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martedì 30 dicembre 2008

L'ANNO DEI COCO'

ABBIAMO RICEVUTO UNA NOTA ANONIMA CHE, DOPO LUNGA RIFLESSIONE DELLA REDAZIONE RIUNITASI IN GRAN SEGRETO NEL SOTTOSCALA DELL'EDIFICO CHE OSPITA ANCHE IL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO, ABBIAMO DECISO DI PUBBLICARE QUALE GIUSTA CONCLUSIONE DI QUEST'ANNO 2008 CHE, NEL CALENDARIO CINESE, COINCIDE CON L'ANNO DEI COCO'.
Si tratta di una vera e propria pagella redatta dall'Anonimo o dagli Anonimi che riportiamo senza aggiungere o togliere nemmeno una virgola.
PAGELLE
Con l'imprimatur di sua Eminenza, l'autorizzazione di sua Eccellenza, il placet di Raffaele, Gianfranco, Renato, Antonello (quello di governo e di quello di finciopposizione) pubblichiamo le pagelle degli Assessori del Comune di Partinico e con l'appendice di quella di Salvo.vTutto in rigoroso ordine alfabetico per evitare incazzi.
VITO D. : una volta eccellente costruttore di ottimi infissi in legno.
ATTIVITA' PREMINENTE: rilasciatore di autorizzazioni a "m....cutulata" di licenze di ambulantato, negozi di vicinato, mercatini, mercati, supermercati, ipermercati, centri commerciali ed altre varie attività.
NARDO D. : esperto in lanci, salti, fondo. Saltatore di impegni nel settore del verde e dello sport, lanciatore di vane promesse e proclami ambientalisti ha dato subito fondo alle poche risorse "politiche" di cui disponeva.
ATTIVITA' PREMINENTE: si allena per inseguire, seppur vanamente fino ad oggi, il punteruolo rosso con lo scopo che, debellatolo, potrà finalmente far riaprire Villa Margherita. Distributore di sacchetti a perdere, ricercatore, a vuoto, di operai, giardinieri, esperti coltivatori, guardiani, custodi di ville, villette, giardini, aiuole, siepi. Prima che sia troppo tardi gli si consiglia di darsi all'ippica.
TANINO L.C.: Tanino chi? come? quando? dove? perché?
ATTIVITA' PREMINENTE: vice Sindaco di un Sindaco che Sindaco non é.
ANTONELLA L.P. : "spaesata" si aggira per i corridoi del Comune seguendo le "frecce" che una dipendente, mossa a compassione, ha tracciato davanti tutti gli uffici delle sue innumerevoli deleghe.
ATTIVITA' PREMINENTE: allena (di nascosto) la squadra della Basket Policentro Daunia di Lino, Alberto, Pino e Mimmo. Ovviamente si tratta della sua vera, condivisibile, eccellente vocazione.
CATERINA P.: trattasi di "stangona" travestita da "bassotta" con lo scopo, non vista, di effettuare controlli su auto, moto, cicli, motocicli, pattini a rotelle, tandem, carritteddi a manu e carritteddi cu' 'i roti a pallini.
ATTIVITA' PREMINENTE: repressione "senza se e senza ma" di venditori abusivi di babbaluci, attuppateddi, crastuna, cavuliceddi, giri, vurrani, funci, finuccheddi di' muntagna, sparaci.
GIOVANNI P.: LUI é acqua, cielo, mare, sole, scuola, strada, luce, fogna, cunetta, canaletta, tombino, costone, svincolo, edificio storico, edificio monumentale, soffitto, copertura, ascensore, posteggio, segnaletica orizzontale e segnaletica verticale, semaforo, bitume, pietrisco, pezzi di Biddiemi e pezzi da' Favarotta....
ATTIVITA' PREMINENTE: TUTTO.
BARTOLO P.: effervescente, dinamico, esilarante, accomodante, osservante, ossequiante, osannante genuflettente, blandista, presenzialista, interventista, antonellista.
ATTIVITA' PREMINENTE: addetto ai palchi, palchetti, addobbi estivi e natalizi, ai presepi, corse con sacchi, corse con scecchi, cacce al tesoro, concerti, concertini, sfilate di moda, sfilate di ragazze pon-pon, claque, battimani, ricchi premi e cotillon.
SALVO L.B.: quando si incrociano le stelle, si combinano gli astri tra di loro, il sole illumina la Luna, la Luna illumina Giove, Saturno e Marte, il Tropico del Cancro si allinea con quello del Capricorno, il mare di S. Cataldo assume il colore di quello dell'Isola dei famosi, e dalla fontanella di Rakali e dalla sorgente di Mirto scorre acqua a continuazione e tutto questo avviene ogni mille anni, allora si può esclamare "Che c...grandioso!" Si proprio così! Infatti il millennio coincideva, vedi caso, con la candidatura di Salvo a Sindaco di Partinico.

lunedì 29 dicembre 2008

E SE LO BIUNDO FACESSE COME SGARBI?

Due, tre cose prima che si concluda l'anno 2008.
LA PRIMA COSA, e della quale si é anche occupato Gianluca Ricupati con un articolo sul sito dei Giovani Comunisti, riguarda l'ultimo provvedimento del Senato a guida del palermitano Renato Schifani relativo alla possibilità che lavori fino a 500 mila euro possano venire affidati a trattativa privata. Chiunque, soprattutto noi siciliani, ci rendiamo conto di quel che questo significa: un favore grande alla mafia degli appalti e alla malapolitica e questo accade mentre le forze dell'ordine e della magistratura sono impegnate con determinazione e sacrificio a sconvolgere gli assetti delle organizzazioni criminali per togliere loro, come si suol dire, l'acqua nella quale hanno sempre nuotato.
Scrive Gemmma Contin su "Liberazione" del 24 dicembre che tutto questo é avvenuto "a taci maci"oppure come dicono a Napoli "aumma, aumma": "Si fregano le mani a Cosenza e Gioia Tauro, a Palermo e Messina. E perché no, anche a Napoli, Roma, in tutto il Nord Est (...). Qualcuno sa in mano di chi sono le cave nei dintorni di Palermo, diciamo da Montelepre a Piano Zucco, sopra Partinico, a Giardinello?(.....) Qualcuno farebbe bene a guardarsi le carte della Commissione Antimafia. Non di questa presieduta da Beppe Pisanu, ma di quelle precedenti (.....)".
Che succederà in Sicilia che é Regione a Statuto speciale? Si recepirà quanto approvato dal Parlamento nazionale? Pare che, almeno fino ad ora, l'Assessore ai LL.PP. Gentile abbia escluso che questo potrà accadere. Ma Gentile é parte di un Governo di centro destra con dentro i Partiti del Popolo delle Libertà.
LA SECONDA COSA: a proposito di lavori pubblici e gare di appalto, in questo fine anno ci sentiamo di chiedere al Sindaco Lo Biundo e alla maggioranza che lo sostiene : "siete disposti a fare come l'on. Sgarbi quale Sindaco di Salemi, il quale, primo in Sicilia, ha fatto un gesto molto significativo e cioé di delegare all'UREGA di Trapani (l'Ufficio Regionale per l'Espletamento Gare) l'espletamento di tutte le gare riguardante il Comune?"
Sarebbe, appunto, un gesto politico molto significativo che appagherebbe non solo noi incalliti "legalitari" ma sicuramente gratificherebbe il lavoro di Pino Maniaci allontanando definitivamente dal nostro "Palazzo" qualunque sospetto di collusione e mettendo al riparo una nuova e giovane classe dirigente e dagli appetiti di mafia e dalla malapolitica, così come da speculatori ed affaristi.
Attendiamo una risposta.
LA TERZA COSA: come era abbastanza prevedibile il solito, effervescente, palermitano Presidente del Senato ha presieduto una sessione durante la quale é stata approvata una norma che, di fatto, annulla il cosidetto decreto Ronchi per quel che riguarda le vinacce esauste. Se non abbiamo compreso male le distillerie potrebbero usare le vinacce esauste quale prodotto per la combustione. In una parola quel che non riuscì a Cuffaro da Presidente della nostra Regione lo ha risolto il Parlamento nazionale.
Noi non sappiamo come hanno votato i senatori Cintola e Cuffaro che sono parlamentari di opposizione al Governo Berlusconi anche se, in verità, non é che poi ci interessi tanto ma saremmo curiosi di sapere come hanno votato quelli di Di Pietro e del PD e, nello specifico, quelli eletti in Sicilia. Assumiamo l'impegno di ritornare sull' argomento non appena avremo maggiori informazioni e dati.

Toti Costanzo

sabato 27 dicembre 2008

TRA SUSSURRI E GRIDA : ANCHE DA NOI ESISTE UNA "QUESTIONE MORALE"?

Seppur anche noi non ci sottraiamo all'annuale liturgia degli auguri da porgere non solo ai nostri concittadini ma anche a quanti, a diverso titolo ed in modi diversi, governano la nostra città, tuttavia non vogliamo esimerci dal porre all'attenzione dei nostri lettori -proprio perché un anno si conclude e l'altro stà per iniziare- alcune questioni di cui abbiamo avuto notizia e su cui non possiamo né vogliamo tacere.
Diciamo, allora, che intendiamo sapere se quanto sussurrato sempre più fortemente da alcuni consiglieri d'opposizione risulti a verità:
a) che qualche Assessore o anche consigliere comunali che sostengono il Sindaco, utilizzano i buoni di carburante pagati dal Comune ad uso delle loro private autovetture;
b) che alcuni di costoro dispongono anche di telefonini i cui costi sono a carico del nostro Bilancio;
c) che due consiglieri comunali risulterebbero incompatibili con il loro incarico istituzionale in quanto, anche di recente, avrebbero percepito compensi, da parte del Comune che si é servito nel tempo della loro professione di legali;
d) che, in maniera sempre più palese, si procede con le spartizioni di incarichi tra quanti sono parte del "giro";
e) che il Comune é costretto a pagare somme notevoli perché il suo "ufficio legale" non regge alle richieste anche di dipendenti comunali, che aprono vertenze nei confronti dello stesso e alle quali non ci si oppone nei tempi dovuti;
f) che si stia ripristinando la vecchia politica degli affitti di immobili privati, che il Comune aveva già disdetto, sol per compiacere qualche sostenitore dell'attuale esecutivo.
Detto questo noi riteniamo giusto, nel contempo, che i Consiglieri comunali "sussurranti" abbiano ad esplicitare con determinazione quanto sussurrato, se non altro perché si manifesti una "verità", qualunque essa sia, con lo scopo di allontanare oppure di confermare il sopetto che anche nella nostra città siamo davanti ad una grave "questione morale" che, come é noto, attraversa l'Italia e colpisce le amministrazioni di destra così come quelle di centro sinistra.
Sarebbe grave se tali questioni non emergessero ed una coltre del solito, ipocrita, silenzio connivente, la solità ignobile omertà coprisse ogni cosa soprattutto in una fase della vita della nostra città stretta dalla morsa di una crisi economica che attanaglia migliaia di famiglie.
Noi abbiamo bisogno di una classe politica dirgente "pulita", neppure sfiorata dal sospetto che gli incarichi istituzionali non siano al servizio degli "altri" ma di "noi".


