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lunedì 18 settembre 2017

E IL BAMBINO GRIDO’: “MA IL RE E’ NUDO”.PROTAGONISTI: MANIACI,SOLLENA,LO BIUNDO E I VIGILI URBANI

Non saranno molti coloro che sconoscono la favola di Andersen dal titolo”I nuovi vestiti dell’imperatore”.In sostanza la nota espressione “Il re è nudo”,viene usata quando si vuole denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo. E’ quello che accade a Partinico ormai da anni con Pino Maniaci,le sue intemperanze,disinvoltura rispetto alle leggi ,un certo comprensibile delirio,l’acquiescenza e la subordinazione di tanti che come autodifesa hanno rispolverato quel vecchio detto siciliano : “Caliti juncu ca’ passa la china”.E Pino come ha scritto il giornale on-line “Partinico live” ha “Il vizietto,ad esempio,di violare il codice della strada (sciocchezzuole n.d.r.) perché in passato un’auto che utilizzava è stata sorpresa senza contrassegno assicurativo sul parabrezza e praticamente abbandonata da settimane in piazza Umberto I,nel parcheggio antistante la sede centrale del Municipio.Senza contare le innumerevoli volte che la sua auto è stata vista posteggiata su un fianco sempre di piazza Umberto I,sul lato però in cui vige il divieto di sosta perchè riservato alle auto di utilizzo istituzionale”.E aggiungiamo con lo sgradito silenzio dei vigili urbani addetti al controllo del Palazzo che,appunto, non vedevano, non sentivano, non parlavano.Cosi’,aggiungiamo noi,come per mesi lasciava in stato di abbandono una sua vecchia autovettura semidistrutta,poi data alle fiamme da ignoti,nell’area contigua al parcheggio del supermercato ARD lato Palermo,nei pressi dell’attuale sede dell’emittente e nelle vicinanze di una canile da lui costruito con relativa recinzione su un’area privata e destinata dal PRG a viabilità dentro il quale dava ricovero ai suoi due cani successivamente trovati impiccati e al centro di un processo in corso .Una vicenda dal sapore kafkiano.Per cui quando si dice il re è nudo si pensa subito ai protagonisti della favola : il re,quelli che fingono di tessere un inesistente vestito per lui,quelli che esclamano compiaciuti e sorpresi “Oh!,e infine il bambino che di fronte al niente esclama,appunto,“Ma il re è nudo”. Dunque,succede che il “bambino” Antonino Sollena- un giovane libero professionista che,vedi le cose della vita,collaboro’ in anni passati con Tele Jato la tivvu’ dei comunisti allora ospitata in una abitazione di via dell’Ospedale di Toto’ Inghilleri e comunque prima che vi approdasse Maniaci – una mattina di qualche giorno fa dal piano superiore della sua abitazione e dal balcone di via principe Umberto grido’ “il re è nudo” nel senso di riprendere il Maniaci posteggiare la sua auto davanti il suo garage Sollena violando cosi’ ,seppur momentaneamente,il divieto di autorizzazione alla sosta 
Ora io,diversamente da tanti commentatori del fatto,e che non sono stati pochi perché il video è stato visto ad oggi da oltre 22 mila persone,non concordo con chi sostiene che in questo caso il re nudo fosse Maniaci il quale,come qualunque altro cittadino puo’ trovarsi a violare le leggi,quanto chi davanti ad un abuso piuttosto che intervenire,NON VEDE,NON SENTE,NON PARLA come le tre famose scimmiette .Ad esempio uno di questi gentili primati è il Presidente Abbondio che alla fine dei consigli comunali consente a Maniaci non di restare nell’aula a svolgere la sua attività di giornalista cosa assolutamente legittima (vi ricordate?Per consentirgli di riprendere i lavori del consiglio comunale cui la maggioranza di Giordano si opponeva ,i soliti comunisti con a capo il capopopolo Ottavio Puleo, ovviamente sostenuti anche da altri e soprattutto dall’allora Presidente Piero Rao,fecero le barricate fino alla elaborazione ed approvazione di un relativo Regolarmente di uso della sala che poi a Maniaci ha consentito le riprese ) MA IN UN SUO ABITUDINARIO MONOLOGO all’interno di quell’aula luogo rappresentativo delle Istituzioni democratiche che definisce non solo Abbondio ma la schiera dei CONSIGLIERI “ muti ” sostenitori di Lo Biundo ,che-dice Maniaci,“sono consiglieri con la 104” cioè dei pesi sociali e politici e dunque assolutamente inutili per se e per gli altri . In
 una parola incapaci d’intendere e di volere.Ai giovani consiglieri comunisti riserva,pero’, il suo vocabolario piu’ raffinato ma sostanzialmente inutile perché costoro,è noto,sono abbastanza loquaci ,documentati e soprattutto non lo tengono in alcuna considerazione.Ovviamente Abbondio e i muti di contorno si guardano bene dal fiatare lasciandosi platealmente denigrare,irridire,ridicolizzare.Perché?Il perché me lo spiega il citato “don manzoniano” il quale,a giustificazione,sostiene D’AVERE PAURA di quello che Maniaci puo’ dire su di lui e su di loro usando la tivvu’ come una clava.E’ la stessa dichiarazione che Lo Biundo fece agli inquirenti quando lo interrogarono sulle somme che elargiva mensilmente a Maniaci pe la sua amica avendola anche assunta come puliziera ella sua stanza senza contratto alcuno e quindi “in nero”,col sostegno e la compiacenza degli altri assessori.Dichiara Lo Biundo agli inquirenti (Pagina 406 del Tribunale ordinario di Palermo Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari :”da circa un anno e,comunque dalla data di cessazione del servizio civico(dell’amica di Pino n.d.r.)ho mensilmente versato a MANIACI la somma di 50 euro che lo stesso mi indicava come denaro da dare alla ragazza…..La signora effettivamente ha continuato ad effettuare il servizio di pulizie all’interno della mia stanza e degli uffici adiacenti con gli stessi orari e le stesse modalità del periodo in cui prestava il servizio civico ... Mi sono prestato alla dazione di denaro nel timore che,in caso di rifiuto,Maniaci potesse mandare in onda sulla sua emittente servizi fortemente delegittimanti per me e la mia Giunta".
Dunque in questo caso che raccontiamo il re nudo non è Maniaci ma sono quei Vigili Urbani che occupavano quella mattina la vettura del Comando e chiamati dal dott. Sollena, prima si fermano,poi vanno avanti,si fermano ancora e infine ingranano e vanno via mentre Sollena li insegue,inutilmente,con le sue grida.Una scena, come avrebbe detto Mimmo Brigano’ “Tutto per ridere”.Quella pattuglia,probabilmente, la pensa su Maniaci come Lo Biundo, Abbondio e tutti i muti e silenziosi del Consiglio comunale e della città che non sono certo pochi e che si assommano a tanti altri quaquaraqua’.


