ,commovente,toccante cerimonia della morte e passione di Cristo e della Mater dolorosa che lo segue in lacrime ,anche a quanti hanno necessità di riabilitarsi davanti la pubblica opinione, di “lavarsi” immersi in un bagno di folla in cui l’AUTORITA’ si dispiega in tutte le sue articolazione:la Politica(il Sindaco) ,la Legge (il Maresciallo dei Carabinieri o il Commissario di PS e il Comandante della Polizia Municipale) e poi LORO, i confratelli coloro che hanno diritto(per censo?per tradizione, per imposizione?) di “portare” sulle loro spalle il Cristo morto e la sua infelice madre. Un onore ,e solo questo per alcuni, una devozione per altri, un “apparire” per tanti .E anche se si tratta di una RAPPRESENTAZIONE tuttavia è la simulazione di un avvenimento, ma di un avvenimento SACRO .Ma per una certa Chiesa, tuttavia altro non è se non un’occasione , come altre, per esercitare il SUO POTERE al quale TUTTI si devono inchinare . Dico a proposito “una certa Chiesa” cioè quella che ci ha storicamente abituati a far convivere l’onesto col disonesto, il prepotente con l’umile, il dittatore ed i carnefici insieme alle loro vittime. Perché è noto che esiste “un’altra Chiesa” :quella di don Milani, di padre Pino Puglisi, dei tanti sacerdoti massacrati in tanti Paesi dell’America latina, incarcerati nell’ex Unione Sovietica, impediti ad esercitare il loro ministero come in Cina, o nei Paesi dell’Africa nera .
La racconto anche per Pino .Fu nel 1962 . A Partinico era attiva e fortemente radicata e presente la Federazione degli Universitari Cattolici(la FUCI) del quale Circolo ero vice Presidente .Eravamo giovani, cattolici, fortemente impregnati di moralismo intransigente. E lo fummo con quanti, allora (cosi’ come oggi) a parere nostro (ma perché opinione diffusa) non avevano LA DIGNITA’ di portare sulle loro spalle il Cristo e la Madonna. Sostenevamo, giustamente, come la religione fosse coerenza, intransigenza, una cosa seria. Mettemmo il sacerdote ,che allora guidava quella Parrocchia ,davanti alla scelta : o loro o noi cattolici ,noi e solo noi che ne avevamo la dignità e il diritto non per censo, non per sola devozione e meno che mai per tradizione. Ma perché credenti, moralmente puliti , degni . Fu un gesto “rivoluzionario” ma eloquente di come i processi di cambiamento possono venire soltanto “dall’interno” .E fummo noi .
Ma dall’interno di una certa Chiesa ,da allora ad oggi ,soltanto il silenzio. Quei giovani avevano un nome e un cognome ed è giusto ricordarli a quanti oggi militano con serietà e fede dentro una certa Chiesa di Cristo : Toti Costanzo, Salvatore Passannanti, PinoToia, Michele Cipolla,Michele Chimenti, Gino Di Palermo, Rino Romano, Mommo e Nanni Giuliana, Melino Cannavò.
Toti Costanzo