Toti Costanzo

lunedì 22 dicembre 2008

COME IN UN FILM DI FANTOZZI

Quando fu spalancato il cancello che immetteva dentro l'atrio della Cantina Borbonica, come in un film di Fantozzi un gruppo ancora indistinto travolgendo l'incauto, improvvisato portiere, "prendeva la testa" e si precipitava per arrivare fin davanti il nastro tricolore che sbarrava, ma solo idealmente, l'ingresso alla Cantina.
Arrivarono per primi, bruciando il percorso in 13 secondi cronometrati dall'Assessore allo sport che almeno in questa occasione é riuscito, finalmente, ad avere un vero e proprio adeguato quanto competente ruolo, il nostro Salvo bardato con fascia a tracolla, mentre con uno scatto impensato l'Eccellenza,che non può mancare per tradizione, volontà del Potere Temporale e prepotenza della Storia, si "allatava" prendendo posto accanto al Sindaco-sindaco che bruciando tutti sul tempo si era già piazzato primo.
Ma ad un cronista attento, che poi ebbe a riferire, non sfuggì quanto avveniva nelle immediate retrovie. Bart, ancora ansimante per lo scatto, ma ripresosi dal trauma del giorno della conferenza stampa, tratteneva con la mano sinistra la giacca di Giò che era tutto "allicchitato", mentre con l'altra gli circondava il collo a mò di "cravatta pallonara", per impedire che l'unico spazio rimasto libero in prima fila fosse da questi occupato. Ma, improvvisamente, inspiegabilmente Katy colpiva Bart con un calcio sugli stinchi che gli faceva abbandonare la preda consentendo a Giò di guadagnare la prima fila ed entrare "comu Nofriu 'ncarrozza".
A quel punto anche Katy, con un guizzo fino allora sconosciuto e dominando tutte le leggi di gravità a causa dei chilometrici tacchi sui quali malamente si reggeva ,si collocava come si suole dire in gergo giurisprudenziale "a latere" ,per cui ebbe almeno la possibilità, sia sulle foto che sulle tivvù ,di farsi intravedere anche se appena appena, ma tanto quanto basta perché amici e parenti (sopratutto lo zio) ne fossero soddisfatti. Perché come si suole dire da noi "megghiu di nenti" o se volete quel giorno i familiari e l'interessata "chianceru cu ' n'occhiu".
Ma non era ancora finita. Il nastro tricolore su cui ,in contemporanea, si lanciarono come aquilei artigli almeno otto mani resisteva allo scioglimento (un pò come per il Comune di Napoli) e dunque il nostro Sindaco-sindaco rompendo gli indugi e con piglio risolutore che tutti gli riconoscono - compreso il senatore Totò Cintola che ne ha fatto le spese - tirò fuori l'accendino dando fuoco ma avendo l'accortezza d'infilarsi per primo mentre i battimani coprivano i giustificati guaiti di Bart che ebbe a ricorrere, ancora una volta, all'ausilio non più della borsa ma del ghiaccio sintetico che, sempre l'Assessore allo sport, porta con sé per tutte le evenienze.
Nel frattempo Pinuzzu tiggei, con la furbizia che coram populo gli si riconosce, piegandosi sulle ginocchia s'infilava tra le gambe dell'Eccellenza e metteva subitaneamente in bocca il cosidetto "gelato" al Sindaco-sindaco ricevendone, però, quale amicale risposta il classico allungamento della mano che batte con decisione su quell'organo che stà sospeso tra il tronco e gli arti inferiori costringendolo a piegarsi fino a 90 gradi ,mentre intanto Sgarbi tuonava contro i " lampioni - bidet" facendo arrossire non poche signore e ricevendo, insieme a qualche pernacchia, un coro di applausi da parte di un residuo dell'UDC locale (cioé quello ufficiale) il cui ruolo di sola appendice amministrativa tutti, oramai, gli riconoscono.
Al "rompete le righe" l'invasione "barbarica" diventò irrefrenabile mentre smarriti, attoniti e frastornati furono visti aggirarsi un paio di individui che nel 2005 non pensavano, di certo, che non avrebbero messo le mani anche sulla Cantina (così come avevano fatto per tutto il resto) per cui con compiacimento unanime "arristaru cu' l'occhi chini e i manu vacanti" mentre Salvo, sornione, sorrideva e salutava tutti dalle prime pagine del catalogo diffuso, quel giorno, a piene mani con ampia soddisfazione del popolo osannante.
ANNOTAZIONBE FINALE :pare che mentre l'ex Sindaco Cannizzo si aggirava soddisfatta per l'opera che si concludeva anche per il suo importante contributo, Giugio che aveva trovato i fondi per il restauro, si era appolliato sul tetto della "casena" e per protesta in quanto non invitato, lanciava a raffica pomodori avuti da Ottavio contro i passanti che non lo avevano più rieletto. I Vigili del fuoco, quelli Urbani insieme alla Protezione civile ebbero un bel da fare per strapparlo dalla sua postazione e convincerlo che, nel futuro, non sarebbe più accaduto .Per comune convincimento e senso di humana pietas le tivvù locali si astennero dal riprendere la scena della quale, ovviamente, non é rimasta traccia .

sabato 20 dicembre 2008

CI SONO VOLUTI QUASI QUARANT'ANNI

Ieri, all'inaugurazione di quello splendido monumento che é la Cantina Borbonica, non mancava proprio nessuno. Abbiamo visto aggirarsi perfino quelli che avrebbero dovuto provare vergogna a trovarsi lì perché, quando potevano essendo Sindaci, Assessori o Consiglieri comunali, non solo erano rimasti in silenzio ma alcuni, tra questi, contrastarono con forza dentro e fuori il Consiglio un processo di difesa e di recupero di beni importanti quali, appunto, la Cantina, Palazzo Ram o quello dei Carmelitani.
E vi eravamo legittimamente quelli (i Comunisti per primi ed alcuni socialisti) che da circa quanrant'anni, dentro e fuori il Consiglio, scelsero di stare accanto al Gruppo studi e Ricerche che iniziò quel processo di forte sensibilizzazione nei confronti non solo di questi "pezzi rari" ma dei tanti "palazzi nobili" diffusi all'interno della nostra città chiedendo ed imponendo vincoli protettivi.
Quei vincoli anche se non impedirono alcune distruzioni come il settecentesco Palazzo "Scalia" di Piazza Duomo - ferita ancora aperta nel corpo vivo della nostra comunità - né la immediata eliminazione di montagne di sterco che sommergevano e la Cantina e il Palazzo Ram simbolo concreto del disprezzo e del plebeismo di cui era infarcita anche un pezzo non indifferente dell'allora classe politica di governo, tuttavia consentirono, poi, di dare inizio e conclusione ad un processo di recupero dei beni che oggi rappresentano egregiamente un pezzo di storia conservata della nostra Partinico.
Resta il rammarico, ancora ad oggi, di non aver potuto difendere dal degrado e dalla distruzione Torri importanti come "Cicala", "Sulitano", "Milioto" o acquisire "la Giurgintano" in stato di grave abbandono da parte dei proprietari o "Albachiara" ferita da una ignobile costruzione ad essa affiancata a simboleggiare l'incultura, l'insensibilità, la mancanza di rispetto di tante "cose belle" che abbiamo ereditato, da parte dei nuovi ricchi che hanno fatto fortuna con la sofisticazione prima e la speculazione edilizia poi. Nella loro testa, e forse anche in quella della loro più recente discendenza, non ci sono stati altro che vacche, vitelli, pecore e sterco, tanto sterco e cemento a mai finire.
Né possiamo tacere dell'abbandono del "primo mulino", dei resti dell'antico acquedotto che faceva funzionare anche gli altri due, né un pezzo della piazzetta dei "Parrini", del piccolo borgo dei "Parrinelli" o delle "case Ragona", edificio a due passi dal nostro "Pino".
Quel gruppo di consiglieri ed esponenti della cultura "di sinistra" di Partinico tuttavia riuscirono a "contaminare" altri consiglieri, altre personalità e convincerli che la strada, quella giusta, era quella della conservazione e non dell'abbandono, del recupero e non del disfacimento, della valorizzazione e non della speculazione.
Con il Convegno del 1982 organizzato dal Gruppo studi e Ricerche divenuto, intanto, un vero e proprio strumento di lotta politica, si arrivò alla svolta.
Si convenne della necessità di valutare, attraverso l'Ufficio Tecnico Erariale, la Cantina, di convincere la proprietà a vendere per una somma di poco più di 500 milioni delle vecchie lire. Sembrava fatta ma tutto si fermò perché ostacolato, come abbiamo scritto in un post di alcuni giorni fà, dalla ingordigia di politicanti che volevano il baratto: vi diamo la Cantina ma tutta l'area circostante deve diventare edificabile. Ovviamente il ricatto fu respinto e si continuò ad operare, intanto, per recuperare i beni comunali quale il Palazzo Ram e il Palazzo dei Carmelitani chiuso dal 1968 a causa del terremoto.
I primi finanziamenti per Palazzo Ram arrivarono dalla Regione siciliana nella cui Giunta di governo aveva un ruolo di Assessore l'onorevole Filippo Fiorino mentre la Giunta del Sindaco Geraci stanziò i primi finaziamenti per il recupero del Palazzo dei Carmelitani su di un progetto dell'architetto Mirella Nuara incaricata dall'Amministrazione del Sindaco Di Trapani. Con il Sindaco Cannizzo si arrivò, finalmente, all'acquisto della Cantina e di alcuni interventi protettivi con fondi comunali mentre si concludevano i lavori del Palazzo dei Carmelitani e si intensificava l'azione di recupero di Palazzo Ram. Con la sindacatura Giordano, infine, i finanziamenti per il restauro della Cantina Borbonica. Il resto é cronaca di questi giorni.


Toti Costanzo

mercoledì 17 dicembre 2008

LA CANTINA E' NOSTRA: COSA NE VOGLIAMO FARE?