P.S 1 : a Pinuzzu ,e per suo oltre che altrui conforto,voglio generosamente informarlo che sono sempre irrecuperabilmente comunista non pentito,iscritto a Rifondazione anche se momentaneamente AUTOSOSPESO e non partecipante alla vita del Partito per rispetto dello stesso e del Movimento”Partinico città d’Europa” cui ho aderito e che in un processo di trasversalismo virtuoso raccoglie ,come aderenti e sostenitori IL MEGLIO CULTURALE E POLITICO DI QUESTA CITTA’.
P.S 2: Non appena sarà decisa la qualifica da attribuire e al sottoscritto e al dott. Giuseppino Di Trapani all’interno del Movimento ( o il gatto o la volpe) gradirei avere assegnato il ruolo di volpe .Finalmente sarà la volta buona per capire ed imparare ( non è mai troppo tardi anche se alla mi veneranda età ) che no,nella vita ci sono persone che non cambieranno mai .Picchi’ cu’ nasci tunnu un po’ moriri quatratu.
Toti Costanzo

mercoledì 13 settembre 2017

LO STADIO COMUNALE, LO BIUNDO E I SUOI GIOCHETTI ELETTORALI (parte “2a “


Nel primo post pubblicato giorno 7.9 si poneva la questione del perche’ lo stadio comunale,come è in uso dire nell’ambiente calcistico,fosse diventato un “campo di patate” cioè un luogo sostanzialmente quasi impraticabile.Per chi non é a conoscenza dei fatti che narreremo,la domanda allora e’ questa:” Ma perché il Comune di Partinico ha ridotto cosi’ lo stadio?”Una domanda alla quale nessuno ha dato ad oggi risposta.Perché? Perche il sindaco che ha abbandonato la “barca” per personalistiche quanto ingiustificate ragioni aveva abituato la macchina burocratica al silenzio,al non dare risposte ai cittadini e neppure ai gruppi consiliari violando ED UMILIANDO le norme che regolano la vita democratica degli Enti locali.Tanto non succedeva alcunche’.Dunque ,sullo stadio, silenzio e pipa come soleva dire Ninuzzu Frisella .
MA CHI DOVEVA INTERVENIRE PER RENDERE FUNZIONALE LO STADIO? Chi,ad esempio,doveva smaltire i resti della stroncature delle siepi che giacevano ai bordi della pista e della recinzione e da poco eliminati solo per le proteste dei frequentatori?Se non fossimo in presenza di due delibere della Giunta Lo Biundo che citeremo, diremmo senza alcun dubbio: il Comune di Partinico.Almeno dopo la conclusione della stagione calcistica 2016/2017 .E allora come stanno le cose? 
CON LA DELIBERA n. 113 del 17 luglio del 2015 DELLA GIUNTA LO BIUNDO “si è concessa l’autorizzazione all’”ASD Audace Partinico-Borgetto”… per l’utilizzo dello stadio comunale per la stagione agonistica 2015/2016 per gi allenamenti e le partite ufficiali della 1° squadra,scuola calcio e settore giovanile “. E la società s’impegnava ad “ effettuare presso lo stadio comunale “G. La Franca” lavori di manutenzione ordinaria nonché della cura ordinaria dello spazio verde del campo”. Con successiva delibera (la n. 124 del 19.8.2015) alla società veniva anche concessa la gestione degli spazi pubblicitari presso lo stadio La Franca e il pallone tensostatico e “in cambio l’associazione avrebbe effettuato lavori di piccola manutenzione,sostituzione delle vetrate rotte presso lo stadio comunale e cura del verde”.E in effetti le opere citate nel 2015 sono state definite e con una cerimonia alla presenza dei dirigenti della società e del Presidente dell’osservatorio Sviluppo e legalità,inaugurate.Questa stessa delibera veniva,poi,riproposta ( firmatari Lo Biundo e tutti gli assessori con esclusione dell’assente avvocato Denaro)per la stagione 2016/2017 con n.113 di delibera di G.M. del 6.7.2016 .Dunque non esistono dubbi: gli interventi di manutenzione dell’impianto e della cura del verde e fino alla conclusione della stagione sportiva 2016/2017 erano a carico della società che ha avuto affidato lo stadio e la gestione della pubblicità esterna ed interna.E su questo non esistono dubbi per cui alla domanda di tanti “Ma se l’assessore allo sport non fosse stato Diego Campione,lo stadio sarebbe stato concesso alla società calcistica?”.La risposta é NO per la ragione che non c’è bene di proprietà comunale ceduto a privati da Lo Biundo che non si tratti di soggetti che a lui fanno riferimento in un rapporto di subordinazione politica.E ,anche se assolutamente noto come in città la famiglia Campione sia senza dubbio alcuno storicamente sempre impegnata, appassionata e competente nel calcio cittadino, tuttavia queste qualita’ e qualifiche non sarebbero state sufficienti per ottenere la gestione dello stadio attraverso la società.Faremo,quanto prima,l’elenco di beni comunali transitati nella disponibilità di soggetti subordinati politicamente, in modo particolare, all’ex sindaco. DUNQUE LO STADIO “ LA FRANCA CON LE DELIBERE CITATE TRANSITA DAL 2015 NELLA DISPONIBILITA’ DELLA SOCIETA’ “ASD AUDACE-BORGETTO” ED ORA “PARTINICAUDACE”. Per cui fino alla conclusione della stagione calcistica 2016/2017 lo stadio era subordinato ,nella manutenzione e nella cura del verde,alla società di calcio concessionaria. 
MA C’E’ UNULTIMA GRAVE QUESTIONE CHE NON VA TACIUTA. Poteva la Giunta Lo Biundo concedere alla società calcistica lo stadio comunale e la gestione della pubblicità? NON POTEVA.Il perché lo troviamo all’art. 6 del “Regolamento comunale di concessione e/o gestione degli impianti sportivi comunali” in vigore e approvato dal Consiglio comunale del 17.3.2009 con la delibera n. 20 che ,prevede come l’affidamento degli impianti sportivi comunali debba avvenire mediante “procedura di evidenza pubblica(aperta,ristretta, negoziata)”.In una parola:se l’amministrazione intende affidare in gestione un impianto sportivo( come il caso dello stadio n.d.r.) deve verificare la eventuale disponibililtà di associazioni ,società ed anche privati interessati alla gestione e poi affidarlo al proponente le condizioni migliori.Le ragioni di questo affidamento diretto in violazione del Regolamento, e dunque della Legge? Penso che la risposta la si deduca dalla lettura del post.Nelle foto:lo stadio La Franca.
Toti Costanzo

venerdì 8 settembre 2017

LO STADIO COMUNALE, LO BIUNDO E I SUOI GIOCHETTI ELETTORALI (1a parte). La 2a sarà pubblicata Lunedi 11cm.