venerdì 10 aprile 2009

L'ORGOGLIO D'ESSERE COMUNISTI OGGI

Si può essere orgogliosi dei propri figli? Sicuramente si. Si può essere orgogliosi dei propri compagni? Certamente. Noi siamo orgogliosi dei nostri figli ma anche dei nostri giovani compagni. Generosi, puliti, pieni di passione civile, seri, determinati, solidali. L'orgoglio di vedere crescere una nuova generazione di giovani che credono come noi, che abbiamo vissuto in altri contesti, in altri momenti della vita della città, che la Società é possibile cambiarla. Siamo orgogliosi di quel che dicono, di quel che pensano, di quel che fanno. Oggi sono impegnati in un atto di grande generosità nei confronti delle popolazioni d'Abruzzo che stanno vivendo quel che noi abbiamo vissuto: la tragicità distruttiva di un terremoto, la perdita di familiari, la distruzione della case, delle speranze, forse del futuro. Raccolgono viveri per portarli a Tempera dove il nostro Partito ha allestito una cucina per dare mille pasti al giorno ad un pezzo di quella popolazione stremata, umiliata dalla natura che, forse, si ribella alla violenza dell'uomo che la natura e la sua forza vuole quotidianamente sfidare. Andranno a Tempera anche per dare il cambio ai nostri compagni impegnati quotidianamente a sostegno di quelle popolazioni. Quanta analogia con la nostra esperienza del passato. Il terremoto del '68 fu altrettanto distruttivo. Ci colpiì con forza. Colpì anche la nostra città seppur in modo meno violento rispetto alle popolazioni del Belice. Ma ci sconvolse, costringendoci a fuggire come animali braccati, a vivere per oltre una settimana dentro una tenda in aperta campagna e in attesa che la sua furia si attenuasse, che avesse di noi compassione. Tuttavia anche noi sentimmo forte il senso della solidarietà che colpì, distruggendo, Montevago, Gibellina, Salaparuta e devastando altri centri di quella Valle. Raccogliemmo viveri e con un mezzo procurato da Agostino la Franca, due giorni dopo il sisma, arrivammo a Montevago. Lì abbiamo visto con i nostri occhi la violenza devastatrice della natura, la disperazione, la morte. Una folla che vagava senza sosta e senza meta. Madri che piangevano i figli, figli che cercavano disperatamente sotto le macerie i genitori, vecchi senza alcun sostegno. Una confusione grande, anche se lo Stato, allora, intervenne con la mobilitazione dell'esercito. E lì abbiamo anche conosciuto la Chiesa di don Riboldi, una Chiesa generosa, diversa, militante. Vicino agli umili e contro i potenti, contro la speculazione e il connubio tra mafia-politica-affari collegati alla gestione della ricostruzione. Ritornai nel Belice due anni dopo. Nel ciclostilato "IMPEGNO" che pubblicavamo dentro il Centro di Cultura Popolare UNLA attorno a cui si era consolidato un gruppo di giovani che lottavano per una Società diversa, raccontai le delusioni, le amarezze, la rabbia di una popolazione tradita da uno Stato cinico in mano ad una classe politica che usava l'uomo, condizionava le Istituzioni, mortificava i diritti. Da allora sono trascorsi ben 40 anni. Una vita intera. Abbiamo visto crescere i figli, ora stanno per crescere i nipoti. Ma i comunisti di allora, quelli del '68 sono ancora ad oggi presenti nella società. Si sono reincarnati in una schiera di giovani, passionali, determinati, combattenti convinti che il mondo potrà cambiare. Idealisti ma concreti, impegnati e solidali. Come quelli di allora. Come quelli di domani.

Toti Costanzo

giovedì 9 aprile 2009

IN MOLDAVIA VINCONO I COMUNISTI

Domenica scorsa nella Moldavia il Partito Comunista ha conquistato il Governo con più del 50% dei voti e 62 deputati, cioé la maggioranza assoluta di seggi del Parlamento. Questo Paese dell’est Europa, e che era parte dell’ex Unione sovietica, ha una stupefacente somiglianza con la nostra Sicilia. Una forma quasi identica alla nostra isola (se la rotiamo di 90°) ed una popolazione di circa 5 milioni di abitanti. Ma le analogie con la nostra isola non finiscono qui. Il clima, influenzato dal vicino Mar Nero, ad esempio raggiunge in estate una temperatura che oscilla tra i 25 ed i 33 gradi cosa che favorisce lo sviluppo dell’agricoltura e nella fattispecie della produzione vinicola. Eccellenti, ad esempio, gli spumanti ed i liquori mentre è notevole lo sviluppo di altre coltivazioni e dell’allevamento. Anche la popolazione della capitale Chisinau, 780 mila abitanti, è sostanzialmente equivalente a quella della città di Palermo. La Moldavia, dunque, è una repubblica parlamentare, fa parte del Consiglio d’Europa e della Nato, delle Nazioni Unite, del Fondo monetario internazionale, della banca Mondiale e della banca Europea per la ricostruzione. La popolazione è in maggioranza di etnia rumena e la lingua di ceppo neo-latino, il moldavo, ne è una variante. L’industria è poco sviluppata e si concentra attorno soprattutto alla capitale mentre l’agricoltura è diffusa su di un terzo del territorio. Tuttavia il risultato elettorale che supera quello della legislatura precedente, 46% dei voti, ha scatenato proteste contro il Presidente Voronin accusato di brogli elettorali. Tale accusa viene respinta anche da una apposita commissione di osservatori internazionali mentre appare sempre più evidente che le proteste contro il Governo provengono da gruppi nazionalisti di etnia rumena che vorrebbero la ricongiunzione della Moldavia alla Romania. Il Governo ha notificato agli ambasciatori rumeni di lasciare il Paese in quanto indesiderabili. Il Partito Comunista Moldavo è filo europeo.