Venerdì 19 dicembre 2008 dopo una battaglia durata quasi quarant'anni, finalmente la Cantina Borbonica, diventa patrimonio dei cittadini di Partinico e dei Comuni della Valle dello Jato.
Il sogno, ma anche l'impegno civile, le battaglie, di quanti della mia generazione "politica" anche non comunisti come Masetto Aiello, diventa realtà.
Perché definisco "battaglie" il costante impegno che abbiamo profuso anche per altri beni come il Palazzo dei Carmelitani o il Palazzo Ram, elementi rappresentativi di una storia locale? Perché fin dall'inizio degli anni '70, sia all'interno del Consiglio comunale come all'esterno, si riuscì con caparbietà e determinazione a costruire un "movimento " d'opinione, una coscienza civile e dunque "una opinione pubblica" forza d'urto capace di salvare quanto di più rappresentativo aveva ereditato la nostra collettività.
Dunque di battaglie si é trattato: contro la mafia sanguinaria dei pascoli che si era appropriata della Cantina, stravolgendo la sua fisionomia, sfregiandola e riducendola ad icona del degrado, come purtroppo é stato per altri beni e per tante Torri diffuse sul nostro territorio di cui il prof. Salvo Vitale ne ha raccontato "la storia" in una pregevole publicazione.
Ma anche ,e non solo ,contro la voracità e ingordigia di politicanti cinici e senza dignità ,ma degli interessi di una mafia non delle coppole, ma discreta e del "vestito e cravatta"( la mafia cosiddetta "pulita") che insieme proponevano negli anni '80, il baratto: noi assicuriamo la vendita della Cantina ma voi dovete, all'unanimità del Consiglio e cioé maggioranza e opposizione, concordare la trasformazione dei terreni circostanti, in aree edificabili. Un baratto, appunto, vergognoso, che se accolto da noi comunisti (gli altri ovviamente erano quasi tutti d'accordo), avrebbe visto quel bene inserito ancor di più in un contesto di cemento e ferro che ha snaturato quei luoghi.
In buona parte quello scempio era avvenuto quando si é scelto, in quelle aree, di costruirvi l'Ospedale, la scuola, l'asilo, interi quartieri. Bisognava, al contrario, mantenere il contesto, la fisionomia rappresentata dalla Collina Cesarò collegata da un cordone ombelicale alla Cantina e all'insieme delle aree a verde che avrebbero costituito un unicum in cui storia, cultura, ambiente si sarebbero fusi, amalgamati per diventare "BENE".
Ora, comunque, la Cantina é una realtà come lo é diventata ,nel 1999, il Palazzo dei Carmelitani e come, a presto, lo sarà anche il Palazzo Ram.
Cosa ne faremo? Il Palazzo dei Carmelitani, vincendo molte resistenze é diventato, per certi versi, il luogo della CULTURA .
E la Cantina? Noi, sul nostro sito de "La Sinistra L'Arcobaleno di Partinico" in data 17 febbraio 2008, avevamo dato delle precise indicazioni per quel che riguarda l'uso primario del bene e cioé quel che all'ultima Amministrazione Cannizzo ,con la nostra presenza in Giunta, propose il prof. Tachis, cioé uno dei più famosi archeologi del vino sul piano internazionale:
UN CENTRO DI RACCOLTA E CATALOGAZIONE DI TUTTE LE PRODUZIONI DI VINI SICILIANI COSTRUENDO UN PUNTO DI INCONTRO TRA PRODUTTORI E COMMERCIANTI DEL SETTORE CON LO SCOPO DI FAVORIRE LO SCAMBIO E LA STIPULA DI CONTRATTI DI VENDITA E D'ACQUISTO.
Una vera e propria Borsa del Vino siciliano.
E aggiungievamo che "attorno al prodotto vino fare nascere tutte quelle INIZIATIVE ED EVENTI CULTURALI che con questo bene hanno attinenza ed affinità". Questo per quel che riguarda l'uso del bene.
E PER LA SUA GESTIONE?
Noi riteniamo che la gestione debba essere RIGOROSAMENTE PUBBLICA ed affidata ad un Consorzio tra Comuni costituito da quelli della Valle dello Jato e a vocazione vitivinicola con la CONSULENZA dell'Università' di Palermo (Facoltà di Agraria) e dell'Istituto della Vite e del Vino.
Ad ogni buon conto questa é la proposta del nostro Partito pronti, ovviamente, a discuterne con tutte le forze politiche, economiche e sociali al fine di trovare soluzioni che non ne snaturino il ruolo, la storia, le finalità primarie.

Toti Costanzo

lunedì 15 dicembre 2008

E L'ASSESSORE S'ATTACCAU 'O TRAM

Lo trovarono ansimante con due borse di ghiaccio. Al capezzale del virgineo lettino a vegliarlo, raccogliendone i lamenti ed asciugandolo col sudario come le pie donne fecero con il corpo del Cristo in croce, alcuni amici di sempre. Costoro pensavano, oggi ancor di più pur non avendo il coraggio di dirglielo esplicitamente, quello che sempre gli avevano rimproverato: "Bart, lascia stare. Questa é un'armata e tu, quanto prima ne farai le spese".
Non volle raccogliere gli inviti, le sollecitazioni, perfino le preghiere di chi gli voleva bene e, al contrario, caparbiamente inseguì le sirene non avendo l'accortezza di tapparsi le orecchie come opportunisticamente fece Ulisse nell'attraversare il mare tempestoso tra Scilla e Cariddi.
Lui ricercava la sua Itaca, disperatamente. La inseguiva, la intravedeva ma questa, misteriosamente, scompariva per poi ricomparire, ultima spiaggia di un viaggio iniziato tanti anni prima, attraversando deserti, superando le scogliere, dominando i flutti rotolanti del mare in tempesta. Poi, dopo lungo navigare, cadere e ricadere, risorgere come Napoleone - tre volte nella polvere tre volte sull'altare - finalmente trovò l'approdo e con esso accoglienza, battimani, pacche sule spalle, hippi-hippi-hurrà, impegni e riconoscimenti seppur verbali. E lui non volle deludere.
In estate sembrava un fiume in piena. "Hai carta bianca" gli dissero Salvo ed Antonello soldi in mano, suo nuovo mentore dopo avere inseguito quello che di mento ne ha uno 'mpinnatu che lui aveva venerato, entusiasta, in anni ed anni di apprendistato.
E Bart quella carta se la giocò tutta: luci, colori, sapori, scampanio di sacri bronzi, mortaretti, palchi, palchetti, trombe, trombette, "acchianati e scinnuti du' cassuru" senza soluzione di continuità. Un trionfo, l'apoteosi.
Poi, piano piano, giorno dopo giorno, con l'ingresso dell'autunno brutto, piovoso e malinconico, iniziò il declino, quasi l'oblio. Qualche intervista di "riversu quagghiu", fugaci comparse in convegni anche di terza categoria mentre la piazza che aveva brulicato di vita pulsante, ritornava all'antico buio, spogliata di tutto, piena di varia umanità, attraversata da voci, grida, proteste, fiumi di erba e birra a volontà. Una piazza ritornata scalcinata che a nulla sono valsi i desideri reconditi di chi come lui, ne voleva giustamente fare "il cuore pulsante della vita cittadina" dalla quale ripartire per un tour dell'attenzione ad oltranza.
Comparse fugaci, dicevamo, fino al tracollo e alle borse di ghiaccio.
Al tavolo dentro un affollato Salone degli Specchi, questa mattina, per la presentazione dell'EVENTO c'erano tutti tranne lui. Lui l'Assessore al ramo, ma che dico al ramo all'albero della vita rinnovata, all'insegna di questo bene di inestimabile valore, la Cantina, di questo monumento che gli avrebbe dato lustro di quà a cent'anni e riconoscimenti a tinchité. Lui quella conferenza stampa di presentazione l'aveva accarezzata, sognata, assaggiata novello sommelier, gustandone il fluido liquido per una rafforzata visibilità.
Già, lui, si vedeva al centro del tavolo con accanto Salvo e poi chiunque altro non importa chi, a dire, disquisire, rappresentare, informare, rendere edotti, dissertare, propagare il verbo mentre le tivvù locali lo accarezzavano, innaffiavano di attenzione ed affetto, lo fasciavano di notorietà e di rinnovato, imperituro, potere, lo penetravano con l'occhio freddo dell'obiettivo che scarnifica, vivifica, "startarifica tira 'a scorcia e sana".
Poi la doccia fredda. Ma che dico la doccia: una valanga, una cascata di acqua otto gradi sotto zero. Al tavolo Salvo, lui, lui (non lui ma l'altro) ed altri ancora.
Vagava, questa mattina, smarrito, anima in pena mentre gli altri assaporavano, assaggiavano il nettare che lui aveva gustato di già. Ma soltanto in sogno. Poi il crollo, il trasporto e le borse di ghiaccio a lenire le pene di un evento che per lui evento non fù.

sabato 13 dicembre 2008

VINCENZINONE S'ABBAFFAU? S'ABBAFFAU, S'ABBAFFAU!

Vincenzinone non ne faceva passare una. Tu sostenevi "ca' 'u sceccu vola" e lui a dire immediatamente: "Ma quando mai!Non esiste!". Tu dicevi che su quel problema il Sindaco si impegnava ad intervenire? E lui a botto: "Impegno si', ma hic et nunc". Tu balbettavi che non tutti i politici di AN sono fascisti? E lui a cantare "Faccetta nera" e "Allarm siam fascisti, paraponziponzipò".
Camicione con prolunga alle ginocchia per ampia copertura, corredo aggiuntivo rigorosamente nero con qualche venatura di grigio perla, baffetto e pizzo in crescita alla: "Triumviro Emilio del Bono: presente!"
Un sicuro, intransigente, determinato camerata. A seguirlo, il "fido" di tante battaglie, l'uomo cui puoi affidare anche le galline ovaiole sapendo che non le sarebbero state toccate nemmeno "na' pinna" e i cui destini s'incrociarono fin dalla frequenza alla scuola media quando, alla guida di un manipolo, assaltarono con lancio di uova il Palazzo al grido di: "Eia, eia, alalà. Abbasso il Sindaco Geraci e il suo Assessore comunista".
Un inizio di carriera all'insegna del fuoco di simboliche barricate che non ebbe più sosta e che lo vide protagonista oltre che scrittore, redattore, diffusore di memorabili, gustose incisive, efficaci invettive contro l'odiato-amato Sindaco Giugio reo di avere inglobato, costui, con incarico di vice il funambolico, fantasista, maradonico Vincenzino saltali' - saltalà .
Una carriera allietata, però, dall'organizzazione di feste, festini, concerti folk, rock, pop, tango argentino e, perfino, musica tziagana ma sempre al grido di "Chi si ferma é peduto".
Ma Vincenzinone era sempre al punto di partenza: Giovannino gli sfuggì quasi subito, i "fratelli" nemmeno a parlarne, così come Francesco, Salvatore, Domenico, Matteo, Peppino dentro e fuori il Partito in un turn-over incessante e sfiancante. Gli restava il "fido" che intanto aveva trovato un fortunoso rifugio in Consiglio. Na "ngagghidda", come si suole dire, ma preludio di una più fulgida carriera. Ma qualcuno ci iccau 'u picchiu e nel giro di due anni é fora comu 'u quararuni. Peccato, davvero peccato perhé "l'ombra" era un efficace oppositore: fantasista della parola, dei gesti, dello scritto, effervescente come la magnesia S. Pellegrino. Una spina nel fianco di Peppone e della sua sgangherata ciurma.
Poi, finalmente, arriuvò LUI, il Cavaliere che da predellino lanciò la parola d'ordine: "Amici, camerati, compagni. Assemblatevi".
Le parole arrivarono fin nel profondo delle visceri come il balsamico aceto Ponti. Convinse tutti e soprattutto convinse lui che convocò e disse: "Camerati, cca ccé pilu pi' tutti" nel senso che i contrasti tra i generali di F.I. (Filippino, Enzuccio, Dieguccio, Pinuzzu, Pitruzzu Giusippuzzu, Viutuzzu) erano così tanti e senza via di ritorno, che gli permise di introdursi, quatto quatto, lemme lemme, silenziosamente, caparbiamente, con circospezione.
Si presentò e disse: "Son quà, son quà, son quà solo per voi!". Andò bene anzi a meraviglia al punto che perfino l'onorevole Salvino prezzemolino, di cui é diventato figlioccio devoto, stentava a crederci.
Ora il camicione é diventato camicia e di colore rigorosamente luminoso, la cravatta sempre, occhiali con montatura tartaruga caretta-caretta, baffetto e pizzo simil Gnazinu La Russa. Rivisitato e restaurato come " 'un mobilucciu".
Cosa fà? Ma come cosa fà! Presiede cerimonie "Patria, famiglia e Re", distribuisce coppe, targhe attestati, ascolta molto e parla poco.
"Beddamatriii! Allura Vincenzinone 'a Provincia s'abbaffau? S'abbaffau, S'abbaffau!"