UNA PREMESSA E’ D’OBBLIGO : chi scrive é stato:modesto atleta nelle file del Liceo classico “G. Garibaldi “ di Partinico,modesto portiere nella juniores del Partinicaudace quando giocavamo alla Casa del fanciullo,modesto allievo dell’ISEF di Palermo,per 37 anni modesto docente di Educazione fisica.E poi sempre modestamente Presidente ad oggi del Centro Sportivo Rinascita costruttore insieme a Nino Savarino ed Alberto Parra di una delle piu’ belle e prestigiose società di pallavolo maschile e femminile ,organizzatore tra le altre cose di indimenticabili tornei internazionali di pallavolo femminile sempre con Nino,Alberto e Maurizio Palazzolo,regate di windsurf a Trappeto,tornei di equitazione in campi approntati a Partinico ,gare regionali di sci nautico presso l’invaso Poma,dirigente ed allenatore dell’Atletica Partinico, dirigente ed allenatore della prima squadra di basket della nostra città,realizzatore di un impianto da tennis in contrada Timpanella con relative squadre e tornei.Fautore con Masetto Aiello,Nino Bertolino,Toto’Vecchio,Vincenzo Segesta,Tanino Cannizzo e Nardo D’orio della costruzione della pista di atletica leggera allo stadio comunale,organizzatore con gli amici citati di gare internazionali e campionati nazionali di atletica leggera,sostenitore del progetto di realizzazione della ex piscina intercomunale di via Mulini,del Progetto di un impianto di canottaggio al Lago Poma,teorico di “PARTINICO CITTA’ DI SPORT”.
CIOE’:se hai la piscina olimpionica intercomunale,il campo di calcio con pista di atletica,il campo di canottaggio e sci nautico,di equitazione,da tennis,a pista per il galoppo (ci provo’ Pino Lombardo che io condivisi contro i teorici di cavallo uguale mafia) ,campi di calcio a 5 ,pista di go-kart,di motocross E IL COMUNE NE COORDINA LE ATTIVITA',Partinico che ha anche un buon patrimonio ricettivo e il mare a pochi chilometri, ma non è città turistica nel senso della sua tradizionale definizione,diventa città di sport cioè città del TURISMO SPORTIVO, il solo turismo che la città avrebbe potuto ed ancora potrebbe sviluppare.Da assessore allo sport nel 1999 allo stadio comunale ospitammo con la Don Bosco alcune partite del Torneo nazionale di calcio minorile Costa Gaia di Alcamo realizzando sempre con l’ultima Giunta di Gigia Cannizzo uno stadio di prim’ordine con manto erboso e relativo sistema di irrigazione,drenaggio,tribune con seggiole, potenziamento dell’impianto di illuminazione, delle cisterne con l’acqua alimentate dall’invaso Poma E SOPRATTUTTO LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI(compreso il pallone tensostatico) SOLO CON PERSONALE DEL COMUNE DI PARTINICO: dipendenti che si occupavano di pulire gli ambienti,curare il verde,custodire ed operare le manutenzioni sia dello stadio che del pallone .Poi arrivarono i Giordano,i Lo Biundo,i Pantaleo,gli Albiolo e compagnia.Il risultato è sotto gli occhi di tutta la città.Dichiaro, con l’occasione,che dopo tutte queste “benemerenze sportive” non sono stato mai PRESIDENTE ONORARIO di alcunche’.Dunque amo lo sport ,apprezzo gli atleti e i loro sacrifici, il pubblico che sostiene e contribuisce ,i dirigenti disinteressati ma DISPREZZO quegli amministratori che intendono sfruttare lo sport per meschine finalità di clientela.L'ex sindaco è stato uno di questi facendosi nominare, appunto presidente onorario del Partrinicaudace.Il perché lo spiegheremo nella seconda puntata. 
Fatta questa premessa andiamo al dunque e cerchiamo di capire quel che accade allo stadio comunale , cosa sia diventato prima con Giordano e poi con Lo Biundo questo impianto che con Gigia intitolammo all’avvocato “G.La Franca” ucciso dalla mafia dei Vitale ”.Fondo campo desolato,impraticabile al punto che la squadra del Partinicaudace (che aveva ottenuto la concessione e di cui parlero’ in seguito) sarà costretta a giocare questo campionato nel campo in erba sintetica (ne hanno uno sia Borgetto che Giardinello) di Tommaso Natale.La gloriosa don Bosco di don Pino Provenzano e Franco Geraci ,anch’essa militante nello stesso campionato,per ragioni economiche si sobbarcherà a giocare al “La Franca” caricandosi di oneri e costi non sempre sopportabili per chi pratica lo sport con passione e generosità .Tra l’altro l’’impianto per ospitare pubblico, ha bisogno dell’autorizzazione dell’apposita Commissione.Dunque il Partinicaudace ,titolare già dall’anno 2015/2016 di una concessione dello stadio e rinnovata per il 2016/2017,che ha anche ottenuto la gestione della pubblicità interna ed esterna come è possibile verificare ,di fatto lo ha abbandonato al punto (come si nota dalle immagini allegate al post)che,ad esempio,non solo il fondo campo non e’piu’ curato ma tutte le siepi sono state tranciate ed abbandonate ai bordi della pista e della recinzione.(CONTINUA LUNEDI 11)-Nelle fote lo stadio oggi.
Toti Costanzo