La Redazione

martedì 7 aprile 2009

E GIANFRANCO PER EZIO "BALLO' UNA SOLA ESTATE"

Ezio fa parte di quella schiera di giovani sostenitori di Sal in quanto eletto consigliere comunale in una delle tante liste civiche che gli fecero d'accompagnamento e con l’ausilio di un sostanzio plafond elettorale. I suoi avversari (anche quelli interni sicuramente pettegoli ed invidiosi) sostengono che i voti non sono “farina del suo sacco” e l’elezione fu per paterno impegno senza, però, tralasciare e meno che mai sottovalutare la generosità di Gianfranco che gli ebbe a lasciare il testimone come quando nella staffetta quattro per cento gli atleti in corsa allungano la mano e passano nella mano dell’altro atleta che sta davanti, il cosidetto “bastoncino”. Con quello in mano, se si tratta dell’ultimo “staffettista”, si arriva al traguardo. A questo proposito va detto, per inciso, che Sal visti gli scadenti risultati ottenuti da Nardo che continuamente si becca critiche e rampogne da parte di un insieme di consiglieri opponenti, avversari politici, cittadini ed affini, plebe mischiata con la solita schiera di "chiazzalora”, pare che lo abbia convinto a rendersi utile e a tenere, riservatamente, una lectio magistralis settimanale, proprio sulla materia dove sicuramente eccelle, e dal titolo: ”Come è possibile, se inseguiti dagli avversari, sfuggire alla presa e raggiungere per primi il traguardo? Tecniche di allenamento ad uso e consumo degli Amministratori comunali”.
Ma ritorniamo ad Ezio il quale corse (simbolicamente parlando) l’ultima frazione della staffetta in maniera eccellente conquistando il posto tra i primi “trenta” non dimenticando, ovviamente, di ringraziare Gianfranco che, come il protagonista del film del 1951 del regista Arne Mattsson, volle “ballare una sola estate” nel senso che conclusa la sua prima consiliatura cedette, appunto, il testimone al più sanguigno e determinato germano.
Ezio è sicuramente un giovane pieno di passione ed anche di entusiasmo per la politica. Ma non solo. E’ l’animatore di un’Associazione giovanile che non persegue scopi di lucro, svolge attività sociali e culturali ed è anche componente di un importante organismo universitario. Un pedigree di tutto rispetto che certamente, anche in ragione della sua giovane età, gli fa onore. E l’ingresso di Ezio in Consiglio sembrava, infatti, coronato da un successo aggiuntivo nel senso, si disse, di una sua elezione a vice di Gioacchino che rappresenta la seconda carica istituzionale del nostro Comune dopo il Sindaco. Per cui, con il suo ingresso, si pose un importante e mai prima d’allora, interrogativo: Ezio sarebbe stato terzo, rispetto a Gioacchino che è secondo al Sindaco che è primo? Oppure secondo ma ex equo con Tanino che è secondo del Sindaco ma terzo dopo Gioacchino? O, infine, Ezio sarebbe stato quarto punto e basta? Ma restava sempre l’amletico dubbio e cioè se Gioacchino era secondo dopo il Sindaco o terzo dopo Tanino. Come si vede un vero e proprio casino istituzionale al quale bisognava pur dare una immediata risposta per cui la soluzione fu affidata, come era prevedibile a Bart l’intellettuale organico della band che, a tamburo battente, organizzò un Convegno dal titolo: ”La seconda carica istituzionale del Consiglio pesa alla stessa maniera della seconda della Giunta? E se la seconda della Giunta pesa di più allora il Presidente del Consiglio non può essere la seconda carica istituzionale bensì la terza? Analisi, osservazioni, prospettive e relative considerazioni”. Un Convegno ad altissimo livello al quale partecipò non solo Antonello ma il suo autista, il suo segretario particolare, il responsabile dell’imminente campagna elettorale per la eventuale elezione al Parlamento europeo (oh Totò,Totò anche questo ulteriore affronto ti dovevano fare!), il fotografo personale, l’estetista, il curatore dell’immagine, il suo massaggiatore, un barbiere di Ballarò che lo conosceva da bambino ed infine, il fornitore di scarpe, quello dei vestiti estivi e quello degli invernali, quello della panelle e rascatura, dù purpu, l’accompagnatore nei locali notturni,l ’intrattenitore, il lettore di favole per scopo alloppio ed, ovviamente Barty che, a quanto pare, si riserva uno spazio, un ruolo personale che è ancora tutto da definire. Ma, come è noto, quell’elezione di Ezio non ci fu facendo registrare il primo dei tanti misteri che avvolgono di sempre meno misterioso alone, la sgangherata gestione di Sal and seven band. Perché Ezio non fu eletto? Perché gli si preferì uno dei tanti, soliti Totò locali? Non è dato sapere. Né, a Ezio, mai sfuggì una seppur minima recriminazione, almeno pubblica. Muto, muto come un pesce e come, giustamente, si addice ad una persona seria. La sua bocca è rimasta, però, cucita fino a qualche settimana fa cioè quando durante una seduta di Consiglio esplose e fu protagonista di un robusto intervento che, però, racconteremo in una prossima occasione.