giovedì 11 dicembre 2008

SUI CANONI IDRICI, ACCANIMENTO "TERAPEUTICO"

Nel giro di pochi giorni si sono verificati a Partinico due avvenimenti che intendo sottolineare.
Il primo: la convocazione del Consiglio comunale e l'approvazione, da parte della maggioranza che sostiene Lo Biundo, di un provvedimento che ha assemblato 4 anni di canoni idirici(2004, 2005, 2006, 2008) in una unica notificazione e, a detta del consigliere Nicola Degaetano (Giornale di Sicilia del 09/12/08) non solo per ragioni di risparmio ma per evitare le prescrizioni. In sintesi si tratta di pagare in 3 anni, articolati in 12 rate trimestrali, la sommatoria del costo dei quattro canoni degli anni citati. Una somma, cioé, che va dai 683 euro per un solo componente di un nucleo familiare, agli 825 per un nucleo composto da due a quattro componenti, di 1002 euro per una famiglia composta da più di cinque persone. Noi diciamo che anche questa Giunta esercita sui contribuenti e per i canoni idrici una forma di vero e proprio "accanimento terapeutico".
In sintesi ogni 3 mesi un pensionato al minimo che vive solo dovrà pagare 53 euro e 20 centesimi mentre la famiglia con oltri 5 componenti (in genere si tratta di famiglie numerose con redditi individuali quasi inesistenti) ogni 3 mesi dovrà pagare 83 euro e 50 centesimi. Tutto ciò si verificherà mentre i cittadini , e non sono pochi, non sono riusciti ancora a pagare i canoni degli anni precedenti e, dal 2009 con il passaggio all'APS ( ACQUE POTABILI SICILIANE ) la Società privata che gestirà i servizi idrici di tutti i Comuni della Provincia di Palermo, dovranno anche pagare le fatture che questa Società emetterà.
Noi non abbiamo avuto la possibilità di seguire il dibattito del Consiglio. Abbiamo appreso, però, che la minoranza, o se si vuole l'opposizione, aveva proposto una maggiore rateizzazione per alleggerire il costo dei servizi richiesti. Una proposta, a mio avviso, di buon senso, che non ha trovato, a quanto pare, disponibile l'Amministrazione comunale e la sua maggioranza.
Eppure all'interno di questa maggioranza vi sono Consiglieri comunali che svolgono l'attività professionale forense mentre, notoriamente, vi sono anche alcuni giovani avvocati molto vicini al Sindaco Lo Biundo. Questi professionisti, sicuramente, conoscono il cosidetto DECRETO MILLE PROROGHE e più specificatamente l'articolo 36 della Legge 28 febbraio 2008 n. 31 il quale consente agli agenti della riscossione, su richiesta dei contrbuenti, di ripartire il pagamento delle somme dovute e iscritte a ruolo fino ad un massimo di 72 rate mensili. In sintesi la maggiore rateizzazione (cioé la riscossione in 6 anni) non avrebbe intaccato gli interessi del Comune e avrebbe agevolato i contribuenti che, vivono, in una situazione oggettiva di crisi economica e di gravi difficoltà. All'Amministrazione Lo Biundo il nostro Partito chiederà di articolare la riscossione in 6 anni e con un meccanismo concordato con gli utenti che possa agevolare coloro che hanno, oggettivamente, difficoltà nei pagamenti.
Ad ogni buon conto e per quel che ci riguarda continuiamo a sostenere che i canoni idrici degli anni precedenti (a partire dal 1999) sono illegittimi nel senso che é stato abbondantemente accertato che sia Giordano, che Motisi ed ora anche Lo Biundo hanno fatturato con costi superiori rispetto a quanto i cittadini avrebbero dovuto pagare.
Anzi, va detto di più e cioé che le fatture, così come si sono espressi in diverse occasioni i Giudici di Pace del nostro tribunale vanno ridotte e, tanto per citazione, vi é addirittura una sentenza del 30/05/2007 relativa alla causa civile n.255/2007 con la quale il Giudice di Pace del mandamento di Acerra ha ritenuto di dare ragione al ricorrente in quanto "in mancanza di letturazione del misuratore idrico é illegittimo il CONSUMO PRESUNTO .
Cioé il consumo calcolato in maniera forfettaria, così come avviene da noi in quanto manchiamo dei contatori, sarebbe condizione di annullamento di tutte le fatture dei canoni idrici.
Il secondo avvenimento: il 17 di questo mese, pare che l'Amministrazione Lo Biundo trasferirà gli impianti dell'acquedotto comunale all'APS.
Allora noi ritenimo che questo processo non possa concretizzarsi o comunque, l'APS non POTRA' riscuotere alcunché FINO A QUANDO NON SARANNO RISTIPULATI I CONTRATTI CON GLI UTENTI TRATTANDOSI DI NUOVO GESTORE (per avere, finalmente, un Ruolo chiaro e rispondente al vero) E SOPRATTUTTO FINO A QUANDO NON VERRANNO COLLOCATI I CONTATORI.
Lo chiederemo a Lo Biundo pronti ad aprire una forte vertenza CON RICHIESTA DI ANNULLAMENTO ALLA MAGISTRATURA se questa strada non sarà perseguita dall'APS, sicuri che dalla nostra parte troveremo i nostri concittadini.


Toti Costanzo

domenica 7 dicembre 2008

GIACOMO GRILLO: INGIUSTIZIA E' STATA FATTA!

ABBIAMO RICEVUTO DAL DOTT. GIACOMO GRILLO QUESTA NOTA CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO .
INGIUSTIZIA E' STATA FATTA !


Neanche l'immaginazione del romanziere edimburghese Robert Louis Stevenson, autore della celebre opera "Lo strano caso del dott. Jekyll e mister Hyde" sarebbe potuto arrivare a quanto un pregiudicato sta in questi giorni dicendo a destra e a manca sul mio conto divulgando notizie false e diffamatorie.
Sono l'ex Comandante della Polizia Municipale del Comune di Partinico, qualifica con la quale ho svolto servizio dal 30 maggio 2002 al 5 dicembre 2008. Dal 27 novembre mi trovo a Milano per motivi familiari avendo avuto concesso un lungo periodo di ferie dal quale avrei fatto rientro il prossimo 10 febbraio 2009.
Ieri, 6 dicembre ho appreso la notizia informale che l'Amministrazione comunale - con decorrenza in pari data - mi ha licenziato in tronco senza notificarmi il relativo provvedimento che, trattandosi di un atto RICETTIZIO, avrebbe efficacia SOLO DOPO LA NOTIFICA al lavoratore dipendente. Prendo atto dell'abuso che mi reca un danno ingiusto, dando decorrenza al licenziamento a prescindere dalla sua notifica.
Ma vengo al merito. Alla base dell'atto del licenziamento vi sarebbe la presa d'atto da parte dell'Amministrazione di un decreto del Capo della Polizia che mi destituisce -per motivi disciplinari- dal ruolo dei funzionari, qualifica con la quale sono transitato al Comune per mobilità.
FINO AD OGGI NON HO AVUTO NOTIFICATO QUESTO DECRETO DI CUI OVVIAMENTE SCONOSCO IL CONTENUTO, AVVERSO AL QUALE E' AMMESSO RICORSO AL TAR PER MOTIVI DI LEGITTIMITA'.
I fatti non hanno rilevanza in sé ma assumono quell'importanza che ciascuno attribuisce loro. Si tratta di quel procedimento disciplinare del 2001 quando mi si contestò la "frequentazione" di pregiudicati fuori da tale servizio, asseritamente avvenuta nel 1993/94, subito annullato dal TAR innanzi al quale provavo che non come frequentazione poteva qualificarsi il rapporto intrattenuto con due operai castellammaresi della Forestale, pregiudicati per reati comuni, che avevo ingaggiato per dei lavori di rivestimento in pietra, durati alcuni mesi autunnali ed invernali negli anni 1993/1994, eseguiti nella mia casa di villeggiatura e ai quali avevo affidato anche le chiavi, per abbastanza ovvi motivi, e non certo per familiarità o amicalità.
IN SOSTANZA MI SI CONTESTO' NEL 2001 FATTI AVVENUTI SETTE ANNI PRIMA CHE, SE FOSSERO STATI RITENUTI COSI' GRAVI, AVREBBERO DOVUTO PROVOCARE UN PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE IMMEDIATA E NON PERMETTERE AD UN VICE QUESTORE DI CONTINUARE A SVOLGERE SERVIZIO NELLA POLIZIA DI STATO!
Nel 2002 il Ministero dell'Interno MI CONSENTIVA IL PASSAGGIO per mobilità al Comune di Partinico e dopo, sul limite dell'anno successivo proponeva ricorso al CGA avverso la sentenza del TAR che a novembre 2008 é stata Annullata. Al momento non conosco la motivazione della decisione del CGA. Appena ne verrò a conoscenza valuterò la migliore azione a tutela della mia dignità messa così duramente a bersaglio da quanti con processi sommari attentano alla mia onorabililità.
Questi, in sintesi, i fatti pregressi dei quali non ho nulla di cui vergognarmi, non avendo mai commesso reati o azioni disdicevoli o assunto comportamenti, in servizio o fuori servizio, deliberatamente in contrasto con i doveri assunti con il giuramento di fedeltà alle Istituzioni quale Funzionario di Polizia.
E passo a commentare del mio servizio svolto nell'interesse del Comune di Partinico, caratterizzato da procedimenti penali conclusosi tutti con la formula "perché il fatto non sussiste" a dimostrazione -ancora una volta- della mia refrattarietà ad assumere una posizione di imputato in quanto innocente, rigorosamente rispettoso della legalità e vittima di calunnia. Ho già presentato esposto contro chi mi ha denunciato simulando a mio carico tracce di reati dimostratesi insussistenti, purtroppo dopo anni di processi.
Naturalmente, essendo io rimasto uguale a me stesso e non avendo avuto il dono della doppia personalità, con grande disappunto di qualche mio detrattore televisivo, durante il servizio svolto quale Comandante della Polizia Municipale mi sono sempre comportato secondo il mio modo di essere, ligio al dovere ed osservante della legalità, da persona libera da condizioamenti di natura amicale, politica o di colleganza ed opportunimo carrieristico. Ciò mi ha portato a essere inviso ai potenti di turno o ad altri settori burocratici.
Penso alla denuncia per abusivismo edilizio fatta nel 2005 nei confronti dei sindaci pro-tempore per le famose stalle di Valguarnera edificate in parte su pubbliche vie e terreni comunali o al notevole impulso dato all'attività repressiva della polizia municpale in materia di Polizia annonaria (controlli sui prezzi delle merci e del pane) di Polizia Giudiziaria (soprattutto con sequestri e denunce per abusivismo edilizio) di Polizia amministrativa (con sequestri di merce per abusivismo commerciale o chiusura di negozi senza licenza) di Polizia ambientale (controlli discariche o inquinamento) di viabilità e polizia stradale, con entrate rilevanti di risorse finanziarie nelle casse comunali.
Potrei, ma non voglio accennare ai rapporti con altri Settori burocratici caratterizzati dalla pressante collaborzione dell Polizia Municipale al fine di fare rispettare ed osservare le leggi e/o i Regolamenti comunali o concordare procedure amministrative nell'interesse dell'Ente al fine di tutelarlo e di non esporlo al pagamento di danni o, mio malgrado, dall'evidenziazione all'Amministrazione di danni erariali anche recentemente causati da comportamenti omissivi, coperti e mai sanzionati. Mi piace, però, ricordare il finanziamento di 300 mila euro richiesto -su mia segnalazione- alla Regione per la ristrutturazione dei locali abusivi di proprietà di Geraci Maria vedova Vitale, siti in via Filippo Turati, acquisiti dal Comune da adibire a sede del Corpo della Polizia Municipale.
Ma forse al Comune serviva un capro espiatorio per ritrovare una nuova purezza e liberare la comunità del proprio male, trasferendolo su di una vittima che poi viene espulsa, come ai tempi dell'antica Grecia nel caso di "pharmakòi".
Ma tutto questo é ormai acqua passata. Adesso che finalmente ingiustizia é stata fatta con l'adozione dell'ultimo atto di Giunta del 5 dicembre 2008 che mi ha risolto il contratto di lavoro dal giorno successivo prescindendo alla notifica del licenziamento (che ancora non é avvenuta), non mi resta che godermi la pensione - chiestami d'ufficio con decorrenza da ieri - e di valutare l'opportunità di ricorrere al decreto ministeriale per inconstituzionalità della norma applicata, facendo annullare - in caso di accoglimento - anche questo intempestivo licenziamento. Salva la facoltà di esporre all'A.G. l'ingiusto danno subito.
Vorrei anche chiarire "la vicenda giudiziaria in cui era coinvolto Grillo" e a cui ha fatto cenno il Sindaco nella sua dichiarazione al Giornale di Sicilia di oggi e "di cui il Comune era completamente all'oscuro".
Va detto con chiarezza che NON ESISTE ALCUNA VICENDA GIUDIZIARIA semmai un procedimento amministrativo e che la verità é che il passaggio a domanda per mobilità (3o maggio 2002) ERA STATA SOLLECITATA AL COMUNE ANCHE DAL MINISTERO che si era già visto sospeso e poi annullato il provvedimento disciplinare dal TAR e soltanto DOPO CIRCA UN ANNO, nel 2003, ha presentato ricorso al CGA.
Lascio a libero giudizio di ciascuno la valutazione del mio servizio reso nell'interesse dell'Istituzione Comune che ho sempre servito fedelmente e lealmente, con tutto il mio impegno quotidiano e l'attaccamento al dovere, mettendo a completa disposizione tutta la mia esperienza amministrativa e la mia preparazione professionale.
Resta l'amarezza del sentire che la mia vicenda lavorativa personale, umanamente alquanto sfortunata in quanto vittima di palesi ingiustizie, possa essere oggetto di commenti malevoli da parte di personaggi televisivi che il Capo della Polizia mi avrebbe ASSOLUTAMENTE VIETATO di frequentare.
Milano, 7 dicembre 2008