domenica 3 settembre 2017

LUI ,LEI E LA CONQUISTA DELLA PRIMA FILA – OVVEROSSIA,VICENDA BERTOLINO E DINTORNI


Chi ha lunga memoria e non banalizza o sottovaluta le questioni legate agli interessi dell’industriale Bertolino,ai suoi rapporti con i poteri pubblici partendo dai governi cittadini ,ricorda molto bene alcuni avvenimenti che hanno caratterizzato la lunga battaglia condotta in primis dai comunisti di Partinico(vecchi e nuovi ) sulle prime vicende che passarono alla storia come “Il mare color del vino”.E ricordano sicuramente(era il 1984) l’occupazione che definimmo “cilena” del Comune di Partinico quando un esercito di camionisti trasportatori di vinacce ed affini alla distillazione, invase e circondo’ Piazza Municipio ed alcuni di questi chiedevano di sapere “cu eranu sti’ comunisti che volevano fare chiudere la distilleria”.E poi un altro episodio sempre nel 1984 che ha visto la proprietaria insieme ad alcuni suoi “lavoratori” presenziare ad un Consiglio comunale seduti occupando tutta la prima fila riservata al pubblico mentre ad opporsi ovviamente con serie argomentazioni i consiglieri comunali del PCI quando quelli del pentapartito tentennavano o colludevano cosi’ come tentennavano o colludevano soprattutto gli amministratori di Trappeto e Balestrate che ,piuttosto che difendere il loro mare, nicchiavano o balbettavano quando non manifestavano palese complicità .E poi ancora nel 1992 ,ancora un Consiglio comunale convocato sulla vicenda con i “lavoratori” della Bertolino a presidiare la scalinata nell’androne del Palazzo municipale perché “ vulemu taliari n’ta facci chisti che non ci vogliono fare lavorare ”.E ancora lei seduta in prima fila ,spalleggiata da supporter e fans ad assistere e nel caso anche a interrompere il dibattito in svolgimento.Una lunga storia,questa della distilleria, che dura da 33 anni (una nostra intera vita) alla quale non solo non è stata posta la parola fine ma si continua, si rilancia, si dilata e si percepisce sempre piu’ stretto il rapporto tra politica e impresa. La politica, dunque,come strumento per superare ostacoli e difficoltà.Come non ricordare le elezioni comunali che videro negli anni ‘80 addirittura il figlio della industriale, Michele Gulino,diventare consigliere comunale nel Partito di Salvatore Cintola che in quella tornata elettorale raddoppio’ voti e consiglieri aprendo un varco profondo nella storica alleanza con la DC di Partinico ? Ma mai un sindaco della nostra città,palesemente, ha parteggiato per l’ndustriale .Mai un sindaco pubblicamente si è manifestato personalmente interessato. Bisognava arrivare al mandato di Lo Biundo per avere un primo cittadino schierato palesemente a sostegno della “delocalizzazione della distilleria”,una eufemistica definizione per definire un altro processo .Ovviamente si tratta di un tentativo di mistificare la realtà e verità che è semplice : non la delocalizzazione della distilleria a Bosco avverrà ,quanto la costruzione di un nuovo insediamento industriale diverso dall’attuale anche nella sua funzione .Cosa lavorera’?Quando in un recente Consiglio comunale il prof. Michele Chimenti ,di fronte ad una dichiarazione del Lo Biundo che escludeva la trasformazione dei rifiuti in energia nel nuovo impianto di Bosco, chiese che tale dichiarazione venisse inserita dentro la Convenzione che si andava ad approvare, TROVO’ IL RIFIUTO da parte dei consiglieri comunali che fanno riferimento all’ex sindaco .Si tratta di quei consiglieri comunali disposti a votare la qualunque.Compreso il Presidente del Consiglio,Aiello.Infatti hanno votato tutte le privatizzazioni:dei servizi di raccolta dei rifiuti, dell’illuminazione pubblica,DEL NOSTRO CIMITERO, dell’acqua. Si anche dell’acqua all’AMAP per 30 anni.Ragion per cui ,di recente, un esponente politico della sinistra palermitana dava per certo che il Lo Biundo sarà inserito non nella lista del PD (e non certo perché si vergognano d’averlo in lista in ragione anche della vicenda Maniaci) ma in quella di Orlando,la cosidetta lista dei sindaci. Se cosi’ sarà chiara, allora ,la ragione per cui Orlando lo faceva nominare tra i 5 vice presidenti dell’ANCI Sicilia oltre che in un organismo di gestione dell’AMAP. Dunque mentre anche gli amministratori del Comune cambiano,gli interessi dell’industriale partinicese non mutano ,anzi si rafforzano con le varianti approvate.Con la differenza rispetto al passato che una volta quando si discuteva di distilleria a presenziare i Consigli comunali era la stessa signora Bertolino e i suoi lavoratori piazzati in prima fila, mentre nell'ultimo Consiglio di martedì scorso a presidiare il prima fila s’è piazzato l’ex sindaco che come Schettino ha abbandonato la nave-Comune al suo destino con la speranza di salvarsi. Ma la vicenda di Schettino, come sappiamo,non fini’ certamente bene .
Toti Costanzo