domenica 5 aprile 2009

VINCENZONE + BART: QUATTRO BRACCIA SOTTRATTE ALL'AGRICOLTURA !

La giornata non poteva essere più favorevole. Il caldo sole di questa stentata primavera inondava, ieri mattina, l’area del capitano Polizzi, una scuola intitolata ad uno dei tanti giovani partinicesi mandati a morire in una guerra che non gli apparteneva nel senso che fu voluta dalla follia di un sadico mitomane cui fece da tromba d’accompagnamento un narcisista e fimminaru come lo zio Benito, recamaterna all’anima sua. La scuola, guidata con piglio e determinazione da Lauretta fresca di nomina dirigenziale va a gonfie vele sul piano organizzativo ed educativo. Altro che quell’altra a un tiro di schioppo, che propaganda modelli educativi del tipo ballitti adolescenziali, danze del ventre, concorsi canori (li propaganda e pubblicizza nelle tivvù locali spacciandole per le cosidette offerte formative come se fossero patate) con lo scopo di formare allieve-veline che crescono al suono del karaoke casereccio, acquisendo quale modello comportamentale quel che di peggio propinano le tivvù berlusconiane ed anche similpubbliche del tipo “come ti insegno ad assumere languidi atteggiamenti senza ancora nasciri “. Una cosa sconcia da far rizzare i capelli sulla testa senza che nessuno dei genitori di quella scuola pipitia (qualche sciagurata madre, tuttavia, ne é contenta!), e dove si presume dovrebbero finire gli alunni del “Polizzi” alla fine del ciclo delle elementari. Una scuola che apre l’anno con l’alza bandiera e l’inno di Mameli, mano sul cuore e al grido di Patria, Chiesa e Famiglia!
Al Polizzi si respira altra aria: iniziative a rumpiri e tutte di livello come questa piantumazione di alberi, in controtendenza alla opinione diffusa a Partinico e cioè che gli alberi si debbano, al contrario, sradicare. Vedasi la fine ingloriosa di un pezzo di patrimonio arboreo come quello che era sopravvissuto per decenni a Villa Margherita, per non tacere di quello del “Pino” in stato catartico e di totale abbandono. E del Parco del Castellaccio chi mi rici? In questo mare di spropositato, ai limiti della commozione generale, impegno assessoriale per il verde perché a questo compito “dedico la parte migliore di me stesso”(sue testuali parole) come quando si affida l’anima a Dio ma ‘a rrobba ‘a ccu tocca, si poté salvare soltanto l’area della terza zona PEEP, quella cioè di Raccuglia, per la spropositata devozione popolare che l’ha trasformata in un artareddu cunzatu tra finti pozzi, tettoie a spiovere, busti diffusi di padre Pio a cù nni voli nnavi, illuminazione a boccia e opere varie tutte rigorosamente abusive e ad uso e consumo degli assidui visitatori della zona. Il tutto completato da ospitali ed utili panche, panchine, panchette su cui ci si può fermare e contemplare “..ovunque il guardo giri immenso Pio ti vedo” .