GIACOMO GRILLO

venerdì 5 dicembre 2008

CRACOLICI, IL KILLER DELLA SINISTRA

Io non ho alcun dubbio: l'onorevole Cracolici, capogruppo all'ARS del PD, é in trattativa con il Presidente della Regione Lombardo, che se ne serve per regolare gli attuali affari interni alla sua maggioranza, con la speranza di entare finalmente in un nuovo Governo ed uscire dalla lunga fase di "digiuno politico" che lo ha visto ormai da troppo, lungo tempo lontano dal Governo regionale contenitore inesauribile di potere. Cracolici, e chi lo conosce bene lo sà, é politicamente un "cinico" nel senso che la sua azione é sempre lontana mille miglia dal rispetto che si deve a quanti hanno affidato il loro voto per costruire "l'opposizione" mentre, al contrario, si accorda e vota le leggi, quasi tutte, proposte dal centro destra e l'opposizione piuttosto che rafforzarla, la demolisce accordandosi prima con Cuffaro per lo sbarramento al 5% alla Regione che ha impedito ai Partiti della sinistra (compreso Italia dei Valori) d'essere rappresentati. Ed oggi si accorda con Lombardo per impedire alla Sinistra di potere avere le sue rappresentanze anche dentro le Province e nei Comuni e portare in quelle istituzioni la voce, cultura, le idee ed i progetti della Sinistra siciliana. Da oggi, lo sbarramento al 5% é stato posto anche per quegli Enti locali. Un'azione cannibalesca, un classico di chi si é buttato dietro le spalle "una storia" con lo scopo di rastrellare tutto quanto viene messo a disposizione della cosidetta "opposizione". E si tratta di seggi, accordi sottobanco, scelte politicamente discutibili. E in questo percorso é entrato in perfetta sintonia con un pezzo di quegli eredi dell DC siciliana non avvezzi ad esercitare il ruolo di oppositori come lo fu in Sicilia il Partito Comunista Italiano di Pio La Torre.
E' tutta un'altra storia, come direbbe Maniaci, come é un'altra storia quella di Rita Borsellino generosa combattente che nel 2006 condusse una forte campagna elettorale contro Cuffaro resituendo dignità non solo alla Margherita ma anche ai DS di cui Cracolici era, allora come ora, la guida dentro l'ARS. Rita Borsellino fu costretta nel 2008 a sostenere la perdente candidatura di un personaggio politico come la Finocchiaro ed eliminata dal Parlamento siciliano per un accordo inqualificabile del PD di Cracolici con il centro destra. Si preferì al suo posto una figura politicamente scialba come quella del figlio dell'ex Presidente della Regione Mattarella pur di non permettere ad una voce autorevole, significativa, pulita di rappresentare "i siciliani onesti" dentro il Parlamento.
Cracolici con questo ultimo atto, e cioé l'approvazione della legge dello sbarramento al 5% anche per Province e Comuni, si é manifestato per quel che é: un killer della sinistra siciliana, della sua storia, dei suoi valori, del suo ruolo, dei sacrifici e della vita di milioni di siciliani che nei Comunisti hanno avuto sempre un punto certo di difesa dei loro diritti quasi sempre negati. Ed anche un cinico come lo fù nella vicenda della sfiducia a Gigia Cannizzo che racconterò in un successivo post. PER NON DIMENTICARE.


Toti Costanzo

giovedì 4 dicembre 2008

IERI ABBIAMO INCONTRATO SILVIA BARALDINI

Cosa si prova nell'avere davanti una persona che seppur conosciuta soltanto attraverso la stampa fu un simbolo, insieme a Che Guevara e Ho Chi Minh, della tua giovinezza, delle tue prime sconclusionate battaglie politiche ma piene di passione, di entusiamo, di rabbia? Cosa si prova ad avere davanti una piccola grande donna con quegli occhi di un colore straordinario che in America, lei studentessa italiana, scelse di stare dalla parte dei neri oppressi, dei movimenti di liberazione afro-americani, movimenti non violenti di Malcon X e Marthin Luther King assassinati dal razzismo bianco di una America che, forse, oggi non c'é più?
L'America non solo del giovane Presidente nero ma di Tommy Smith e John Carlos che alle olimpiadi del '68 a Città del Messico vinsero il primo e terzo posto in una specialità dell'atletica, i 200 piani (quella a noi cara e per la vittoria di Berruti a Roma nel '60) e sul podio alzarono al cielo il pugno chiuso guantato simbolo del "potere nero" ma anche della coesione di tutti gli oppressi del mondo e che costò loro la fine della loro splendida carriera (Smith aveva stabilito in quella gara anche il nuovo record del mondo), e l'emarginazione dalle competizioni.
Ieri mi sono trovato davanti Silvia Baraldini provando una immaginabile, immensa emozione. Parlare con lei, seppur brevemente, di cò che era stata per uomini e donne della mia generazione, delle manifestazioni contro l'odiosa e tragica guerra del Vietanam che sconvolse le coscienze di milioni di uomini nel mondo, la lotta per gli oppressi, le tante manifestazioni per la sua liberazione, che non avendo mai partecipato ad un omcidio ma esaltato la non violenza, si trovò ad essere condannata a 43 anni di carcere solo perché la "sua America" non perdonava ad alcun bianco di pensare che anche i neri sono esseri umani col diritto di vivere nella libertà, con dignità così come tutti gli uomini liberi del mondo.
Silvia Baraldini é stata, ieri, a Tele Jato insieme alla carovana antimafie. Una piccola, grande donna che continua a predicare e a lottare contro la fine dell'oppressione comunque, nel mondo, si chiami.
A riceverla, insieme a Pino Maniaci e Salvo Vitale soltanto noi, alcuni giovani, il Presidente del Consiglio comunale, Gioacchino Albiolo, ed il Consigliere Antonio Cammarata.
Io avrei tante cose da rimproverare a Pino Maniaci ma, oggi, gli dò merito e rendo onore per averci consentito di conoscere un nostro simbolo, mai piegato, della lotta contro ogni oppressione ed ingiustizia nel mondo.


Toti Costanzo

lunedì 1 dicembre 2008

TU HAI INCARICATO 4 PROGETTISTI? E IO NE' INCARICO 5!