lunedì 28 agosto 2017

SULLA BAIA DI SAN CATALDO ,UNA PROPOSTA NON PIU’ RINVIABILE


C’è una parte di opinione pubblica interterritoriale (Partinico,Trappeto,Terrasini) che non intende rinunciare all’idea che il territorio vada salvaguardato,utilizzato con finalità sociali e difeso dagli speculatori, dalla malapolitica e dalla mafia. Chi ieri si e’ recato a S. Cataldo,ed eravamo tantissimi accogliendo l’invito di Legambiente(determinante la caparbietà di Maria Teresa Noto presidente del circolo di Partinico nell’organizzare l’iniziativa ) , ha voluto testimoniare impegno e inflessibilità perche’ amministratori collusi, industriali spregiudicati, attività economiche fuori da ogni controllo ,cittadini che hanno costruito in ogni dove scaricando dentro il Puddastra e quindi nel Nocella e infine nel mare residui delle lavorazioni, liquami ,rifiuti di ogni genere, non l’abbiano ad averla vinta e continuare a degradare un pezzo di bellissima costa che attiene alla giurisdizione di Trappeto e Terrasini ma sicuramente è parte integrante della storia di Partinico.Non a caso la presenza dei Partinicesi è stata massiccia cosi’ come significativa quella del sindaco di Terrasini, Giosue’ Maniaci, della consigliera 5 stelle Eva Deak ,di circoli territoriali di Legambiente col Presidente regionale Zanna,associazioni come Cittadinanza attiva, Osservatorio per lo sviluppo e la legalità, Gruppo studi e ricerche,e tanti cittadini che amano quei luoghi .Suggestiva la cerimonia all’interno della chiesetta (in fase di inizio degrado tutta la copertura in legno, privata ormai dell’impianto di illuminazione e della videosorveglianza,delle vetrate d’ingresso, della scaletta d’accesso)con la benedizioni di animali da parte dell’Arciprete di Terrasini,Cannella. TUTTA L'AREA DI S. CATALDO E' UN GRANDE IMMONDEZZAIO , il Comune di Terrasini ha ricevuto in affidamento l’ex villa degli Amoroso confiscata e continuamente oggetto di incursioni dei vandali, la famiglia Rizzuto erede degli Amoroso mantiene la proprietà della parte restante che comprende anche la strada interna una volta agibile che porta dalla SS 113 a Sa Cataldo.Devastata l’ex trazzera regia che era stata sistemata, insieme al recupero dell’antica chiesetta,dall’ex sindaco di Terrasini Carrara.E poi il Nocella che continua a sversare nel mare milioni di acque luride che lo rendono uno dei luoghi piu’ inquinati della costa occidentale di Palermo e Trapani mentre la parte di territorio lato Trappeto é oggetto di progressiva, sconsiderata urbanizzazione. 
Alcuni mesi prima del rinnovo del Consiglio comunale di Trappeto ha avuto luogo nella sala consiliare di quel Comune un incontro tra i Sindaci di Trappeto Pino Vitale( un sindaco, insieme alla sua Giunta, attento e sensibilissimo alla problematica), quelli di Terrasini e Partinico,il consigliere Ricupati di Cambiamo Partinico e la consigliera Deak,il Forum Calarossa-Associazione Impastato,il Movimento Partinico Città d’Europa. In quella occasione ebbi a ricordare come il soggetto inquinante della baia di S. Cataldo fosse principalmente la nostra città,che non servivano i ciclici controlli che hanno sempre rappresentato un temporaneo deterrente per ricominciare subito dopo mentre, al contrario,per riequilibrare quel territorio restituendolo al suo antico splendore dove negli anni '70 soggiornavano i turisti di Città del mare e il nostro Gruppo studi e ricerche con Masetto Aiello ritrovava utilissimi reperti archeologici che servirono allo studioso VittorioGiustolisi per realizzare la pubblicazione "Parthenicum e le acquae segestane",BISOGNAVA:
1) costituire un Consorzio tra i Comuni di Trappeto e Terrasini con la partecipazione volontaria anche di associazioni che tutelano il territorio ,della Parrocchia proprietaria della chiesetta e di un’area circostante ,con lo scopo di individuare un solo organismo pubblico di gestione.
2)recuperare il progetto giacente alla Provincia di Palermo di realizzazione di un impianto di depurazione con pennello a mare nei pressi della foce del Nocella.Il progetto era stato redatto ,finanziato ed appaltato dal Consorzio per il disinquinamento dell’Area del Partinicese e prima che ,sciaguratamente, questo venisse irragionevolmente sciolto.
3) ripristinare la funzionalità della vecchia trazzera che va dalla SS.113 alla chiesetta .
Ancora ieri il sindaco di Terrasini e la consigliera Deak manifestavano la loro volontà a proseguire nel percorso già individuato a Trappeto.Ed é su questo che bisogna con pazienza lavorare.
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sabato 19 agosto 2017

IL MIO “FIORETTO “ PER EMILIANO.