Ieri un mare di bambini ed insegnanti aveva occupato il territorio del “Polizzi” e si apprestavano a realizzare una cerimonia i cui connotati sono già stati delineati. Che c’è di più educativo nel momento in cui , come dicevamo sopra gli alberi vengono sradicati, educare i bambini ad averne invece cura ed amore? E cioè che, al contrario di quel che a Partinico normalmente si fà, gli alberi vanno piantati, innaffiati, curati e seguiti nel loro naturale crescere? Noi sappiamo che si tratta di un vecchio pallino di Lauretta che già tanti anni or sono tentò, insieme ad un Assessore dell’epoca la realizzazione, proprio nell’area interna alla scuola di un “Giardino mediterraneo” perché i bambini avessero amore per la loro terra, conoscenza della storica sua vegetazione, dei suoi prodotti. Bellissima quanto romantica iniziativa e sicuramente degna di lode se fosse stata realizzata. Ma non fù e non certo per colpa della scuola e nemmeno dell’Assessore. Ma sempre per quelli di sempre, i soliti noti di ieri, di oggi e, forse, anche di domani che posero fine anticipata a quella bella esperienza amministrativa.
Ma ritorniamo al dunque, cioè ad ieri: mentre si stava dando il via alla cerimonia si catapultarono nel bel mezzo della scena con pala, picu e cazzola due personaggi insuperabili e come usciti dalla penna del mirabile Andersen. Due personaggi da favola, una specie di Gianni e Pinotto. Ma che diciamo? Stanlio ed Ollio, Gigi e Andrea, Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Un coppia che si formò lì, quel giorno, in quella precisa ora, indipendente dalla loro volontà. Con piglio decisivo realizzarono buche, collocarono pini silvestri vidal mescolati a fichi, limoni ed olivi. Il sudore colava dalle guancie in maniera impietosa ma loro, impavidi, come i camerati avevano insegnato a Vincenzone, bisognava andare avanti perché chi si ferma è perduto. Bart, seppur stentatamente data la visibile anche se solo apparente gracilità, gli stava dietro. Sal doveva vedere di che pasta era fatto e di che sangue!!! Altro che parole, altro che presentazioni di libri, altro che presenziare, altro che baciamani alle signore infiocchettate. Rude, rude come la nera terra, come un mare in burrasca, come la Tempesta di William Shakespeare. L’applauso dei bambini si confuse con le grida di entusiasmo di alcuni ex LSU che sono soliti battirimanu a tutti coloro che detengono, lì per lì, uno straccio di potere. Ma una voce non si riuscì a coprire. Come quando il bambino disse ”Il re è nudo” lui, uno sconosciuto, intrufolatosi in mezzo non si sà come gridò: “Peccato, peccato veramente. Guardateli come sanno lavorare. Peccato, perché sono quattro braccia sottratte all’agricoltura!”

sabato 4 aprile 2009

LA PISCINA COMUNALE NON SI TOCCA!