Devo dire che questi "nostri ragazzi" non finiranno mai di sorprendermi. L'ultima sopresa é stata quella di ieri quando ho letto un ampio pezzo di Michele Giuliano sul Giornale di Sicilia e che riguardava il "costone" pericoloso della Collina Cesarò. Insieme alla notizia ho registrato la conquista, da parte dell'attuale Amministrazione, di un record assoluto appartenuto ad alcuni precedenti Sindaci quando, nel dare un incarico progettuale, erano riusciti ad assemblare ben 4 professionisti. E, appunto, per battere il record, bisognava, quanto meno, incaricarne 5.
Non ci riuscì Giordano, meno che mai Motisi ma i "nostri" non li ferma nessuno e, dunque, ne nominano, appunto, cinque di professionisti che si accontenteranno di qualche migliaio di euro per la messa in sicurezza del costone pericolante della Collina Cesarò e che mi costò, all'inizio degli anni '70 da Consigliere comunale che insieme al gruppo consiliare del PCI ci opponemmo con determinazione vincendo quella battaglia, la rottura dei rapporti personali e familiari con un Assessore dell'epoca il quale riteneva edificabili i terreni sottostanti proprio quelli sotto il costone che in parte gli appartenevano.
Storie d'altri tempi, storie di un primitivo ed istintivo ambientalismo in un'epoca che vedeva crollare pezzo dopo pezzo, come i pupazzi ai quali si spara al Luna Park, gli edifici più belli e più antichi della città insieme al conclusivo massacro dell'area attorno alla "cupola" che proteggeva le storiche sorgenti del "lago". Ora, c'é il rischio che si possa ricomciare con l'eliminazione dei vincoli urbanistici attualmente esistenti per quel che riguarda le zone "B". Sarebbe interessante conoscere il pensiero dell'ex Sindaco Gigia Cannizzo che Lo Biundo applaudì nel comizio finale e che per quei vincoli si battè con forza riuscendo a salvare non solo i "pezzi pregiati" rimasti in vita ma tante di quelle abitazioni di "burgisi" che hanno fatto la storia urbanistica di questa città .
Dunque la Giunta per il costone, ora, dispone di un parco-progettisti che, per assicurasi un incarico collettivo, hanno presentato una proposta di ribasso del 61,2 per cento (si, avete letto bene: il 61,2 %!) ricevendo alla fine del lavoro 40 mila euro da dividere in 5. Una somma che dal mio punto di vista rappresenta una vera umiliazione per professionisti (a prescindere dalla loro qualità) che hanno duramente studiato e le cui famiglie hanno investito per la loro professione milioni e milioni di vecchie lire. Ma si potrebbe dire: contenti loro ......
Tuttavia intendo fare qualche considerazione aggiuntiva. D'accordo sui tre professionisti locali. Sono giovani che vanno aiutati nel loro impegno ma, nell'occasione, mi chiedo quali siano le ragioni che, ad oggi, impediscono a questa amministrazione di dotarsi di elenchi con TUTTI i professionisti locali da utilizzare con una circuitazione che li possa vedere coinvolti in un processo di sviluppo del nostro territorio. Se non é stato fatto una ragione ci sarà e questa vorrei che fosse rilevata da altri per evitare di apparire il solito "politico" d'altri tempi un pò egualitario, alquanto demodé e che non comprende l'esistenza della logica di "quelli del giro".
Ma, nel prosieguo,vedremo.
Ora, quel che mi ha fortemente colpito é come nella cinquina ci siano i nomi di due ingegneri domiciliati, addirittura, in altre Regioni: gli ingegneri Amalia Pisacane e Luigi Pannicello.
Di Pannicello poco si sà ma di Amalia, in verità, quanto basta per vedermi rizzare i capelli sulla testa.
A prescindere che non si comprendono le ragioni che possano avere convinto questi professionisti "esterni" ad accontentarsi di un quinto di 40 mila euro (non ci pagheranno nemmeno l'areo, ammesso che saranno presenti) invitiamo i lettori a connettersi con i siti http://www.patrimoniosos.it/, "Positano my life" ed "é Costiera" (la costiera amalfitana). Troveranno come l'ingegnere Amalia Pisacane sia attualmente al centro di una bufera che ha visto rivoltare migliaia di cittadini contro un suo progetto relativo ad interventi da realizzarsi al Vallone Porto di Positano cioé di un'area protetta e di instimabile valore ambientale. Addirittura, vi sono dichiarazioni che parlano "di disastro" ambientale nel caso in cui quel progetto dovesse non trovare ostacoli per la sua realizzazione. Ma di ostacoli ne ha trovati tanti e l'ngegnere sarà costretta a rivedere tutto.
Non vorrei scerzarci più di tanto ma si potrebbe dire a Lo Biundo e compagni:"Ma i professionisti, li cercate propriu cu' 'a cannilicchia?"


Toti Costanzo

sabato 29 novembre 2008

LO BIUNDO E LA SUA GIUNTA AVRANNO, SICURAMENTE, DELUSO PINO MANIACI

Avevo sentito bene: che giovedì al palazzo dei Carmelitani in occasione del collegamento con il Movimenti per la difesa dell'acqua pubblica, come aveva comunicato Pino Maniaci, insieme a Orlando, Giannopolo e ad altri rappresentanti della politica provinciale schierati a difesa dell'acqua pubblica, "sarebbe stato presente il Sindaco di Partinico e la Giunta".
Siamo stati tentati, come Partito, di inviare un Comunicato stampa per rilevare, esaltare, l'importanza di quella presenza cioé di un Sindaco ed una Giunta di centro destra che decidevano di scegliere di schierarsi a viso aperto nel campo di quanti portano avanti la difesa di un bene di tutti e dunque contro gli speculatori, l'ntreccio tra affari e politica, l'ingerenza della mafia .
Ma abbiamo riflettuto e ci siamo fermati in quanto, a ben pensare registravamo, contestualmente, come NESSUN ATTO di questa amministrazione comunale era andato nella direzione di contrastare "l'affare acqua" affidata da alcune Giunte comunali di centro destra , da quella della Provincia regionale e del Comune di Palermo (Musotto, Cammarata, Avanti) ad un meccanismo che per loro rappresenta, come sarà anche l'ATO rifiuti, una fonte insesauribile di potere, di clientele, di affari. Ci siamo chiesti: possono Lo Biundo e gli uomini della Amministrazione mettersi di traverso rispetto "ai piani" dei Partiti di loro appartenenza?
E ABBIAMO FATTO BENE a non comunicare perché, come temevamo, né il Sindaco né alcuno della sua Giunta erano presenti alla manifestazione promossa da Pino Maniaci e da Tele Jato e dunque avremmo fatto, come si suole dire, un "trunzu di malifiura".
D'altronde, a ben pensarci, quando Maniaci in una recente intervista chiese a Lo Biundo il perché non avesse partecipato all'assemblea dei Sindaci che andavano, insieme alla Provincia, a determinare le tariffe dell'ATO idrico aggiungendo "SE E' D'ACCORDO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA", il Sindaco, come spesso gli accade, sorvolò sulla risposta e tirò avanti esaltando la sua azione che andava, a suo dire, nella direzione di ridurre le tariffe per il Comune di Partinico. Dunque sulla privatizzazione non si volle pronunciare.
Questa Giunta di centro destra, ovviamente, NON PUO' CHE ESSERE D'ACCORDO COL PRESIDENTE DEL PARTITO DEL SINDACO, Avanti, il quale guida la Provincia di Palermo e che ha le mani sull'affare e, in più non va dimenticato, come il Sindaco deve pagare il debito all'APS, cioé la società che gestirà, con una logica privatistica, tutta l'acqua dei Comuni della Provincia di Palermo, compreso il nostro. L'APS , noi l'abbiamo denunciato, ha già investito a Partinico quando ha realizzato gli impianti di adduzione che dal pozzo della Collina Cesarò ha portato l'acqua nei serbatoi comunali. E le società private non fanno, di sicuro, i ruffiani ad alcuno né sono società di mutuo soccorso.
Né possiamo dimenticare il ruolo che rivestì, in quella vicenda, l'Assessore Antinoro dell'UDC.
Ma vorrei con l'occasione, fare un'ultima considerazione anche se amara e di rammarico: la costruzione dell'invaso Poma, frutto delle battaglie della SINISTRA guidata da Danilo aveva, tra gli altri suoi obiettivi, quella di togliere dalle mani della mafia locale il controllo delle acqua per irrigazione, aumentare le risorse per fini civili , mantenere il controllo pubblico su quel bene.
Oggi non é più così per un processo che ha avuto inizio nel momento in cui si consentì, non certo la realizzazione dell'impianto di potabilizzazione di Cicala quanto di affidarlo all'AMAP di Palermo, mentre noi Comunisti sostenevamo di costruire ,sull'esperienza dei Comuni delle Regioni del centro nord (Toscana, Marche, Emilia Romagna), un CONSORZIO TRA I COMUNI PER LA GESTIONE E DISTRIBUZIONE PUBBLICA DELL'ACQUA per fini civili così come si era fatto, con la Cooperativa irrigua ,per quelli agricoli.
Dunque, non fu possibile e non lo fù per le stesse identiche ragioni di oggi e cioé perché i Comuni del nostro territorio erano, allora, tutti rigorosamente nelle mani della vecchia Democrazia Cristiana. Un "Partito" che ha trasferito la sua cultura politica e la logica che intreccia affari e politica, in nuovi soggetti facendola rivivere ed operare soprattutto nell'UDC palermitano e in Forza Italia.
Per concludere: Lo Biundo, ovviamente, sarà costretto a seguire le indicazioni del suo Partito e quanti abbiamo mantenuto ed ancora mantengono illusioni sulla "novità" di questo nuovo esecutivo, resteranno fortemente delusi.
Salvo Lo Biundo e chi lo sostiene, purtroppo, sono dentro la logica di sempre e cioé condizionati dall'appartenenza e subordinati ad interessi che mal si conciliano con quelli collettivi. E sono gli interessi che si muovono sempre dentro gli stessi reticoli, che costruiscono sempre le stesse trame e che hanno sempre gli stessi obiettivi.
Con buona pace nostra ed anche di Pino Maniaci che, conoscendolo, sarà rimasto particolarmente deluso da quell'assenza.


Toti Costanzo

giovedì 27 novembre 2008

LIBERTA' VO' CERCANDO CHE SI' CARA.....

Mi sono chiesto in questi ultimi giorni, avendo seguito qualche intervista televisiva del Sindaco e di alcuni suoi Assessori, che ruolo DEVE avere in una socità democratica l'informazione che si esplicita attraverso mezzi e strumenti diversi.
Un interrogativo forse banale, sicuramente già posto e quindi ripetitivo, ma utile se l'oggetto dell'attenzione dell'informazione rifiuta di trincerarsi dietro una coltre di sospettoso silenzio scegliendo, al contrario, di misurarsi con gli interlocutori.
Dicevo di una informazione in un sistema democratico perché nelle società autoritarie non esistono LIBERTA' e meno che mai quella dell'informare.
Ora é a tutti noto che l'informazione ha lo scopo di portare alla conoscenza fatti, avvenimenti e consentire a sempre più estesi pezzi della società di comprendere per costruire un sistema di difesa nei confronti del potere quando questo non svolge il ruolo a cui é stato chiamato. E quando l'informazione é veramente libera e dunque non di parte é, soprattutto, uno strumento di straordinaria importanza perché limita l'arbitrio delle classi dominanti.
Banalmente detto, l'informazione non vincolata, non condizionata potrebbe limitare lo strapotere, l'abuso, il predominio di quanti esercitano un "potere". In una parola potrebbe svolgere un ruolo di "calmiere" nei confronti di chi detiene il potere rispetto a chi il potere non ha.
Pensavo a questo e, in contemporanea, ricordavo come durante l'Amministrazione Giordano si sia sviluppato un ampio fuoco di sbarramento costruito e dall'informazione di parte, cioé quella politica, e dall'informazione libera. E fu questo che, a mio modesto avviso, impedì che la connotazione autoritaria di quel potere politico prevalesse rispetto a quella democratica e vitando che si creassero squilibri, danni al sistema. In una parola si arrivasse alla deriva democratica.
E debbo affermare che non solo l'informazione di parte, ma soprattutto quella di Tele Jato (senza nulla togliere all'importante ruolo delle altre due emittenti locali e del Giornale di Sicilia) ha permesso di equilibrare quei poteri anche a favore degli interessi più generali della città producendo effetti positivi, direi quasi educativi, anche se quel potere, sostanzialmente, restava restio ai condizionamenti, alle limitazioni.
Se si denunciava che pezzi della macchina burocratica risultavano inefficenti, servizi comunali non funzionanti, ingiustizie perpetrate, bisogni collettivi non soddisfatti, quel potere cercava, per quanto gli era possibile, di rimediare. E lo faceva, certamente, perché preoccupato dell'indice di non gradimento della popolazione nei confronti della sua azione amministrativa.
Eppure non posso non ricordare come Giordano tentò, perdendo, di mettere il bavaglio a Tele Jato. Un'azione che risultò mortale, forse, per la stessa vita politica dell'ex Sindaco.
E oggi? Se, ad esempio, Tele Jato denuncia con forza come, seppur in presenza di dichiarazioni pubbliche ("Se la distilleria non paga il suolo pubblico revocheremo l'atorizzazione allo scarico o, addirittura, tamponeremo con le maestranze il condotto che porta a sversare nel Puddastri") nulla accade e nulla accade rispetto alle stesse dichiarazioni relative ai mercatari o su altre questioni significa, allora, che é avvenuto un corto circuito tra la libera stampa ed il potere? Oppure ,da quale "potere" si sentono protetti ?
E perché il potere locale non é più sensibile alle sollecitazione e alle critiche? Perché non ascolta più gli umori della città? Perché non li fà propri, li metabolizza e dà le risposte richieste mantenendo gli impegni pubblicamente assunti?
E questo non lo rileviamo noi, che nella città potremmo rappresentare poco sul piano elettorale , ma un folto gruppo di consiglieri comunali dell'opposizione che ha recentemente convocato una conferenza stampa per denunciare, appunto, il rifiuto del dialogo, dell'incontro, del confronto, all'ascolto.
Perché accade questo? Qualcuno sostiene che si tratta di cinismo, di irresponsabilità, di classica arroganza del potere, di sconsideratezza. Io non sono d'accordo all'uso di questi parametri ritenendo di conoscere la storia personale e politica di alcuni Assessori e, per certi versi, anche quella del Sindaco ma, tuttavia, mi chiedo quale possa essere la ragione che non turba i sonni di Lo Biundo e della sua Giunta nemmeno per quel 45% di giudizi assolutamente negativi registrato, ad oggi, dal blog Libera Mente con un suo sondaggio, mentre era il 39% meno di due mesi fà? Ritiene, il Sindaco, che quel dato non sia attendibile? Che, coloro i quali scrivono sul blog o semplicemente lo leggono, non abbiano una chiara idea di quel che avviene nella città, le forze in campo, la conoscenza dei problemi, la capacità di responsabile giudizio?
E allora, mi chiedo: cosa é avvenuto nel corpo della nostra società in questi pochi mesi rispetto al recente passato? Cosa si é modificato, se si é modificato, nel delicato rapporto tra stampa di parte, stampa libera che ,appena ieri, costituivano un blocco propositivo capace di dissuasione nei confronti del potere locale inadempiente ? Quale può essere, dunque ,la ragione vera di tanta sicumera ?
A questo interrogativo ,che ha un forte significato politico, credo, non abbiamo solo noi il dovere di rispondere.