Si chiamava( e forse ancora si chiama cosi’) “fioretto” .Era il sacrificio cui ci sottoponevamo da ragazzini quando il delegato o il sacerdote che ci seguiva nell’Azione cattolica ,lo chiedeva. Si trattava di un sacrificio seppur piccolo che ,in genere,dedicavamo alla Madonna.E il fioretto era la privazione di qualcosa di cui avevamo piacere.Pensavo a questo nello scrivere questo post. Mi chiedevo: cosa posso “offrire” ad Emiliano(oltre stima,affetto e solidarietà ) ingiustamente privato della libertà in un Paese verso il quale non ho mai provato un sentimento di solidarietà -e non solo per i crimini commessi contro l’umanità durante la seconda guerra mondiale da quel popolo - per essere responsabile ,oggi, delle situazioni economiche di precarietà che viviamo anche nel nostro Paese a causa delle sue politiche ?Trovavo e trovo incomprensibile e ingiustificato come si possa privare della libertà e trattare come malfattori dei giovani carichi di forti sentimenti di solidarietà nei confronti dei popoli oppressi da 20 capi di governo che dispongono della nostra vita e verso i quali ad Amburgo andavano ad esprimere il loro dissenso.E trovavo gravissimo che la stampa nazionale ed il Governo tacessero su questa vicenda.Cosi’ come taceva il giornale che compro fin dalla sua nascita (2009) SENZA AVER FATTO MAI MANCARE IL MIO QUOTIDIANO CONTRIBUTO al suo sostegno considerandolo un libero strumento senza padroni e padrini ,che combatteva le battaglie piu’ condivisibili sul piano politico cosi come le combatté la “mia”Unità” fino quando fu “giornale Comunista fondato da Antonio Gramsci”.
E scrissi ,il 30 luglio,una lettera al suo Direttore che trascrivo:
Egr. Direttore, dalle giornate del G20 ad Amburgo ad oggi alcune decine di giovani , tra cui 6 siciliani, restano trattenuti nelle carceri di quella città .Tra questi ,Emiliano Puleo militante e dirigente del Circolo “Peppino Impastato” del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico ,la nostra città nota alle cronache per sofisticazione, droga, mafia, malapolitica . Dalla stampa nazionale, con esclusione della locale, il silenzio è calato sulla vicenda.Lo stesso silenzio che registro anche dal mio giornale,Il Fatto Quotidiano insieme ,purtroppo,a quello della redazione palermitana.Eppure Il Fatto si è sempre distinto quale strumento a sostegno delle giusta battaglie come quella che i compagni hanno condotto ad Amburgo, manifestando contro i potenti del mondo e le loro disastrose politiche .Ci chiediamo: perché? Emiliano è un giovane di 30 anni laureando alla facoltà di Agraria di Palermo,impegnato nella conduzione delle serre della sua famiglia in un lavoro duro,difficile che lo impegna quasi un intero anno.Potrebbe godersi le sue ferie nel nostro splendido mare, con la sua ragazza ,la sua famiglia, gli amici e i compagni.Ha scelto di utilizzare la pausa lavorativa per manifestare la’ dove i potenti del mondo si incontravano per decidere della vita di milioni di uomini.Un giovane generoso,dunque, carico di valori, solidale con quanti non hanno nulla se non le proprie catene.Lui che,al contrario,ha tanto accompagnato da passione civile e generosità che sta’ pagando, nel silenzio di tanti, a caro prezzo.Grazie dell’ospitalità. Toti Costanzo .
NON OTTENGO alcuna risposta .Attendo alcuni giorni .E' risaputo che i giornali ricevono tante lettere. Attendo ma ancora nessuna risposta .
Riscrivo.