Quanti realmente ci conoscono sanno che non abbiamo mai avuto atteggiamenti pregiudiziali nei confronti di alcuna forza politica o personaggio che nella politica si pone in alternativa a noi comunisti. Ciascuno ha il diritto di scegliere chi e come vuole fermo restando, però, che non concediamo alcun vantaggio a quanti usando ”la politica” nè intendono trarre vantaggio per sé, per i familiari, i famigli e soprattutto per quei piccoli, miserevoli clan locali di sostegno che come i vermai pensano alla cosa pubblica come ad una cosa propria. Noi abbiamo sempre considerato la politica una cosa molto seria perché l’abbiamo ritenuta come il mezzo attraverso il quale modificare in maniera sostanziale e positiva la vita dei singoli e delle comunità. Dunque riteniamo cosa importante batterci ancora perché ogni risorsa del Comune, sia che si tratti di risorse economiche che di beni, vada utilizzata al meglio e comunque secondo precise e chiare finalità. Né è concepibile che quanti amministrano la città non abbiano chiaro il quadro di riferimento nei confronti del quale dovranno fare i conti. Sia a tutti chiaro, e lo comprendano e il Sindaco e i suoi collaboratori,che i beni pubblici non possono essere usati e trattati come cose personali e dunque non si toccano.
In quest’anno circa di amministrazione anche se politicamente ambigua di Salvo Lo Biundo, abbiamo cercato di "capire" seppur in presenza di forti perplessità rispetto ad azioni amministrative alcune delle quali abbiamo denunciato. E a volte abbiamo voluto affrontare alcune questioni con una certa apparente leggerezza perché il messaggio potesse arrivare privo di asperità a chi aveva il dovere di comprendere. Abbiamo, per esempio, un po’ scherzato con un recente post sui danni provocati allo stadio comunale dagli allenamenti degli atleti martellisti del professore D’Orio. Oggi non scherziamo più e ricordiamo che quando abbiamo amministrato questa città, al professore D’Orio al quale mi legano anni di amicizia, collaborazione e gestione della Società dell’Atletica Partinico di cui il sottoscritto insieme a Masetto Aiello, Totò Vecchio, Vincenzo Segesta, Nino Bertolino é stato fondatore fin dagli anni ’60 oltre che per tantissimi anni dirigente ed allenatore, non gli ho consentito di potere usare lo stadio per l’attività di allenamento dei martellisti. Non certo per pregiudizievoli ragioni, e D’Orio questo lo sà, quanto per l’oggettivo, irreparabile danno che questi attrezzi provocano sul e nel fondo del campo. E non a caso mi sono sempre battuto, con risultati purtroppo negativi fino ad oggi, per la realizzazione di un campo scuola di atletica leggera da utilizzare soltanto per i lanci considerato che lo stadio La Franca può essere utilizzato, insieme all’attività calcistica, anche per le corse (risistemando la pista) e i salti. Un campo scuola proprio per evitare che gli atleti martellisti, pesisti o giavellottisti oltre che la Società, per gli allenamenti, dovessero sobbarcarsi a sacrifici di tempo ed anche economici recandosi a Palermo. Oggi D’Orio è Assessore ed ha l’obbligo non di sconquassare ma di costruire quel che altri non hanno potuto.