Toti Costanzo

lunedì 24 novembre 2008

TU DENUNCI GLI ABUSIVI, TUTELI L'AMBIENTE, COLPISCI IL COMMERCIO ILLEGALE? ED IO TI LICENZIO

Cosa farebbe un imprenditore di fronte ad un suo dipendente che, nell'esplicare la sua attività al servizio dell'azienda e nel più rigoroso rispetto delle leggi, incrementa i profitti e dunque costruisce produttività? Le persone di buon senso direbbero che quel dipendente non solo dovrebbe mantenere il suo posto ma la sua azione andrebbe esaltata ed additata quale esempio per altri dipendenti. Dunque un amministatore virtuoso farebbe così. E lo farebbe non solo l'impreditore di una azienda privata ma, soprattutto, quanti hanno la responsabilità della gestione dei cosidetti "beni comuni" cioé le risorse pubbliche che sono frutto di sacrifici dei cittadini che pagano tasse e balzelli vari per tenere in piedi un'azienda, quella comunale, che si dice debba essere gestita con efficacia, efficenza, economicità.
Se questo vale in linea generale, e vale sicuramente per tanti Comuni italiani che hanno al centro l'interesse generale, non possiamo dire la stessa cosa del Comune di Partinico. E non certo o comunque non solo perché ad amministrare la città il Sindaco si chiami Lo Biundo, ma perché anche così é stato, ancor prima, con Giordano e con Motisi.
E poi, in che cosa dovrebbero differenziarsi Lo Biundo e i suoi collaboratori da chi li hanno preceduti? E perché, poi? Ed infatti si muovono, agiscono, operano, pensano, alla stessa, identica maniera. Come se fossero stati costruiti in serie, tutti uguali, tutti identici e ciò indipendentemente dall'età. Perché l'età non rappresenta LA DIFFERENZA. Le differenze le fanno la storia personale, i percorsi familiari e scolastici, le amicizie, la cultura, I VALORI. Ma se per "valori" si scelgono l'egoismo, l'opportunismo, il carrierismo, il cinismo cioé un insieme negativo di prerogative, allora il prodotto finale é, appunto, un soggetto che non ha interesse alcuno ad anteporre le ragioni, gli interessi, le motivazioni degli altri rispetto alle proprie e a quelli di gruppo o clan.
Andiamo al dunque. Io pensavo di non dovere più scrivere del dott. Giacomo Grillo, l'attuale Comandante della Polizia Municipale, nel senso che ritenevo chiuso un capitolo, quello della sua costante, continua, ingiustificata, mascalzonesca azione persecutoria da parte dei Sindaci di turno. Davo per acquisito che un funzionario ligio al suo dovere, rigoroso, rispettoso delle leggi, produttivo, non avesse alcuna necessità di diventare "un caso".
Al contarario, pensavo, potesse diventare un esempio, un punto di riferimento un solido sostegno per amministratori giovani nel senso non dell'età ma dell'inesperienza amministrativa. Chiunque, in qualunque altra parte seria del nostro mondo, avrebbero fatto così. In qualunque altra parte del mondo ma non certo nella nostra città. Per cui, c'é un funzionario ligio e cultore della legalità? Non possiamo "tenerlo", non si può né si deve tenere perché ostacola i "piani", e i piani rappresentano la mia palese, costante, appariscente violazione delle leggi e la palese, costante violazione delle leggi che io consento agli altri perché siano subordinati, preda, condizionati, disponibili, riguardosi, rispettosi e pronti a sostenermi perché "accù mi runa 'u pani ci rugna 'a vita!". Un pò come succede con coloro che il lavoro non l'hanno e lo cercano. E trovi sempre qualcuno che il lavoro te lo promette ma di te vuole tutto. Gli esempi, anche recenti, si potrebbero sprecare.
Dunque il Comandante non lo possiamo tenere perché nel 2008, durante la sua permanenza in quell'ufficio, HA AVUTO L'ARDIRE di operare 55 denunce per abusi edilizi mentre nel precedente anno quando lui non c'era, le denunce furono soltanto 11. E poi, come é possibile che MAI il Corpo aveva operato con determinazione nel controllare il settore del commercio locale per cui era possibile aprire negozi senza avere uno straccio di licenza, ovviare alla pesa del pane, non esporre i prezzi sulla merce, innalzare tutte le insegne pubblicitarie, mentre ora quest'azione é diventa pressante? Perché prima c'era il cosidetto "futti futti" ed ora non é più possibile?
E perché questo continuo prelevare, a tutte le ore del giorno, i campioni (18 campioni da agosto ad oggi) specificatamente per la molitura delle olive che danneggiano il depuratore che costa alla collettivaità 8 mila euro al mese? E perché il Comandante del risultato di queste campionature nulla sà e dunque non ha ha avuto la possibilità alcuna d'intervenire per sopprimere illeciti che sono noti, che sono palesi, che apportano danni alla collettività?
Ma questo Comandante, cosa vuole? Tutelare lo Stato, diffondere il principio del rispetto delle leggi, perfino multare il Sindaco che, forse, pensa d'avere il diritto di potere violare a piacimento le leggi sol perché ha avuto il consenso di tanti cittadini? Ma si rende conto che così operando salirà la protesta, il dissenso nei confronti di questa amministrazione aumenterà e l'indice di gradimento continuerà inerosabilmente ad abbassarsi ad appena sei mesi dall'insediamento? E quel che sarebbe più grave é che, FINALMENTE, a Partinico LA LEGALITA' parolaia non sarà più la foglia di fico con la quale coprire ogni possibile, nefasta, violenta vergogna ma un valore capace di guidare VERAMENTE i processi di trasformazione civile e democratica della nostra comunità.
Questo Comandante, non pare anche a voi, così come per certi versi i Comunisti (lui che comunista non é) ,che agisce, pensa, alla loro identica maniera ?
Una cosa assolutamente intollerabile per cui, siccome i Comunisti anche se pochi non li possiamo eliminare, eliminiamo lui e non se ne parla più. Mi chiedo: é possibile che insieme a noi possano provare sdegno le tante persone civili e per bene che pur esistono nella nostra città?


Toti Costanzo

domenica 23 novembre 2008

Liberarsi dal pensiero unico. (Ciao Sandro!)

Il 22 novembre 1998 Alessandro Curzi firmava il suo primo editoriale da direttore di Liberazione. Una coincidenza straordinaria con la sua scomparsa di ieri. Ve lo riproponiamo vista la sua attualità
Alessandro Curzi
Cari lettori, qui comincia l'avventura come si usa dire. Da oggi, assumo la direzione politica di "Liberazione" mi piacciono le sfide, specie se difficili e controcorrente. E mi piace l'idea di concludere qui la mia esperienza professionale. Vi confesso un filo d'emozione, pure dopo tanti anni passati nei giornali, alla Tv, con editori pubblici o privati, tra battaglie di tutti i tipi. Battaglie tutte vissute da giornalista e da comunista, quale sono oggi e quale sono sempre stato da quel lontano (eppure vicinissimo) 1944 quando mi iscrissi al partito comunista e mi gettai nella Resistenza romana con l'ardore di un ginnasiale. Da allora, è cambiato quasi tutto: non per me, la voglia di cambiare il mondo e di fare giornali.Molti continuano a chiedermi perché non faccio più il Tg3, ora che addirittura la sinistra è al governo, anzi ha la presidenza del Consiglio in prima persona. Se non lo faccio non è per mia scelta. La verità (scusate se parlo un po' di me ma oggi, appunto, è una giornata un po' speciale) è che mi è capitato più d'una volta di vivere una nuova esperienza giornalistica, fatta di vita e di fatti della realtà più che del chiacchiericcio del palazzo. E più d'una volta, quando magari eravamo, e mi sentivo, nel momento migliore, qualcuno mi ha detto: scendi dall'autobus, la corsa è finita. Ogni volta sono sceso e ho ricominciato.Forse queste esperienze mi hanno temprato e mi consentono oggi di affrontare il tentativo più arduo: salvare questo giornale, rilanciarlo, farlo diventare uno strumento di liberazione dal pensiero unico. Il mondo dell'informazione è dominato da un conformismo, da una piattezza, da un'autocensura quali non s'erano mai viste. Basta guardare a come stanno oscurando il partito della Rifondazione comunista, da quando ha rotto con la maggioranza di governo ed è passato all'opposizione. Il nostro giornale sarà, io spero, un piccolo ariete per sfondare questo muro del silenzio che il potere tenta di erigere intorno a noi.C'è in questa nuova impresa un pizzico di follia, lo so. Me lo hanno detto in tanti e, dunque, deve esserci qualcosa di vero. Ma non sono solo, anzi. Mi avvarrò di molti aiuti: del vostro, prima di tutti. Del partito, del quale questo giornale è espressione attiva. Della redazione. Del condirettore, Rina Gagliardi, cresciuta nell'esperienza di un giornale "corsaro" come "il manifesto", e che lavorerà al mio fianco in piena sintonia di intenti: dal punto di vista della gerarchia di partito, è una mia superiore, visto che lei fa parte della direzione del partito e io sono solo una "recluta" del medesimo.Cari lettori, amici e compagni, oggi per noi vuole essere anche un giorno di festa. Non so se ce la faremo a realizzare ciò che vorremmo, ma so che ce la metteremo tutta. Sì, proprio tutta. Dateci una mano: leggeteci, anche per criticarci, ma leggeteci. Un giornale, prima di tutto, è dei suoi lettori. Questo, almeno è ciò che io credo.
.: Ciao Sandro (Speciale di Liberazione) :.
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sabato 22 novembre 2008