Egr. Travaglio, la nota inviata sulla vicenda degli arresti ad Amburgo di alcuni giovani ,tra cui Emiliano Puleo, non aveva lo scopo di una sua pubblicazione quanto di un interessamento sulla vicenda da parte del giornale che sostengo fin dalla sua nascita senza mai perdere un numero perché lo reputo ,com’e’ , non asservito e meno che mai compiacente. Chiedevo l’attenzione del giornale e non sostegno delle nostre ragioni che vedono ancora in galera ,come un malfattore, un giovane di cui mi onoro d’essere amico e compagno. Invece il silenzio,come quello di tutta la stampa nazionale e soprattutto del Governo assai loquace quando si tratta di difendere le banche e altri affari. Deluso? Forse si’ ma forse consapevole che non TUTTE le questioni interessano un giornale anche se vivo,vivace,combattente,che ha riempito ed arricchito la mia esistenza confermandomi,pero’,nella consapevolezza che un altro mondo è possibile anche senza il Fatto Quotidiano.Toti Costanzo .
Caro Emiliano oltre l’amicizia, l’affetto ,la stima e la solidarietà ti offro questo “fioretto”.Non ho altro se non la certezza che ti riabbracceremo presto.

domenica 30 luglio 2017













L'immagine può contenere: una o più persone e folla

Ieri all’Astoria di Palermo in una sala strapiena di un arcipelago di compagni della sinistra cosidetta alternativa e ampiamente diffusa in Sicilia si è data vita alla speranza di una Sicilia liberata dalla malapolitica e dalla mafia . Presenti insieme a gruppi ,movimenti, sindacalisti  la segreteria regionale di Rifondazione ,del PCI,Possibile,di Rinnovamente Sociaista . E’ la risposta “dal basso” all’immobilismo dei Partiti  della sinistra siciliana, soprattutto Sinistra Italiana e Art. 1 ,alle porte di una grande battaglia elettorale che dovrebbe liberare la Sicilia non solo dal crocettismo (mistificazione, antimafiosità da cabaret,dissipazione delle risorse, clientele, fazioni, grumi di potere) ma dal ritorno di quella destra che abbiamo già conosciuto alla guida di tanti Comuni e della stessa nostra Regione.Ovviamente una Sinistra alternativa al renzismo siciliano in tutte le sue declinazioni piu’ o meno mascherate. Un compito difficile se consideriamo come soprattutto a Palermo l’Orlandismo che ha riconquistato la città ,col suo progetto della lista dei sindaci abbia spaccato una parte della Sinistra e frenato un processo di aggregazione che non puo’ e non deve piu’ attendere .Ricomporre quella Sinistra che si battè non solo per Rita Borsellino ma nelle ultime lezioni anche per la Marano che ha dovuto sostituire precipitosamente Claudio Fava indicato a guidare la coalizione siciliana contro Crocetta, Musumeci,Cancelleri del Movi 5 stelle,è il compito di chi ieri era presente all’Astoria. Ottavio Navarra giovane editore e già deputato nazionale e regionale dei Democratici di Sinistra ha messo a disposizione del progetto il suo impegno pronto a fare un passo indietro nel caso di una raggiunta unità con altri Partiti e movimenti della sinistra siciliana come SI , ART.1 e la componente palermitana di Rifondazione.Si respirava entusiasmo ed impegno ieri anche perché questa sinistra non piu’ giovanissima ma ancora piena di impegno ed interesse rappresenta la parte piu’ generosa e disinteressata del nostro popolo che abbiamo il dovere di sostenere nelle forme e nei modi in cui questo sarà possibile.
Toti Costanzo

giovedì 20 luglio 2017

CI VOLEVA UN COMMISSARIO...