Ma oggi abbiamo assistito ad un gravissimo fatto su cui, lo sappia Lo Biundo, non gli consentiremo di prevaricare. Si tratta dell’incontro che i Consiglieri provinciali Fiore dell’UDC, Briganò dell’ MPA e Marotta di Rifondazione hanno avuto con lui al fine di individuare eventuali opere da inserire nel Piano triennale delle Opere Pubbliche della Provincia. Si discusse, ovviamente, della piscina comunale di via dei Mulini uno dei problemi sul quale ci siamo da decenni fortemente battuti e di cui è a conoscenza il compagno Antonio Marotta. E ne è anche a conoscenza Lo Biundo al quale abbiamo inviato, sulla questione, in data 15 ottobre 2008 (ultima in ordine di tempo) una interrogazione senza aver mai ricevuto alcuna risposta. La delegazione dei Consiglieri, oggi, si é portata sui luoghi e il Sindaco manifestava il suo disconoscimento di quanto all’interno di quell’area di proprietà comunale era stato nel tempo realizzato. Nel contempo (per quanto ho avuto riferito dal compagno Consigliere Antonio Marotta) il Sindaco manifestava anche il suo interesse per la realizzazione della piscina che ad oggi è costata alla Regione siciliana circa 1 miliardo delle vecchie lire per acquisto dell’area e realizzazione della vasca natatoria, seppur ancora allo stato grezzo, e circa 250 mila euro al Comune di Partinico e cioè a tutti i contribuenti per il pagamento del progettista architetto Bazan costretto a ricorrere ai Tribunali per farsi pagare dal Comune .
Poi l’intervista di oggi a Tele Jato. Il Sindaco, forse ritenendo quell’area di sua proprietà pensa che proprio in quel posto, dopo che i suoi discutibili predecessori con un atto illegittimo avevano deciso di farla diventare una pubblica discarica affidandola all’ATO Rifiuti, ritiene che lì si debba realizzare la Caserma per i Carabinieri di Partinico. Una Caserma è indiscutibilmente opera utile che noi comunisti sosteniamo e vogliamo ma non certo da realizzarsi al posto della piscina la cui funzione sociale è assolutamente fuori discussione . Al Sindaco, che a quanto pare ha una scarsa conoscenza del territorio e dei beni che amministra, tuttavia vogliamo suggerire delle aree che sono di proprietà comunale e di cui ci si può servire per la eventuale costruzione dell’opera:
1) area a due passi dall’attuale Caserma e cioè quella della 3° zona PEEP contigua alla scuola materna Rodari e ai campi da tennis divenuta proprietà privata senza che risulti un atto di vendita o di concessione del Comune ai privati;
2) area a ridosso della scuola media “Privitera” che i titolari del Piano di lottizzazione n. 6 hanno dovuto cedere al Comune come area destinata ad attrezzature scolastiche e di cui nessun Assessore all’urbanistica ha, ad oggi, dato notizie ai cittadini sul suo uso. Né risulta alcun progetto per attrezzature scolastiche;
3) area antistante Villaggio Luna 1° Lotto su via Mattarella ed area sempre contigua a Villaggio Luna lato monte e confinante con l'Ospedale e gli impianti sportivi degradati della stessa area PEEP;
4) uso parziale dell’area della piscina senza, però, compromettere la realizzazione di un’opera voluta soprattutto dalla mia generazione che si è battuta perché la nostra città disponesse di campi e palestre e diventasse una CITTA' DEL TURISMO SPORTIVO: stadio comunale con pista per atletica leggera (risistemata), campi da tennis, piscina comunale, campo per l’equitazione ed il galoppo, campo di tiro a volo, Parco sullo Jato con annesso campo di canottaggio, vela, surf , campo di motocross, pista per go-kart, Parco Collina Cesarò con piste per ciclocross.
A fare da contorno bagli, torri, ville rurali, colline, mare, spiagge,beni monumentali di riguardo. Un PATRIMONIO notevole nella mani di una classe dirigente che ha l’obbligo di conoscere oltre che la storia più recente, il pensiero, i progetti, le indicazioni, i propositi,le aspirazioni di una intera generazione di amministratori che ha ritenuto la “Politica” cosa alquanto seria e non certo per vappariarsi ma per sbracciarsi e costruire FUTURO.

Toti Costanzo