E' morto Sandro Curzi, voce storica della sinistra e del giornalismo italiano

E' morto questa mattina a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Aveva 78 anni, essendo nato a Roma il 4 marzo 1930. Militante del Partito comunista, poi di Rifondazione Comunista con Fausto Bertinotti, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni '80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista "Liberazione". Attualmente era consigliere d'amministrazione della Rai.
Alla famiglia il cordoglio delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista circolo "Peppino Impastato" di Partinico.
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Alessandro Curzi , detto Sandro (Roma, 4 marzo 1930 – Roma, 22 novembre 2008) è stato un giornalista e politico italiano.
Frequentando il ginnasio "Tasso" a Roma, a tredici anni entra in contatto con gruppi della Resistenza antifascista capeggiati da Alfredo Reichlin; insieme a lui Citto Maselli, i fratelli Aggeo e Arminio Ravioli. Il suo primo articolo è sull'"Unità clandestina" per raccontare l’assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini.
Le manifestazioni studentesche antifasciste sono attive in tutta Roma e Curzi collabora attivamente con il gruppo partigiano romano che opera nella zona Ponte Milvio-Flaminio.
Nel marzo del 1944 gli viene concessa, nonostante la minore età, la tessera del Pci.
Nel 1947-48 lavora al settimanale social-comunista Pattuglia, diretto dal socialista Dario Valori e dal comunista Gillo Pontecorvo. Nel 1949 diventa redattore del quotidiano della sera romano "La Repubblica d’Italia", diretto da Michele Rago. Nello stesso anno è tra i fondatori della Federazione Giovanile Comunista Italiana, di cui viene eletto segretario generale Enrico Berlinguer.
Divenuto capo-redattore del mensile della Fgci "Gioventù Nuova", diretto dallo stesso Enrico Berlinguer, cura anche l’antologia per giovani “L’avvenire non viene da solo” illustrata dalla pittrice Anna Salvatore, di cui si vendono 150 mila copie.
Nel 1951 è inviato nel Polesine per raccontare le conseguenze di quella tragica alluvione e vi rimane per un lungo periodo come segretario della Fgci.
Nel 1954 si sposa con la giornalista e “compagna” Bruna Bellonzi (avranno poi una figlia, Candida, destinata anch’essa a fare il mestiere di giornalista).
Tornato a Roma, nel 1956 partecipa, insieme a Saverio Tutino, Carlo Ripa di Meana, Guido Vicario, Luciana Castellina ed altri, alla fondazione del settimanale Nuova Generazione, di cui diventa direttore nel 1957.
Nel 1959 passa a l'Unità, organo del Pci, come capo-cronista a Roma. Nell’anno successivo, è inviato in Algeria per seguire la liberazione dal colonialismo francese e intervista il capo del fronte di liberazione nazionale Ben Bella.
Divenuto caporedattore centrale e direttore responsabile de L'Unità, nel 1964, per un breve periodo, ricopre la carica di responsabile Stampa e Propaganda della direzione del Pci, sotto il coordinamento politico di Gian Carlo Pajetta.
Dopo la morte di Palmiro Togliatti, accompagna il nuovo segretario del Pci Luigi Longo alla sua prima “Tribuna politica” televisiva diretta da Jader Jacobelli.
Fonde e dirige l’agenzia quotidiana Parcomit, voce ufficiale del Pci; collabora attivamente alla crescita della radio Oggi in Italia, che trasmetteva da Praga e che, seguita in quasi tutta l’Europa dagli emigrati italiani, può contare su uffici di corrispondenza particolarmente attivi in Germania (nella Volkswagen) e in Belgio fra i minatori italiani.
Dal 1967 al 1975 è vicedirettore di Paese Sera, quotidiano della sera di rilevante importanza nella seconda parte del secolo scorso, con un grande ruolo nella rappresentazione della rivolta giovanile del 1968 e della riscossa operaia del 1969.
Nella RAI
Nel 1975, con un bando di concorso indetto dalla Rai per l’assunzione di giornalisti di “chiara fama” disposti a lavorare come redattori ordinari, entra nella redazione del Gr1 diretto da Sergio Zavoli. Nel 1976, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, dà vita alla Terza Rete televisiva della Rai. Nel 1978 è condirettore del Tg3, diretto da Agnes, e collabora alla realizzazione della popolare trasmissione Samarcanda.
Dal 1987 al 1993 dirige il Tg3.
Nel 1991 pubblica, con Corradino Mineo, il saggio “Giù le mani dalla Tv” (Sperling & Kupfer). Nel 1993, in contrasto con il nuovo consiglio di amministrazione della Rai (direttore generale Gianni Locatelli e presidenteClaudio Dematté), si dimette.
Nel due anni successivi, dirige il telegiornale dell'emittente televisiva Telemontecarlo. Nel 1994 pubblica “Il compagno scomodo” (Mondadori). Dopo un’esperienza di editorialista quotidiano all’interno del "Maurizio Costanzo Show", nel 1996 conduce le quattordici puntate del programma “I grandi processi” su Rai Uno.
Nel Festival di Sanremo 1995 ha cantato nel gruppo La Riserva Indiana col nome Sioux di "Grande Capo Vento nei Capelli" la canzone Troppo Sole
Nel 1997, in polemica con la candidatura dell’ex-Pm di Milano Antonio Di Pietro imposta ai propri iscritti dall’allora gruppo dirigente centrale del Pds, si presenta candidato al Senato in una lista di sinistra denominata “Unità Socialista”, ottenendo il 14% dei voti.
Dal 1998 al 2005 dirige Liberazione, organo del Partito della Rifondazione Comunista guidato da Fausto Bertinotti; eletto consigliere di amministrazione della Rai dalla Commissione parlamentare di vigilanza, con i voti di Rifondazione, dei Verdi e della sinistra del Pds, diventa poi per tre mesi presidente della Rai, in qualità di consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli.

Ultima intervista rilasciata da Sandro Curzi

giovedì 20 novembre 2008

ED IO SONO IL "RE SOLE" ED ANCHE "L'OMBELICO DEL MONDO"

Ci sono avvenimenti che in uno specifico momento della vita di una comunità, assumono importanza senza per questo caricarli, necessariamente, di chissà quali particolari significati. Mi riferisco all'incontro che una nostra delegazione ha avuto, lo scorso lunedì, con i rappresenti della terza Commissione consiliare del nostro Comune. Avvenimenti, dicevo, che dovrebbero rappresentare "la norma" in un democratico processo dialettico tra le forze della politica locale, ma che diventano "eccezione" a seconda dei tempi e soprattutto dei soggetti che l'azione politica esercitano.
Nel passato, e cioé durante la cosiddetta Prima Repubblica, lo scontro tra maggioranza che governava ed opposizione (nella fattispecie partinicese, sempre quella comunista) seppur forte, a volte anche durissima, non faceva mai venir meno in quanti detenevano il "potere locale", il rispetto riguardoso nei confronti delle forze della minoranza o opposizione, che venivano tenute in adeguata considerazione in ragione del ruolo, della funzione che queste forze esercitavano quali rappresentanti di un pezzo di società partinicese. In questo senso l'opposizione trovava udienza, veniva consultata e a volte la si cercava per stabilire percorsi comuni anche su questioni di stretta competenza dell'Amministrazione. Un esempio per tutti: la difesa UNITARIA e ad oltranza dell'acqua dell'invaso Poma. In una parola le forze politiche, sia quelle rappresentate che quelle non rappresentate all'interno del Consiglio, costituivano una risorsa COMPLESSIVA per la soluzione dei problemi della città. Una risorsa sicuramente DEMOCRATICA.
Oggi non é più così, o almeno non é più così per Sindaci od Assessori. E non lo é non da ora ma da quando si é perso il senso dell'osservanza delle "regole" anche quelle non scritte, del riconoscimento del ruolo, del rispetto per quanti operano ed agiscono, anche in difformità, ai percorsi politico-amministrativi tracciati dagli amministratori di turno.
Oggi coloro che detengono il cosidetto "potere" reputano che si possa fare a meno della subordinazione alle regole, caricandosi di presuntuoso egocentismo, reputandosi novelli "re sole" se non, addirittura, d'essere "l'ombelico del mondo".
Assemblavo quest'insieme di considerazioni, appunto lunedì scorso quando con un atto di notevole spessore e sensibilità democratica, il Presidente della terza Commissione consiliare del nostro Comune, Nino Gioiosa (prima di lui l'aveva voluto anche il Presidente del Consiglio comunale) ha fatto incontrare ed interloquire una delegazione del mio Partito con i componenti della terza commissione consiliare.
Questo organismo, composto da consiglieri comunali di maggioranza e d'opposizione, aveva lavorato e lavorava per la redazione del Piano triennale delle Opere Pubbliche del Comune elaborando proposte e raccogliendo anche le nostre (ma non solo) frutto dell' esperienza di un Partito che ha storia politica, che ha avuto rappresentanza in Consiglio e presenza anche in precedenti Giunte. Un modesto patrimonio da mettere a disposizione della nostra città.
E, in quell'incontro, abbiamo anche ascoltato le rimostranze di consiglieri d'opposizione che sottolineavano la "sufficenza" con la quale l' attuale Amministrazione governa la città, il rifiuto del confronto, una forma di "arroganza del potere", che sembra caratterizzare ogni giorno di più chi, oggi, governa. Una insensibilità all'ascolto, un rifiuto del confronto, in una parola una incapacità o non volontà al DIALOGO.
E non potevamo che convenire non per semplice cortesia o per il rispetto dovuto alla loro sensibiltà di commissari che hanno inteso ascoltare il nostro Partito, ma perché evidenziavano un reale, serio, importante e grave problema su cui anche noi abbiamo riflettuto: la concezione di autosufficenza che coltivano pezzi delle nuove e nuovissime generazioni di "politici" e di "amministratori" locali i quali, danno l'impressione di non credere nel CONFRONTO quale elemento che arricchisce anche individualmente e, dunque, non credono nella DEMOCRAZIA.
Un fatto grave se non si ritrovano le ragioni dello stare assieme, del rispettare gli avversari, di riconoscere a questi la capacità d'incidere nei processi politici, economici, culturali e sociali. In una parola nel non credere nell'efficacia dell'incontro-scontro, cioé nella dialettica tra le forze, il gusto del confrontarsi, del misurarsi per arricchire se stessi e far crescere sensibilità e cultura nelle pieghe più profonde della nostra società locale.
Sarebbe molto grave se non registrassimo, in tempi brevi, una profonda conversione o più semplicimente una concreta inversione di tendenza.


Toti Costanzo