A Partinico al posto del dimissionario sindaco ci voleva un Commissario con gli stessi poteri per:

1)ripulire dal fogliame e dagli arbusti la VILLA COMUNALE lasciata in stato di abbandono e degrado;

2)scegliere il NUCLEO DI VALUTAZIONE attraverso un pubblico avviso come avviene nella stragrande maggioranza dei comuni;


3)discutere ed operare per il recupero di beni monumentali in stato di abbandono come PALAZZO RAMO e il PATRIMONIO ARCHIVISTICO;
4)restituire ruolo e dinamismo al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Nella foto il Palazzo Ramo com'era nel 1982

giovedì 13 luglio 2017

CARO COMPAGNO EMILIANO, I COMUNISTI SIAMO FIERI DI TE


















Ieri sera Emiliano seppure assente e dentro il Circolo dedicato a Peppino Impastato dove si erano portati tanti giovani compagni ed amici per solidarizzare con lui e chiederne il rilascio alle autorità tedesche ,è riuscito a fare emozionare perfino “un duro” come Giacomino Minore. Vecchi ma soprattutto giovani comunisti non usi alle emozioni facili costretti dalla dura lotta politica ad essere talmente razionali da sembrare ,a volte, perfino privi di sensibilità,ascoltavano in diretta telefonica e con una comprensibile preoccupazione la versione dei fatti che hanno portato al fermo di Emiliano ,e dalla eurodeputata comunista Forenza anch’essa trattenuta e poi rilasciata ad Amburgo in quanto manifestante contro i cosidetti potenti del mondo e da Erasmo Palazzotto parlamentare di Sinistra italiana ma già compagno cresciuto nel Partito della Rifondazione Comunista. Emiliano libero, Emiliano che possa ritornare presto a casa, Emiliano che fa onore ai comunisti partinicesi. Lui ha trent’anni e per la prima volta nella sua giovane vita di comunista anche se di manifestazioni ne ha fatto tante,subiva una palese,ingiusta azione repressiva, una gratuita violenza da parte della polizia tedesca che non è diversa alla nostra o dalle polizie che insanguinano ogni giorno tante parti del mondo. Ovunque sempre la stessa a difesa dei potenti, del capitale, degli interessi dei ricchi e contro inermi giovani (giovani che,ovviamente, nulla hanno che vedere con i cosidetti black block) che partivano dalle parti piu’ disparate dell’Europa per dire che un nuovo mondo è ancora possibile da costruire nel nostro vecchio continente.Il comunista Emiliano a trent’anni ha dovuto sicuramente vivere una forte emozione legata alla perdita, seppur momentanea della libertà, mentre io a trent’anni entravo nel piu’ grande Partito Comunista d’Europa che, al contrario, la libertà me la faceva acquistare . Ed era la libertà che rompeva gli orpelli di una vecchia,superata ideologia che nulla aveva a che dividere col pensiero rivoluzionario di Cristo ,che ti faceva abbandonare i sensi di colpa “per avere peccato”,del dare a Cesare quel che è di Cesare quando invece Cesare ti spogliava di tutto, perfino della tua dignità di uomo. Un parallelismo che mi portava a riflettere sulla ancora tanta strada da fare perché l’uomo possa liberarsi dalle sue catene.Riflettevo ieri sera mentre intervenivano i compagni o Filippo Aiello, Jerry Vergara o Vincenzo Ponzini con una lucidissima analisi sulle ragioni del dovere manifestare contro chi umilia milioni di uomi e donne ,e riflettevo sul fatto che in una importante città tedesca oltre 200 mila manifestati avevano detto no ai rapinatori di futuro.Ed erano 200 mila uomini e donne provenienti da tanti Paesi ma tutti accomunati dallo stesso sentimento, dalle stesse ragioni.Erano uomini e donne in perfetta sintonia tra di loro.E per essere in quel luogo costoro,ciascuno per suo conto,avevano sicuramente maturato il convincimento che la lotta politica di liberazione non è facile, non è semplice ma che è l’unico strumento liberatorio. E perché ciascuno di loro approdasse ad Amburgo era accaduto che nelle loro città,nei Comuni di provenienza si erano nel tempo formate della coscienze rivoluzionarie ciascuna per proprio conto ma tutte in sintonia tra di loro, tutte legate da un invisibile,ideale filo . Un miracolo cui soltanto l’ideologia puo’ dare vita.E in quei oltre 200 mila, da Partinico una delle tante piccole, sperdute città del sud carica di problemi, squassata dalla malapolitica, dalla mafia, da un’economia in ginocchio una coscienza aveva deciso che il suo posto era li’,quel giorno, per quelle giuste ragioni. Emiliano è ancora ad Amburgo, ancora trattenuto. Ma verrà ed anche presto . Noi lo aspettiamo per dirgli: come comunisti, come uomini siamo fieri di te.
Toti Costanzo